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Il dipendente affettivo e gli incastri di coppia

Il dipendente affettivo e gli incastri di coppia
Alessia Giuseppina Angela Vecchio
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
24.12.2025
Il dipendente affettivo e gli incastri di coppia
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Nei meccanismi di dipendenza affettiva, il partner può diventare come una droga e tutto ciò che non riguarda l’oggetto d’amore tende a perdere progressivamente di interesse. Il legame relazionale di coppia che costruisce la persona con dipendenza affettiva è spesso intriso di ossessione e sofferenza.

Chi vive questa condizione riduce i propri spazi di indipendenza pur di non perdere il partner, che viene considerato unica fonte di gratificazione, amore e benessere. In questo articolo proveremo a capire meglio chi è e come si comporta una persona con dipendenza affettiva, chi è il suo partner e cosa succede quando una persona dipendente affettiva viene lasciata.

Il dipendente affettivo: una questione relazionale

La love addiction rientra tra le dipendenze comportamentali senza sostanze e implica una dinamica a due. È un disagio che trova la sua espressione in specifici incastri di coppia. Oltre alla persona con dipendenza affettiva, infatti, vi è un Altro che partecipa alla danza disfunzionale.

il dipendente affettivo
Ba Tik - Pexels

Perché si parla di “incastro” di coppia

Il partner riveste un ruolo importante nell’attivazione e nel mantenimento delle dinamiche di sofferenza dipendenziale. La personalità dipendente affettiva sembra vivere all’interno di un paradosso: non può stare né con il partner, né senza di esso quando:

  • stare col partner significa sopportare un rapporto di coppia frustrante e insoddisfacente (definito a volte relazione tossica), che nei casi peggiori può diventare una relazione violenta
  • lasciare il partner è inimmaginabile, perché la persona con dipendenza affettiva cadrebbe in un’angoscia profonda legata ad antiche paure di abbandono e separazione.

Le relazioni di coppia sono vissute come un’esigenza imprescindibile perché la separazione dal partner appare ingestibile e impossibile. La paura di rimanere soli finisce per incastrare i partner in una trappola emotivo-affettiva.

Incastro 1: la co-dipendenza

La co-dipendenza è un legame simbiotico, come una saldatura, in cui di solito uno dei due membri della coppia ha urgenza di essere aiutato (ad esempio quando vive delle dipendenze, come da alcol, droga, gioco d’azzardo, ecc.) e l’altro se ne fa carico totalmente.

L’incastro avviene poiché la persona con dipendenza affettiva codipendente desidera salvare l’amato; tuttavia sperimenta continue disillusioni di fronte alle altrui recidive e crolli, rendendosi conto che la dedizione spesa per il partner non sarà sufficiente per salvarlo.

A quel punto può sentirsi inutile, inadeguata, sperimentare la solitudine e vivere ancora più intensamente gli antichi vuoti affettivi.

Nonostante ciò, la relazione difficilmente viene chiusa perché la persona con dipendenza affettiva ha bisogno di mantenere il legame e pensa “se l’altro sta male non può lasciarmi”. Così le promesse vengono continuamente infrante e riformulate pur di mantenere in vita la relazione. Questo non riuscire a staccarsi da una persona può comportare:

  • altalene emotive: continue vicinanze e strappi
  • illusioni e disillusioni
  • meccanismi di controllo
  • bisogno di approvazione reciproco
  • ricerca di gratificazione fuori da sé
  • senso di colpa verso il partner.
la ferita del dipendente affettivo
Keira Burton - Pexels

Incastro 2: la controdipendenza

Il termine controdipendenza indica una relazione caratterizzata dalla tendenza, da parte di uno dei partner, a evitare l’intimità emotiva.

L’atteggiamento controdipendente porta il partner della persona con dipendenza affettiva a mantenere una “distanza di sicurezza”, cercando di assicurarsi libertà e autonomia, sfuggendo dai legami profondi. Non ha fiducia nelle persone e mostra una scarsa tolleranza per il contatto. Sembra impermeabile, con una intensa cecità emotiva.

Il fatto che i contro-dipendenti non abbiano bisogno di nessuno viene interpretato dalla persona con dipendenza affettiva come un segno di una vita sofferta e di un bisogno rimosso. La persona con dipendenza affettiva vuole rimediare con il suo amore a quell’infanzia fredda e distaccata che ritiene abbia vissuto il partner, rimanendo vicino a un partner che risulta respingente.

Questa dinamica genera profonda sofferenza nella persona con dipendenza affettiva. Tipici profili di soggetti che stringono legami contro-dipendenti sono coloro che sviluppano tratti di personalità narcisistici (o un vero e proprio disturbo narcisistico di personalità) e i “soggetti briciola”. Le caratteristiche del legame contro-dipendente che si riscontrano più di frequente in questi casi sono:

  • insoddisfazione affettiva
  • dinamica “leone-gazzella”: il partner fugge dall’intimità emotiva, la persona con dipendenza affettiva lo inseguirà nella speranza di ricevere “briciole affettive” (breadcrumbing)
  • comunicazione squalificante
  • scarsa complicità
  • assenza di condivisione di bisogni e desideri
  • aspettative polari circa la coppia e il futuro della relazione: un partner crede che durerà per sempre e l’altro non vede prospettive.

“Ti salvo per salvarmi”: il dipendente affettivo sa amare?

Sia nella co-dipendenza che nella contro-dipendenza vi è un comune denominatore: la necessità della persona con dipendenza affettiva di salvare l’amato. Alla base della volontà di far risorgere il partner dalle proprie ceneri, per far sì che possa raggiungere livelli più elevati di benessere, vi è la speranza di salvare se stessi.

Desiderando sentirsi amato e indispensabile nella propria relazione di coppia, la persona con dipendenza affettiva cerca di sanare le proprie ferite antiche legate alle relazioni di attaccamento primarie. Così, il nutrimento che la persona con dipendenza affettiva crede possa salvarla dal vuoto rischia invece di alimentare dinamiche ricorsive e nocive.

Come capire se una persona è dipendente affettiva?

Ci sono alcune tipiche frasi che possono aiutare a comprendere meglio questo meccanismo:

  • “l’amore cura i miei problemi e i problemi del partner”, una credenza non realistica che sta alla base dell’agire emotivo della persona con dipendenza affettiva che, pur di convalidarla, può arrivare fino al deterioramento della propria vita personale
  • “io valgo solo se ho valore per l’altra persona, solo se il partner desidera stare con me”, come se la percezione di sé fosse del tutto determinata dai movimenti affettivi, pensieri, comportamenti dell’altro. Il partner diventa “giudice assoluto”.

La dipendenza affettiva, al contrario dell’attaccamento, non permette di avere una ampiezza di movimento esplorativo verso il mondo e verso se stessi e ha, come conseguenza, quella di “legare” due libertà che si soffocano a vicenda, pur credendo che in quella costrizione (e solo all’interno di quella costrizione), si possa sopravvivere.

Così, per raggiungere l’obiettivo profondo di salvarsi, la persona con dipendenza affettiva rischia di diventare nemica di se stessa.

Sintomi e manifestazioni della dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva si manifesta attraverso una serie di sintomi emotivi, cognitivi e comportamentali che possono variare in intensità da persona a persona. Riconoscere questi segnali può essere fondamentale per comprendere la profondità del disagio e la sua influenza sulla qualità della vita.

Tra le manifestazioni più comuni si riscontrano:

  • Paura intensa dell'abbandono: la persona vive con l'ansia costante che il partner possa lasciarla, anche in assenza di segnali concreti.
  • Bisogno eccessivo di approvazione: il valore personale viene misurato quasi esclusivamente attraverso lo sguardo e il giudizio dell'altro.
  • Difficoltà a prendere decisioni in autonomia: anche le scelte più semplici vengono rimandate o delegate al partner, per timore di sbagliare o di essere giudicati.
  • Soppressione dei propri bisogni: la persona con dipendenza affettiva tende a mettere in secondo piano desideri, opinioni e necessità personali, pur di compiacere l'altro e mantenere la relazione.
  • Tolleranza di comportamenti dannosi: in alcuni casi si possono accettare situazioni di maltrattamento, trascuratezza o mancanza di rispetto, nella speranza che l'amore possa cambiare il partner.
  • Ossessione per la relazione: pensieri ricorrenti e intrusivi riguardano il partner, la relazione e la paura di perderla, spesso accompagnati da comportamenti di controllo o ricerca continua di rassicurazioni.
  • Difficoltà a stare soli: la solitudine viene vissuta come insopportabile, portando spesso a passare da una relazione all'altra senza periodi di reale autonomia.

Questi sintomi possono avere un impatto significativo sul benessere psicologico e sulla capacità di costruire relazioni sane e soddisfacenti.

Dipendenza affettiva e disturbi correlati: differenze e confini

La dipendenza affettiva, pur condividendo alcune caratteristiche con altri disturbi della sfera relazionale, presenta tratti distintivi che è importante riconoscere per evitare confusione diagnostica.

Ad esempio, il Disturbo Dipendente di Personalità (come descritto nel DSM-5-TR) si caratterizza per una sottomissione pervasiva, bisogno di essere accuditi e difficoltà a prendere decisioni senza rassicurazione. Tuttavia, nella dipendenza affettiva, la centralità della relazione sentimentale e la ricerca di fusione emotiva sono ancora più marcate e specifiche.

Un altro disturbo spesso confuso con la dipendenza affettiva è il Disturbo Borderline di Personalità. In questo caso, la paura dell'abbandono si accompagna a instabilità emotiva, impulsività e oscillazioni rapide tra idealizzazione e svalutazione del partner. Nella dipendenza affettiva, invece, la tendenza è quella di mantenere la relazione a tutti i costi, anche a scapito del proprio benessere, senza le stesse fluttuazioni emotive tipiche del disturbo borderline.

Comprendere queste differenze può aiutare a orientarsi meglio nel percorso di consapevolezza e, se necessario, a richiedere un supporto psicologico mirato.

Tipologie di dipendente affettivo

In letteratura è possibile rintracciare diverse tipologie di personalità dipendente.

  • OLA (Obsessed Love Addicts): il dipendente affettivo ossessivo. Il tratto ossessivo caratterizza spesso la struttura della persona con dipendenza affettiva che manifesta: pensieri ossessivi circa il partner, la relazione, la costruzione idealizzata della relazione futura e/o possibile ruminazione, ansia e rimuginio.
  • NLA (Narcissistic Love Addicts): il dipendente affettivo narcisista. In questo caso, la persona sviluppa una dipendenza dal partner per soddisfare il bisogno di gratificazione e conferme. La relazione diventa come un serbatoio a cui il partner narcisista e dipendente affettivo attinge per nutrirsi, per mantenere l’Ego in precario equilibrio.
  • ALA (Ambivalent Love Addicts): il dipendente affettivo ambivalente. Nella dipendenza affettiva, la natura ambivalente si ritrova nel costrutto di intimità: anche se la persona ricerca spasmodicamente un partner, è terrorizzata dall’intimità emotiva seppur non faccia grossi sforzi a lasciare andare il partner, è spesso alla ricerca di una “culla fusionale relazionale”.
il dipendente affettivo tradisce
Katie Salerno - Pexels

Il dipendente affettivo e la sessualità

Per poter mantenere viva la relazione con il partner, la persona con dipendenza affettiva utilizza diverse strategie consapevoli. Una delle più robuste è la sessualità. Il sesso, come afferma la psicoterapeuta Robin Norwood, è per la persona con dipendenza affettiva una delle strategie più importanti per “guarire” il partner attraverso il proprio amore.

Ogni incontro carnale diventa un tentativo di cambiamento relazionale. Inoltre, l’atto sessuale può essere l’unico aspetto gratificante del rapporto di coppia, l’unico modo di sentirsi realmente desiderati e vicini al partner, l’unico modo per essere “visti” dall’altro.

L’area della seduzione e della sessualità è uno dei pochi spazi relazionali in cui la persona con dipendenza affettiva cerca di esercitare il proprio potere:

  • il potere di attirare e trattenere a sé il partner
  • il potere illusorio di rafforzare il legame e renderlo indissolubile
  • il potere di essere costruttore di sensazioni intense che fanno sentire vivi
  • il potere di spingere il partner verso la simbiosi e l’esclusività
  • il potere di appagare il partner che diventa vittoria di una sfida personale
  • il potere di esistere con il corpo, attraverso il corpo.

Ma tutto ciò di solito dura poco, il tempo di incontri fugaci, poi ritorna il vuoto.

personalità dipendente
Maksim Goncharenok - Pexels

Cosa succede quando il dipendente affettivo viene lasciato?

Uno dei nuclei di sofferenza della persona con dipendenza affettiva riguarda i vissuti di perdita e di angoscia di essere abbandonata. L’abbandono è uno spettro terrificante di fronte al quale la persona con dipendenza affettiva non vuole, o non vuole nuovamente, trovarsi e, per evitarlo, può fare di tutto.

Cerca di creare gratitudine nell’altro, di essere indispensabile, affidabile, comprensiva, accondiscendente a tal punto che i propri bisogni si stagliano sfocati sullo sfondo della relazione. Come si comporta una persona con dipendenza affettiva quando viene lasciata?

Quando accade che il partner decide di interrompere il legame, la persona con dipendenza affettiva vive lo stesso copione a cui è abituata, rinforzando le credenze di non amabilità e disvalore personale. In questi momenti, la persona può essere risucchiata in una spirale di negatività e senso di colpa dalla quale crede di poter uscire solo attraverso un nuovo specchio esterno (uomo o donna) da cui poter ricevere feedback positivi (temporanei ed effimeri) sul proprio sé.

Fattori di rischio e dimensioni intersezionali nella dipendenza affettiva

La comparsa della dipendenza affettiva può essere favorita da una serie di fattori di rischio che coinvolgono sia la storia personale sia il contesto sociale e culturale.

Tra i principali fattori di rischio si possono individuare:

  • Esperienze di attaccamento insicuro nell'infanzia: relazioni precoci caratterizzate da instabilità, trascuratezza o eccessiva protezione possono predisporre allo sviluppo di una dipendenza affettiva in età adulta.
  • Bassa autostima: una percezione negativa di sé e delle proprie capacità rende più probabile la ricerca di conferme costanti attraverso la relazione di coppia.
  • Storia di traumi o abusi: esperienze traumatiche, soprattutto in ambito familiare o affettivo, possono aumentare la vulnerabilità a forme di dipendenza relazionale.
  • Modelli culturali e sociali: in alcuni contesti, l'idea che la realizzazione personale passi necessariamente attraverso la coppia può rafforzare la tendenza a sacrificare se stessi per mantenere la relazione.

Le dimensioni intersezionali, come il genere, l'età e il background socio-culturale, possono influenzare la manifestazione della dipendenza affettiva. Ad esempio, secondo alcune ricerche, le donne tendono a manifestare più frequentemente comportamenti di dipendenza affettiva, anche se il fenomeno è presente in entrambi i sessi (Speranza et al., 2012). L'età può incidere sulla modalità di espressione del disagio: nei giovani adulti, la dipendenza affettiva può emergere in modo più impulsivo, mentre in età più avanzata può assumere forme più silenziose e radicate.

Essere consapevoli di questi fattori può aiutare a riconoscere precocemente i segnali di disagio e a intervenire in modo più efficace.

Strategie di primo intervento e consigli pratici

Riconoscere di essere coinvolti in una dinamica di dipendenza affettiva può essere il primo passo verso il cambiamento. Sebbene il percorso di uscita sia spesso complesso e richieda il supporto di un professionista, esistono alcune strategie che possono aiutare a gestire i momenti di maggiore difficoltà.

  • Prendere consapevolezza dei propri bisogni: imparare a distinguere tra ciò che si desidera realmente e ciò che si fa solo per compiacere il partner è fondamentale per recuperare autonomia.
  • Coltivare interessi e relazioni al di fuori della coppia: dedicare tempo ad attività personali e a rapporti di amicizia aiuta a rafforzare la propria identità e a ridurre la centralità della relazione.
  • Imparare a tollerare la solitudine: affrontare gradualmente i momenti di solitudine, senza cercare subito una nuova relazione, permette di sviluppare risorse interne e maggiore sicurezza in se stessi.
  • Riconoscere e accettare le proprie emozioni: dare spazio a sentimenti come la paura, la rabbia o la tristezza, senza giudicarsi, è un passo importante per elaborare il dolore e favorire la crescita personale.
  • Chiedere aiuto: rivolgersi a uno psicologo o a un terapeuta specializzato può offrire strumenti concreti per comprendere le radici della dipendenza affettiva e costruire relazioni più sane e soddisfacenti.

Ogni percorso è unico e richiede tempo, ma anche piccoli cambiamenti quotidiani possono fare la differenza nel recuperare il proprio benessere emotivo.

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Riconoscere la dipendenza affettiva può essere già un grande passo verso la consapevolezza e il benessere. Se ti sei ritrovato in alcune delle dinamiche descritte o senti che la tua relazione ti sta togliendo più di quanto ti dà, sappi che non sei solo: chiedere aiuto è un atto di coraggio e di amore verso te stesso. Con Unobravo puoi iniziare un percorso psicologico personalizzato, in totale sicurezza e con il supporto di professionisti esperti, che può aiutarti a riscoprire il tuo valore, rafforzare la tua autonomia e costruire relazioni più sane. Fai il primo passo verso il cambiamento: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online.

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