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Alessitimia: vivere senza emozioni?

Le emozioni fanno parte della nostra vita e influenzano le azioni che compiamo e le decisioni che prendiamo. Cosa accadrebbe se non fossimo in grado di riconoscerle? È quello che capita alle persone cosiddette alessitimiche: esse non sono in grado di esprimere a parole ciò che provano, collegando le emozioni alle corrispondenti manifestazioni corporee. Vediamo meglio di cosa si tratta.

L’alessitimia viene spesso definita come analfabetismo emotivo, cioè l'opposto dell'intelligenza emotiva. Il termine deriva dal greco: a- assenza, lexis- linguaggio, thymos- emozioni e letteralmente significa “assenza di parole per esprimere le emozioni”. Per alessitimia si intende quindi la difficoltà ad accedere al proprio mondo emotivo e identificare le emozioni negli altri e in sé stessi: non è di per sé di una patologia, ma rappresenta un modo di essere che può essere connesso a diversi disagi psicofisici. 

Il test maggiormente utilizzato nella diagnosi di alessitimia è la Toronto Alexithymia Scale (TAS-20), una scala psicometrica di autovalutazione che comprende 20 domande che indagano la presenza delle tre caratteristiche ritenute alla base del disturbo ovvero:

  • la difficoltà nell’identificare i sentimenti;
  • la difficoltà nel descrivere i sentimenti altrui;
  • il pensiero orientato quasi solo all’esterno e raramente verso i propri stessi processi endopsichici.

Vivere senza emozioni?

Le persone alessitimiche non hanno difficoltà nel percepire l’emozione, ma non hanno imparato a dare valore al proprio mondo emotivo, ritenendolo inutile o considerandolo come una debolezza. Questi individui manifestano con più frequenza alterazioni psicosomatiche e sono più propensi a soffrire di disturbi psichici come depressione, disturbi alimentari e dipendenze.

Inizialmente si riteneva che l’alessitimia fosse una caratteristica specifica delle malattie psicosomatiche. Oggi, al contrario, si è osservato come sia una predisposizione aspecifica verso vari disturbi, sia fisici che psichici, caratterizzati dall’interruzione della stabilità interna degli affetti.

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Caratteristiche della personalità alessitimica

Basta mettersi per un momento nei panni di una persona con alti livelli di alessitimia per comprendere quanta sofferenza psicologica comporti il vivere costantemente in una nebbia in cui si confondono sentimenti e desideri. Le caratteristiche principali delle persone alessitimiche sono:

  • difficoltà ad identificare e descrivere le emozioni;
  • scoppi improvvisi di emozioni intense come rabbia, pianto o paura;
  • incapacità di connettere gli eventi interni con specifiche situazioni da cui hanno origine: una persona alessitimica tenderà a raccontare nei minimi dettagli una litigata con un proprio caro senza però riuscire a dire che era arrabbiato;
  • difficoltà a distinguere gli stati emotivi soggettivi dalle componenti somatiche scatenate dall’emozione: le emozioni sono espresse prevalentemente attraverso la componente fisiologica;
  • povertà dei processi immaginativi e onirici;
  • stile cognitivo orientato verso la realtà: sono concentrati su tutto ciò che è esterno alla vita psichica, mostrano un pensiero razionale che descrive azioni ed esperienze senza investimenti, come se l’individuo fosse spettatore più che attore della propria vita.
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Alessitimia: quali possibili cause?

Le cause dell’alessitimia possono essere ricercate nel rapporto con i genitori durante il periodo dell’infanzia, dal quale dipende buona parte dello sviluppo psicoaffettivo di ogni persona. Spesso l’alessitimia nasce in risposta ad un contesto familiare in cui non è presente una relazione affettiva adeguata che permetta al bambino di sviluppare le capacità di mentalizzazione utili a riconoscere e modulare i propri stati emotivi. Problematiche come:

  • appartenenza ad un nucleo familiare autoritario in cui c’è poco spazio per l’espressione emotiva
  • separazione dai genitori
  • eventi traumatici
  • carenze affettive 

possono avere effetti deleteri sulla capacità di comprensione e comunicazione dei propri stati emotivi.

Cosa fare?

È raro che una persona con alessitimia sia consapevole delle proprie difficoltà e che quindi chieda aiuto. Spesso queste persone si rivolgono ad uno specialista nel momento in cui compaiono altri disagi più invalidanti cui l’alessitimia è correlata.

L'alessitimia non è un fenomeno del tipo “tutto o nulla”: la persona non è totalmente incapace ad entrare in contatto con le proprie emozioni. A partire dalle risorse di ciascuno, pertanto, un percorso di psicoterapia potrà servire ad allenare e migliorare le capacità di riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni.

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