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Aracnofobia: la paura dei ragni

Aracnofobia: la paura dei ragni
Aracnofobia: la paura dei ragni logo-unobravo
Redazione
Unobravo
Pubblicato il
18.11.2022

La vista di un animale, anche un piccolo insetto, provoca disagio? Potrebbe trattarsi di zoofobia, ovvero la fobia per un animale. Questa paura irrazionale potrebbe generare ansia estrema alla vista di:

  • insetti (entomofobia)
  • ragni (aracnofobia)
  • serpenti (ofidiofobia)
  • uccelli (ornitofobia)
  • cani (cinofobia).

Tra queste fobie, la fobia dei ragni è una delle più comuni e compare, generalmente, durante l’infanzia o l’adolescenza. L’aracnofobia è classificata tra le fobie specifiche, in cui sono inserite anche:

Scopriamo cos'è l’aracnofobia, perché si ha paura dei ragni e come superare l’aracnofobia in questo articolo.

Aracnofobia: significato

La parola aracnofobia ha un’etimologia che deriva dal greco antico: ἀράχνη, aráchnē, “ragno” e φόβος, phóbos, “paura”. Il significato di aracnofobia è quindi quello letterale di “avere paura dei ragni”.

La paura dei ragni può presentarsi come un senso di disgusto (come accade per la tripofobia che, anche se non è propriamente una fobia, provoca un profondo disgusto per gli oggetti con i buchi) o come una paura intensa e irrazionale che potrebbe indurre la persona ad evitare l’oggetto temuto, limitando la sua autonomia. Può capitare che le persone che non hanno questa fobia sminuiscano o svalutino il vissuto di chi ne soffre. 

Questa condizione potrebbe, invece, interferire con le normali attività della persona aracnofobica, limitandone la qualità della vita, portando la persona a rinunciare anche ad attività ludiche come una passeggiata in campagna o una vacanza in campeggio.

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Paura dei ragni: significato e cause psicologiche dell’aracnofobia

La paura dei ragni è innata? Proviamo a capire da dove nasce la paura morbosa dei ragni e perché tante persone hanno paura dei ragni. Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology risponde a questa domanda, sottolineando come la paura dei ragni e dei serpenti sia innata per la nostra specie e che l’aracnofobia abbia una spiegazione di tipo evolutivo, legata all’istinto di sopravvivenza

Gli scienziati sottolineano che, ciò che oggi ci provoca disgusto, rappresentava un pericolo per la sopravvivenza dei nostri antenati. Proprio i ragni erano considerati portatori di infezioni e malattie. Durante il Medioevo, per esempio, erano ritenuti i responsabili della peste nera e, i loro morsi velenosi, causa di morte. Ma aracnofobici si nasce o si diventa?

L’aracnofobia è genetica?

La paura dei ragni è presente dalla nascita? Un gruppo di scienziati del Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences ha indagato le origini di questa avversione in bambini di sei mesi - troppo piccoli per aver già sviluppato una fobia nei confronti di questi animali - rimarcando come l’aracnofobia sia determinata anche da componenti genetiche e possa quindi esistere una “paura innata” dei ragni:

una predisposizione genetica per un'amigdala iperattiva, che è importante per la stima dei pericoli, può significare che una maggiore ‘attenzione’ verso queste creature diventi un disturbo d'ansia.”

Ai neonati sono state mostrate immagini di ragni, fiori, serpenti, pesci e - attraverso un sistema di eye tracking a infrarossi - è stato possibile evidenziare la dilatazione pupillare, che aumentava quando i bambini guardavano le immagini che ritraevano i ragni e i serpenti, a differenza di quanto accadeva quando osservavano le immagini che rappresentavano fiori e pesci.

Uno studio sull’associazione tra paura e percezione dell’aracnofobico, ha messo in evidenza che tale paura è legata anche ad un’alterata percezione visiva dell’animale. Picchi più alti di fobia corrispondevano a stime maggiori della grandezza dei ragni rispetto alle loro reali dimensioni.

Le paure, spesso utili alleate nella protezione dai pericoli, possono diventare irrazionali e basarsi sull’interpretazione che diamo della realtà: per queste ragioni alcuni saranno terrorizzati, mentre altri rimarranno indifferenti di fronte alla stessa situazione.

Quante persone soffrono di aracnofobia?

L’aracnofobia è considerata un vero e proprio disturbo ed è inserita nella categoria delle fobie specifiche nel DSM- 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) nella sezione relativa ai disturbi d’ansia. 

Uno studio condotto da David H. Rakison, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, evidenzia come la fobia dei ragni interessa il 3,5% della popolazione e che “le donne hanno una probabilità quattro volte maggiore rispetto agli uomini di avere paure e fobie per questi, ma non per altri stimoli”.

Perché le donne hanno paura dei ragni? Probabilmente, come sostiene la ricerca sopracitata, le ragioni possono essere:

  • “che la trasmissione sociale di paure e fobie sia più comune o promossa tra le donne rispetto agli uomini”
  • “che il meccanismo della paura delle donne per serpenti e ragni sia maggiore perché le donne sono state più esposte a questi animali nel corso dell’evoluzione (per esempio durante la cura dei bambini, o durante la ricerca e la raccolta del cibo)”
  • “che a essere morsi da un serpente o da un ragno sarebbero state in maggioranza le donne.”
chi ha paura dei ragni ha paura anche delle ragnatele
Pixabay -Pexels

Chi ha paura dei ragni ha paura anche delle ragnatele?

La paura morbosa dei ragni spesso non si limita solo alla vista del ragno, ma è strettamente correlata alle delicate opere architettoniche che questi ultimi tessono con grande pazienza: le ragnatele. 

Questa paura potrebbe nascondere l’ansia di essere intrappolati in una rete dalla quale può essere difficile fuggire o liberarsi.

Aracnofobia: i sintomi

I sintomi dell’aracnofobia sono piuttosto variabili e le reazioni possono essere differenti, anche in base alla gravità del disturbo. In alcuni casi, la paura dei ragni potrebbe attivarsi anche soltanto alla vista di una fotografia o di un disegno dell’aracnide. Alcuni tra i sintomi più comuni sono:

  • aumento del battito cardiaco (tachicardia)
  • sudorazione
  • nausea e tremori
  • disturbi gastrointestinali
  • capogiri o vertigini
  • difficoltà di respirazione.

I soggetti aracnofobici potrebbero sviluppare anche un’ansia di tipo anticipatorio e, prevedendo la situazione temuta, mettere in atto comportamenti di evitamento. La reazione fobica, nei casi più estremi, può causare anche veri e propri attacchi di panico ed eventuale agorafobia.

Aracnofobia e sessualità

A proposito delle paure, Freud scriveva: “Ogni fobia risale a un’angoscia infantile e ne è la continuazione, anche quando ha un altro contenuto e deve quindi essere diversamente denominata”. Come viene interpretata l’aracnofobia in psicoanalisi?

Il ragno, rappresentato come un oggetto nero e peloso, che spesso si nasconde negli anfratti, possiede una valenza simbolica positiva e una negativa in base a come vengono interpretate le sue caratteristiche. 

Come simbolo positivo il ragno indica l’operosità, la solerzia, la precisione e la resistenza. Costituisce, in contrapposizione, un emblema negativo poiché velenoso e in grado di evocare fantasie di morte. 

In termini psicoanalitici, l’aracnofobia ha cause psicologiche ricche di riferimenti alla relazione con la madre, ecco perché l’aracnofobia, per Freud, è legata al femminile. Accanto al bisogno/desiderio dell’oggetto d’amore, si assiste ad una spinta all’eliminazione dello stesso per essere liberi di vivere la propria vita in autonomia. 

In questi individui, il ragno, che suscita angoscia e disgusto, viene associato all’organo sessuale femminile, con riferimento alla peluria pubica e alla paura di poter essere privati ​​di una sessualità adulta e autonoma, inserendo l’aracnofobia tra le fobie “legate all'amore”. 

La paura dei ragni nei bambini

Come abbiamo visto precedentemente, i bambini - anche molto piccoli - reagiscono alle immagini dei ragni in modo differente rispetto a quelle che rappresentano altri soggetti. L’infanzia è un momento molto importante per insegnare ai bambini a gestire ed affrontare le proprie paure e per prepararli a gestire le angosce che potrebbero incontrare durante la vita.

Nel caso di paura morbosa dei ragni nei bambini, potrebbe essere utile lavorare per capire ciò che effettivamente li spaventa: l’aspetto dell’animale, il modo in cui l’aracnide si muove, il fatto che possa pungere o mordere o altro. 

Per aiutare ad affrontare la paura dei ragni, mostrare al bambino immagini o video che rappresentano questi animali può aiutarlo a riconoscere che non rappresentano una vera minaccia.  

I genitori dovrebbero provare a comprendere perchè i ragni fanno paura al bambino e controllare il proprio comportamento, evitando di allontanarsi velocemente in presenza di un animale innocuo e, allo stesso modo, di mostrarsi eccessivamente confortanti per non dare a questa paura un’eccessiva attenzione e convalida.

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I test sull’aracnofobia

Come capire se si soffre di aracnofobia? Attraverso l’uso di test valutativi è possibile avere un quadro specifico dell’entità della propria fobia. Nel caso dell’aracnofobia, i test solitamente si basano su domande specifiche che favoriscono la descrizione della propria reazione alla vista di un ragno o di una specifica tipologia di ragni. 

È possibile chiedere alla persona di immaginare una situazione fobica con un ragno, cercando di ottenere un’immagine ben definita della circostanza temuta. Sarà importante ottenere una descrizione precisa e nitida del ragno, individuando i diversi aspetti che possono definire l’animale, come: 

  • la grandezza
  • il colore
  • i movimenti
  • la velocità. 

Un valido supporto per avere una vivida rappresentazione della situazione è dato dalla realtà virtuale , che permette di simulare gli scenari che provocano la fobia dei ragni, fino ad arrivare al contatto diretto con esemplari veri. 

I test, tuttavia, non permettono di ottenere una vera diagnosi e sarà imprescindibile il colloquio con il clinico per un’accurata analisi della situazione.

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Cottonbro - Pexels

Curare l’aracnofobia: la terapia psicologica per l’aracnofobia

Come curare la fobia dei ragni? Superare questa fobia è possibile. Se i comportamenti patologici si protraggono per oltre sei mesi, è consigliabile confrontarsi con uno psicologo o psicoterapeuta.

Essere aracnofobico può causare: 

  • un disagio quando si sta all’aria aperta
  • un cambiamento delle proprie relazioni sociali
  • attacchi di panico
  • qualche tipo di manifestazione psicosomatica come un frequente prurito al naso

Un percorso di terapia psicologica potrà essere utile per:

  • comprendere cosa nasconde l'aracnofobia
  • capire da dove deriva la paura dei ragni
  • evidenziare i comportamenti disfunzionali di chi ha paura dei ragni 
  • alleviare la paura dei ragni
  • imparare a gestire gli stimoli ansiogeni provocati dalla fobia.

Gli approcci terapeutici per superare la paura dei ragni

Psicoterapia cognitivo- comportamentale 

La psicoterapia cognitivo- comportamentale, svolta sia in presenza che con uno psicoterapeuta online, può aiutare l’individuo a gestire e affrontare la paura dei ragni riducendo i pensieri spiacevoli associati alla paura stessa. 

Alcune tecniche cognitive come l’uso del modello ABC, la ristrutturazione cognitiva e l’esplorazione dei pensieri che affiorano nel momento di tensione, possono essere utilizzate come supporto durante l’esposizione alla situazione temuta.

Terapia di esposizione e desensibilizzazione

Alcuni studi hanno dimostrato che:

Un ottimo esercizio poi è l’avvicinarsi ed esporsi alla situazione o oggetto temuti

La terapia dell’esposizione è uno degli approcci terapeutici di maggior successo e consiste nel presentare, ripetutamente e in un ambiente sicuro, la situazione o l’oggetto fobici. La desensibilizzazione permetterà al paziente di sviluppare una tolleranza alla situazione spaventosa, favorendo l’acquisizione di nuovi ricordi che potranno sostituire quelli angosciosi. 

Nonostante l’efficacia delle Exposure Therapies sia stata dimostrata da diversi studi scientifici, non sempre chi soffre a causa di una fobia decide di sottoporsi al trattamento. In questo contesto, le nuove applicazioni ingegneristiche, basate sulla realtà virtuale, potrebbero migliorare il grado di accettazione delle terapie di esposizione.

Le ricerche sulla realtà virtuale hanno evidenziato che, nel caso di fobie specifiche come l’aracnofobia, l’utilizzo della realtà aumentata produce risultati simili a quelli ottenuti in condizioni di esposizione reale. Infatti, secondo Steven Novella, neurologo statunitense e docente alla Scuola di Medicina dell’Università di Yale, anche se il soggetto è consapevole di trovarsi di fronte a una realtà virtuale, reagisce come se fosse immerso nella realtà vera e propria.

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Rimedi farmacologici per superare la fobia dei ragni

Alcuni ricercatori dell’università di Amsterdam, come riportato dallo studio pubblicato su Biological Psychiatry, hanno scoperto che l’utilizzo del propranololo, un farmaco già in commercio, può aiutare a modificare la reazione delle persone che hanno una specifica fobia, in questo caso quella dei ragni. 

Questo farmaco, tuttavia, non è esente da effetti collaterali e, il campione di soggetti che hanno partecipato all’esperimento, troppo piccolo per poter generalizzare i risultati. 

Considerando gli strumenti finora menzionati, possiamo concludere che l’utilizzo delle nuove strategie nella cura delle fobie, anche in aggiunta alle terapie tradizionali, potrebbe comportare diversi vantaggi, inclusi i costi più bassi e la disponibilità per un maggiore numero di pazienti.

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