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Il lutto e le sue fasi

Il lutto e le sue fasi
Il lutto e le sue fasilogo-unobravo
Eleonora Fiorini
Redazione
Psicologa Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il

Il lutto è il processo di elaborazione del dolore e delle reazioni vissute per la perdita di una persona significativa con cui si era stabilito un sentimento di attaccamento affettivo. È un processo di adattamento alla separazione e richiede dei tempi adeguati con annessi rituali e manifestazioni esterne che permettano l’attuarsi di specifici processi psicologici. In questo articolo approfondiremo le fasi del lutto.

Cos'è il lutto?

Il lutto è un processo fisiologico e, come tale, dovrebbe risolversi in un periodo di 9-18 mesi. Esiste una ritualità intorno al lutto fatta di necrologi, condoglianze dalle persone vicine, funerale, vedere e toccare il corpo della persona defunta.  Questi riti hanno la finalità di suggellare il distacco ed evitare che il processo del lutto si complichi, trasformandosi in lutto patologico. Uno degli psicoanalisti che si occupò di lutto fu John Bowlby, il quale segnalò per la prima volta "le sorprendenti analogie tra reazioni alla perdita della madre dei bambini in tenera età e reazioni degli adulti colpiti da un lutto.” Nel 1980 riconobbe e descrisse 4 fasi nel lutto.

La teoria dell’attaccamento e il lutto

Quello che si trova alla base di un lutto è qualcosa di antecedente ad esso e riguarda l’attaccamento affettivo stabilito in precedenza con la persona. Si può dire che c’è lutto se c’è stata una relazione di attaccamento verso la persona venuta a mancare. Quanto più l’attaccamento affettivo è stato forte, tanto più forte sarà il dolore che si proverà per il distacco dalla persona amata. Ogni essere umano ha la tendenza a stabilire dei legami affettivi molto forti con determinate persone.  La loro rottura comporta una situazione di stress, che si manifesta con:

Le fasi successive al distacco

Sono state evidenziate 4 fasi che consentono l’elaborazione del lutto:

  • fase dello stordimento
  • fase dello struggimento
  • fase della disperazione e disorganizzazione
  • fase della riorganizzazione.

1) Fase dello stordimento

Sopraggiunge dopo poche ore dalla morte e dura fino ad una settimana. Consiste in quel momento di incredulità e shock che si ha dopo la morte di un caro, una sorta di generale torpore e ottundimento che si prova nel sentire e nell’agire. Questo torpore può essere interrotto da scoppi di ira e dolore. La persona:

  •  può apparire inebetita;
  • sembra incapace di accettare la notizia;
  • si possono presentare degli attacchi di panico.

Molte persone appaiono bloccate, vorrebbero fermare il tempo e in questa fase il meccanismo di difesa che la mente spesso attua è la negazione, che ha una funzione protettiva rispetto alla realtà che si vive, troppo dolorosa da accettare e tollerare.

RODNAE Productions - Pexels

2) Fase dello struggimento

Piano piano la persona inizia a rendersi conto dell’accaduto e passa così alla fase della ricerca e dello struggimento. Questa fase può durare alcuni mesi, a volte anni. Quello che si prova è un profondo senso di disorientamento per la perdita di un punto di riferimento della propria vita. Questa fase si caratterizza per la presenza di:

  • dolori fisici
  • ansia
  • insonnia
  • rimuginìo.

Si alternano stati d’animo che vanno dall’accettazione della perdita, all’impossibilità di crederci. La persona sperimenta un sentimento di rabbia impotente verso chi è considerato responsabile dell’evento: il destino, o anche contro la persona stessa che è scomparsa. Quello che si fa in questa fase è inseguire il ricordo della persona persa conservandone gli abiti, guardando le foto. Si presentano 2 fenomeni:

  • frequenti crisi di pianto;
  • illusioni sensoriali.

Solo quando si accetta che la perdita è permanente allora scompare la collera e subentra la tristezza.


3) Fase della disperazione e disorganizzazione

La tolleranza del tormento emotivo permetterà, a poco a poco, di elaborare il lutto. Se la persona colpita riuscirà a dare libero sfogo alle proprie sensazioni e a dar voce alla sofferenza che prova allora il lutto avrà un esito positivo. Può capitare però che questo non avvenga e che il processo di adattamento si blocchi in questa fase. La persona che non riesce a dar voce al suo dolore permetterà a questo di rimanere incistato dentro di sé. Detto questo però non basterà dar voce al dolore per poter arrivare all’accettazione della perdita subita.

Karolina Grabowska - Pexels

4) Fase della riorganizzazione

L’accettazione avverrà in modo graduale e questo permetterà di passare all'ultima fase: la ridefinizione di sé stesso e della situazione, che può durare uno o più anni. Vi sono 3 elementi caratteristici di questa fase:

  • la persona gradualmente si lascia alle spalle l’angoscia;
  • una ripresa significativa della progettualità; 
  • una capacità di investire nel futuro.

È in questa fase che possiamo trovare sogni vividi e sensazioni di presenza, che permettono di ricollocare emozionalmente la persona scomparsa, nel mondo interno del superstite, dando luogo ad un minor isolamento affettivo e sociale. Il ricordo e la nostalgia si stabilizzano in una dimensione interna positiva e funzionale e prendono il posto delle manifestazioni esterne del lutto come la disperazione e il pianto. Ci si crea un’immagine interna della persona cara, se ne preserva il ricordo così da rappresentare un “rifugio di serena nostalgia”.

Le fasi varieranno per intensità e durata a seconda di alcuni fattori:

  • personali: ad esempio, problemi relazionali con la persona deceduta;
  • familiari: la complessità della storia familiare;
  • dipendenti dalla natura della morte: una morte aspettata o inaspettata;
  • socio-culturali: presenza di un supporto esterno come una rete amicale e sociale.

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