Moltissime persone svolgono esercizio fisico e vanno in palestra per diverse ragioni: tenersi in forma e prendersi cura della propria salute è certamente una di queste. Ma cosa succede quando dalla passione per lo sport si passa a una patologia? Quali sono le conseguenze di un culto del corpo che diventa ossessione?
In alcuni casi, possiamo parlare di vigoressia, chiamata anche bigoressia o sindrome di Adone. In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande più diffuse sul tema.
Cosa si intende per vigoressia?
Per comprendere meglio il significato di vigoressia, può essere utile partire dall’etimologia. La parola vigoressia deriva dal latino vigor, che significa “forza”, e orexis, che vuol dire “appetito”. Già da questa definizione si può intuire che la persona con vigoressia ha una “fame di forza” e sperimenta una preoccupazione eccessiva e cronica di non avere abbastanza muscoli e di essere troppo gracile o poco robusta.
Bigoressia, vigoressia, sindrome o complesso di Adone, dismorfofobia muscolare o anoressia inversa (Pope et al., 1993) sono tutti i modi in cui viene chiamato questo disturbo, la cui gravità e le implicazioni cliniche vengono spesso sottovalutate.
Definizione clinica della vigoressia secondo il DSM-5
La vigoressia, nota anche come dismorfia muscolare, è considerata clinicamente una manifestazione specifica del disturbo da dismorfismo corporeo. Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR), la dismorfia muscolare rientra tra i disturbi da dismorfismo corporeo, una sottocategoria dei disturbi ossessivo-compulsivi e correlati.
In particolare, la persona affetta da vigoressia manifesta una preoccupazione eccessiva e persistente per la propria massa muscolare, percependola come poco sviluppata o sentendosi troppo esile anche quando il proprio aspetto è oggettivamente muscoloso. Questa distorsione dell'immagine corporea può portare a comportamenti ripetitivi e ritualizzati, come l'allenamento compulsivo e il controllo costante dell'aspetto fisico, che interferiscono significativamente con la qualità della vita quotidiana.
Epidemiologia della vigoressia
La vigoressia è un disturbo che, pur essendo stato identificato relativamente di recente, sta ricevendo crescente attenzione da parte della comunità scientifica. Secondo una revisione pubblicata su Comprehensive Psychiatry (Pope, Katz & Hudson, 1993), la prevalenza della dismorfia muscolare tra i frequentatori di palestre può variare dal 10% al 20%, con una maggiore incidenza tra i bodybuilder rispetto alla popolazione generale.
Gli uomini risultano più frequentemente colpiti rispetto alle donne, soprattutto nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Tuttavia, casi di vigoressia sono stati segnalati anche tra adolescenti e donne, a dimostrazione del fatto che il disturbo può interessare persone di ogni genere e età.
Questi dati sottolineano l'importanza di una maggiore consapevolezza e di strategie di prevenzione mirate, soprattutto nei contesti in cui la pressione per raggiungere un ideale corporeo è particolarmente elevata.

Vigoressia e psicologia: quando lo sport diventa un’ossessione
Date le sue caratteristiche, non sorprende che la bigoressia sia diffusa prevalentemente tra chi frequenta assiduamente le palestre e tra gli amanti del bodybuilding, tanto da essere chiamata anche “malattia del bodybuilder”.
Come specificò lo psichiatra Tom Hildebrandt, alcuni pensieri, credenze e fobie possono trasformarsi in un’ossessione per i muscoli e per la palestra o l’attività fisica in generale, portando ad adottare un’alimentazione inadeguata e decisamente iperproteica, che può causare complicanze fisiche anche serie.
Vigoressia e abuso di sostanze
I gravi danni che l’ossessione per il fitness può provocare all’organismo, come l’assunzione di sostanze illecite e le forti interferenze a livello sociale che ne derivano, hanno fatto sì che l’interesse per questo disturbo sia aumentato notevolmente negli ultimi anni. In uno studio del 2003 si è cercato di analizzare più a fondo la relazione tra la cosiddetta anoressia inversa e l’abuso di steroidi, per capire se i sintomi della bigoressia fossero presenti anche dopo la cessazione dell’abuso di sostanze (Cole et al., 2003).
Vennero quindi distribuiti dei questionari a 137 ragazzi di una palestra per indagare le abitudini alimentari e una scala per valutare la gravità del disturbo, sia relativamente all’esercizio fisico che all’uso di sostanze. Lo studio osservò che l’utilizzo di steroidi, e non il bodybuilding in sé, era associato a una maggiore gravità dei sintomi alimentari. Inoltre, è stato rilevato che il 42% dei sollevatori di pesi affetti da vigoressia abusava di anabolizzanti e il 67% faceva uso di altre sostanze per migliorare le prestazioni (Behar & Molinari, 2010).
È evidente quindi una correlazione tra abuso di sostanze e comportamenti alimentari disfunzionali, anche se resta ancora da chiarire se la sintomatologia alimentare sia una causa o una conseguenza dell’abuso di sostanze.
È importante specificare che la bigoressia non va confusa con una semplice passione per il bodybuilding: una dedizione ordinaria allo sport è salutare e non rappresenta un indice di insoddisfazione per la propria immagine o di deficit nel funzionamento sociale e professionale, come invece accade nelle persone che soffrono di bigoressia.
I sintomi della vigoressia
La vigoressia può avere conseguenze sia per la salute fisica che per quella emotiva e psicologica. Ma come si manifesta? Tra i sintomi troviamo:
- Ossessione per l'aspetto fisico: la preoccupazione costante di non essere sufficientemente muscolosi o in forma può essere un primo segnale di bigoressia.
- Ossessione per la palestra e per l’allenamento: la persona dedica un numero eccessivo di ore all’allenamento, spesso ignorando infortuni o segnali di affaticamento.
- Isolamento sociale: il timore di essere giudicati non sufficientemente muscolosi può portare chi soffre di vigoressia a ridurre o evitare del tutto le interazioni sociali.
- Controllo compulsivo: verificare ripetutamente il proprio aspetto allo specchio o pesarsi frequentemente possono essere segnali della presenza del disturbo.
- Insoddisfazione “cronica”: non ci si sente mai abbastanza soddisfatti del proprio corpo, nonostante i progressi fisici.
- Uso di sostanze: si può fare ricorso a steroidi anabolizzanti o altre sostanze per stimolare la crescita muscolare, nonostante i rischi per la salute.
Sintomi comportamentali, psicologici e fisici della vigoressia
È possibile fare anche una distinzione dei sintomi in comportamentali, psicologici e fisici, in modo da identificare il disturbo in modo più accurato.
- Sintomi comportamentali: chi soffre di vigoressia tende a dedicare un tempo eccessivo all'allenamento, spesso sacrificando altre attività importanti come il lavoro, lo studio o le relazioni sociali. Si osserva anche una forte rigidità nella pianificazione degli allenamenti e delle diete, con difficoltà a tollerare cambiamenti o imprevisti.
- Sintomi psicologici: la persona può sperimentare ansia intensa, senso di colpa o irritabilità se non riesce ad allenarsi come previsto. È frequente una costante insoddisfazione per il proprio corpo, accompagnata da pensieri ossessivi sulla necessità di aumentare la massa muscolare. Questi pensieri possono diventare così pervasivi da compromettere la concentrazione e il benessere emotivo.
- Sintomi fisici: il sovrallenamento può portare a dolori muscolari cronici, infortuni ricorrenti e affaticamento persistente. L'uso di integratori o sostanze anabolizzanti, talvolta presente, può essere associato ad alterazioni ormonali, problemi cardiaci e danni a fegato e reni.
Riconoscere questi segnali può essere fondamentale per intervenire precocemente e prevenire complicanze più gravi.
Le cause della vigoressia
Per individuare le cause principali della vigoressia è importante considerare una combinazione complessa di fattori biologici, psicologici e sociali. Alcuni dei fattori di rischio più comunemente identificati sono legati a:
- Fattori biologici: possono esistere predisposizioni genetiche o alterazioni neurobiologiche che contribuiscono allo sviluppo della vigoressia, simili ad altri disturbi del comportamento alimentare e al disturbo ossessivo compulsivo.
- Fattori psicologici: bassa autostima, perfezionismo, ed esperienze di vittimizzazione possono aumentare il rischio di sviluppare la vigoressia.
- Influenze culturali e sociali: la società spesso valorizza e idealizza un certo tipo di fisicità. I media e la pubblicità promuovono frequentemente l'ideale di un corpo eccessivamente muscoloso come simbolo di successo e attrattiva. Questa pressione sociale (che talvolta diventa vero e proprio bodyshaming) può spingere le persone a ricercare un'immagine corporea irrealistica, che può portare allo sviluppo di comportamenti vigoressici.
- Esperienze di vita: eventi traumatici come l’aver subito atti di bullismo o critiche relative all'aspetto fisico possono influenzare negativamente la percezione corporea, portando a cercare un controllo eccessivo sul proprio corpo per aumentare l'autostima e sentirsi accettati.

Vigoressia: le conseguenze
La vigoressia può avere gravi conseguenze sia fisiche che psicologiche, a causa dell'ossessione per l'aumento della massa muscolare e un'immagine corporea distorta. Ecco alcune delle conseguenze fisiche più comuni associate alla vigoressia:
- lesioni da sovrallenamento come infortuni muscolari, tendiniti e altri problemi muscoloscheletrici;
- problemi cardiaci, al fegato e disfunzioni ormonali, causati dall’uso di steroidi anabolizzanti o altri farmaci per incrementare la massa muscolare.
Tra le conseguenze psicologiche della vigoressia, inoltre, troviamo l’isolamento sociale. La rinuncia a impegni di qualsiasi genere e il costante sacrificio di tutto quello che toglie tempo all’attività sportiva, isolano queste persone rendendole sempre più estranee al loro contesto sociale abituale e sempre più aderenti a uno stile di vita che diventa disfunzionale.
Una persona con bigoressia può arrivare inoltre a rinunciare a ruoli di rilievo in ambito lavorativo e, in alcuni casi, perfino a compromettere le relazioni amorose e familiari, per potersi allenare il più possibile e non sprecare tempo ed energie in qualcosa di diverso dall’allenamento.
Tra le conseguenze psicologiche possiamo annoverare inoltre altri problemi di salute mentale associati, come:
- disturbi d'ansia e disturbi dell'umore, come la depressione;
- dipendenza da sostanze, causata dal ricorso a steroidi o integratori;
- disturbi del comportamento alimentare.
Vigoressia: come classificarla?
Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) i criteri diagnostici classificano la bigoressia come "dismorfia muscolare" e la inseriscono tra i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo. Tuttavia, per le sue caratteristiche, può essere considerato un disturbo che per molti aspetti si trova a cavallo tra due categorie diagnostiche:
- i disturbi alimentari come l'anoressia nervosa e la bulimia
- i disturbi ossessivo-compulsivi.
La vigoressia è un disturbo del comportamento alimentare?
Le tracce del legame tra la bigoressia e lo spettro dei disturbi del comportamento alimentare risalgono alle prime ricerche dello psichiatra Harrison G. Pope e colleghi (1993) i quali, inizialmente, si riferirono a questa patologia denominandola “anoressia nervosa inversa”.
Ma quindi anoressia è anche vigoressia? Anche se entrambi i disturbi comportano una distorsione dell'immagine corporea e possono avere gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale, non è corretto interpretarli come sinonimi. È vero, questi due disturbi hanno caratteristiche e sintomi simili, ma anche altri specifici che li differenziano.
Ciò che rende simili anoressia e vigoressia è l’estrema attenzione che le persone pongono sulla propria apparenza e sul proprio aspetto fisico e i sentimenti ansiosi e depressivi che ne conseguono:
- l’apporto di cibo è ridotto ed eccessivamente monitorato;
- l’attività sportiva è intensiva;
- la dieta è esageratamente controllata e rigida: vengono tenuti strettamente sotto osservazione i valori nutrizionali di ogni cibo e, nel momento in cui queste informazioni non vengono fornite, la persona prova una grandissima ansia (Maida e Lee Armstrong, 2005).
In cosa si differenziano allora? Nella ricerca citata, il nocciolo delle argomentazioni si riscontra nell’aggettivo “inversa” con la quale Pope aveva definito questa “anoressia atipica”. Se infatti nell’anoressia la preoccupazione principale verte attorno alla perdita di maggior peso possibile, nel caso della bigoressia si osserva una fobia differente: quella di non essere mai sufficientemente muscolosi (Oliviarda, Pope Jr e Hudson (2000).
Non è corretto, dunque, affermare che quando si è anoressici si è anche vigoressici.
Se la bigoressia fosse un disturbo ossessivo-compulsivo?
L’ambiguità che avvolge la bigoressia la rende sotto molti aspetti simile al disturbo ossessivo-compulsivo. Non mancano infatti, nelle persone che ne sono affette, pensieri ossessivi in merito alla propria forma fisica con conseguenti comportamenti compulsivi quali:
- confrontarsi con gli altri,
- controllare continuamente la propria fisicità,
- ricercare continuamente delle rassicurazioni sul proprio aspetto,
- l’eccessivo allenamento.
Vigoressia e ortoressia
La vigoressia, in termini diagnostici, ha anche molto in comune con l’ortoressia, anche se le motivazioni della persona sono molto diverse. La vigoressia mira all'aumento della massa muscolare e alla definizione fisica, mentre l'ortoressia si concentra sulla purezza e la salubrità del cibo.
Entrambi i disturbi mostrano comportamenti compulsivi, che si tratti di esercizio fisico eccessivo o di restrizioni alimentari estreme. Sia nella vigoressia che nell'ortoressia, vi è una forte preoccupazione per il controllo, che si manifesta attraverso l'allenamento o la dieta.
Entrambi i disturbi, poi, possono avere gravi conseguenze sulla salute mentale e fisica (ansia e isolamento sociale, problemi nutrizionali e fisici) e si verifica una distorsione nella percezione di sé e del proprio comportamento, che viene visto come mai sufficientemente adeguato o sano.

Vigoressia e sessualità
La vigoressia può avere un impatto significativo sulla sessualità e sulle relazioni intime delle persone che ne soffrono in diversi modi, tra cui:
- l'insoddisfazione per il proprio corpo può portare a sentimenti di inadeguatezza e vergogna, influenzando negativamente l'autostima e la percezione di sé come partner sessuale desiderabile;
- l'ansia legata all'aspetto fisico e la pressione di mantenere un certo livello di forma fisica possono ridurre il desiderio sessuale e la capacità di godersi l'intimità;
- la dedizione estrema all'allenamento e alle diete può limitare il tempo e l'energia disponibili per le relazioni intime, portando a crisi di coppia o al distacco dai partner;
- l'uso di steroidi anabolizzanti o altre sostanze per aumentare la massa muscolare può avere effetti collaterali che influenzano la funzione sessuale, inclusi problemi di libido, disfunzione erettile o alterazioni del desiderio sessuale.
La terapia di coppia può essere utile per affrontare gli impatti della bigoressia sulla relazione e sulla sessualità, aiutando entrambi i partner a comunicare meglio le proprie esigenze e preoccupazioni. La consapevolezza e la comprensione di come la vigoressia influenzi la sessualità possono guidare verso percorsi di trattamento efficaci e migliorare la qualità della vita e delle relazioni intime.
Vigoressia maschile e vigoressia femminile
La pressione sociale e culturale che gli uomini sperimentano per conformarsi a un ideale di mascolinità caratterizzato da forza fisica e muscolatura definita, porta a pensare che la vigoressia maschile sia più diffusa di quella femminile.
A causa di queste aspettative culturali e alla crescente esposizione a immagini di corpi maschili idealizzati nei media e nella pubblicità, gli uomini possono essere particolarmente vulnerabili a sviluppare vigoressia. Tuttavia, è importante riconoscere che la vigoressia può colpire individui di qualsiasi genere. Anche le donne possono soffrire di vigoressia, sebbene possa manifestarsi in modi leggermente diversi, data la variazione delle pressioni sociali e degli ideali di bellezza tra generi.
Vigoressia: come curarla?
Come abbiamo visto, la vigoressia può portare a comportamenti dannosi come l'abuso di sostanze (steroidi anabolizzanti, integratori) e l'eccesso di attività fisica, oltre ad altri problemi di salute mentale.
Uno psicologo specializzato (come uno degli psicologi di Unobravo) può essere di grande aiuto per contribuire a comprendere quali sono le cause profonde dei disturbi legati all'immagine corporea e a sviluppare strategie per ritrovare un equilibrio tra cura di sé e benessere mentale. Tra gli strumenti per la valutazione della vigoressia che un professionista può utilizzare per creare poi un percorso basato sulle specifiche necessità della persona, possono esserci diversi questionari e test psicologici.
Tra i test più noti e utilizzati ci sono:
- Il Muscle Dysmorphic Disorder Inventory (MDDI): uno degli strumenti più utilizzati per la valutazione della dismorfia muscolare, che include domande per valutare le preoccupazioni relative alla muscolatura, il comportamento di esercizio compulsivo e l'uso di sostanze per migliorare l'aspetto fisico.
- L’Exercise Addiction Inventory (EAI): uno strumento di screening per valutare il rischio di dipendenza da esercizio fisico, validato in lingua italiana (Gori, Topino e Griffiths, 2023).
- L’Eating Disorder Inventory (EDI) o l’Eating Disorder Examination Questionnaire (EDE-Q): test focalizzati sui disturbi alimentari, ma che possono includere domande utili per valutare l'insoddisfazione corporea e comportamenti correlati che possono sovrapporsi con la vigoressia.
Tra gli approcci psicoterapeutici che possono essere indicati per il trattamento della bigoressia menzioniamo la terapia cognitivo comportamentale (CBT), la terapia psicodinamica e la psicoterapia sistemico relazionale.
Uno psicologo potrà poi anche suggerire il coinvolgimento di altri specialisti della salute, come un nutrizionista. Può essere utile anche partecipare a gruppi di supporto, in cui la condivisione delle diverse testimonianze sulle esperienze legate alla vigoressia può dare modo di ridurre l’isolamento sociale.
Per approfondire il tema della vigoressia suggeriamo anche il libro Vigoressia. Quando il fitness diventa ossessione, P. De Pascalis, edizioni Il Pensiero Scientifico.
La vigoressia può, quindi, rappresentare una sfida difficile da affrontare da soli, ma riconoscere di avere bisogno di supporto è già un segno di forza e consapevolezza. Se ti sei riconosciuto in alcuni dei segnali descritti o senti che il rapporto con il tuo corpo e l’allenamento sta influenzando negativamente la tua vita, ricorda che non sei solo/a.
Con Unobravo puoi trovare uno psicologo che ti accompagnerà in un percorso su misura, aiutandoti a lavorare per ritrovare equilibrio, serenità e una relazione più sana con te stesso. Puoi fare il primo passo iniziando il questionario per trovare il tuo psicologo online.






