Relazioni e famiglia

La sindrome dell’hikikomori

Hikikomori è un termine giapponese che in italiano si può tradurre con “stare in disparte”. Descrive quelle persone che passano un periodo più o meno lungo della propria vita in una condizione di ritiro sociale, isolandosi nella propria casa o addirittura nella propria stanza. Escludono completamente il mondo esterno, e a volte anche chi abita con loro. Come unico contatto con gli altri, spesso, si servono del web e dei social network.

Inizialmente si pensava che la sindrome dell'hikikomori fosse limitata esclusivamente all’area geografica del Giappone, come se fosse una sorta di “sindrome culturalmente correlata”. Tuttavia, grazie a una maggiore attenzione per questo fenomeno, si è rilevato che si tratta di una difficoltà che accomuna tutte le civiltà economicamente sviluppate del mondo occidentale

Chi sono gli hikikomori?

Si tratta di una persona che vive un isolamento sociale volontario, per sfuggire a tutte le dinamiche sociali che causano pressioni. L’hikikomori è un disagio diverso dalla dipendenza da internet, dalla fobia sociale e anche dalla depressione: esse possono svilupparsi certamente dopo un lungo periodo di isolamento, ma non ne sono la causa diretta.

Principalmente, questa sindrome si verifica dai 14 anni in poi. Tende facilmente a diventare cronica e per questo motivo non è raro riscontrarla anche in persone di età più avanzata, ad esempio giovani adulti. Sembra che ne vengano colpiti soprattutto gli uomini, ma non ci sono ancora dati ufficiali: purtroppo non sempre chi ne soffre giunge all’attenzione clinica, proprio per l’impossibilità di allontanarsi dalla propria stanza o dall’abitazione.

Quali sono le possibili cause del ritiro sociale?

Ci troviamo senz’altro di fronte a ragazzi e ragazze particolarmente intelligenti, ma anche molto sensibili agli stimoli che la società, la scuola, i coetanei propongono ogni giorno. Le cause possono essere diverse, generalmente racchiuse in tre fattori principali:

  • caratteriali: il fenomeno colpisce i soggetti più introversi e sensibili che presentano già difficoltà a creare legami sociali;
  • familiari: può non essere facile riconoscere i sintomi tempestivamente, poiché gli atteggiamenti tipici di un ragazzo con tendenza al ritiro sociale vengono visti come più favorevoli ed accettabili rispetto a quelli del tipico adolescente “ribelle”;
  • sociali: spesso nelle storie dei ragazzi che si isolano dal mondo esterno ci sono pregressi episodi di bullismo.
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Come riconoscere un caso di isolamento hikikomori?

Ci sono un paio di segnali evidenti che aiutano a individuare un possibile caso di hikikomori:

  1. il rifiuto di frequentare la scuola;
  2. la dipendenza da internet.

Per valutare quest’ultimo segnale bisogna fare attenzione: i primi casi di hikikomori si sono verificati in Giappone negli anni Ottanta, quando ancora l’uso dei computer non era così diffuso nelle case private. Questo ci aiuta a comprendere che isolamento sociale e dipendenza da internet non sono assolutamente sinonimi di questo disturbo.

L’uso delle nuove tecnologie

La maggior parte dei ragazzi con hikikomori sviluppa anche una dipendenza da nuove tecnologie, utilizzandole come unico contatto con l’esterno ma anche semplicemente per passare il tempo, anche se non tutte le persone con dipendenza da internet (che è una patologia a sé stante) poi diventano hikikomori.

Per i genitori può essere utile cercare di comprendere la motivazione dietro l’abuso, ad esempio, del cellulare o dei social: infatti, se essi sono usati come unico canale di contatto e comunicazione con il mondo, è sconsigliato togliere questi mezzi al ragazzo, poiché si rischierebbe di metterlo in una situazione di isolamento ancor più radicale.

Spesso un altro comportamento che si presenta di frequente è l’inversione del ritmo sonno-veglia: i ragazzi che rientrano in questa costellazione sintomatica tendono a dormire di giorno e star svegli di notte.

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Ritiro sociale e Covid-19: quale relazione?

L’isolamento che abbiamo vissuto per arginare la diffusione del coronavirus e i sintomi dell’hikikomori presentano una differenza da non dimenticare: quella tra un isolamento forzato, dovuto a cause di forza maggiore, e tra un isolamento voluto, cercato, e mantenuto.

Chi si è trovato chiuso in casa a causa del lockdown ha sperimentato un senso, certo non piacevole, di solitudine fisica, ma la condizione del ritiro sociale è piuttosto quella di un isolamento psicologico: il non sentirsi, cioè, riconosciuto o accettato dal mondo esterno per quello che si è.


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