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Il disturbo paranoide di personalità: cos’è e come comportarsi

Il disturbo paranoide di personalità: cos’è e come comportarsi
Il disturbo paranoide di personalità: cos’è e come comportarsilogo-unobravo
Marilisa Damiana Ciorra
Redazione
Psicologa psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Pubblicato il
15.2.2022

La parola paranoia deriva dal greco παράνοια che significa “follia, insensatezza”; sta ad indicare un disturbo del pensiero in cui la persona sviluppa delle idee incentrate sulla convinzione di essere perseguitata o essere sottoposta a una minaccia concreta. 

In questo articolo si tratterà, nello specifico, del disturbo di personalità paranoide descrivendone le cause, i sintomi e le modalità d'intervento più utilizzate.

Che cos'è il disturbo di personalità paranoide?

Il disturbo paranoide di personalità nel DSM 5 rientra nei disturbi di personalità del cluster A, insieme al disturbo schizoide e schizotipico. È descritto come una condizione in cui la persona prova un profondo senso di sfiducia verso gli altri.

I criteri diagnostici del disturbo di personalità paranoide secondo il DSM-5 sono:

  1. pensieri pervasivi di diffidenza e sospetto verso gli altri in assenza di reali minacce, che porta ad interpretare gli eventi e i comportamenti delle persone in modo ostile, umiliante e malevolo
  2. Il disturbo non può essere ricondotto a schizofrenia, disturbo bipolare o disturbo depressivo con caratteristiche psicotiche o a un altro disturbo psicotico o ad altra condizione medica.


Diagnosi differenziale del disturbo paranoide di personalità

È possibile che una persona abbia allo stesso tempo diagnosi di più disturbi di personalità, soddisfacendo i criteri, ad esempio, per il disturbo istrionico di personalità e quello narcisistico. Anche il narcisista, quindi, può avere contemporaneamente una diagnosi di personalità paranoide.

La diagnosi di disturbo paranoide della personalità va distinta invece da altri disturbi di personalità e condizioni cliniche. La paranoia è infatti presente in diversi disturbi come la schizofrenia, la tossicodipendenza, in alcune condizioni neurologiche, nel disturbo bipolare e in alcuni disturbi di personalità come il disturbo borderline di personalità e quello schizotipico.

Disturbo paranoide di personalità e schizofrenia non possono essere diagnosticati in comorbilità, se i sintomi di paranoia sono presenti solo durante l’esordio della schizofrenia e non prima. Lo stesso vale per disturbo di personalità paranoide e depressivo con caratteristiche psicotiche. Inoltre nel disturbo paranoide di personalità le allucinazioni, a differenza della schizofrenia, sono assenti.

Va fatta anche una distinzione tra disturbo delirante e disturbo di personalità paranoide. La differenza principale è che nel primo c’è la presenza di deliri, cioè idee fisse che indicano un distacco dalla realtà, che persistono per almeno un mese. Il disturbo delirante può anche essere l’esito di una personalità paranoide.

Spencer Selover - Pexels


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Disturbo paranoide di personalità:  sintomi ed epidemiologia

Il disturbo della personalità paranoide colpisce tra il 2,3% e il 4,4% della popolazione generale ed è più frequente nei maschi

L'esordio dei sintomi del disturbo paranoide di personalità in adolescenza o nella prima età adulta è il più frequente. Ciò nonostante solo intorno ai 40-50 anni le persone richiedono un intervento specialistico.


Disturbo paranoide di personalità: come riconoscerlo?

La persona affetta da disturbo paranoide di personalità (PPD) ha paura di essere ingannata, sfruttata  o di subire un danno da parte delle persone con le quali entra in relazione.

La persona che soffre di PPD:

  • sospetta, senza un reale motivo, di essere sfruttato, danneggiato o ingannato e dubita della lealtà di amici e colleghi
  • è riluttante a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano essere utilizzate contro di lui
  • porta costantemente rancore
  • percepisce attacchi al proprio molo o reputazione non evidenti agli altri, ed è pronto a reagire con rabbia o contrattaccare.



Disturbo di personalità paranoide e amore

L’individuo con personalità paranoide in amore sospetta in modo ricorrente, senza giustificazione, della fedeltà del coniuge o del partner sessuale. Può quindi diventare molto geloso, quasi avesse una mania del controllo sul partner.


Nel disturbo paranoide della personalità ci sono due difficoltà importanti che si rafforzano a vicenda:

  • -La difficoltà nel mettersi nei panni dell'altro
  • -La difficoltà nel distinguere tra quelle che sono e proprie sensazioni, pensieri (mondo interiore) e la realtà obiettiva (mondo esterno).

Pensieri tipici nelle relazioni d’amore sono: “Non posso abbassare la guardia perché mi tradirà”; “Si prende gioco di me”. Questi pensieri possono sviluppare sentimenti di ostilità, ma anche di tristezza e ansia. 


Quando provano tristezza o ansia possono isolarsi. Tutto ciò crea un circolo vizioso che va a confermare i pensieri di sfiducia e diffidenza verso l’altro e può portare anche a depressione e rabbia verso il partner.


Quando provano rabbia possono mettere in atto condotte provocatorie ed aggressive verso gli altri: ecco perchè alcuni ritengono che chi ha un disturbo paranoide di personalità sia violento contro gli altri. 



Disturbo paranoide di personalità: cause 

Non sono ancora chiare le cause alla base del disturbo ma sono diversi i fattori che portano alla sua insorgenza e al  suo mantenimento.

L'ipotesi più accreditata sull'eziologia del disturbo paranoide della personalità è un’eziologia multifattoriale: una combinazione di fattori sociali, genetici e psicologici intervengono nella manifestazione del disturbo.

È stata osservata una maggiore insorgenza del disturbo in persone che hanno familiari che soffrono di disturbi schizofrenici e disturbi deliranti. Inoltre, è stato osservato una maggiore presenza dei sintomi del disturbo paranoide di personalità in persone che hanno vissuto traumi nella prima infanzia.

Questo momento della vita è infatti cruciale nella vita di ogni individuo. Se si subiscono dei traumi psichici, le conseguenze saranno profondamente impattanti nella relazione con sé e gli altri. La persona rischierà una dissociazione e una frammentazione del sé.

August de Richelieu - Pexels


Disturbo paranoide di personalità: come comportarsi

Come relazionarsi efficacemente con una personalità paranoide? Prima di tutto occorre evitare di entrare in contrasto: difendersi dalle accuse non è la strategia più efficace. 

Quando la persona con personalità paranoide ci esprime i suoi pensieri, ascoltiamolo attivamente, mostrandogli di aver compreso le sue preoccupazioni. In questo modo eviteremo di confermare il pensiero predominante che nessuno può comprenderlo e che tutti gli sono contro.

Per sapere come aiutare una persona con disturbo paranoide di personalità, un altro strumento importante è incoraggiarla a cercare l’aiuto di un professionista esperto.


Disturbo paranoide di personalità: si può guarire?

Per il disturbo paranoide di personalità il trattamento di prima scelta è la psicoterapia, in particolare l'intervento cognitivo-comportamentale e meta-cognitivo interpersonale.

Nel disturbo paranoide di personalità i farmaci da soli non rappresentano un trattamento consigliato per i risultati prodotti a lungo termine. La terapia farmacologica può essere in alcuni casi introdotta come supporto alla psicoterapia.

Gli obiettivi della terapia nel disturbo di personalità paranoide sono:

  • 1. Ristrutturare i pensieri disfunzionali di sospetto e sfiducia verso gli altri; sviluppando convinzioni più funzionali
  • 2. Ridurre il senso di minaccia percepito sollecitando un'interpretazione obiettiva degli eventi
  • 3. Migliorare le abilità sociali

Questi obiettivi hanno lo scopo di migliorare la qualità di vita della persona con disturbo paranoide di personalità.

Ma come scegliere un terapeuta che possa seguirti in questo percorso? Unobravo ha sviluppato uno speciale sistema di matching che abbina ogni persona allo psicologo più idoneo tra i propri professionisti: dopo aver compilato il questionario si svolge un primo colloquio gratuito conoscitivo, successivamente si sceglie se iniziare il proprio percorso di terapia.

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