“Daddy issues” è un’espressione di uso popolare che non corrisponde a un concetto clinico né al complesso paterno o al complesso di Elettra, appartenenti alla teoria psicodinamica. Il termine viene sempre più utilizzato dai mezzi di informazione per descrivere relazioni disfunzionali tra padre e figlia e, di conseguenza, i possibili effetti sui legami affettivi in età adulta.
Daddy issues in psicologia
È importante precisare che non si può parlare di una diagnosi di “daddy issues”. In ambito psicologico, il riferimento teorico più vicino è il complesso di Elettra, concetto proposto da Carl Gustav Jung a partire dalla teoria del Complesso di Edipo di Freud, per descrivere lo sviluppo psicoaffettivo femminile. Jung riprende il mito di Elettra, citato per la prima volta nel 1913, per descrivere l’investimento affettivo intenso verso il padre tipico della fase fallica e il sentimento di rivalità nei confronti della madre.
Esiste anche il termine “mommy issues”, utilizzato per indicare difficoltà legate alla figura materna che possono essere proiettate nelle relazioni adulte, ad esempio nella ricerca di un sostituto materno o nella riattivazione di conflitti irrisolti con la madre.
Daddy issues: tra uso popolare e definizione clinica
L'espressione "daddy issues" è ormai entrata nel linguaggio comune, spesso utilizzata per descrivere difficoltà relazionali o comportamenti affettivi problematici legati alla figura paterna. Tuttavia, è importante sottolineare che "daddy issues" non è una diagnosi clinica riconosciuta nei principali manuali diagnostici come il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali).
Nel contesto psicologico si preferisce parlare di attaccamento insicuro, traumi relazionali o difficoltà nella risoluzione del complesso di Elettra. L’uso popolare del termine può portare a semplificazioni eccessive o a stigmatizzare chi vive queste difficoltà, mentre la prospettiva clinica invita a considerare la complessità delle esperienze individuali.

Daddy issues e mommy issues: i segnali
È possibile osservare in alcune bambine comportamenti come il desiderio di esclusività nei confronti del padre, la ricerca costante della sua vicinanza o atteggiamenti competitivi nei confronti della madre. I daddy issues possono causare nella bambina gelosia e comportamenti possessivi verso il papà.
In questo modo, la figura paterna può diventare un riferimento per le relazioni affettive future la donna cercherà nel partner un riflesso dei comportamenti del padre, e le relazioni sentimentali della vita adulta saranno più sane ed equilibrate laddove vi sarà stata una spontanea risoluzione del Complesso di Elettra. Inoltre, la presenza attiva della figura paterna durante l'infanzia è associata a minori problemi comportamentali in adolescenza, migliore successo scolastico e minori comportamenti violenti e antisociali (Volta, n.d.).
Quando la figura paterna è presente in modo affettivo e regolativo, offrendo limiti chiari e un modello relazionale equilibrato, senza rappresentare una mascolinità tossica, intorno ai 6 anni la bambina tornerà a identificarsi con la madre senza entrare più in competizione con lei e inizierà a rivolgere interesse verso figure maschili esterne.
Cosa significa vivere i daddy issues
Quando la figura paterna non riesce a gestire in modo sufficientemente corretto il rapporto con la figlia in questa età così delicata, i daddy issues – che comprendono anche tutti i comportamenti del genitore verso la figlia femmina inappropriati o disfunzionali che in alcuni casi possono rientrare in forme di trascuratezza emotiva o trauma relazionale – possono:
- generare problematiche relazionali,
- compromettere il benessere psicofisico di chi ne è stata vittima.
Durante la crescita, le relazioni con le figure di attaccamento, come madre e padre, possono svilupparsi in modo insicuro o ansioso, specialmente quando i genitori non riescono a rispondere in modo sufficientemente adeguato ai bisogni materiali, emotivi e psicologici dei figli.
Tuttavia, è importante sottolineare che un maggiore coinvolgimento paterno già nelle prime fasi di vita è correlato positivamente con la salute mentale e lo sviluppo sociale dei figli preadolescenti (9-11 anni) (Volta, n.d.), suggerendo che la qualità delle cure e la presenza affettiva dei genitori possono svolgere un ruolo protettivo e favorire un percorso di crescita più equilibrato.
Daddy issues e mommy issues: le cause
Alcune possibili cause di daddy issues o mommy issues in età adulta possono essere legate a un genitore:
- assente,
- anaffettivo,
- abusante fisicamente o psicologicamente,
- prepotente o violento con l’altro genitore,
- evitante o inaffidabile.
Questi comportamenti possono risultare dolorosi per tutte le persone, indipendentemente dal sesso. Acquisire una consapevolezza maggiore delle esperienze e delle relazioni della nostra vita può aiutarci a non permettere che queste influenzino profondamente il nostro modo di stare al mondo e non ostacolino i nostri processi evolutivi.

I sintomi più comuni derivati dai daddy issues
Come abbiamo visto, i daddy issues possono provocare conseguenze psicologiche importanti. Tra i segnali più comuni associati ai daddy issues (o mommy issues) si osservano:
- paura dell’abbandono,
- scarsa autostima in amore, con una percezione di sé dipendente dalla validazione del partner,
- bisogno costante di rassicurazione e protezione da parte del partner,
- instabilità emotiva, alterazioni dell’umore, impulsività, attacchi d'ansia,
- gelosia e manie di controllo,
- tendenza ad evitare relazioni durature e profonde per la paura di ferite e tradimenti,
- maggiore fascinazione verso uomini molto più grandi,
- comportamenti a rischio, come sesso non protetto o sotto l’effetto di alcol e droghe,
- tendenza a vivere frequenti crisi di coppia o vere e proprie relazioni tossiche.
Dati e ricerche recenti sulle dinamiche relazionali padre-figlio/a
Negli ultimi anni, diversi studi hanno cercato di quantificare l'impatto delle difficoltà nella relazione padre-figlia sul benessere psicologico e sui comportamenti relazionali in età adulta.
Ad esempio, uno studio pubblicato sul Journal of Family Psychology (Young et al., 2018) ha evidenziato che circa il 30% delle donne che riportano una relazione distante o conflittuale con il padre durante l'infanzia mostra una maggiore incidenza di ansia relazionale e difficoltà nella gestione dell'intimità rispetto a chi ha vissuto un legame paterno più sicuro.
Un altro studio (Hoeve et al., 2012) ha riscontrato che l'assenza o la scarsa presenza emotiva del padre è associata a un aumento del rischio di comportamenti a rischio in adolescenza e giovane età adulta, come l'abuso di sostanze o la tendenza a instaurare relazioni instabili. Questi dati suggeriscono che le esperienze precoci con la figura paterna possono avere effetti duraturi, senza determinare in modo assoluto il percorso di vita individuale.
Daddy issues e narcisismo
Alcune figure genitoriali che generano il “complesso paterno” possono apparire all’esterno come padri esemplari, premurosi e attenti ai bisogni dei figli. Tuttavia, questa immagine esteriore spesso non riflette la realtà interna del sistema familiare. In particolare, il genitore narcisista tende ad agire forme di controllo emotivo basate sulla svalutazione e sulla mancanza di empatia, utilizzando anche dinamiche relazionali disfunzionali per mantenere il proprio ruolo e il controllo sui figli (Cooper & Sweet, 2025). Un genitore narcisista:
- tende a vedere il figlio come un’estensione di sé,
- può mettere in atto comportamenti svalutanti o controllanti,
- ricorre a critiche eccessive per mantenere una posizione dominante nel sistema familiare.
Crescere con un padre con personalità narcisista, che utilizza il figlio come un oggetto a seconda del bisogno egoico che deve soddisfare e senza possibilità di essere visti o ascoltati, può avere esiti psicologici vari e complessi che rientrano a pieno negli effetti dei daddy issues.
Stiamo parlando di una forte sensazione di solitudine e vuoto interiore, ansia, depressione, disturbi psicosomatici importanti, ma anche disturbi di personalità.

Esiste un modo per superare i daddy issues?
Potremmo iniziare con una riflessione sullo spazio psicoterapeutico e le sue possibilità. Attraverso incontri di terapia (anche con uno psicologo o psicoterapeuta online), infatti, si può:
- essere accompagnati in un percorso che permette di riconoscere tutte le emozioni provate, spesso negate o somatizzate;
- vedere il posto che si è occupato all’interno del sistema familiare e rendersi conto di eventuali spostamenti;
- assumere un nuovo sguardo verso le dinamiche del passato;
- riconoscere i pattern ripetuti nelle relazioni e situazioni presenti.
Autorizzarsi a provare le emozioni senza giudicarle permette di lasciarle andare e di aprirsi a nuove possibilità. Non siamo lo specchio dei nostri genitori né il semplice risultato delle esperienze passate. Pur avendo un peso nella nostra storia, queste non definiscono in modo assoluto chi siamo. In età adulta possiamo individuare il nostro percorso ed evolvere verso ciò che desideriamo essere.
Promuovere la comunicazione emotiva in famiglia e sostenere una genitorialità consapevole aiuta a prevenire dinamiche disfunzionali. Anche il coinvolgimento affettivo del padre fin dalle prime fasi di vita è associato a esiti positivi nello sviluppo dei figli (Santoro & Mignemi, 2025). Interventi precoci, come il ricorso a un supporto psicologico, possono ridurre il rischio di cronicizzazione dei sintomi e favorire un percorso di crescita più equilibrato.
Ritrovare il proprio sé
Assumendo la prospettiva di Hillman, esperto in psicoterapia junghiana, potremmo dire che ognuno di noi non è determinato in assoluto dalla relazione con la madre e il padre, ma che esiste un daimon innato da realizzare, un’immagine archetipica che l’anima deve accogliere per consentire liberamente di individuare ed esprimere il proprio talento, integrando gli opposti e ciò che abbiamo vissuto come frammentato e doloroso.
Pur ammettendo il peso delle interferenze familiari nella formazione di ciascun individuo, è proprio accogliendo tutte le ombre della nostra personalità che si può dare luce ad una profonda realizzazione di se stessi e del proprio carattere.
In questo senso, la psicoterapia diventa uno spazio per esplorare immagini, sogni, desideri, bisogni inespressi o inascoltati, talenti, vocazioni, e soprattutto riconoscere le proprie risorse interiori per vivere il presente, attraversando i diversi momenti e le relazioni che la vita ci pone dinanzi e dando loro un senso profondo.
Molte persone hanno iniziato un percorso di terapia con Unobravo, anche per riconoscere e affrontare i blocchi che impedivano loro di sentirsi individui più focalizzati e completi. Per conoscere le loro esperienze puoi leggere le recensioni di Unobravo.
Affrontare le ferite del passato e le difficoltà relazionali legate ai daddy issues può sembrare un compito difficile, ma non sei solo/a. Con il supporto di un professionista, può essere possibile riconoscere i propri schemi, accogliere le emozioni e costruire relazioni più sane e appaganti. Se senti che alcune dinamiche familiari stanno influenzando il tuo presente, può essere utile iniziare un percorso psicologico per ritrovare equilibrio e benessere.






