Crescita personale

Prevenire il bullismo: a scuola di empatia

Il fenomeno del bullismo è sempre più presente e pregnante all'interno della nostra società. Ma cos'è il bullismo? Da cosa nasce? È possibile prevenire tale fenomeno? In un'ottica bio-psico-sociale di promozione della salute, un cambiamento di rotta è difficile, ma possibile. In che modo? Scopriamolo in questo articolo.



Il bullismo è un fenomeno sociale molto complesso che esiste da sempre. Il fatto che alcuni bambini siano frequentemente e sistematicamente molestati e attaccati da altri bambini è stato descritto in diverse opere letterarie (ricordiamo per esempio Franti, il “cattivo” del libro Cuore di Edmondo De Amicis) e molti adulti ne hanno esperienza personale nei loro passati giorni di scuola.


Qual è la definizione di bullismo?

Il termine bullismo viene utilizzato per indicare il fenomeno delle prepotenze tra pari in un contesto di gruppo. Il bullismo può essere considerato un tipo di comportamento aggressivo contraddistinto dalle seguenti caratteristiche:

  • l’intenzionalità delle azioni aggressive;
  • la reiterazione nel tempo degli atti prepotenti;
  • lo squilibrio di potere, sia a livello psicologico che fisico.


Quali sono le cause?

Gli studiosi e i ricercatori che si occupano di bullismo hanno cercato di trovare delle risposte unanimi ma, in realtà, le origini del fenomeno vanno ricercate in una serie di cause, alcune delle quali sono:

  • fattori ambientali;
  • caratteristiche individuali; 
  • componenti genetiche;
  • abilità cognitive e affettive.
Keira Burton - Pexels


Bullismo ed empatia: quale relazione?

Vari studi hanno riscontrato come la capacità empatica di “mettersi nei panni degli altri” possa contribuire all’organizzazione delle condotte sociali e modulare le caratteristiche delle relazioni interpersonali.


In generale, si può ipotizzare che empatizzare, condividendo le emozioni, metta l’individuo in grado di attuare comportamenti di aiuto nei confronti degli altri. La comprensione e la sensibilità verso gli altri spingerebbero le persone a moderare i comportamenti aggressivi e violenti. Del resto, gli atti aggressivi o devianti si basano, in molte occasioni, sull’incapacità di sperimentare empatia verso le vittime.


È possibile sviluppare l'empatia?

La risposta è certamente sì. Il bambino, nel suo processo di sviluppo, cresce lungo un continuum verso forme di empatia sempre più evolute. Le capacità empatiche quindi si sviluppano e si differenziano in relazione all’età.


Un test pratico

Lo studioso Z. Kelm e i suoi collaboratori hanno verificato che l'empatia può essere insegnata. Ad alcuni studenti di medicina venivano proposti esercizi di ascolto del paziente, in cui l'ascoltatore aveva la responsabilità di comprendere il contenuto emotivo dell'altro. Il compito dell'ascoltatore era capire e “sentire” il vissuto emotivo del partner e mandargli dei feedback privi di giudizio.


Al termine di questo studio, alcuni avevano migliorato le loro capacità interpersonali ed empatiche, abilità che avrebbero permesso loro di perfezionare non solo il proprio lavoro, ma anche le relazioni di tutti i giorni. Dunque la reciprocità e la risonanza emotiva possono essere insegnate e potenziate. Una volta apprese, queste abilità diventano parte del comportamento acquisito e migliorano la capacità di relazionarsi in tutte le varie situazioni.

Анастасия Триббиани - Pexels


Dove e come sviluppare l'empatia?

Non esiste un luogo privilegiato in cui apprendere questa abilità, ma l'ambiente familiare e quello scolastico sono di certo fondamentali per lo sviluppo di qualsiasi capacità comunicativa e relazionale. Genitori e insegnanti sono chiamati oggi a formare al dialogo, inteso come espressione di rispetto e interconnessione tra persone e non solo come semplice strumento di comunicazione.


Il dialogo e l'ascolto empatico sono fattori chiave nella promozione e nella protezione di società non violente, inclusive e partecipative.


Tre livelli di intervento

Per favorire il raggiungimento di questo obiettivo nell'ambiente educativo scolastico, è necessario intervenire su tre livelli :

  1. la formazione degli insegnanti su specifiche abilità comunicative e relazionali: il modus operandi dei docenti dovrebbe basarsi principalmente sull’ascolto e l’empatia, atteggiamenti fondamentali che “caratterizzano gli insegnanti considerati efficienti, mentre i loro studenti imparano di più, anche nell'ambito degli studi normali, degli studenti di quegli insegnanti che di tali atteggiamenti difettano";
  2. la creazione di sportelli d'ascolto come spazio di prevenzione e promozione del benessere, a cui i ragazzi possono rivolgersi liberamente;
  3. l’intervento integrato sul gruppo classe e sul corpo docente, attraverso progetti educativi e formativi, finalizzati all’acquisizione da parte degli allievi di una migliore conoscenza di sé e al potenziamento delle abilità comunicative e relazionali.


Questi interventi avranno ripercussioni positive anche al di fuori del contesto scolastico. Le capacità apprese entrano a far parte del comportamento acquisito e migliorano la capacità di relazionarsi in tutte le varie situazioni, creando e promuovendo benessere all'interno dell'intera società.


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