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co-dipendenza

co-dipendenza
Agata Azzurra Maugeri
Psicoterapeuta ad orientamento Gestaltico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
24.1.2026
co-dipendenza
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Quando parliamo di relazioni, intimità, legami e amore, affrontiamo anche il tema dei bisogni di vicinanza da una parte e di autonomia dall’altra. È naturale e sano che in tutte le relazioni intime esista una certa quota di dipendenza: il bisogno di vicinanza e di relazione fa parte dell’essere umano.

D’altro canto, il bisogno di libertà, la tutela degli spazi personali e l’autoaffermazione sono altrettanto necessari per la crescita individuale.

Le relazioni diventano così un delicato tentativo di mantenere l’equilibrio tra queste due polarità: bisogno di dipendenza e indipendenza.

Quando questa dinamica si sbilancia in modo estremo verso una delle due possibilità, si può incorrere in quelle che sono state definite love addiction o relationship addiction, tra cui rientra un sottogruppo di esperienze relazionali indicate con il termine co-dipendenza. Vediamo di cosa si tratta partendo dalla sua definizione.

chi è il codipendente
Leah Kelley - Pexels

Il significato di co-dipendenza

Cosa si intende per co-dipendenza e qual è il significato di co-dipendenza affettiva?

Il termine co-dipendenza è apparso per la prima volta intorno agli anni ‘50 negli Stati Uniti per indicare la categoria di persone che scelgono come partner persone con comportamenti di abuso e dipendenza da alcol o da sostanze, o che hanno familiari alcolisti.

Più recentemente, il termine co-dipendenza viene utilizzato per descrivere una relazione codipendente, ovvero quel tipo di relazione in cui uno dei due partner si trova in una condizione di forte bisogno d’aiuto, elemento che diventa il collante e la condizione di stabilità e continuità del rapporto stesso.

Se da una parte abbiamo un partner fortemente bisognoso d’aiuto, dall’altra troviamo una persona con personalità moving toward, ovvero una persona protesa in modo estremo verso chi ha bisogno e che, come afferma la psichiatra e psicoanalista K. Horney, “soccorre l’altro per districare i propri vissuti”.

In sintesi, la co-dipendenza affettiva è una condizione di dipendenza che prevede un’ambivalenza di base: si stabilisce una relazione fondata sulla speranza che il partner possa cambiare grazie alle cure del codipendente, ma se ciò avvenisse si rischierebbe la rottura del legame, basato proprio sulla condizione di bisogno dell’altro.

co-dipendenza affettiva nei manuali clinici e nella letteratura scientifica

La co-dipendenza affettiva non è attualmente riconosciuta come un disturbo specifico nei principali manuali diagnostici internazionali, come il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, pubblicato dall'American Psychiatric Association). Tuttavia, la letteratura scientifica e clinica la descrive come un insieme di comportamenti e dinamiche relazionali che possono avere un impatto significativo sul benessere psicologico della persona.

Secondo diversi studi, la co-dipendenza affettiva viene spesso associata a pattern di relazione disfunzionali, caratterizzati da una forte tendenza a mettere i bisogni dell'altro al centro, a discapito della propria identità e autonomia. Questo fenomeno è stato oggetto di numerose ricerche, che ne hanno evidenziato la presenza soprattutto in contesti familiari segnati da dipendenze o da altre forme di disagio psicologico (Marks, Blore, Hine & Dear, 2011).

Pur non essendo una diagnosi formale, la co-dipendenza affettiva viene riconosciuta come un costrutto clinico utile per comprendere alcune difficoltà relazionali e per orientare gli interventi terapeutici.

I sintomi della co-dipendenza affettiva

Molti studi si sono interessati al tema della co-dipendenza per identificare sia le caratteristiche descrittive di questi modi di stare in coppia, sia gli elementi utili per strutturare un percorso terapeutico.

Tra i sintomi della co-dipendenza possiamo elencare:

  • bassa autostima
  • difficoltà nel definire i confini all’interno delle relazioni
  • difficoltà a riconoscere i propri bisogni
  • forte propensione a prendersi cura dei bisogni dell’altro a scapito dei propri
  • difficoltà nel vivere in maniera moderata la tendenza agli eccessi nell’espressione di sé.

A queste caratteristiche spesso si legano anche comportamenti di controllo del partner e della relazione e una tendenza a ricercare la felicità e la soddisfazione al di fuori di sé.

codipendenza affettiva sintomi
Cottonbro Studio - Pexels

Manifestazioni tipiche e dinamiche relazionali della co-dipendenza affettiva

Oltre ai sintomi già descritti, la co-dipendenza affettiva si manifesta attraverso una serie di comportamenti e dinamiche che possono rendere difficile il mantenimento di relazioni equilibrate e soddisfacenti.

Tra le manifestazioni più frequenti troviamo:

  • Ciclo di dare e ricevere squilibrato: la persona con co-dipendenza tende a dare costantemente supporto, affetto e attenzioni, aspettandosi inconsciamente che l'altro ricambi o migliori grazie a questo impegno. Spesso, però, il bisogno di ricevere riconoscimento rimane insoddisfatto, alimentando frustrazione e senso di vuoto.
  • Auto-sacrificio e annullamento di sé: la persona con co-dipendenza mette in secondo piano i propri desideri, bisogni e limiti, arrivando a trascurare la propria salute fisica ed emotiva pur di sostenere l'altro. Questo comportamento può portare a esaurimento emotivo e a una progressiva perdita di autostima.
  • Difficoltà a porre limiti: stabilire confini chiari nelle relazioni risulta complesso. La paura di essere rifiutati o abbandonati spinge la persona codipendente a tollerare comportamenti dannosi o a giustificare l'altro, anche quando ciò comporta sofferenza personale.
  • Senso di responsabilità eccessivo: spesso si sviluppa la convinzione di essere indispensabili per il benessere dell'altro, assumendo un ruolo di "salvatore" che può diventare fonte di ansia e senso di colpa se l'altro non migliora.

Queste dinamiche, se protratte nel tempo, possono generare un circolo vizioso in cui la persona codipendente si sente sempre più intrappolata nel proprio ruolo, con difficoltà a riconoscere e soddisfare i propri bisogni autentici.

Le cause della co-dipendenza affettiva

Spesso, questi modi peculiari di entrare in relazione sono il frutto della ripetizione di modelli familiari disfunzionali. Essere stati immersi in contesti di vita difficili può portare a credere, anche inconsciamente, che le relazioni intime siano di per sé complicate.

Tra le cause della co-dipendenza si ritrova l’aver sperimentato un tipo di attaccamento insicuro, l’essere stati esposti a condizioni abusanti o violente, ma anche l’avere dei tratti di personalità dipendente.

Inoltre, crescere con un genitore narcisista, tossicodipendente o con una sofferenza psicologica importante, essere stati esposti a violenze domestiche o aver sperimentato una perdita precoce, possono essere fattori di rischio nello strutturarsi di una modalità relazionale codipendente.

Dipendenza e co-dipendenza: quali differenze?

Quando parliamo di co-dipendenza in psicologia, ci riferiamo a una specifica sfumatura di un insieme più ampio di esperienze relazionali, ovvero le dipendenze affettive.

Essere codipendenti significa avere una dipendenza affettiva che prende la forma del legame salvifico. Se in una relazione sana si potrebbe dire “ho bisogno di te perché ti amo”, nella co-dipendenza (o nella relazione tra due codipendenti) diventa “ti amo perché tu hai bisogno di me”.

Nello specifico, la differenza tra co-dipendenza e dipendenza affettiva può essere sintetizzata così:

  • la co-dipendenza è una modalità relazionale basata su un legame di bisogno e mossa dal sentimento di speranza e dall’illusione che l’altro guarirà grazie al proprio intervento. La distorsione cognitiva che ne deriva è un’idealizzazione di sé e dell’altro nel dare aiuto e l’atteggiamento sarà di totale dedizione. Inoltre, c’è una continua circolarità dei ruoli di vittima, salvatore e persecutore.
  • la dipendenza affettiva è caratterizzata da un legame di dipendenza dal partner in cui il sentimento prevalente è la paura dell’abbandono, accompagnato dall’illusione “tu mi salverai”. La distorsione cognitiva che ne deriva è un’idealizzazione dell’altro e una negazione di sé.

Si può dedurre che la persona con dipendenza affettiva codipendente sarà orientata alla scelta di partner sofferenti, a loro volta dipendenti (da alcol, da sostanze ecc…), perché considerati bisognosi e quindi da salvare.

Inoltre, è possibile che, per via della propria esperienza personale o della storia familiare, tenda a identificarsi con il ruolo del “salvatore”. Spesso infatti, le persone codipendenti sono primogeniti, coloro che assumono il controllo della famiglia o che, nelle situazioni più gravi, scambiano i ruoli di responsabilità con i genitori.

La persona codipendente, dunque, al contrario di chi vive una dipendenza affettiva, non sarà nella condizione di bisogno dell’altro, ma sarà eccessivamente responsabile e attenta all’esigenza del partner.

Il codipendente, inoltre, avrà una forte tendenza al controllo dell’altro al fine di “sostenerlo”, in maniera disfunzionale, nel percorso di guarigione. Si può quindi ritenere che, alla fine dei conti, il codipendente “manipola”.

Il comportamento del codipendente, infatti, sebbene nasca con l’intento di essere di supporto, finisce per trasformarsi in un tentativo di manipolazione affettiva e di controllo del partner.

Le possibili radici psicologiche della co-dipendenza affettiva: teorie e modelli di riferimento

Le origini della co-dipendenza affettiva sono state approfondite da diverse teorie psicologiche, che aiutano a comprendere come si sviluppino questi schemi relazionali.

  • Teoria dell'attaccamento: secondo John Bowlby, psichiatra e psicoanalista, le esperienze precoci con le figure di accudimento influenzano profondamente la capacità di costruire relazioni sicure in età adulta. Un attaccamento insicuro, caratterizzato da imprevedibilità o mancanza di supporto emotivo, può favorire la tendenza a cercare approvazione e sicurezza nell'altro, tipica della co-dipendenza.
  • Teoria dei sistemi familiari: Murray Bowen, psichiatra, ha sottolineato come le dinamiche familiari disfunzionali, in cui i confini tra i membri sono poco chiari o troppo rigidi, possano portare allo sviluppo di ruoli fissi come quello del "salvatore" o del "bisognoso". In questi contesti, la co-dipendenza affettiva può emergere come strategia per mantenere l'equilibrio familiare, anche a costo del proprio benessere.
  • Modello del ciclo della co-dipendenza: alcuni autori descrivono la co-dipendenza come un ciclo che si autoalimenta, in cui il bisogno di essere necessari e di controllare la situazione si alterna a momenti di frustrazione, senso di impotenza e ricerca di nuove situazioni in cui ripetere lo stesso schema.

Questi modelli teorici aiutano a comprendere come la co-dipendenza affettiva non sia semplicemente una scelta consapevole, ma il risultato di processi complessi che coinvolgono la storia personale, le relazioni familiari e le strategie di adattamento sviluppate nel tempo.

Tipologie di co-dipendenza

Sulla base di quanto detto, a titolo esemplificativo è possibile elencare differenti tipologie di co-dipendenza:

  • co-dipendenza familiare, nella quale i bisogni fondamentali del bambino non sono stati riconosciuti. Questo può accadere per via di una mancata capacità dei genitori di sostenere nel figlio il senso di sicurezza o dell’essere meritevoli di amore per la loro unicità. Altre volte è un eccesso di premure genitoriali, fortemente protese ad anticipare in modo ansioso il bisogno immaginato dei figli. In entrambi i casi, accade che il bambino non possa mantenere il proprio ruolo perché iper-responsabilizzato o privato della possibilità di individuarsi e individuare i propri bisogni.
  • le amicizie codipendenti prendono la forma di legami esclusivi nei quali, per la persona codipendente, gli altri vengono vissuti come intrusivi. Anche queste si reggono sull’assunto di base che uno dei due sia bisognoso e l’altro possa sentirsi utile nel prendersi cura.

Amore codipendente

Il codipendente sa amare? La domanda sorge spontanea. Un amore sano prevede la crescita personale e la realizzazione profonda di sé, come individuo e come parte di una coppia.

Come abbiamo visto fin qui, invece, l’implicito della relazione codipendente è “ti amo perché hai bisogno di me”. Come ama un codipendente quindi?

La condizione di base affinché la persona codipendente possa amare è immettersi in una dinamica in cui assume il ruolo di salvatore (quella che viene definita “sindrome della crocerossina”) di un partner vittima o bisognoso.

Così, più che di fronte a un’esperienza d’amore, nei rapporti di coppia codipendenti siamo di fronte alla ripetizione di schemi rigidi che alimentano il senso di impotenza, una scarsa autostima e, in definitiva, l’impossibilità di crescita per entrambi i partner.

alcolismo e codipendenza
Cottonbro Studio - Pexels

La relazione codipendente e altri problemi di salute mentale

Non è raro che le persone codipendenti si uniscano in coppia con persone con altre dipendenze o disturbi di personalità. Di seguito, alcuni esempi di relazioni di co-dipendenza e problemi di salute mentale.

Una combinazione molto frequente vede come protagonisti un partner codipendente e uno con problemi di abuso d’alcol. Il legame sembra essere basato sull’idea di poter salvare la persona con problemi di alcolismo, ma si innesca un circolo vizioso nel quale è proprio il problema a mantenere in piedi la relazione.

Se la persona guarisce, crolla il motivo del legame, così si definisce un equilibrio nel quale l’alcolismo fa da pilastro al rapporto di coppia. Qualcosa di simile accade nella co-dipendenza da droghe, con la differenza che può accadere (sia con l'alcol, che con le sostanze) che il partner codipendente sviluppi lui/lei stesso/a una tossico-dipendenza.

La co-dipendenza può anche legarsi a quadri depressivi in cui, la persona che incarna il ruolo del salvatore, sviluppa pian piano depressione, con un abbassamento del tono dell’umore conseguente al senso di impotenza e di scarsa autostima, tipici di questa modalità relazionale.

co-dipendenza e disturbi di personalità

I disturbi di personalità (come per esempio il disturbo narcisistico o il disturbo borderline) sono tutti accomunati dalla difficoltà sul piano dell’identità personale e delle relazioni interpersonali.

Così, anche nel disturbo dipendente di personalità, di cui la dipendenza affettiva e la co-dipendenza fanno parte, il lavoro sarà improntato sull’immagine di sé e il funzionamento relazionale.

La personalità codipendente è caratterizzata da pattern comportamentali centrati sull’altro in maniera preponderante, con una totale messa da parte di sé. L’iper-preoccupazione per il benessere dell’altra persona, sia essa un familiare o il coniuge, si lega a uno spostamento del focus principale da sé all'altro.

I bisogni personali vengono negati a favore di quelli della persona designata come portatrice della sofferenza. Ecco la differenza sostanziale tra una dinamica codipendente e la condizione sperimentata nel disturbo dipendente di personalità.

In questo secondo caso, infatti, la persona sperimenta una forte necessità di trovare sostegno, accudimento e vicinanza nell’altro, con un forte senso di paura per l’abbandono e scarsa fiducia nelle proprie capacità e risorse.

Senza dubbio, però, sia la persona codipendente che chi vive un disturbo di personalità dipendente tendono a creare legami in cui si instaurano dinamiche di potere. Proprio per questa peculiarità, la persona codipendente spesso si lega a soggetti in condizioni di malessere come i disturbi di personalità, per esempio:

codipendente e narcisista
Ketut Subiyanto - Pexels

co-dipendenza affettiva: quale cura?

Non esistono dei veri e propri test che indagano la co-dipendenza. Tuttavia, è possibile sottoporsi a un’indagine testologica che ricerchi i fattori collegati a questa condizione, ossia tutti quei test di personalità che possono far emergere gli aspetti collegati alla co-dipendenza come per esempio:

  • scarsa autostima
  • tendenza all’idealizzazione
  • paura abbandonica
  • stile di attaccamento insicuro.

Come uscire da una co-dipendenza?

Guarire dalla co-dipendenza

La persona codipendente può prendersi cura di questa modalità relazionale rivolgendosi a un esperto, come uno psicologo che affronta tematiche legate alla dipendenza affettiva, che lo sostenga in un percorso psicologico. L’intento finale sarà quello di favorire:

  • l’accettazione profonda della propria storia di deprivazione emotiva, smettendo di occuparsi del dolore degli altri e spostandosi su di sé
  • l’elaborazione del proprio dolore
  • la rinuncia al proprio ruolo salvifico, smettendo di essere il “genitore” del partner e provando a diventare “genitore di se stessi”
  • il lavoro sulle polarità dipendenza-indipendenza.

Come uscire da una relazione di co-dipendenza

Uscire da una condizione di co-dipendenza è possibile, sia attraverso una terapia personale sia chiedendo aiuto a persone che hanno esperienze simili a quella che si sta vivendo, sperimentando il senso di non essere soli con i propri vissuti. Sul sito Codipendenti Anonimi esiste la possibilità di farlo in forma anonima.

Strategie pratiche per riconoscere e affrontare la co-dipendenza affettiva

Riconoscere la co-dipendenza affettiva è il primo passo verso il cambiamento. Esistono strategie validate dalla pratica clinica che possono aiutare a interrompere i vecchi schemi e a costruire relazioni più sane.

  • Prendere consapevolezza dei propri schemi: tenere un diario emotivo o riflettere sulle proprie reazioni nelle relazioni può aiutare a individuare i momenti in cui si tende a mettere da parte i propri bisogni per compiacere l'altro.
  • Imparare a stabilire confini: esercitarsi a dire "no" in modo assertivo e a riconoscere i propri limiti è fondamentale per proteggere il proprio benessere emotivo. Questo processo può richiedere tempo e il supporto di un professionista.
  • Lavorare sull'autostima: dedicare tempo ad attività che rafforzano il senso di valore personale, come coltivare passioni, praticare l'auto-compassione e celebrare i propri successi, aiuta a ridurre la dipendenza dal riconoscimento esterno.
  • Sviluppare relazioni di supporto: confrontarsi con persone che hanno vissuto esperienze simili o partecipare a gruppi di auto-aiuto può favorire il senso di appartenenza e la condivisione di strategie efficaci.
  • Rivolgersi a un professionista: la psicoterapia, in particolare gli approcci centrati sulle relazioni e sull'attaccamento, può offrire uno spazio sicuro per esplorare le radici della co-dipendenza e sperimentare nuovi modi di stare in relazione.

Affrontare la co-dipendenza affettiva richiede coraggio e pazienza, e in molti casi può contribuire a costruire relazioni più equilibrate e soddisfacenti, in cui il prendersi cura di sé e dell'altro trovano un nuovo equilibrio.

Libri sulla co-dipendenza

Nel nostro articolo abbiamo delineato le principali caratteristiche della personalità codipendente, chiarito che differenza c'è fra dipendenza e co-dipendenza e ne abbiamo esplorato le dinamiche che si creano nelle relazioni.

Ci siamo chiesti come ama un codipendente, sia che si tratti di co-dipendenza di coppia, co-dipendenza madre-figlia (o madre-figlio) e più in generale legata ai genitori, e ci siamo chiesti come guarire dalla co-dipendenza.

Non ci resta che approfondire ulteriormente il tema con alcune letture:

Se senti che alcune delle dinamiche descritte ti appartengono e desideri iniziare un percorso di consapevolezza e cambiamento, su Unobravo puoi trovare uno psicologo specializzato che ti accompagnerà passo dopo passo. Inizia il questionario e trova il professionista più adatto a te: il primo passo verso relazioni più sane può iniziare oggi.


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