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Zoofobia: la paura degli animali

Zoofobia: la paura degli animali
Zoofobia: la paura degli animalilogo-unobravo
Giovanna Galasso
Redazione
Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Unobravo
Pubblicato il
16.3.2022

Il termine zoofobia, composto dai vocaboli greci "zóon" - animale e "phobia" -paura, indica la paura per gli animali in generale. Questo tipo di fobia può essere innocua o estremamente invalidante per la vita quotidiana della persona. In questo articolo parleremo di come nasce la paura per un animale, come riconoscere i sintomi caratteristici e cosa fare per superarla.

La zoofobia consiste nella paura eccessiva nei confronti degli animali in generale, come serpenti, insetti, uccelli, pipistrelli, gatti, cani, topi, rane, vespe, calabroni, ma può interessare anche animali che nell’immaginario comune non sono fonte di paure o pericolosità. Solitamente è originata da esperienze traumatiche che hanno a che vedere con gli animali o con particolari tipi di animali.

In generale l’oggetto della fobia è una categoria specifica di animali; solo raramente la paura è rivolta verso animali di specie diverse; una persona con fobia degli uccelli, ad esempio, avrà timore di tutti i volatili, mentre altri animali, come i topi, non evocheranno alcuna risposta ansiosa. Dal punto di vista statistico, le fobie di animali sono molto più frequenti nelle donne che negli uomini.

La fobia per gli animali, rientra in ciò che definiamo fobia specifica. Gli esseri umani hanno una predisposizione genetica per temere alcuni tipi di animali. Animali, come serpenti, ragni, insetti, stimolano nell’uomo disgusto misto a timore. In una certa misura, questa paura è necessaria (o lo è stata nella nostra storia evolutiva) per la sopravvivenza della specie umana.

Quando la zoofobia diventa un problema?

La zoofobia può manifestarsi su vari livelli: dalla semplice repulsione e manifestazione di disgusto, al vivere situazioni di blocco nel momento in cui si presenta l’oggetto fobico. Le persone che ne soffrono solitamente hanno un buon adattamento sociale, familiare e lavorativo. Le fobie animali possono tuttavia divenire invalidanti quando sono frequenti le occasioni di contatto con l'animale temuto.

Molte volte queste fobie, per esempio la fobia per i volatili, fanno si che la persona, per non incontrare l’oggetto della sua paura, eviti di recarsi in posti come piazze o parchi, pur di non incorrere in situazioni ritenute pericolose.

M.T. ElGassier - Unsplash

Esempi di zoofobie

Gli animali non suscitano le medesime reazioni in ciascuno di noi. Le indagini condotte sulle reazioni dell'uomo alla vista o al contatto con diversi animali distinguono tra specie che provocano "paura pertinente" e che provocano "paura irrilevante". Quindi alcuni animali possono essere considerati "carini" o "innocui", altri "feroci" o "selvatici". Vi è poi una terza categoria, che riguarda le reazioni di disgusto.

È fondamentale notare che non tutti i timori verso gli animali possono essere etichettati come zoofobia. Quest'ultimo è un timore persistente, ingiustificato e irrazionale degli animali, non importa quanto siano pericolosi o innocui. Ecco alcuni esempi di zoofobie specifiche:

  • entomofobia (paura degli insetti)
  • apifobia (paura delle api)
  • aracnofobia (paura dei ragni)
  • scolecifobia (paura dei vermi)
  • cinofobia (paura dei cani)
  • ailurofobia (paura dei gatti)
  • ranidafobia (paura delle rane)
  • ofidiofobia (paura dei serpenti)
  • musofobia (paura dei ratti)
  • mottefobia (paura delle falene)
  • ornitofobia (paura degli uccelli)
  • belneofobia (paura delle balene).

 

Quali sono i sintomi della Zoofobia?

I comportamenti che un soggetto con la paura degli animali potrebbe attuare sono: 

  • Evitamento: evitare di rischiare di incontrare certi animali (evitare certe piazze per chi teme i piccioni..).
  • Richiesta di aiuto: far scacciare l’animale temuto da un amico o da un familiare.
  • Prendere precauzioni: per esempio cambiare strada se si incontra l’animale che ci fa paura.

Come altri disturbi di tipo psicologico che si associano a stati di ansia, i sintomi che si manifestano più spesso sono la tachicardia, la sudorazione eccessiva delle mani, la secchezza della bocca e i tremori. Nei casi più gravi, possono verificarsi anche veri e propri attacchi di panico o attacchi di ansia.

I sintomi della zoofobia potrebbero presentarsi non solo quando l'individuo deve affrontare l'oggetto delle sue paure, ma anche quando c’è un pensiero rivolto a questo. I sintomi fisici ed emotivi comuni includono inoltre:

  • sensazione di vertigini, svenimento
  • sensazione di soffocare
  • paura di morire
  • rimanere congelati nella stessa posizione
  • respirazione rapida e poco profonda
  • tentativo di fuga.

Questa tipologia di fobia, può creare nella persona che la sperimenta grandi momenti di stress che possono bloccarla e creare difficoltà a vivere episodi di vita quotidiana.

zoofobia gatto
Eduardo Mallmann - Unsplash

Perchè temiamo certi animali?

La paura degli animali è comune.  In alcuni casi, la paura si risolve da sola senza alcun trattamento specifico. In altri casi, la fobia persiste per lungo periodo ed è consigliabile un percorso terapeutico.

Una fobia può nascere da una singola esperienza negativa, oppure svilupparsi in seguito a una serie di eventi (quando ci troviamo esposti ad esperienze che generano ansia in situazioni simili) o ancora dalla disinformazione. A quanti di noi è capitato di sentire adulti mettere in guardia su cani che mordono, api che pungono e altre situazioni ritenute "pericolose"? Quando un genitore mette ripetutamente in allarme il proprio figlio rispetto alla pericolosità di uno o più animali, il bambino apprenderà a temerlo e a mantenersi alla larga.

La ragione dietro l'acquisizione della zoofobia è quindi l'ansia che si sviluppa nell'individuo. Si tratta di un'emozione che ha origine nel sistema nervoso emozionale, una parte del nostro cervello primitiva, che elabora lo stimolo in maniera indipendente da quella parte responsabile dall'elaborazione del pensiero consapevole.

 

Come superare la zoofobia?

Come le altre fobie (ad esempio la fobia delle parole lunghe, la talassofobia, la fobia del vomito o la megalofobia) la zoofobia si può curare intraprendendo un percorso di terapia psicologica, usando metodi di esposizione e tecniche per affrontare l’ansia. Nei casi più gravi, una cura con farmaci può essere utile nelle prime fasi della terapia. Una terapia realmente efficace ed efficiente per le fobie deve essere focalizzata sull’interruzione del circolo vizioso controproducente che il soggetto alimenta attraverso i suoi tentativi fallimentari di gestione della paura

Ecco alcune possibilità di trattamento:

1) Avvicinamento graduale

Come per le monofobie precedentemente descritte, l’avvicinamento graduale, si mostra una strategia utile. Se l’idea di avvicinarvi ad un animale vi provoca un po’ di ansia, provate a studiarlo. Provate ad effettuare delle ricerche sul comportamento tipico dell’animale o dell’insetto che vi suscita paura o ribrezzo. Dapprima potrebbe essere utile fare delle ricerche senza immagini per poi, gradualmente, decidere di inserire qualche foto. Con questa tecnica inizierete a prendere “confidenza” e a conoscere un po’ di più il vostro “nemico”.

A questo punto, nel caso della paura di animali quali cani, gatti, ecc….provate a spingervi un po’ più oltre, in maniera “diretta”. Scegliete un particolare momento della vostra giornata o nel momento in cui vi si presenta un’occasione e cominciate ad osservare, dal vivo,  l’animale temuto, annotando le sue abitudini, le sue caratteristiche e il suo modo di comportarsi. Utili, in alcuni, casi potrebbero essere corsi, organizzati spesso dalle associazioni animaliste stesse, finalizzate ad “avvicinare” le persone con zoofobia, agli animali.

 

2) Desensibilizzazione graduale

La desensibilizzazione graduale è un altro metodo noto per essere altamente efficace nel trattamento della paura degli animali. Il terapeuta aiuta la persona ad esporsi gradualmente a immagini dell'animale temuto, in un ambiente controllato in modo da poter gestire l'ansia evocata dallo stimolo fobico.

 

 

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