Difficoltà legate all'ansia

La fobia degli oggetti

La fobia degli oggetti è un tipo di fobia specifica, cioè una paura intensa e sproporzionata nei confronti di un oggetto, chiamato stimolo fobico. La paura può presentarsi anticipatamente e può determinare comportamenti di evitamento o fuga, definiti comportamenti di “evitamento attivo”. L’eventuale percezione di non poterlo evitare o di non potersene allontanare può provocare un attacco di panico.



Come si fa a sapere se si tratta di fobia o di una semplice paura? Chi soffre di fobia specifica può avere due manifestazioni caratteristiche quando entra in contatto con lo stimolo fobico:

  1. aumento dell’attivazione fisiologica, che comporta agitazione, tachicardia, accelerazione del respiro, sudorazione, tremore, secchezza della bocca;
  2. diminuzione dell’attivazione fisiologica con abbassamento della pressione sanguigna e decelerazione del battito cardiaco, che possono comportare svenimenti.


I sintomi della fobia specifica

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) classifica la fobia specifica all’interno dei disturbi d’ansia. La situazione o l’oggetto fobici:

  • provocano paura o ansia marcate verso un oggetto o una situazione specifici;
  • vengono evitati, oppure sopportati con paura o ansia intense;

La paura, l’ansia o l’evitamento provocati sono:

  • sproporzionati rispetto al reale pericolo rappresentato dall'oggetto o dalla situazione specifici e al contesto socioculturale;
  • persistenti e durano tipicamente per 6 mesi o più;
  • causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.
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Fobia specifica o qualcos’altro? La diagnosi differenziale

L’ansia che si prova con una fobia specifica non è costante e aspecifica come nel disturbo d’ansia generalizzata, e non riguarda neanche:

  • oggetti o situazioni legati a ossessioni (si tratta in questo caso di disturbo ossessivo-compulsivo);
  • ricordi di eventi traumatici (ovvero disturbo da stress post-traumatico);
  • possibili critiche o giudizi negativi altrui (cioè disturbo d'ansia sociale).


Esempi di fobie di oggetti

  • Aulofobia: paura dei flauti;
  • Automatonofobia: paura di burattini, ventriloqui, automi, statue di cera;
  • Bibliofobia: paura dei libri;
  • Catoptrofobia: paura di vedersi riflessi negli specchi;
    Dextrofobia: paura degli oggetti che si trovano alla destra del corpo;
  • Idrofobia: paura dell’acqua;
  • Numerofobia: paura dei numeri;
  • Odontofobia: paura dei denti o di interventi dentistici;
  • Peladofobia; paura dei pelati; 
  • Sesquipedalofobia: paura delle parole lunghe;
  • Telephonofobia: paura dei telefoni;
  • Tripofobia: paura dei buchi.


L’esordio delle fobie specifiche

La fobia per gli oggetti deriva dall’associazione di un preciso oggetto ad un’emozione negativa come l’ansia, cosicché l’oggetto viene connotato negativamente. Essa può derivare da una maggiore attivazione dei neuroni nelle regioni del cervello che forniscono input nell'amigdala.


L'amigdala non è solo la struttura cerebrale chiave coinvolta nei processi di acquisizione e memorizzazione della paura, ma ha anche il compito di modulare l'apprendimento correlato alla paura in altre strutture cerebrali, come la corteccia e l'ippocampo. L'iperattività dell'amigdala basolaterale (BLA) è stata associata a una paura eccessiva di un oggetto.


Come superare la fobia specifica?

Anche se il trattamento farmacologico si rivela efficace per aiutare la persona a controllare l’ansia acuta dovuta alla fobia perché agisce sui sintomi, non elimina la causa del problema: per questo è fortemente consigliato affiancare un intervento psicoterapico.

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Le linee guida internazionali per la diagnosi e la cura in ambito psicologico e psichiatrico (National Institute for Care and Health Excellence, NICE) indicano la psicoterapia cognitivo comportamentale come il trattamento più indicato per le fobie specifiche, con un'efficacia ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica basata sulle evidenze.

Si possono mettere in atto le seguenti tecniche:

  • l’esposizione in vivo: consiste nel ripetuto confronto con gli oggetti fobici in modo da creare un nuovo apprendimento inibitorio. Per far sì che questo succeda, le aspettative della persona riguardo all’oggetto fobico devono essere violate;
  • l’esposizione immaginativa: si propone al paziente qualora non se la senta di approcciarsi all’oggetto fobico e consiste nel chiedere di immaginarsi il momento in cui si trova di fronte ad esso. È importante la creazione di un’immagine molto vivida e incoraggiare la persona a fare una descrizione molto precisa di tutti gli aspetti dell’oggetto fobico;
  • l’esposizione graduale: consiste nell’esporre la persona all’oggetto fobico in modo graduale, controllato e gestibile autonomamente seguendo una gerarchia di passi e situazioni;
  • le tecniche di rilassamento: una volta imparate determinate tecniche di rilassamento, alla persona viene mostrato l’oggetto fobico in modo che la condizione di rilassamento inibisca l’ansia dovuta alla fobia.
  • le tecniche cognitive consistono nella stimolazione dei pensieri negativi legati all’oggetto fobico. La ristrutturazione cognitiva consiste nella modifica delle credenze irrazionali che lo riguardano.

La capacità di regolare le risposte di paura a segnali inizialmente minacciosi, una volta che il valore di tali segnali cambia, è fondamentale per la salute emotiva.


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