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minuti di lettura

Body shaming, la critica al corpo non conforme ai canoni di bellezza

Body shaming, la critica al corpo non conforme ai canoni di bellezza
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
28.1.2026
Body shaming, la critica al corpo non conforme ai canoni di bellezza
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Ogni persona dovrebbe essere libera di apparire come preferisce. Tuttavia, nonostante i passi avanti compiuti, l’influenza di certi standard di bellezza è ancora molto presente e può condizionare i giudizi verso il proprio corpo e quello altrui.

Commenti come “questo vestito ti sta male”, “le tue occhiaie si notano, non usi il correttore?”, “hai perso peso, stai molto meglio” sono commenti (spesso non richiesti) che vengono espressi senza mettersi davvero nei panni degli altri. In questo articolo parliamo di body shaming, ovvero la critica rivolta ai corpi che non corrispondono a determinati canoni.

body shaming cos'è
Alexandru Zdrobau - Unsplash

Cos’è il body shaming

Secondo Treccani, la definizione di body shaming è “Il fatto di deridere qualcuno per il suo aspetto fisico”. Il termine deriva dall’inglese body (corpo) e shaming (far vergognare qualcuno).

Il dizionario chiarisce in poche parole il significato di body shaming, definendolo come la pratica con cui una persona viene criticata o umiliata per il suo aspetto fisico, ad esempio per la presenza di cellulite, per il peso, per caratteristiche della pelle, per la calvizie, per le smagliature o per la muscolatura.

Per comprendere cosa si intende per body shaming, è sufficiente osservare come, periodicamente, vengano diffuse notizie su celebrità il cui corpo non soddisfa i canoni di bellezza dominanti. Anche questa è una forma di body shaming.

Da dove viene il body shaming?

Non è semplice stabilire quando questo fenomeno, così come lo conosciamo oggi, abbia avuto origine. Possiamo affermare che il body shaming è strettamente connesso ai canoni di bellezza socialmente costruiti, ma ogni epoca storica ha stabilito diversi canoni.

Per esempio, c’è stato un tempo in cui la pelle chiara era considerata desiderabile, mentre oggi si tende a preferire la pelle abbronzata. In passato, il “corpo perfetto” femminile doveva rispettare le famose misure 90-60-90... Il concetto di bellezza e il body shaming si adattano a ogni cultura ed epoca.

Ma chi decide cosa è bello e cosa è brutto? E perché non riuscire a soddisfare gli standard stabiliti può condizionarci così tanto? Il bisogno di accettazione è uno dei motivi principali.

Tipologie di body shaming: oltre il peso

Il body shaming può assumere forme diverse, andando ben oltre la semplice critica al peso corporeo. Comprendere le sue tipologie può aiutare a riconoscere quanto sia diffuso e radicato questo fenomeno nella nostra società.

Tra le principali forme di body shaming troviamo:

  • Fat shaming: consiste nel deridere o criticare una persona per il suo peso considerato eccessivo. È una delle forme più comuni e può colpire sia adulti che adolescenti, spesso associato a conseguenze negative sulla salute mentale.
  • Thin shaming: riguarda la derisione o la svalutazione di chi viene percepito come troppo magro. Anche questa forma può generare insicurezza e disagio, soprattutto tra i giovani.
  • Colorism (o skin tone shaming): si manifesta attraverso commenti negativi sul colore della pelle, promuovendo stereotipi e discriminazioni legate all’aspetto etnico o razziale.
  • Hair shaming: include le critiche rivolte a chi ha capelli considerati "fuori standard", come chiome ricce, calvizie, capelli bianchi o colorazioni non convenzionali.
  • Skin shaming: riguarda la derisione di caratteristiche cutanee come acne, cicatrici, macchie o altre condizioni visibili.

Ognuna di queste forme può essere veicolata sia in modo diretto, attraverso commenti espliciti, sia in modo più sottile, tramite sguardi, battute o esclusioni sociali. Riconoscere la varietà delle manifestazioni del body shaming è il primo passo per contrastarlo in modo efficace.

Le cause profonde del body shaming: stigma legato al peso e cultura della dieta

Le radici del body shaming affondano in dinamiche sociali e culturali complesse. Due fattori particolarmente rilevanti sono lo stigma del peso e la cultura della dieta.

  • Stigma del peso: si riferisce alla tendenza a giudicare negativamente le persone in base al loro peso corporeo, attribuendo loro caratteristiche come pigrizia o mancanza di forza di volontà. Questo pregiudizio è stato ampiamente documentato in letteratura scientifica e può portare a discriminazioni in ambito lavorativo, scolastico e sanitario (Puhl & Heuer, 2009, "Obesity Stigma: Important Considerations for Public Health").
  • Cultura della dieta: è l’insieme di credenze che attribuisce valore morale al controllo del peso e alla magrezza, promuovendo diete restrittive e l’idea che il corpo debba essere costantemente modificato per aderire a standard estetici. Questa cultura può alimentare il body shaming, rendendo difficile accettare la diversità corporea.

Questi fattori non solo favoriscono la diffusione del body shaming, ma contribuiscono anche a interiorizzare l’idea che il proprio valore dipenda dall’aspetto fisico, con effetti negativi sul benessere psicologico.

Body shaming, social network e pubblicità

I social network hanno indubbiamente degli aspetti positivi, ma qui ci concentriamo sul loro lato più oscuro, quello in cui il body shaming si diffonde con facilità.

I social media spesso espongono le persone a una varietà di immagini corporee ideali o ritoccate, creando un ambiente in cui si è portati a confrontare il proprio corpo con standard irrealistici. Inoltre, le pressioni socioculturali sull'aspetto fisico, provenienti non solo dai social media ma anche dai media tradizionali, dalla famiglia e dai pari, sono associati in modo significativo all’interiorizzazione dell’ideale di magrezza e le preoccupazioni legate all’immagine corporea nelle donne (Kidd et al., 2024) .

Ogni giorno, su qualsiasi social network, possiamo imbatterci in immagini di corpi “perfetti”, anche se spesso sono frutto di ritocchi fotografici, filtri e pose strategiche pensate per nascondere ciò che viene considerato un “difetto” secondo certi criteri di bellezza stereotipati.

Se a questo aggiungiamo i personaggi che parlano di presunti cibi miracolosi o di diete magiche, possiamo capire perché molte persone, faticando a riconoscersi in immagini di corpi così irrealistiche, finiscono per avere paura di non essere all’altezza e pensare che il proprio corpo non vada bene così com’è.

Inoltre, sui social, dietro uno schermo, può essere più facile commentare i corpi altrui. L'anonimato fornito da uno schermo e la distanza fisica possono rendere più disinibiti nel giudicare senza dover affrontare le conseguenze dirette delle proprie parole.

Tuttavia, non sono i social network ad aver creato questo fenomeno: queste piattaforme hanno semplicemente amplificato e diffuso una realtà già esistente. Ciò che viene comunicato attraverso i social network e la pubblicità (altro veicolo di grande impatto nella diffusione di certi standard di bellezza) può provocare grande sofferenza in chi ha un rapporto difficile con il proprio corpo.

Il body shaming è una questione di genere?

Il body shaming riguarda solo le donne o anche gli uomini?

Secondo lo studio (Re)constructing Body Shaming, dell’Università di Stellenbosch, il body shaming non è scollegato dai media, contesto in cui sono le donne a subire maggiormente questo fenomeno.

Nelle analisi effettuate, sia sui media digitali che su quelli tradizionali, il viso, i capelli, la pancia e il petto risaltano come le parti del corpo a cui si fa più spesso riferimento quando si parla di donne.

Sono molte le artiste apparse sui titoli dei giornali e diventate argomento di tendenza sui social network solo per aver deciso di non conformarsi a ciò che l'estetica attuale considera il corpo perfetto: Rihanna, Lady Gaga, Kate Winslet, Adele, Camila Cabello, e l’elenco, purtroppo, non è esaustivo.

Tuttavia, è importante riconoscere che anche gli uomini non sono immuni dal body shaming. Negli ultimi anni, si è verificato un aumento delle aspettative riguardo all'aspetto fisico maschile, con l'idealizzazione di corpi muscolosi e tonici (la paura di non avere un corpo abbastanza muscoloso è centrale nella vigoressia).

conseguenze del body shaming
Fitnish Media - Unsplash

Conseguenze psicologiche del body shaming

Il body shaming può essere molto dannoso per chi lo subisce, perché ha conseguenze psicologiche che vanno oltre l’insoddisfazione e la frustrazione.

Le principali conseguenze psicologiche del body shaming, che può configurarsi come una forma di bullismo o cyberbullismo nei confronti di chi non rispecchia i modelli di bellezza dominanti nella società, includono la vergogna, manifestazioni d’ansia e insicurezza nelle relazioni interpersonali. In particolare, la vergogna corporea e l’insoddisfazione corporea possono contribuire allo sviluppo di comportamenti di auto-oggettivazione (Saunders et al., 2024) . In quanto atto di bullismo, il body shaming può avere un impatto negativo sull’autostima ed essere un fattore di rischio per l’insorgenza di varie problematiche di salute mentale, come problemi nella sfera sessuale (ad esempio, ansia da prestazione sessuale), disturbi del comportamento alimentare, depressione e altri disturbi dell’umore. Negli adolescenti in sovrappeso, il bias interiorizzato sul peso media parzialmente la relazione tra body shaming da parte della famiglia e sintomi di disturbi alimentari, e media completamente la relazione tra body shaming da parte dei coetanei e sintomi di disturbi alimentari, anche controllando per età, sesso e BMI (Cerolini et al., 2024) .

Dati epidemiologici e impatto sulla salute mentale

Il body shaming è un fenomeno diffuso, soprattutto tra i più giovani. Secondo dati epidemiologici raccolti in studi europei, una quota significativa di adolescenti riferisce di aver subito commenti negativi sull’aspetto fisico nel corso dell’anno scolastico. Inoltre, il 37% degli studenti ha riferito di aver vissuto almeno un episodio di body shaming nel corso della vita (Cerolini et al., 2024) .

Le conseguenze psicologiche possono essere significative:

  • Aumento dei livelli di ansia e depressione: uno studio pubblicato su "JAMA Pediatrics" (2019) ha evidenziato che gli adolescenti vittime di body shaming presentano un rischio maggiore di sviluppare sintomi depressivi e ansiosi rispetto ai coetanei.
  • Riduzione dell’autostima: la costante esposizione a critiche sull’aspetto fisico può minare profondamente la fiducia in sé stessi, come confermato da numerose ricerche in ambito psicologico.
  • Maggiore incidenza di disturbi alimentari: secondo il rapporto dell’Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione (AIDAP, 2022), il body shaming è spesso associato a un aumento del rischio di insorgenza di disturbi come anoressia, bulimia e binge eating.

Questi dati sottolineano l’importanza di riconoscere e contrastare il body shaming, non solo per tutelare il benessere individuale, ma anche per promuovere una società più inclusiva e rispettosa.

Come affrontare il body shaming

È possibile contrastare e affrontare il body shaming? Ecco alcuni consigli pratici:

  • Pratica un uso “sano” dei social network. Ricorda che siamo molto di più di qualsiasi immagine che vediamo sui media e molto di più dei commenti che altre persone potrebbero farci.
  • Sii gentile con te. Accettare e amare sé stessi può essere una sfida complessa, che richiede un lavoro di autocura e la pratica della self-compassion. Ricorda che aderire a determinati standard di bellezza non dimostra il nostro valore.
  • Usa l’assertività. Rispondere con assertività a un amico o a qualcuno che, anche in buona fede, scherza sul corpo, può servire a far riflettere e sensibilizzare sul problema.
  • Crea una rete di supporto. Condividi i tuoi sentimenti con amici, familiari o professionisti, come uno psicologo o psicologa online Unobravo. Avere una rete di supporto può aiutarti nei momenti difficili e darti incoraggiamento quando ne hai bisogno.
  • Crea consapevolezza. Riconosci quando il body shaming si verifica, sia che provenga da te stesso o dagli altri.

Il body shaming può essere contrastato in tanti modi e non necessariamente solo se ne siamo vittime. Possiamo agire anche attraverso le nostre scelte quotidiane e le parole che decidiamo di usare.

Tutti possono lavorare sulla conoscenza di sé, sul modo di esprimersi, sull’impegno a entrare in empatia con gli altri e sulla pratica del rispetto reciproco.

Body positivity e body neutrality
Caroline Veronez - Unsplash

Strategie pratiche e tecniche di coping psicologico

Affrontare il body shaming può richiedere un approccio multidimensionale, che coinvolge sia strategie personali che il supporto di figure professionali quando necessario. Ecco alcune tecniche di coping psicologico che possono essere d'aiuto: la ristrutturazione cognitiva, ovvero imparare a riconoscere e modificare i pensieri negativi su sé stessi, sostituendoli con valutazioni più realistiche e compassionevoli. Questa tecnica, utilizzata nella terapia cognitivo-comportamentale, può contribuire a ridurre l’impatto emotivo delle critiche ricevute.

Inoltre, recenti studi hanno evidenziato che la Compassion-Focused Therapy (CFT) ha avuto un impatto positivo significativo nel ridurre la vergogna legata al peso corporeo, sia interna che esterna, rispetto al gruppo di controllo (Carter et al., 2023) . Anche la mindfulness e l’accettazione, ovvero la pratica della consapevolezza del momento presente, aiutano a distanziarsi dai giudizi esterni e a sviluppare un atteggiamento di accettazione verso il proprio corpo.

Sviluppare l’assertività, esercitandosi a rispondere in modo chiaro e rispettoso a commenti inappropriati senza sentirsi obbligati a giustificarsi o a cambiare per compiacere gli altri, rappresenta un ulteriore strumento efficace. Quando il disagio diventa intenso o persistente, la ricerca di supporto professionale, come rivolgersi a uno psicologo, può offrire strumenti personalizzati per gestire le emozioni e rafforzare l’autostima. Ricordare che il valore personale non dipende dall’aspetto fisico può essere un passo importante per proteggersi dagli effetti del body shaming e promuovere il proprio benessere psicologico.

Body positivity e body neutrality

Il body positivity è un movimento nato con l'obiettivo di trasmettere il messaggio che tutti i corpi meritano cura e rispetto, a prescindere dai canoni di bellezza imposti, e di favorire l'accettazione della propria immagine corporea così com'è.

Nonostante il suo scopo nobile, una delle critiche mosse al movimento del body positivity è che si concentra sull’estetica, rischiando di mantenere viva la preoccupazione per l’aspetto fisico. Proprio per allontanarsi dalla visione del corpo come mero oggetto estetico è nata la body neutrality.

I sostenitori della “neutralità del corpo” mirano a decentralizzare il corpo e il ruolo che la bellezza estetica gioca nella nostra società. Il concetto di base è che considerare il corpo in modo neutro aiuta a ridurre gli sforzi per cercare di cambiarlo, e permette di dirigere l’attenzione su altri aspetti su cui basare l’autostima.

L'ipotesi dei difensori della body neutrality (sulla quale sono stati ancora effettuati pochi studi empirici) è che considerare il corpo come neutrale potrebbe ridurre la preoccupazione per la propria immagine, il ricorso a diete restrittive e quindi l'incidenza dei disturbi alimentari.

Prenditi cura di te: Un percorso verso l’accettazione di sé con Unobravo

Affrontare il body shaming e le sue conseguenze può essere complesso, ma non sei solo in questo percorso. Imparare ad accettare e rispettare il proprio corpo richiede tempo, supporto e, a volte, l’aiuto di un professionista. Se senti il bisogno di lavorare sulla tua autostima, superare pensieri negativi o semplicemente ritrovare serenità nel rapporto con te stesso, uno psicologo può accompagnarti passo dopo passo. Con Unobravo puoi trovare il professionista più adatto alle tue esigenze e iniziare un percorso di crescita personale, in totale sicurezza e riservatezza. Fai il primo passo verso il benessere: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online. Meriti di sentirti bene, dentro e fuori.


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