Alcuni uomini vivono un profondo disagio legato alla propria immagine corporea, che può manifestarsi non solo attraverso la ricerca di un corpo muscoloso e definito, ma anche tramite sintomi tipici dei disturbi del comportamento alimentare – come anoressia, bulimia o alimentazione incontrollata, spesso associata all’obesità.
Non si tratta semplicemente del desiderio di essere “più grossi” o “più scolpiti”: per molti uomini, l’ossessione per il corpo rappresenta l’espressione visibile di un malessere psicologico più profondo, legato a ideali di forza, controllo e prestazione che la cultura contemporanea continua a rafforzare.
In questo articolo esploreremo un panorama complesso, in cui si intrecciano mascolinità fragile, pressione sociale e sofferenza emotiva, con l’obiettivo di sensibilizzare e informare.
Genere e DCA
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono comunemente associati alle donne, ma stanno emergendo sempre più come una difficoltà significativa anche tra gli uomini. I DCA includono condizioni come l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata, caratterizzate da comportamenti disfunzionali legati al cibo, al peso e alle forme corporee.
Negli uomini, tuttavia, i disturbi del comportamento alimentare vengono spesso diagnosticati tardivamente o sottovalutati, a causa dei ruoli di genere tradizionali e dello stigma sociale che ancora circonda questi disturbi.
Tale condizione è ulteriormente aggravata dal fatto che gli strumenti diagnostici e di screening attualmente disponibili in lingua tedesca non rilevano in modo adeguato i sintomi più tipici nei maschi con disturbi alimentari (Halbeisen et al., 2024).
Di conseguenza, gli uomini incontrano maggiori difficoltà nel riconoscere il problema e nel cercare aiuto, risultando così sottorappresentati sia negli studi clinici che nei servizi di trattamento specializzati.
La prevalenza dei disturbi alimentari tra gli uomini, sebbene inferiore rispetto alle donne, è in crescita (Ziółkowska & Mroczkowska, 2020). Si stima che gli uomini rappresentino circa il 10–25% delle persone affette da anoressia nervosa e bulimia nervosa, mentre nel disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) la prevalenza appare quasi equivalente tra i due sessi.
Nella popolazione adolescenziale, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che tra il 19% e il 30% dei soggetti con anoressia sono di sesso maschile a conferma di un fenomeno ancora sottostimato e spesso invisibile.
Uno studio condotto nel Regno Unito da Micali et al. (2013) ha evidenziato che la prevalenza dell’anoressia nervosa negli uomini è aumentata dal 5% al 10% negli ultimi decenni, mentre quella della bulimia nervosa raggiunge circa il 15%. Il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) risulta invece particolarmente frequente tra gli uomini, rappresentando tra il 40% e il 50% dei casi diagnosticati.
Le differenze di genere nei disturbi del comportamento alimentare emergono anche nei fattori scatenanti: negli uomini prevale la pressione sociale a ottenere un corpo muscoloso e definito, più che il desiderio di magrezza estrema tipicamente associato ai disturbi femminili. Questa ricerca della muscolarità ideale riflette una diversa declinazione del perfezionismo corporeo, in cui il corpo diventa strumento di controllo, potenza e approvazione sociale..
Nonostante le evidenze epidemiologiche disponibili, gli uomini tendono a ricorrere ai trattamenti in misura significativamente inferiore rispetto alle donne. Tale disparità è attribuibile in gran parte allo stigma sociale e alle norme di genere che scoraggiano l’espressione emotiva e la vulnerabilità, rafforzando l’idea che forza, autocontrollo e competizione rappresentino tratti imprescindibili dell’identità maschile.
La scarsa rappresentanza maschile nella ricerca scientifica sui disturbi del comportamento alimentare ha ulteriormente contribuito a mantenere invisibili i bisogni specifici degli uomini, alimentando stereotipi e ostacolando l’accesso alle cure (Murray et al., 2017).
L’anoressia nervosa negli uomini
L'anoressia nervosa negli uomini presenta caratteristiche simili a quelle riscontrate nelle donne, come una forte restrizione alimentare, una distorsione dell’immagine corporea e una paura intensa di ingrassare. Tuttavia, molti uomini sviluppano una variante conosciuta come reverse anorexia o vigoressia (Ziółkowska e Mroczkowska, 2020).
In questo caso, l'ossessione non è per la magrezza, ma per l'aumento della massa muscolare, spingendo gli uomini a seguire diete restrittive e regimi di allenamento intensivo per ottenere un fisico muscoloso e scolpito. Questo riflette le pressioni culturali verso un ideale di fisicità maschile che differisce notevolmente da quello femminile, dove la magrezza è spesso e talvolta ancora oggi l'obiettivo primario, anche se assistiamo a dei cambiamenti culturali.
In alcuni uomini, specialmente coloro che mostrano disagio legato all'identità di genere, l’anoressia può manifestarsi in forme più simili a quelle osservate nelle donne. Secondo lo studio di Bramon-Bosch (2019), in questi casi, il desiderio di raggiungere un corpo più "femminile" può essere un fattore chiave nello sviluppo e mantenimento della sofferenza, evidenziando il legame tra forme corporee e identità.

Segnali di allarme e consigli pratici per riconoscere l’anoressia maschile
Riconoscere l’anoressia negli uomini può essere difficile, perché spesso i segnali vengono confusi con una semplice attenzione alla forma fisica. Tuttavia, ci sono alcuni campanelli d’allarme che familiari, amici e professionisti possono osservare.
Segnali di allarme
- Calo di peso improvviso e non spiegato: soprattutto se accompagnato da un cambiamento nelle abitudini alimentari.
- Ossessione per il controllo del cibo e del corpo: discorsi ricorrenti su calorie, grassi, allenamenti e peso.
- Ritiro sociale: evitamento di occasioni conviviali, isolamento e perdita di interesse per attività prima gradite.
- Cambiamenti di umore: irritabilità, tristezza, ansia o rabbia senza una causa apparente.
- Segretezza e bugie: nascondere il cibo, saltare i pasti o mentire sulle proprie abitudini alimentari.
Consigli pratici
- Ascoltare senza giudicare: offrire uno spazio di ascolto empatico, evitando commenti sull’aspetto fisico o sul peso.
- Incoraggiare il dialogo: parlare apertamente delle proprie preoccupazioni, mostrando interesse per il benessere emotivo della persona.
- Suggerire un supporto professionale: proporre con delicatezza la possibilità di rivolgersi a uno psicologo o a un nutrizionista esperto in disturbi alimentari.
- Non minimizzare il problema: evitare frasi come "è solo una fase" o "basta mangiare di più"; l’anoressia è una condizione seria che richiede attenzione.
Un intervento tempestivo può fare una grande differenza nel percorso di recupero. Se hai dei dubbi o riconosci alcuni di questi segnali in una persona a te vicina, non esitare a cercare supporto professionale: chiedere aiuto è il primo passo per stare meglio.
Conseguenze fisiche e mentali dell’anoressia maschile: focus sulle complicanze tipiche
L’anoressia maschile può avere effetti profondi e duraturi sia sul corpo che sulla mente. Alcune complicanze risultano particolarmente rilevanti negli uomini e meritano un’attenzione specifica.
Secondo uno studio recente condotto su adolescenti e giovani adulti di sesso maschile con anoressia nervosa atipica, sono state riscontrate complicanze mediche significative, tra cui anemia (52,9%), deficit di vitamina D (52,6%) e carenza di zinco (31,6%) (Nagata et al., 2024).
Conseguenze fisiche:
- Osteoporosi e fragilità ossea: la carenza di nutrienti e la riduzione degli ormoni sessuali maschili aumentano il rischio di fratture e problemi articolari.
- Alterazioni ormonali: il calo del testosterone può portare a infertilità, perdita della libido e disfunzione erettile, con un impatto significativo sulla qualità della vita.
- Compromissione del sistema immunitario: la malnutrizione rende il corpo più vulnerabile a infezioni e malattie.
- Problemi cardiovascolari: aritmie, ipotensione e rischio aumentato di insufficienza cardiaca sono possibili conseguenze della restrizione alimentare prolungata.
Conseguenze mentali:
- Depressione e ansia: spesso si sviluppano o si aggravano in presenza di anoressia, rendendo ancora più difficile chiedere aiuto.
- Isolamento sociale: la vergogna e la paura del giudizio possono portare a una progressiva chiusura verso l’esterno.
- Difficoltà cognitive: la carenza di energia e nutrienti può compromettere la concentrazione, la memoria e la capacità di prendere decisioni.
Queste complicanze, se non affrontate tempestivamente, possono diventare gravi e, in alcuni casi, mettere a rischio la vita. Per questo è importante riconoscere i segnali e, se necessario, intervenire precocemente.
Bulimia nervosa maschile
La bulimia nervosa negli uomini si manifesta attraverso episodi ricorrenti di abbuffate, seguiti da comportamenti compensatori volti a neutralizzare l’assunzione eccessiva di cibo, come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi. Tuttavia, rispetto alle donne, gli uomini tendono più frequentemente a ricorrere a un’intensa attività fisica come strategia di compensazione (Weltzin, 2021).
Secondo Weltzin (2021), la bulimia risulta più comune tra gli uomini omosessuali e bisessuali rispetto a quelli eterosessuali, evidenziando un possibile legame tra orientamento sessuale e vulnerabilità ai disturbi alimentari.
Tale fenomeno sembra essere associato a una maggiore pressione estetica all’interno di alcuni contesti sociali e culturali, in cui l’aspetto fisico rappresenta un elemento identitario centrale. Ciò può determinare un “doppio stigma”: da un lato, lo stigma legato all’orientamento sessuale; dall’altro, quello connesso alla presenza di un disturbo alimentare, tradizionalmente percepito come “femminile”.
Da un lato, i disturbi alimentari sono considerati tipicamente "femminili", il che può far sentire gli uomini con bulimia nervosa come devianti. Dall’altro, l’associazione tra disturbi alimentari e l'orientamento sessuale introduce una percezione distorta e stigmatizzante degli uomini che ne soffrono, che non necessariamente sono omosessuali.
Secondo alcune teorie psicologiche, le componenti affettive nei disturbi alimentari sono strettamente legate alla costruzione dell’immagine di sé stessi e alle emozioni associate all'immagine corporea. Le esperienze di ansia, vergogna o il senso di inadeguatezza e imbarazzo suggeriscono la paura del giudizio dell’altro e spesso nascono dalla percezione soggettiva del proprio corpo in relazione alle aspettative sociali, personali, mediatiche.
Il complesso rapporto cibo-emozioni, dunque, produce strategie disfunzionali per gestire questi sentimenti, tentando di regolare le emozioni attraverso il controllo del cibo, del peso e delle forme corporee.
Binge Eating Disorder
Il disturbo da alimentazione incontrollata, o binge eating, è più comune di quanto si pensi, e spesso nasconde un disagio emotivo profondo. Non si tratta solo di fame, ma di un modo per affrontare stress, ansia, rabbia, tristezza e sentimenti di inadeguatezza.
Gli uomini affetti da BED tendono a sperimentare episodi di abbuffate incontrollate senza l'uso di comportamenti compensatori come il vomito, il che li espone a un rischio maggiore di sviluppare obesità e le relative complicazioni, tra cui malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione.
Secondo Weltzin (2021), nonostante la prevalenza simile del disturbo da alimentazione incontrollata (BED) tra uomini e donne, anche in questo caso gli uomini spesso non cercano aiuto, probabilmente perché certi comportamenti, anche quando problematici, non vengono percepiti come disfunzionali nel contesto delle aspettative maschili.
Questo non solo rende più difficile il riconoscimento e il trattamento tempestivo del problema, ma porta molti uomini a rivolgersi a un nutrizionista o dietologo per perdere peso, senza affrontare la complessità emotivo-relazionale e comportamentale che è alla base del disturbo alimentare, inteso come l'insieme di comportamenti compensatori che mascherano disagi emotivi nascosti persino a sé stessi.

Fattori di rischio per i DCA nella popolazione maschile
I fattori che portano gli uomini a sviluppare un disturbo del comportamento alimentare possono essere di varia natura:
- fattori socioculturali: le pressioni legate alla mascolinità e agli ideali estetici giocano un ruolo cruciale nello sviluppo di disturbi alimentari tra gli uomini. Le norme socio-culturali influiscono negativamente sull’autostima maschile, spingendo molti uomini verso l’adozione di comportamenti pericolosi per cercare di raggiungere un ideale fisico irrealistico, come il corpo muscoloso, scolpito e privo di imperfezioni, spesso rappresentato da un'immagine di forza e potenza fisica
- fattori mediatici: gli ideali di corpo maschile promossi dai media sono un fattore determinante nel plasmare l’immagine corporea degli uomini. L’esposizione costante a corpi idealizzati attraverso i media porta molti uomini a sviluppare una percezione negativa di sé, aumentando il rischio di disordini alimentari, ossessione per il fitness e il senso di vuoto e solitudine (Carrillo, 2019)
- fattori psicologici: ansia, bassa autostima e senso di vuoto e perdita sono componenti centrali nei disturbi alimentari e nell’insoddisfazione corporea tra gli uomini. Le difficoltà affettive, come la rottura di legami sentimentali o fallimenti e senso di inadeguatezza corporea nella vita sessuale, possono ulteriormente intensificare il “senso di essere fuori da qualcosa”, spingendo queste persone a cercare nel controllo del corpo una fonte di autostima o riscatto.
Manifestazioni specifiche dei DCA negli uomini
Tra le manifestazioni più frequenti dei DCA negli uomini troviamo la dismorfia muscolare e il complesso di Adone.
Queste due condizioni sono strettamente collegate allo sviluppo di disturbi alimentari (DCA) negli uomini. L'ossessione per la perfezione fisica spinge, infatti, molti uomini verso comportamenti alimentari disordinati, spesso motivati dal desiderio di raggiungere ideali estetici, rinforzando l’associazione tra successo personale e fisico perfetto (Pope, 2000).Questi comportamenti tendono a rinforzare l’associazione tra valore personale e aspetto fisico, contribuendo a mantenere un circolo vizioso di insoddisfazione corporea, rigidità e perfezionismo.
Dismorfia muscolare
La dismorfia muscolare si manifesta come un'ossessione per l'aumento della massa muscolare, spingendo molti uomini a percepirsi come insufficientemente muscolosi, nonostante abbiano già un corpo sviluppato. Questa condizione si associa spesso a comportamenti estremi, come l’uso di steroidi anabolizzanti, integratori e regimi di allenamento eccessivi, finalizzati a incrementare la massa muscolare e ridurre al minimo la massa grassa (Dakanalis, 2020).
Tali pratiche comportano rischi significativi per la salute fisica e mentale, tra cui alterazioni ormonali, danni epatici, disturbi dell’umore e comportamenti di dipendenza (Carrillo, 2019).
Le rappresentazioni mediatiche del corpo maschile, in particolare quelle veicolate da riviste di fitness e moda, contribuiscono a rinforzare questa ossessione. Come osservato da Pope (2000) nel volume The Adonis Complex, negli ultimi decenni si è assistito a un incremento costante della presenza di corpi ipermuscolosi nei media, proposti come modello di riferimento e simbolo di virilità.
Il complesso di Adone
Il complesso di Adone è caratterizzato dall'ossessione per la bellezza fisica maschile, in particolare per il raggiungimento di un corpo esteticamente perfetto e muscoloso, culturalmente definito.
Le copertine delle riviste (Pope, 2000) rivestono un ruolo centrale nella costruzione di questo ideale, mostrando uomini con fisici scolpiti, sessualità iperattive, indipendenza e distacco emotivo come simboli di successo e virilità. Questi studi evidenziano che, nella loro analisi sulla costruzione della mascolinità, questa ossessione per la bellezza fisica sia profondamente radicata nelle norme culturali che legano la virilità all’apparenza. Gli uomini cercano di raggiungere questo ideale estetico ed emotivo attraverso diete rigide, allenamenti intensivi e pratiche potenzialmente pericolose per evitare di sentirsi inadeguati o meno virili.

Conseguenze dei DCA negli uomini
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) negli uomini possono portare a gravi conseguenze fisiche. La malnutrizione, causata da restrizioni alimentari o da abbuffate seguite da comportamenti compensatori, porta a una serie di complicazioni, tra cui problemi ormonali, disfunzione erettile e perdita della libido, a causa del calo del testosterone (Dakanalis, 2020).
Inoltre, l'abuso di steroidi, legato alla dismorfia muscolare, è una pratica comune e rischiosa (Carrillo, 2019). L'uso prolungato di questi farmaci può danneggiare il fegato, i reni e il cuore, con conseguenti aritmie, ipertensione e insufficienza cardiaca.
I DCA negli uomini possono avere anche pesanti effetti psicologici. L’ansia, il senso di vuoto e solitudine e l’isolamento sociale sono comuni tra gli uomini che soffrono di disturbi alimentari o di dismorfia muscolare (Carrillo, 2019). È una sofferenza che può evolvere rapidamente, anche a causa dei cambiamenti culturali legati alle forme corporee, alla virilità e al successo in diversi ambiti.
Diagnosi e trattamento
Per il trattamento dei DCA negli uomini, sono fondamentali approcci terapeutici personalizzati e sensibili al genere.
Le terapie psicologiche, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), si concentrano sulla ristrutturazione dei pensieri distorti riguardanti il peso e l'immagine corporea. Tuttavia, uno dei principali ostacoli è la cosiddetta egosintonicità del sintomo: gli uomini vedono i loro comportamenti patologici, come l'eccessivo esercizio fisico o l'uso di steroidi, come parte integrante della loro identità maschile (Drummond, 2020). Questo può rendere difficile riconoscere il bisogno di cambiare.
Dal punto di vista farmacologico, antidepressivi e stabilizzatori dell’umore sono spesso utilizzati per trattare le comorbidità psicologiche associate, come l’ansia e manifestazioni dell’umore, che accompagnano frequentemente i DCA (Limbers et al., 2018).
In ogni caso, il trattamento più efficace è quello multidisciplinare, che integra psicoterapia, supporto nutrizionale e interventi medici mirati a gestire le complicanze fisiche e metaboliche del disturbo. Un approccio di questo tipo consente non solo di intervenire sui sintomi, ma anche di promuovere un recupero globale, restituendo equilibrio tra corpo, mente e identità..
Imparare a guardare oltre i corpi
Spesso, dietro l'apparente dedizione alla forma fisica potrebbero celarsi insoddisfazione corporea, ansia, e persino disturbi alimentari. Eppure, la società fatica ancora a riconoscere che anche gli uomini possono soffrire di disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia, la bulimia e il binge eating.
È il momento di guardare oltre i muscoli e il corpo, e iniziare a ricercare le emozioni e lo scambio vero con gli altri, mettendo da parte la paura del giudizio.
È necessario anche riconoscere l’impatto culturale che ciascuno di noi subisce e quanto, senza accorgercene, ne siamo vittime. È tempo di costruire una cultura dell’amore per se stessi, fondata sull’affetto genuino e sull'educazione all’amore per sé e per chi ci sta intorno, al di là dei corpi, dei muscoli, o dei simboli di virilità, femminilità e successo.
Prendersi cura di sé può essere un atto di coraggio: inizia oggi
Riconoscere che anche gli uomini possono soffrire di disturbi alimentari è il primo passo per rompere il silenzio e superare lo stigma. Se ti sei riconosciuto in alcune delle esperienze descritte, o se vuoi aiutare una persona cara, ricorda che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma può essere un atto di forza e consapevolezza. Unobravo offre uno spazio sicuro, senza giudizio, dove affrontare le tue difficoltà insieme a uno psicologo esperto. Se senti il bisogno di supporto, puoi iniziare il questionario per trovare il tuo psicologo online e fare il primo passo verso il tuo benessere.








