Disturbi psichici
Disturbi psichici

Disturbi psicotici: dal sintomo alla cura

Disturbi psicotici: dal sintomo alla cura
Disturbi psicotici: dal sintomo alla curalogo-unobravo
Cinzia Rienzi
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Gestaltico analitico
Unobravo
Pubblicato il

I disturbi psicotici, la loro diagnosi e il loro trattamento richiedono un approccio multiprofessionale e multidimensionale, perché gli aspetti coinvolti sono molteplici. Parliamo di patologie estremamente complesse che necessitano di essere affrontate prendendo in considerazione più livelli.

Cosa sono i disturbi psicotici?

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) li definisce “anomalie psicopatologiche in uno o più dei seguenti ambiti:

  • deliri: convinzioni fortemente sostenute, non passibili di modifica alla luce di evidenze contrastanti;
  • allucinazioni: esperienze simil-percettive che si verificano senza uno stimolo esterno;
  • pensiero ed eloquio disorganizzato: passare da un argomento all’altro senza connessione;
  • comportamento motorio disorganizzato: postura e movimenti bizzarri, non coordinati, privi di finalità;
  • sintomi negativi: diminuzione dell’espressione delle emozioni, delle attività volontarie, della capacità di provare piacere, di interesse nelle relazioni.”

Ovviamente non basta una lista di sintomi per spiegare il fenomeno, e non è sufficiente riferirsi ad una diagnosi per comprendere la sofferenza e le difficoltà dell’individuo e di chi gli è accanto. Da parte dei professionisti, conoscere a fondo tali disturbi nella loro eterogeneità, permette di individuare sempre più precocemente un piano di intervento mirato ed individualizzato, e, dove possibile, lavorare anche a livello preventivo.

Cura

Con la Legge Basaglia 180/78 e la chiusura dei manicomi, la persona non è più emarginata e considerata irrecuperabile. Si passa alla presa in carico in un’ottica bio-psico-sociale: questo significa intervenire sull’individuo nella sua totalità e, soprattutto, prendendo in considerazione il contesto in cui vive.

Recovery

Come afferma la psicologa P. Carozza “Il concetto di recovery è stato definito e tradotto in molti modi, ma in nessuna accezione coincide con la scomparsa della malattia, piuttosto rispecchia lo sviluppo di abilità perdute con la malattia e il recupero di un ruolo valido e soddisfacente all’interno della società.”

 

Partendo dal presupposto che il rapporto tra malattia e ambiente incide sia sul decorso che sugli esiti, lavorare nell’ottica del recovery significa sviluppare un percorso in cui una persona viene sostenuta affinché:

  • riesca gestire il proprio disturbo;
  • possa vivere autonomamente imparando a fronteggiare gli eventi quotidiani;
  • abbia buone capacità relazionali e sociali servendosi di opportuni sostegni e riconoscendo i propri limiti.
Michael Burrows -Pexels

L’equipe multiprofessionale e presa in carico nei CSM

I disturbi psicotici vengono presi in carico all’interno dei Centri di Salute Mentale (CSM), dove tutti i professionisti collaborano nelle varie fasi del percorso. In particolare l’iter segue specifiche fasi:

  • diagnosi: valutazione iniziale dei sintomi e valutazione della storia individuale e familiare attraverso la somministrazione di test psicologici specifici e il colloquio clinico;
  • progettazione di un percorso terapeutico individualizzato: sulla base del quadro clinico emerso, e basandosi sulle linee guida condivise all’interno dei Distretti di Salute Mentale, viene stilato un piano di intervento in cui vengono individuati gli obiettivi, gli strumenti per raggiungerli, i professionisti e i Servizi territoriali che possono essere coinvolti;
  • attuazione del percorso di cura riabilitativo.

L’equipe è composta da più figure, ognuna delle quali dovrà apportare il proprio contributo per offrire un supporto il più adatto possibile all’individuo. All’interno di essa troviamo:

  • psichiatra: si occuperà principalmente del trattamento farmacologico finalizzato alla riduzione de sintomi;
  • psicologo e psicoterapeuta: offrirà un sostegno psicologico all’individuo e alla famiglia attraverso percorsi di psicoterapia individuale o di gruppo. Si occuperà anche della psicoeducazione finalizzata a fornire informazioni rispetto al disturbo al fine di aumentare la consapevolezza e migliorare la gestione dei sintomi;
  • assistente sociale: si occuperà maggiormente della gestione degli aspetti pratici e fornirà supporto alle attività della vita quotidiana;
  • infermieri;
  • educatori: lavoreranno, ad esempio, nei Centri Diurni o nelle attività svolte sul territorio


Interventi

Essendo problematiche particolarmente complesse è necessario che l’equipe individui un piano terapeutico individualizzato, sulla base delle caratteristiche individuali e del contesto in cui vive la persona. Sommariamente possiamo individuare i seguenti interventi:

  • terapia farmacologica per la riduzione dei sintomi;
  • psicoterapia individuale e di gruppo per l’elaborazione emotiva e la gestione dei sintomi;
  • psicoeducazione per la consapevolezza e la conoscenza della malattia e dei servizi a cui rivolgersi;
  • percorsi riabilitativi nei Centri Diurni o nelle strutture comunitarie per la socializzazione, l’acquisizione di competenze, incremento dell’autonomia.
Tima Miroshnichenko - Pexels

Presa in carico della famiglia

Per i familiari, il carico emotivo e la responsabilità di fronte ad un disturbo così invasivo è sempre qualcosa di estremamente gravoso. Per questo è necessario attivare servizi di supporto psicoeducativo e psicoterapeutico anche per loro. Se funziona meglio il sistema nel suo complesso, anche l’individuo ne trarrà beneficio.

Parlare di disturbi psichiatrici e psicotici può far paura, perché sono ancora molti i pregiudizi ed è forte il timore dello stigma. La presa in carico precoce è sicuramente la modalità migliore per prevenire un decorso faticoso e complicato. Oggi, per quanto esposto fino ad ora, per molte persone che soffrono di queste malattie e per loro famiglie, è possibile vivere una vita dignitosa ed adeguata.


Potrebbero interessarti

La sindrome dell’Hikikomori: l’isolamento sociale volontario
Disturbi psichici

La sindrome dell’Hikikomori: l’isolamento sociale volontario

Dismorfofobia
Disturbi psichici

Dismorfofobia

Il lutto complicato: le conseguenze di un lutto non elaborato
Disturbi psichici

Il lutto complicato: le conseguenze di un lutto non elaborato

scopri tutti gli articoli
Blue Monday, il giorno più triste dell’anno

Blue Monday, il giorno più triste dell’anno

Il comportamentismo di John Watson

Il comportamentismo di John Watson

Lo spirito natalizio e il benessere psicologico

Lo spirito natalizio e il benessere psicologico

scopri tutti gli articoli