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Psicologia dell’adolescenza
5
minuti di lettura

Comportamenti a rischio in adolescenza: cosa possono fare i genitori?

Comportamenti a rischio in adolescenza: cosa possono fare i genitori?
Maria Elisa Fontana
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
26.1.2026
Comportamenti a rischio in adolescenza: cosa possono fare i genitori?
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Essere genitori è una delle più grandi sfide della vita, soprattutto quando il proprio figlio entra nella fase dell’adolescenza. Questo periodo implica una serie di cambiamenti sul piano fisico, psicologico e comportamentale che possono mettere in crisi non solo il giovane, ma anche i suoi adulti di riferimento. In questa fase possono emergere comportamenti e atteggiamenti che diventano fonte di preoccupazione per i familiari, che spesso si sentono inermi e privi di risorse per affrontarli.

L’obiettivo di questo articolo è aiutare i genitori a orientarsi nel complesso mondo adolescenziale, per comprendere il significato delle condotte dei propri figli e offrire utili linee guida per esercitare al meglio le funzioni di cura e protezione.

Le caratteristiche principali dell’adolescenza

Per comprendere a fondo gli atteggiamenti e i comportamenti tipici di questa fase della vita, è importante conoscere le principali aree di sviluppo che interessano l'adolescenza in psicologia. L’adolescente è infatti impegnato in processi di crescita e cambiamento che riguardano:

  • lo sviluppo fisico-corporeo e sessuale
  • lo sviluppo cognitivo
  • lo sviluppo emotivo-affettivo.

Le trasformazioni che coinvolgono queste aree hanno notevoli implicazioni su:

  • identità personale
  • atteggiamenti e comportamenti
  • relazioni sociali (in famiglia, a scuola, nella comunità).
Cottonbro - Pexels

I comportamenti a rischio in adolescenza

Durante questo periodo di grandi cambiamenti dell'adolescenza, può succedere che il giovane assuma condotte che mettono a rischio se stesso o gli altri. Perché accade? L’adolescente è impegnato in un processo di esplorazione di sé e delle nuove caratteristiche personali che riguardano il corpo, il pensiero, le possibilità di azione e le relazioni con i coetanei.

In questo percorso di sperimentazione, può capitare che il giovane commetta errori dovuti a diversi motivi, come:

  • scarsa esperienza
  • pressione sociale dei pari
  • volontà di infrangere le regole
  • tendenza a spingersi al limite delle proprie capacità
  • desiderio di autonomia rispetto agli adulti di riferimento
  • provocazione e ricerca di attenzione.

Le ragioni che stanno dietro a questi comportamenti possono essere molteplici. Tuttavia, il filo conduttore che li lega è la costante ricerca di una nuova identità, in cui diventano necessari i processi di esplorazione e sperimentazione di sé e del mondo circostante.

Solo così il giovane potrà intraprendere il complesso percorso che lo porterà dalla condizione di bambino a quella di adulto.

Tipologie di comportamenti a rischio in adolescenza: una panoramica aggiornata

I comportamenti a rischio in adolescenza possono assumere forme diverse e spesso si manifestano in modo trasversale tra i giovani. Comprendere le principali tipologie può aiutare a riconoscere precocemente segnali di disagio e a intervenire in modo mirato.

Secondo il rapporto ESPAD® Italia 2023 del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), alcune delle categorie più diffuse di comportamenti a rischio tra gli adolescenti italiani includono:

  • Uso di sostanze psicoattive: alcol, tabacco e droghe (cannabis, cocaina, ecstasy) rimangono tra i comportamenti più comuni. Nel 2022, il 48% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha riferito di aver consumato alcolici nell’ultimo mese, mentre il 27% ha fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno (CNR, 2023). Il fenomeno del binge drinking—definito come l’assunzione di 5 o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi—risulta più frequente nei ragazzi (22,8%) rispetto alle ragazze (17,1%), con un aumento significativo con l’età: tra i quindicenni, il 43,4% dei ragazzi e il 37,1% delle ragazze riferiscono questo comportamento, e i dati mostrano un incremento rispetto al 2014 ("Comportamenti a rischio...", 2018) .
  • Comportamenti sessuali a rischio: l’inizio precoce dell’attività sessuale, la mancanza di protezione e la scarsa informazione espongono i giovani a infezioni sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate; secondo l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, circa il 20% degli adolescenti italiani dichiara di non utilizzare regolarmente metodi contraccettivi.
  • Disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia e binge eating sono segnalati in aumento tra i giovani; l’Istituto Superiore di Sanità stima che circa il 6% degli adolescenti italiani soffra di un disturbo alimentare, con una prevalenza maggiore tra le ragazze.
  • Comportamenti aggressivi e violenti: bullismo, cyberbullismo e atti di vandalismo rappresentano forme di rischio che possono avere conseguenze gravi sia per chi li agisce sia per chi li subisce. Il 22% degli studenti italiani riferisce di aver subito episodi di bullismo almeno una volta nell’ultimo anno (CNR, 2023).
  • Gioco d’azzardo: il 42,2% dei quindicenni ha dichiarato di aver giocato d'azzardo almeno una volta nella vita e il 31,4% negli ultimi 12 mesi; il fenomeno è più diffuso tra i ragazzi (62,5%) rispetto alle ragazze (22,9%) e risulta in leggero aumento rispetto al 2014 ("Comportamenti a rischio...", 2018) .
  • Guida pericolosa e incidenti stradali: restano tra le principali cause di incidenti tra i giovani, spesso legate all’uso di veicoli senza patente, alla guida sotto l’effetto di sostanze e alla mancata osservanza delle regole stradali.
  • Comportamenti autolesivi e tentativi di suicidio: sono fenomeni in crescita; secondo l’Unicef (2021), circa il 16% degli adolescenti italiani ha sperimentato almeno una volta comportamenti autolesivi.

Queste categorie non sono esaustive, ma rappresentano le principali aree di rischio che emergono dai dati più recenti. È importante ricordare che spesso i comportamenti a rischio si presentano in modo combinato, aumentando la vulnerabilità del giovane.

Cause e fattori di rischio: cosa può predisporre agli agiti pericolosi

I comportamenti a rischio in adolescenza sono il risultato di una complessa interazione tra fattori individuali, familiari, sociali e culturali. Comprendere queste dinamiche può aiutare genitori e adulti di riferimento a individuare precocemente situazioni di vulnerabilità.

  • Fattori individuali: alcuni adolescenti possono essere più inclini a comportamenti a rischio a causa di caratteristiche personali come impulsività, bassa autostima, difficoltà nella regolazione delle emozioni o presenza di disturbi psicologici. Fattori familiari: Un ambiente familiare caratterizzato da conflitti, scarsa comunicazione, mancanza di supporto emotivo o regole poco chiare può aumentare la probabilità che un adolescente metta in atto comportamenti a rischio.
  • Fattori sociali: la pressione dei pari, il desiderio di appartenenza al gruppo e l’influenza dei social media possono spingere i giovani a sperimentare comportamenti pericolosi. Il fenomeno del "peer pressure" è stato identificato come uno dei principali predittori dell’uso di sostanze in adolescenza (CNR, 2023). Inoltre, l’uso problematico dei social media rappresenta una sfida particolarmente rilevante, soprattutto tra le ragazze: a 15 anni, una ragazza su cinque presenta un uso problematico dei social media (Gruppo HBSC 2022, 2023) .
  • Fattori culturali e ambientali: la disponibilità di sostanze, la presenza di modelli sociali che normalizzano certi comportamenti e la mancanza di opportunità educative o ricreative possono favorire l’insorgenza di condotte a rischio.

Questi fattori non agiscono mai isolatamente, ma si influenzano reciprocamente, creando un terreno fertile per l’emergere di comportamenti problematici. La consapevolezza di queste dinamiche è fondamentale per promuovere strategie di prevenzione efficaci.

Conseguenze a breve e lungo termine dei comportamenti a rischio

I comportamenti a rischio in adolescenza possono avere ripercussioni significative sia nell’immediato che nel corso della vita adulta. È importante conoscerne le possibili conseguenze per comprendere la gravità del fenomeno e l’urgenza di intervenire precocemente.

  • Conseguenze a breve termine: tra gli effetti immediati si possono riscontrare incidenti, infortuni, intossicazioni, gravidanze indesiderate, infezioni sessualmente trasmissibili, sospensioni o espulsioni scolastiche, isolamento sociale e conflitti familiari.
  • Conseguenze a lungo termine: Le conseguenze a lungo termine dei comportamenti a rischio possono compromettere profondamente lo sviluppo psicologico, sociale e fisico dell’adolescente. Tra le possibili ripercussioni si annoverano dipendenze, disturbi dell’umore, difficoltà relazionali, insuccesso scolastico e lavorativo, problemi legali e, nei casi più gravi, esiti fatali. Studi longitudinali hanno evidenziato che l’esposizione precoce a sostanze aumenta la probabilità di sviluppare dipendenze in età adulta (Grant & Dawson, 1997). Inoltre, è stato riscontrato che un maggior numero di comportamenti a rischio all’età di 16 anni è fortemente associato a sette esiti avversi a 18 anni, tra cui depressione, ansia, gioco d’azzardo problematico, problemi con la polizia, consumo dannoso di alcol, obesità e la condizione di NEET (non in istruzione, lavoro o formazione) (Campbell et al., 2020).
  • Impatto sul benessere psicologico: L’esperienza di fallimenti, esclusione sociale o stigmatizzazione può alimentare sentimenti di vergogna, ansia e depressione, aggravando ulteriormente il rischio di comportamenti autolesivi o suicidari.

La prevenzione e l’intervento tempestivo possono essere fondamentali per limitare queste conseguenze e favorire un percorso di crescita sano e consapevole.

Il ruolo dei genitori: prevenzione e protezione

In questo periodo di sperimentazione, il ruolo dei genitori può essere molto impegnativo ma allo stesso tempo decisivo. Se da una parte l’adulto dovrà rispettare e “tollerare” i processi legati al bisogno di emancipazione del figlio, dall’altra dovrà porsi come costante riferimento dal punto di vista normativo ed affettivo.

Cottonbro - Pexels

Rispetto al ruolo genitoriale, possiamo infatti individuare e distinguere due funzioni fondamentali:

  • una funzione normativa: la definizione di regole chiare e coerenti, che stabiliscano i confini e i limiti del campo d’azione e di sperimentazione del giovane;
  • una funzione affettiva: la capacità di porsi come “base sicura” per il proprio figlio, pronti ad accogliere momenti di crisi, fatica e sconforto emotivo.

L’adolescente, con i suoi atteggiamenti e comportamenti, metterà spesso alla prova la capacità dei genitori di mantenere solide e costanti queste funzioni. Scontri e litigi tra adulti e ragazzi possono essere frequenti, con i giovani impegnati nella sfida di superare i limiti imposti.

Questo fa parte del processo di separazione ed autonomizzazione nel quale il giovane investe le proprie energie. Tuttavia, allo stesso tempo, il ragazzo avrà bisogno di sapere che, in ogni circostanza e momento di difficoltà, indipendentemente dal fatto di aver litigato o meno con i propri genitori, questi saranno sempre disponibili ad essere il suo punto di riferimento per offrirgli aiuto e una guida nei momenti critici del suo cammino.

La consapevolezza genitoriale

Il periodo adolescenziale è senza dubbio estremamente complesso. Essere genitori di un figlio adolescente comporta una serie di sfide e fatiche quotidiane che possono mettere a dura prova le energie fisiche ed emotive dell’adulto, portando talvolta a momenti di maggiore fatica e sconforto.

Tuttavia, una buona consapevolezza rispetto alle funzioni normativa e affettiva può rivelarsi una chiave preziosa per inserirsi al meglio nel mondo del proprio figlio, esercitando una cura responsabile ed efficace.

Chiedere aiuto è un atto di cura: Unobravo può essere al tuo fianco

Affrontare i comportamenti a rischio in adolescenza può far sentire soli, inadeguati o sopraffatti, ma non sei costretto a farlo da solo. Ogni genitore merita di essere sostenuto nel proprio ruolo, soprattutto nei momenti più delicati della crescita dei figli. Se senti il bisogno di un confronto, di strumenti pratici o semplicemente di uno spazio sicuro dove esprimere le tue preoccupazioni, il supporto di uno psicologo può fare la differenza. Con Unobravo puoi trovare un professionista esperto pronto ad ascoltarti e guidarti, aiutandoti a costruire un dialogo più sereno e consapevole con tuo figlio. Puoi prenderti cura di te e della tua famiglia: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online.


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