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Mascolinità tossica: definizione, problemi comuni e come affrontarla

Mascolinità tossica: definizione, problemi comuni e come affrontarla
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Unobravo
Servizio di psicologia online
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Mascolinità tossica: significato e caratteristiche 

Spesso si parla degli effetti negativi del patriarcato sulle donne, soffermandosi su come la società maschilista in cui viviamo abbia creato stereotipi e pregiudizi per loro dannosi.
In occasione del mese della salute maschile, vogliamo introdurre un approfondimento che faccia luce anche sulle conseguenze negative che stereotipi e ruoli di genere hanno sulle vite degli stessi uomini.


Ad esempio, è ancora diffusa un’ideologia tradizionale che associa virilità e mascolinità con l’idea che gli uomini non possano mostrare le proprie emozioni per non rovinare la loro immagine “da duro”. Questa visione dell' “uomo vero” porta a una concezione di mascolinità tossica, che a lungo andare risulta dannosa sia per la salute mentale degli uomini che per la società in cui vivono.  

Che cos'è la mascolinità tossica?

La definizione di mascolinità tossica si è evoluta nel tempo. Il termine fu utilizzato per la prima volta dallo psicologo Shepherd Bliss negli anni ’80. Uno studio pubblicato sul Journal of School of Psychology spiega così il significato di mascolinità tossica:

«L’insieme di tratti [maschili] socialmente regressivi che servono a favorire il dominio, la svalutazione delle donne, l'omofobia e la violenza insensata».

Alcuni ricercatori concordano sul fatto che la mascolinità tossica abbia tre caratteristiche principali:

  1. Durezza: gli uomini dovrebbero essere fisicamente forti, emotivamente insensibili e aggressivi nel comportamento.
  2. Anti femminilità: gli uomini dovrebbero rifiutare tutto ciò che è considerato femminile, come mostrare emozione o accettare aiuto.
  3. Potere: gli uomini devono lavorare per ottenere potere e status (sociale e finanziario) in modo da poter avere il rispetto degli altri. 

Secondo i tradizionali valori maschili tossici, un uomo che non fa suoi questi tratti non è un "vero uomo".

Da dove viene la mascolinità tossica?

Nella tradizionale costruzione della mascolinità ci sono molti stereotipi che possono portare gli uomini a sviluppare comportamenti tossici. Il significato di mascolinità è strettamente legato alla forza, definita come la "capacità di sopportare problemi e avversità". 

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Pixabay - Pexels

Bambini e adolescenti crescono sentendosi obbligati a essere forti, quindi di fronte ai problemi e alle avversità non danno libero sfogo alle proprie emozioni. Gli vengono insegnati “giochi da maschio”, e vengono abituati ad essere forti ometti che devono fare gli “uomini di casa” o proteggere le sorelle. Chi assume atteggiamenti contrari a questi stereotipi di genere, inevitabilmente diventa la pecora nera della famiglia

Frasi come "I veri uomini  non piangono" e “non fare la femminuccia” possono influire seriamente sulla salute mentale degli uomini e, senza dubbio, anche su coloro che li circondano. Così, gli uomini cresciuti nella società patriarcale si identificheranno con la capacità di dominio e crederanno che esercitare il proprio potere sulle donne non sia solo una libertà ma un diritto. Queste convinzioni potrebbero a lungo andare portare a una spirale della violenza nella coppia che nei casi peggiori sfocerà in episodi di femminicidio

Il rifiuto per tutto ciò che viene considerato femminile, e quindi debole, può essere anche la causa di comportamenti e ideali misogini e omofobi. La mascolinità tossica non vede solo le donne come inferiori,, ma ripudia anche tutti quegli uomini che non rientrano nei cliché della mascolinità e che spesso fanno fatica ad accettare la propria omosessualità

Ti suona familiare la storia del ragazzo emarginato dai compagni per aver preferito le "cose ​​da ragazzina" al calcio? Questo è solo uno dei tanti esempi di mascolinità tossica. 

L’uomo che non deve chiedere mai: storia di un falso mito 

Molti ricordano lo spot degli anni ’90 di un famoso profumo per uomo in cui si vedeva una donna lanciarsi con una certa veemenza sul maschio di turno. La voce narrante affermava: “Per l’uomo che non deve chiedere mai”. Ebbene questo è un altro esempio di come l’immagine dell’uomo sia legata a quel concetto di mascolinità tossica per cui si riconosce un vero uomo dal fatto che non debba chiedere nulla. 

Andrea Piacquadio - Pexels

Un po’ come il narcisista che ha un’idea grandiosa di sé e si nutre della costante necessità di essere ammirato, così l’uomo che abbraccia la cultura della mascolinità tossica si alimenta della sua “forza” e “sicurezza”.  

Un altro spot di una nota marca di rasoi nel 2019 cambiava la trama classica delle pubblicità di questo tipo, dando una versione inedita della tematica "il meglio di un uomo", combattendo gli stereotipi sessisti e mostrando altri comportamenti maschili come un padre che incoraggia la propria figlia ad assumere sicurezza e forza, oppure un uomo che impedisce all’altro di molestare sessualmente una donna.

Nel caso dello spot Gillette, è interessante parlare della reazione alla pubblicità. Molti, sentendosi incriminati  dal video, hanno sostenuto che l’azienda stesse accusando tutti gli uomini di essere aggressivi, violenti o poco rispettosi delle donne, benché l’intento dello spot fosse esattamente l’opposto, ovvero invitare coloro che sono sicuri della propria mascolinità positiva a incoraggiare gli altri a comportamenti migliori.

Perché lo spot è stato recepito come un’accusa? Forse perché mostrava sotto una luce negativa un modo di essere uomo che noi siamo abituati a vedere come l’unico possibile. 

Mascolinità tossica in psicologia

In psicologia si parla di mascolinità tossica riferendosi all’insieme di comportamenti e atteggiamenti nocivi associati agli uomini, che vengono comunemente visti come segni di virilità o dell’essere un vero uomo.

Come deve essere un vero uomo? Un vero uomo non piange, non ha bisogno di aiuto, sa farsi rispettare dagli amici e dalla propria compagna. Non seguire un certo codice di comportamento mette in dubbio la virilità maschile e l'immagine che l’uomo dà di sé agli altri.

In che modo la mascolinità tossica influenza se stessi e gli altri

  • Gli effetti sulla salute mentale

L’imperativo “devi essere forte”, a cui sono stati educati, spinge gli uomini a chiudersi in se stessi e a non condividere mai ciò che sentono. Essere “sensibili” non è tipicamente femminile, provare emozioni è umano, e non basterà nascondere i propri sentimenti per farli scomparire. Inoltre, poiché non è "da uomo forte" chiedere aiuto, molti vivono in silenzio con i loro problemi psicologici, che possono portare alla depressione e al suicidio, una delle principali cause di morte tra gli uomini in tutto il mondo. 

La salute mentale è un diritto di tutti. 

  • Gli effetti sui rapporti con gli altri

Il muro che alcuni  uomini costruisce attorno ai propri sentimenti avvelena il rapporto con gli altri e le relazioni romantiche. In assenza di reciprocità riguardo alle manifestazioni di affetto, molte relazioni sfociano in una relazione tossica oppure finiscono per raffreddarsi, con uno dei partner che crede che l'altra persona non provi lo stesso.

Qualcosa di simile accade con le relazioni familiari e le amicizie. Da genitori che non hanno mai saputo esprimere l’amore che provavano per i propri figli, perché nessuno aveva dato loro le chiavi per manifestare le proprie emozioni, ad amici che perdono il contatto perché non sono in grado di mostrare cosa significasse per loro quell’amicizia, la mascolinità tossica può portare alla solitudine di molti.

Alex Green - Pexels
  • Problemi sessuali

La mascolinità tossica è strettamente correlata al culto del fallo. È una credenza diffusa che il potere dell’uomo si manifesti nella sua capacità riproduttiva e, quindi, gli uomini non dovrebbero frenare i loro impulsi sessuali. Questo presenta un problema che si divide in due aspetti molto diversi:

  1. Gli uomini sono spinti a mantenere una vita sessuale attiva in ogni momento, a vivere intorno alla loro sessualità e ad esprimerla apertamente. Le elevate aspettative sull'attività sessuale degli uomini portano molti di loro a sviluppare problemi come la disfunzione erettile.
  2. Alcuni uomini crescono credendo che il sesso sia un desiderio che le donne hanno l'obbligo di soddisfare. Dal vedere le donne più come un oggetto del desiderio che come persone, sorgono una moltitudine di problemi: catcalling, molestie sessuali, stupri e persino molti casi di violenza di genere.

Prevenire la mascolinità tossica

È possibile sbarazzarsi del concetto di mascolinità tossica? Nel 2021 la risposta dovrebbe essere evidente: la mascolinità non è per natura tossica. Ciò che è tossico è la cultura dominante della mascolinità: il rigido insieme di aspettative, percezioni e definizioni di comportamento "virile”.

Fortunatamente negli ultimi vent’anni sono stati fatti passi enormi in questo senso. Dall’uomo incarnato da Brad Pitt in “Fight Club” ad Harry Styles, da Achille Lauro fino ai Maneskin: i modelli maschili di riferimento stanno cambiando. Si stanno decostruendo le caratteristiche dell’uomo virile, l’uomo che in Fight Club si mostrava duro e privo di sentimenti cede il posto a un nuovo modello. 

Non più l’uomo che non deve chiedere mai, ma un uomo che si veste come gli pare, che non ha paura di indossare abiti femminili e truccarsi. Un uomo che si lascia andare alle emozioni verso una nuova mascolinità: amorevole, aperta, empatica, egualitaria e non violenta. 

Cercare di replicare modelli culturali  che propongono divisioni rigide di specifiche categorie umane, e da cui derivano omofobia e misoginia, è un errore, perché la realizzazione di noi stessi avviene sempre tramite un processo di mediazione, di interpretazione. In questo  processo non c’è più spazio per il pregiudizio.

Kampus Production - Pexels

Lasciarsi alle spalle la mascolinità tossica inizia con la ridefinizione di cosa significa essere un uomo. Ogni persona dovrebbe aspirare a trovare una sana definizione della propria individualità e lavorare per raggiungerla.

Per prevenire la mascolinità tossica ci sono alcune cose che tutti possiamo fare: dall'iniziare a parlare dei sentimenti degli uomini in modo naturale, allo smettere di normalizzare la violenza ed educare allo stesso modo ragazzi e ragazze, insegnando loro a prendersi cura di se stessi e degli altri. 

Libri sulla mascolinità tossica

  • “Uomini duri. Il lato oscuro della mascolinità” di Maria Giuseppina Pacilli.
  • “The Myth of Masculinity” di Joseph Pleck.
  • “Psicosociologia del maschilismo” di Chiara Volpato.
  • “La genesi del maschile. Modelli culturali di virilità” di David Gilmore.
  • “Dovremmo essere tutti femministi” di  Chimamanda Ngozi Adichie.

Oltre ai libri consigliamo anche la visione del documentario su NetflixThe mask you live in” con le testimonianze di ragazzi e uomini, che a un certo punto della loro vita hanno percepito talmente forte la pressione sociale da non riuscire più a capire cosa erano e cosa volevano essere.

Bambini cresciuti con l’idea che “femminuccia” sia la peggiore offesa possibile; ragazzini incapaci di riconoscere i propri sentimenti; uomini convinti che la loro identità si basi sulle conquiste e i successi, e che trattano le donne come mezzo per dimostrare la loro virilità. Tutti alla fine hanno dovuto accettare che essere uomo va ben oltre la definizione di mascolinità tossica. 

Se hai bisogno di parlare con uno psicologo, visita il nostro sito.

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