La psicologia della Gestalt afferma che “l’individuo sano identifica senza sforzo il bisogno dominante del momento, sa operare delle scelte per soddisfarlo e si trova così disponibile al momento in cui emerge un nuovo bisogno.” Per Perls, padre della terapia della Gestalt, lo stato di salute si costituisce attraverso:
- un processo permanente di omeostasi interna;
- un processo di adattamento esterno alle condizioni dell’ambiente fisico e sociale.
Le origini e i fondatori della Psicologia della Gestalt
Prima di procedere è utile una panoramica sulla Psicologia della Gestalt. Questa si sviluppa in Germania all'inizio del XX secolo, grazie al lavoro di studiosi come Max Wertheimer (psicologo, 1880-1943), Wolfgang Köhler (psicologo, 1887-1967) e Kurt Koffka (psicologo, 1886-1941). Questi ricercatori hanno rivoluzionato il modo di intendere la percezione e l'esperienza umana, opponendosi alle teorie che riducevano la mente a una semplice somma di elementi separati.
Secondo Wertheimer, "il tutto è diverso dalla somma delle sue parti". Questo principio fondamentale della Gestalt sottolinea come la nostra mente tenda a organizzare le informazioni in strutture coerenti e significative, piuttosto che percepire elementi isolati. La Gestalt si è sviluppata in due principali direzioni: la teoria della percezione e la terapia della Gestalt, quest'ultima portata avanti soprattutto da Fritz Perls (psichiatra e psicoterapeuta, 1893-1970), che ha applicato i principi gestaltici al lavoro clinico e alla crescita personale.
Il contatto: un confine tra noi e il mondo
Secondo la Gestalt, l’individuo ha bisogno di cose che si trovano al di fuori di sé e, per questo, deve attraversare il confine che possiamo identificare con il contatto. Il nostro modo di sperimentare e di incontrare questi eventi di confine è costituito da:
- i nostri pensieri;
- le nostre azioni e comportamenti;
- le nostre emozioni.
Questo processo è fondamentale perché permette all’organismo di assimilare elementi utili alla propria crescita dall’ambiente e rifiutare quelli non assimilabili secondo la propria gerarchia dei bisogni.
Bisogni insoddisfatti
La nevrosi, secondo Perls, è legata all’accumulo di “Gestalt incompiute”, ovvero di bisogni non soddisfatti o la cui soddisfazione è stata prematuramente interrotta. Il nostro sé, nell’entrare in nuove esperienze, attraversa un processo di formazione e distruzione di Gestalt che vanno vissute e interiorizzate prima di poter passare a qualcos’altro.
Come mettere in pratica tutto questo? Il primo passo è mettersi in contatto con sé stessi, ascoltando il respiro, il corpo e le sensazioni che da uno sfondo indefinito si fanno via via più chiare.

Fermati, respira e ascoltati
La respirazione ci svela la nostra condizione fisica ed emotiva: se la sentiamo accelerata, molto probabilmente ci troviamo in una situazione stressante o che ci provoca rabbia e paura. Al contrario, se il nostro respiro è lento e profondo, come avviene nella respirazione diaframmatica, ci sentiamo rilassati e sereni. Com’è il tuo respiro? Lento o veloce?
La relazione tra mente e corpo
Quello che avviene a livello mentale può causare reazioni sul nostro corpo, che spesso si traducono in atteggiamenti posturali. A seconda dell’emozione provata, infatti, la nostra postura cambia.
Ad esempio, quando una persona si sente depressa può assumere una postura chiusa: le spalle si chiudono verso l’interno, la schiena si incurva e il torace si incassa. Questa postura può influenzare anche la respirazione, che diventa meno regolare e limita l’apporto di ossigeno all’organismo, riducendo così l’energia a disposizione.
Il tuo corpo ha delle tensioni o è rilassato? Com’è la tua postura? Ora che hai messo a fuoco qual è il tuo respiro e come sta il tuo corpo, di che cosa hai bisogno?

Stare bene con sé stessi per stare bene con gli altri
Cominciare a riconoscere quali sono i propri veri bisogni e a mettere un confine tra ciò che ti appartiene e ciò che invece appartiene all’altro (società, famiglia, partner, amici) può portare ad essere autentici e a muoversi nel mondo con maggiore serenità.
Hai presente quando sull’aereo, nelle istruzioni di sicurezza, viene detto che in caso di riduzione improvvisa della pressione bisogna sempre mettersi la maschera dell’ossigeno per primi, e poi in un secondo momento metterla anche ai bambini con cui si viaggia? Bisogna farlo non perché si è persone egoiste, ma perché se non stai bene tu, non puoi aiutare né interagire con nessun altro.
L’incontro sano con l’altro avviene nel momento in cui stiamo bene con noi stessi.
Psicologia della Gestalt e altre scuole di pensiero: un confronto essenziale
Per comprendere l'importanza della Psicologia della Gestalt, può essere utile confrontarla brevemente con altre correnti della psicologia sviluppatesi nello stesso periodo:
- Strutturalismo: questa scuola, guidata da Wilhelm Wundt e Edward Titchener, analizzava la mente scomponendola in elementi semplici. La Gestalt, invece, sottolinea che il significato può emergere dall'insieme, non dalla somma delle parti.
- Comportamentismo: fondata da John B. Watson, questa corrente si concentra esclusivamente sul comportamento osservabile, trascurando i processi mentali interni. La Gestalt, al contrario, pone l'accento su come la mente possa organizzare attivamente l'esperienza.
- Cognitivismo: sviluppatosi più tardi, il cognitivismo riprende alcuni principi della Gestalt, riconoscendo l'importanza dei processi mentali nell'organizzazione delle informazioni. Tuttavia, la Gestalt si distingue per l'enfasi sulle leggi innate della percezione.
Questo confronto aiuta a capire come la Gestalt abbia contribuito a spostare l'attenzione dalla semplice analisi degli elementi o dei comportamenti verso una visione più integrata e dinamica dell'esperienza umana.
L’eredità della Gestalt nella psicologia contemporanea
I principi della Psicologia della Gestalt continuano a esercitare una profonda influenza su molteplici ambiti della psicologia contemporanea, dalla psicoterapia alla ricerca sulla percezione visiva. In ambito clinico, la terapia della Gestalt si è evoluta come approccio centrato sulla consapevolezza, il qui e ora e l’integrazione tra pensieri, emozioni e corpo. Questo metodo può essere utilizzato per aiutare le persone a riconoscere i propri bisogni, a completare le "Gestalt" rimaste aperte e a vivere in modo più autentico e soddisfacente. L’eredità della Gestalt si riflette anche nell’educazione, nel design e nella comunicazione visiva, dove la comprensione delle leggi percettive permette di creare messaggi più chiari e coinvolgenti.
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Entrare in contatto con i propri bisogni può essere il primo passo per vivere in modo più autentico e soddisfacente, come suggerisce la Psicologia della Gestalt. Se senti il desiderio di ascoltarti davvero, riconoscere ciò di cui hai bisogno e imparare a mettere confini sani tra te e il mondo, il supporto di un professionista potrebbe fare la differenza. Con Unobravo puoi iniziare un percorso di psicoterapia online personalizzato, guidato da psicologi esperti pronti ad accompagnarti verso una maggiore consapevolezza e benessere. Se vuoi, puoi iniziare il questionario per trovare il tuo psicologo online e concederti l’opportunità di lavorare sul tuo benessere.






