Psicologia infantile
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L’inserimento al nido

L’inserimento al nido
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Annalisa Monteleone
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
2.8.2023

La nascita di un figlio è un evento importante, che traccia un segno indelebile nella memoria della famiglia che lo accoglie. I genitori riorganizzano la loro giornata intorno alle esigenze del nuovo arrivato e non sempre è facile conciliare i tanti impegni. 

Arriva un momento, poi, in cui bisogna cercare un nuovo equilibrio tra genitori e bambino e permettere a quest’ultimo di iniziare a vivere esperienze fuori dall’ambiente casalingo. Il primo passo per farlo è l’inserimento al nido, evento di grande importanza emotiva sia per i genitori che per il bambino.

Qual è l'età migliore per mandare un bambino al nido? Come funziona l'inserimento all'asilo e come abituare il bambino al distacco dalla mamma e dal papà?

Nel nostro articolo cercheremo di approfondire questi e altri temi, riflettendo sul significato che l'inserimento alla scuola dell’infanzia riveste per la psicologia e dando una serie di consigli su come facilitare l'inserimento al nido, specie quando questo può risultare difficile.

ambientamento e inserimento al nido
Cottonbro Studio - Pexels

Ambientamento e inserimento nella scuola dell’infanzia

Prima di scendere nel dettaglio del nostro tema, diamo una breve definizione di cosa sono e che differenza c’è tra inserimento e ambientamento al nido

Si tratta di due modi diversi di intendere il periodo iniziale di frequenza del nido, durante il quale i tempi e le modalità della vita al nido possono variare per permettere al bimbo di adattarsi e conoscere gradualmente il nuovo ambiente.

In sintesi possiamo dire che l’ambientamento al nido è quel processo che vede il “sistema-bambino” e l’ambiente che lo accoglierà adattarsi reciprocamente, seguendo specifiche strategie volte a favorire il distacco dai genitori e tenendo conto delle diverse complessità emotive e relazionali che si mettono in atto con questo cambiamento.

L’inserimento all’asilo nido, invece, è relativo all’ambiente già definito in cui il bambino entra e deve integrarsi. L’educatore diventa la figura più importante di questo processo, perché può favorire un inserimento che vada incontro alle necessità emotive del bambino e della famiglia, creando una relazione sana e accogliente.

Inserimento e ambientamento al nido, a volte, vengono usati come sinonimi: rimane importante un principio di base espresso anche nelle linee guida del Ministero dell’Istruzione Orientamenti nazionali per i servizi educativi per l’infanzia:

“Non è il bambino che deve adattarsi al contesto, ma è quest’ultimo che deve essere predisposto affinché il bambino possa ambientarsi, utilizzare tutte le proprie risorse e sviluppare tutte le proprie potenzialità.”

I bisogni evolutivi del bambino 0-3 anni

Nella prima triade di vita, il bambino ha bisogno di cure e attenzioni che facciano crescere in lui la sensazione di essere amato e parte di un nucleo di affetto che lascerà un’impronta importante per le relazioni future. 

Lo spazio di accudimento pensato per lui dovrà essere ricco di legami sicuri e sguardi amorevoli e al contempo dovrà offrire la possibilità di esplorare, far da sé e sviluppare così sempre più competenze autonome

Questo delicato equilibrio è ciò che generalmente i genitori offrono nella quotidianità e, in questo, spesso possono essere aiutati da nonni ed educatori del nido. 

La scelta del nido 

Scegliere il nido più adatto per il proprio figlio è una scelta complessa che richiede un atto di fiducia verso le persone a cui affidarlo. La vita al nido può rappresentare un’occasione di crescita per il bimbo e un’apertura al mondo e alle sue diverse modalità: il bimbo può trarre grandi benefici nel proprio processo di crescita e di apprendimento, che avviene attraverso processi di assimilazione e accomodamento all’ambiente. 

Per far sì che l’esperienza del nido sia una risorsa per tutta la famiglia, è importante che i genitori si sentano pronti per delegare la cura del proprio figlio ad altri e che sentano di poter lasciare andare il controllo sulle piccole scelte quotidiane. 

Ma qual è l'età migliore per il nido? A questa domanda non c’è una risposta univoca. Infatti, che si tratti di inserimento a 1 anno, 2 anni o 2 anni e mezzo, o anche a 6, 8 o 9 mesi, il momento dell’inserimento al nido dipende dalle inclinazioni del bimbo.

Un fattore da valutare potrebbe essere, per esempio, l'allattamento, che induce una relazione più intima e vicina con la madre, oppure un temperamento più espansivo e socievole rispetto a uno più ritroso e timoroso ai contatti con estranei.

inserimento bambini asilo
Ksenia Chernaya - Pexels

Inserimento al nido: come funziona

Come affrontare l'inserimento all’asilo nido? Un aiuto per poter compiere la scelta più adatta può essere: 

  • valutare le motivazioni che portano a dover scegliere un nido 
  • conoscere gli educatori di riferimento e gli spazi in cui vostro figlio trascorrerà la giornata   
  • condividere la scelta con le altre figure di riferimento nella cura del bambino. 

I primi periodi di frequenza del nido potrebbero essere difficili per il bambino e anche per i genitori. La routine dei primi mesi deve cambiare, e la cura esclusiva deve cedere il passo a un accudimento condiviso e un ritmo più movimentato. 

Questi cambiamenti potrebbero essere motivo di maggiore stanchezza o di frustrazione nei bambini, che potrebbero avere delle regressioni in alcune competenze già acquisite, per esempio:

  • tornare a svegliarsi di notte
  • chiedere maggiore vicinanza ai genitori
  • saltare qualche pasto.

 Questi sono segni della difficoltà che il cambiamento nella routine ha sulla vita sicura che, finora, il mondo familiare aveva rappresentato per il bambino. 

Inserimento al nido: tempi e fasi

Quali sono le fasi dell’ambientamento e quanto dura l’inserimento al nido?

Generalmente, in una prima fase il bimbo incontra l'educatrice e gli altri bimbi insieme a un genitore: è un tempo che può variare da un’oretta a una mattina, in cui il bimbo osserva o partecipa liberamente alle attività, con la presenza rassicurante del genitore

Successivamente, inizia una seconda fase in cui il bimbo sperimenta con tempistiche graduali la vita del nido senza il genitore. La durata di questa seconda fase può variare da uno/due giorni a una settimana.

Dopo due o tre settimane di vita costanti al nido, la nuova routine entra nelle abitudini del nucleo familiare e bimbo e genitori trovano un nuovo equilibrio. Possono esserci delle situazioni in cui è necessario più tempo e, forse, potrebbe essere utile anche comprendere meglio le ragioni di un ambientamento difficile.

In particolare, le ragioni di un inserimento all’asilo difficile potrebbero risiedere nel:

  • ritmo della giornata del nido che non corrisponde con il ritmo naturale sonno-veglia del bambino
  • esigenze del bambino di avere un accudimento individuale e difficoltà nel riconoscere come familiare l’ambiente del nido
  • preoccupazioni dei genitori legate alla scelta del nido o alle motivazioni che la sottendono. 

In questi casi potrebbe essere utile un confronto con l’educatrice ed eventualmente concordare con lei una modalità d’inserimento più dolce o diluita nel tempo.

I metodi di inserimento al nido

Ci sono diversi metodi di inserimento all’asilo nido, come quello svedese e quello Montessori e sono piuttosto validi entrambi. 

L’inserimento al nido con metodo svedese è un tipo di ambientamento partecipato e prevede che il bambino trascorra i primi tre giorni al nido insieme al genitore, un tempo ritenuto utile per supportarlo nell’esplorazione dell’ambiente e vivere le nuove routine insieme. Dal quarto giorno, il genitore potrà lasciare il bimbo alle cure degli educatori.

L’inserimento al nido con metodo Montessori è basato sulle esigenze del bambino e l’interesse che esprime per ogni attività proposta. Non c’è un tempo standard di durata dell’inserimento, che si regola in base ai ritmi del bambino. 

È importante infatti ricordare che l'inserimento sarà scelto in base ai principi educativi del nido e che, in ogni caso, il metodo scelto potrà essere utilizzato come riferimento generale ma adattato con flessibilità a ogni bimbo che potrebbe avere esigenze un po' diverse.

Le attività da fare durante l'inserimento al nido

Come affrontare l'inserimento all'asilo in modo favorevole per il bambino? Per far sì che questo cambiamento rispetti i bisogni primari del bambino, è importante favorire per esempio:

Per questo, sono molto proficue attività che accompagnino il bimbo nel conoscere i giochi, le abitudini, gli spazi. Inoltre, può essere molto utile proporre giochi di conoscenza tra i bimbi, osservare le reazioni alle proposte di accudimento e ludiche soprattutto per i più piccoli, che ancora non usano il linguaggio verbale.

Inserimento al nido e attaccamento alla mamma

Un elemento fondamentale che può dare esiti diversi nel successo dell’inserimento al nido del bambino, è rappresentato dallo stile di attaccamento. È una mappa che può orientare l'educatore nel conoscere lo stile relazionale che il bimbo ha già imparato in famiglia. 

Uno stile di attaccamento sicuro ci fa prevedere che il bimbo piangerà per l'assenza del genitore, ma si farà consolare dall'educatore che potrà essere così una figura di accudimento sostitutiva; poi piangerà quasi per “protesta” quando il genitore tornerà a prenderlo e ancora una volta si lascerà consolare da lui ritrovando il contatto familiare. 

Variazioni a questo schema, possono farci ipotizzare che il bimbo non abbia sviluppato la capacità di affidarsi per farsi consolare o che abbia sviluppato capacità autonome di autoconsolazione e, in base a queste informazioni, l'educatore potrà modulare l'ingresso nella relazione col bimbo che dovrà essere rispettosa e delicata.

inserimento al nido psicologia
Yan Krukau - Pexels

Inserimento al nido difficile: quali sono i segnali e cosa fare?

È molto importante considerare gli aspetti psicologici dell'inserimento al nido e monitorare le reazioni del bimbo affinché questa non diventi un’esperienza traumatica. Nei primi periodi è importante osservare le variazioni nel ritmo sonno-veglia e nell'alimentazione. I disturbi del sonno e i risvegli notturni, per esempio, possono essere un sintomo che si stanno riscontrando problemi con l’inserimento all’asilo nido.

È piuttosto frequente infatti osservare una stanchezza maggiore e un sonno più lungo del solito. Se però il riposo non permette al bimbo di tornare a uno stato di serenità con manifestazioni di pianto disperato e stati di nervosismo considerevolmente aumentati rispetto al solito, può essere un segno di qualcosa che non sta andando bene e potrebbe essere molto utile avere un confronto con l'educatore per conoscere il suo punto di vista. 

Allo stesso modo, il rifiuto del cibo al nido e un aumento della selezione dei cibi a casa o delle richieste di allattamento, possono essere segnali della fatica che il bimbo sta facendo per ambientarsi in un nuovo luogo. 

In questo caso è utile dare tempo e non allarmarsi; talvolta i ritmi del bimbo non coincidono con quelli della nuova vita al nido e questo può rendere più faticoso l'inserimento. 

Prendere tempo, accogliere le richieste mettendosi in ascolto dei bisogni che a esse rispondono, chiedere un confronto con l'educatore può essere d’aiuto per rinforzare la fiducia che prima di tutto devono costruire i genitori nei confronti del nido e delle persone a cui affidano il loro piccolo.

Un supporto importante poi, può venire dal confronto con un esperto di psicologia infantile che potrà dare suggerimenti e spunti di riflessione ai genitori che si trovano a dover gestire un bambino arrabbiato o che fatica a separarsi da loro.

Inserimento al nido: consigli per i genitori

L’inserimento all’asilo nido è un'esperienza intensa e importante non solo per il bambino, ma anche per i genitori, che spesso possono avere dubbi e domande. Le più frequenti sono:

  • Come faccio a sapere se mio figlio si trova bene al nido?
  • Come fare se il bimbo piange all'asilo?
  • Come aiutare il bambino nell'inserimento all'asilo?
  • Posso fidarmi davvero degli educatori e insegnanti?

Ad alcune di queste domande abbiamo risposto lungo il nostro articolo, ma c’è ancora qualche consiglio che può essere utile ai genitori che vivono questa esperienza insieme a loro figlio.

Può essere importante, prima di iniziare l’iter di inserimento all'asilo nido, conoscere il luogo e le persone a cui scelgono di affidare il bimbo e quindi per primi fare un atto di fiducia. 

Nessun timore quindi a chiedere tutte le informazioni che si ritengono necessarie per saperne di più sul luogo in cui il bambino potrà vivere questa esperienza, su come avviene l'inserimento al nido e su quali metodi educativi verranno utilizzati, ma anche a essere aperti e in ascolto delle esperienze di altri genitori.

Il distacco, talvolta, può essere vissuto al pari di un abbandono, sia da parte del bimbo che dei genitori. Se invece il nido viene pensato come un'opportunità di crescita per entrambi, l'inizio di una nuova fase dello stare insieme in cui ogni membro della famiglia, anche il più piccolo, ha il suo luogo esterno di attività, il vissuto di tutti i membri della famiglia potrà essere sereno e permetterà ai genitori di  incoraggiare il bimbo stesso se dovesse manifestare difficoltà.

Se i genitori si rendono conto che la scelta fatta in origine non è quella giusta, perché preferiscono offrire in maniera esclusiva le proprie cure al piccolo oppure perché le motivazioni della scelta creano un disaccordo tra i genitori, è importante poterne parlare

La consulenza di un professionista della relazione, anche rivolgendosi a uno psicologo online, può aiutare a fugare dubbi e incertezze, ritrovare un equilibrio che accompagni il bambino nella crescita e compiere la scelta più adatta a lui.     

inserimento al nido cosa fare
Yan Krukau - Pexels

Libri consigliati

In questo articolo abbiamo parlato dell’inserimento all’asilo nido esaminando emozioni, metodi e possibili difficoltà che bambino e genitori possono vivere in un momento tanto delicato. Per concludere le nostre riflessioni sul tema, ecco una breve lista di libri sull'ambientamento al nido e sull’inserimento alla scuola d’infanzia:

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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