Relazioni e famiglia

Il cyberbullismo: quando le parole fanno più male delle botte

Il cyberbullismo: quando le parole fanno più male delle botte
Il cyberbullismo: quando le parole fanno più male delle bottelogo-unobravo
Edoardo Maria Pietropaolo
Redazione
Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il



La differenza più evidente tra bullismo e cyberbullismo è la mancanza della componente fisica che caratterizza gran parte degli episodi di bullismo. La relazione tra bullo e vittima si basa infatti su una conoscenza reale, abitano nella stessa città e frequentano gli stessi ambienti. Nel cyberbullismo, invece, i bulli possono essere anche persone che non conoscono effettivamente le vittime, ma solamente i rispettivi nomi utente e immagini del profilo.


Le caratteristiche di un cyberbullo

I comportamenti dei bulli in passato venivano contestualizzati in dei precisi momenti dove vittima e bullo entravano in contatto fisico in luoghi comuni come la scuola, i contesti sportivi, il parco. I nuovi mezzi di comunicazione fanno in modo che le condotte aggressive del cyberbullo possano verificarsi in qualsiasi momento e a prescindere dalla distanza geografica tra i soggetti, rendendo ancor più difficile alla vittima sottrarsi alle vessazioni di cui è bersaglio.

Le manifestazioni di cyberbullismo

Alcuni studiosi hanno scoperto ed elencato i comportamenti che adopera il cyberbullo contro la vittima:

  • Flaming, ovvero “offesa”: è messa in atto con la pubblicazione di messaggi dal contenuto aggressivo, violento, volgare nei confronti di un utente nel momento in cui questi compie una determinata attività online, ad esempio quando esprime il suo pensiero intervenendo su un social network;
  • Harassment, cioè “molestia”: consiste nell’invio continuo e reiterato di una moltitudine di messaggi di carattere volgare, aggressivo e minatorio attraverso SMS, e-mail, chat, social network da parte di uno o più soggetti nei confronti un individuo assunto come bersaglio;
Keira Burton - Pexels
  • Denigration, il “danneggiamento della reputazione”: è la diffusione di notizie, fotografie o video (veri o finti) che riguardano comportamenti o situazioni imbarazzanti che coinvolgono la vittima, con lo scopo di lederne l'immagine, offenderne la reputazione o violarne la riservatezza. In questa categoria rientrano anche foto o video che gli stessi bulli registrano mentre sottopongono la propria vittima a maltrattamenti e soprusi;
  • Impersonation, cioè il “furto di identità”: è l’insieme di attività denigratorie nei confronti della vittima, messe in atto dopo che il cyberbullo si è procurato le credenziali di accesso ad uno o più account in uso alla vittima stessa come ad esempio l’invio di messaggi o la pubblicazione di contenuti inopportuni, facendo credere che provengano dalla vittima;
  • Outing and trickery, che possiamo tradurre come “rivelazione e inganno”: consiste nella condotta di chi, avendo ricevuto immagini intime o altro materiale sensibile della vittima, li diffonde tramite messaggi, chat o social network o li carica in rete senza l’approvazione della vittima o contro la sua volontà, rendendoli così accessibili a tutti.
ROBIN WORRALL - Unsplash


Che personalità ha il Bullo?

Il bullo può avere diverse caratteristiche:

  • può essere un ragazzo che appare sicuro di sé, con un senso di superiorità rispetto alle regole e spesso dotato di prestanza fisica, che ha bisogno di affermarsi in un gruppo con la forza e che quindi utilizza le sue “armi” per imporsi e per dimostrare a sé stesso e agli altri quanto “vale”;
  • può essere una “vittima provocatrice” che non ha carattere e forza tipici di un bullo, ma è attratto dall’aggressività e dalla violenza, ricerca e si inserisce spesso in situazioni di litigio.
  • è colui che in genere causa irritazione e tensione nel gruppo e che va alla ricerca dei più deboli per accanirsi con prepotenza su di essi e cercare di compensare le proprie frustrazioni.


L’aspetto psicologico del bullo è caratterizzato principalmente:

  • dalla fragilità, che nasconde dietro una presunta supremazia e aggressività;
  • dall’incapacità di assumere la prospettiva degli altri;
  • da una difficoltà generale nella mentalizzazione, che non gli permette di prefigurarsi le sofferenze che procura agli altri.
Keira Burton - Pexels


Che personalità ha la vittima?

Generalmente il bullo colpisce ragazzi ansiosi, calmi e poco aggressivi, che possono inconsciamente creare terreno fertile per le azioni del cyberbullo. Le caratteristiche della vittima prescelta dal cyberbullo sono varie e possono essere legate a:

  • un particolare aspetto fisico;
  • la tipologia di abbigliamento;
  • il colore della pelle o dei capelli;
  • l’orientamento sessuale o religioso.

Le azioni del bullo possono colpire anche un coetaneo particolarmente attraente o eccellente in ambito scolastico o sportivo. È proprio la diversità dal resto del gruppo a giocare un ruolo importante nella psicologia di chi bullizza.


Un’aggressione virtuale, un danno reale

La vera differenza tra il bullismo e il cyberbullismo è che l’azione, effettuata online, colpisce all’improvviso e in silenzio e spesso la vittima ne viene a conoscenza quando ormai il fenomeno è già in corso. Farsi notare dal “gruppo social” infatti è l’interesse principale del cyberbullo, che cerca popolarità al suo interno, agendo per divertimento e a volte anche per noia.

Sigmund - Unsplash


La viralità genera nella vittima una sensazione di impotenza: il ragazzo in questione sente di non avere alcun controllo, si sente in balìa degli eventi, non potendo fermare il flusso delle ricondivisioni e dei commenti negativi. Queste azioni creano nella vittima sintomi fisici e psicologici come:

  • ansia;
  • depressione;
  • disturbi del sonno;
  • aggressività;
  • scarsa autostima;
  • ritiro sociale;
  • comportamenti autolesivi.
Joshua Gandara - Unsplash


Cosa Fare?

Per prima cosa la vittima di un bullo, o di un cyberbullo, può e deve chiedere aiuto!
È essenziale una attività di sostegno morale e psicologico a favore delle vittime dando supporto e accoglienza alla loro sofferenza.

Anche il cyberbullo dovrebbe essere preso in carico. È necessario un corretto approccio psicoterapeutico, che possa affondare le radici nella storia personale del cyberbullo analizzando in particolar modo sue relazioni familiari e focalizzandosi sulle emozioni che hanno generato questi comportamenti aggressivi.


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