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I matrimoni misti

I matrimoni misti
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Elena Dolcetti
Redazione
Psicologa ad orientamento Sistemico-relazionale
Unobravo
Pubblicato il

Le coppie miste sono diverse dalle altre? Alcuni studiosi sostengono che definire una coppia mista come diversa, equivarrebbe ad “etichettarla” a livello sociale e culturale. Si possono però rintracciare delle differenze nei partner di coppie miste rispetto ai partner delle altre coppie, riconducibili a fattori:

  • culturali;
  • religiosi;
  • razziali;
  • etnici.

Una coppia mista (o interculturale) è composta da partner che appartengono a culture considerate diverse che possono aver sperimentato la migrazione di almeno uno dei due membri o della sua famiglia di origine.

Il processo di scelta in una coppia mista

In passato si riteneva che la scelta di un partner straniero fosse attribuibile ad un desiderio di vendetta o rifiuto rispetto al proprio gruppo culturale, oppure ad una sfida verso le autorità genitoriali o i pregiudizi sociali.

Dagli anni Ottanta c’è stato un processo di “normalizzazione” del fenomeno dei matrimoni misti. Ma cosa porta alla scelta di un partner appartenente a un’altra cultura? Le differenze culturali si sono rivelate un fattore di attrazione nella fase di formazione della coppia, sia per complementarietà psichica, sia per motivazioni anticonvenzionali, sia per agevolare l’accesso nel nuovo Paese.

Dal punto di vista dei partner stranieri, alcuni ricercatori hanno individuato due tipologie di matrimoni misti:

  1. il matrimonio strumentale, messo in atto per avere il permesso di restare nel Paese ospite e acquisire una posizione sociale. In genere avviene quando la migrazione deriva da pesanti bisogni economici e politico-sociali;
  2. il matrimonio come possibilità di incontro dell’altro e della sua diversità culturale, più frequente in quelle situazioni in cui la migrazione ha l’obiettivo di esplorare realtà diverse.
Jasmine Carter - Pexels

Dalla scelta al patto

Sono stati individuati tre tipi di patti che fondano i legami di coppie miste:

  1. il patto di convenienza: legami senza eccessivo coinvolgimento emotivo di coppia, utili al raggiungimento di obiettivi personali;
  2. il patto consolatorio: legami ricercati per colmare il senso di vuoto derivante da relazioni precedenti con persone della stessa cultura o rete sociale;
  3. il patto integrativo: legame solido con chiara identità personale e sociale, forte alleanza di coppia.

Rapporto con le famiglie d’origine

Le coppie miste, nel costruire la propria identità, devono intraprendere una transizione culturale che implica una costante negoziazione circa le diverse visioni del mondo, prendendosi cura delle radici culturali del loro legame.

Nelle famiglie d’origine di entrambi i partner, può manifestarsi in un primo momento un disorientamento, uno shock che potrebbe ostacolare la relazione. Nelle famiglie migranti c’è spesso il timore che il figlio possa perdere le proprie radici culturali nella relazione con un partner di cultura diversa.

Per le famiglie di entrambe le culture è come se, attraverso la scelta di questo “altro” estraneo, si percepisse indirettamente il rifiuto dell’appartenenza e il disconoscimento dell’eredità familiare, una sorta di minaccia e rottura alla continuità culturale e familiare.

Il rapporto con la diversità

Inizialmente, la reazione ostile e di rifiuto delle famiglie di origine, è piuttosto normale. Tale reazione dipenderà in modo predominante dal tema dell’accettazione della diversità, presente nella famiglia in questione. In genere, con il passare del tempo, le famiglie si avvicinano allo stadio di “universalismo”, ossia l’atteggiamento di riconoscere la ricchezza dell’unione interculturale, alternando fasi di rifiuto, ostilità, resistenza, accettazione, fino a giungere al rispetto del legame e al transculturalismo.

Vidal Balielo Jr. - Pexels

Genitorialità nella coppia mista

Un’altra sfida per le coppie miste è il percorso che conduce alla genitorialità. I genitori dovranno confrontarsi con le loro differenze culturali per:

  • la scelta del nome del figlio;
  • le peculiari modalità di gestione del ruolo genitoriale;
  • il coinvolgimento delle famiglie di origine nella crescita del bambino;
  • l’educazione alla religione o alla lingua da parlare in casa.

Sono solo alcuni esempi delle sfide che i neo-genitori si troveranno ad affrontare. Ai partner è richiesto di attivare delle strategie di coping che consentano ai figli di accedere ad entrambi i sistemi culturali e di valori e, al tempo stesso, di crearsi un’identità propria, altra e nuova. Inevitabilmente, l’esito positivo di questo passaggio, richiede una continua negoziazione ed un grande lavoro della coppia in particolare, ma anche dei sistemi familiari “allargati”.

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