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Il “progetto coppia”: tipi di relazioni di coppia

Il “progetto coppia”: tipi di relazioni di coppia
Dario Cataudella
Psicologo ad orientamento Sistemico-Relazionale
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
6.11.2025
Il “progetto coppia”: tipi di relazioni di coppia
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Per il buon funzionamento di una coppia, la parola d’ordine è flessibilità, ovvero la capacità di entrambi i partner di interscambiarsi ruoli e compiti, evitando stereotipi di genere. Anche la coppia, infatti, può rischiare di cadere nella rigidità: se da un lato questa può dare un senso di sicurezza e stabilità, dall’altro può nascondere insoddisfazione.

Flessibilità: un elemento fondamentale

Una coppia flessibile è in grado di:

  • adattarsi più rapidamente ai compiti che la attendono durante il percorso insieme;
  • gestire i cambiamenti evolutivi naturali che possono presentarsi, come convivenza, gravidanza, nascita dei figli, loro crescita e uscita di casa.

La coppia, formata da due individui all’interno di una relazione duale, può essere caratterizzata da diverse modalità di interazione, influenzate dallo stile comportamentale appreso nelle rispettive famiglie d’origine e dalle modalità relazionali che fanno parte dell'identità adulta dei singoli. Possiamo quindi trovare:

  • coppie in cui c’è un netto sbilanciamento del potere decisionale a favore di uno dei due;
  • coppie che si ispirano ai principi di uguaglianza, con una spartizione più equa di compiti e responsabilità;
  • coppie in cui un membro è più “dipendente” su diversi fronti e l’altro, percepito come “forte”, compensa le insicurezze del partner.

Modelli interattivi di coppia

Facendo riferimento al libro Pragmatica della Comunicazione Umana di P. Watzlawick, J. H. Beavin,D. D. Jackson, possiamo considerare due modelli interattivi che la coppia può sviluppare: la relazione simmetrica e quella complementare.

Relazione simmetrica

Nell’interazione simmetrica, entrambi i partner tendono a porsi sullo stesso livello, creando così un senso di uguaglianza nella relazione. Uno dei due cerca di definire le regole dell’interazione e l'altro risponde confermando, rifiutando o proponendo cambiamenti:

  • Se entrambi riescono a mantenersi sullo stesso livello, riconoscendosi uguali e confermandosi reciprocamente, la relazione è “simmetrica sana” e stabile.
  • Se uno dei due rifiuta o squalifica il “livello di uguaglianza” dell’altro, cercando di porsi “al di sopra” (posizione one-up), si crea un’interazione “simmetrica patologica” o asimmetrica. In questa situazione, il secondo partner cercherà di ripristinare l’uguaglianza, rifiutando o squalificando il ruolo imposto.

Se entrambi rimangono rigidi sulle proprie posizioni, può instaurarsi un circolo vizioso di conflitti che rischiano di protrarsi nel tempo, generando malcontento e rancore, fino ad arrivare all’allontanamento o, in alcuni casi, alla rottura definitiva.

Relazione complementare

Nella relazione complementare, il comportamento di uno dei partner tende a differenziarsi, ponendosi in posizione opposta e complementare rispetto all’altro.

In questo caso, uno dei due si pone “al di sopra”, dirigendo e consigliando, mentre l’altro si pone “al di sotto” (posizione one-down), accettando la definizione della relazione proposta dal partner. Tuttavia, possono nascere conflitti se si cerca di raggiungere un’uguaglianza non condivisa.

Takmeomeo - Pixabay

Il rischio di irrigidirsi

Entrambe le modalità, simmetrica e complementare, non sono di per sé né positive né negative, finché non si irrigidiscono, dando origine a forme patologiche di interazione, spesso definite "relazioni tossiche".

La rigidità può essere causa di disfunzionalità e malessere nella coppia, perché cristallizza i ruoli e genera staticità in un sistema che invece si trova ad affrontare situazioni sempre nuove e in continuo cambiamento.

Una soluzione possibile

La relazione di coppia è un processo dinamico, costantemente soggetto a trasformazioni che richiedono flessibilità e adattamento da parte di entrambi i partner. Un elemento centrale di questa evoluzione è la capacità di ciascun membro di assumere posizioni di interazione differenti rispetto a quelle abituali, favorendo così il buon funzionamento della relazione. Questo processo di crescita può essere sostenuto anche attraverso una terapia di coppia, che offre strumenti per esplorare e sviluppare nuove modalità relazionali. Inoltre, la cogenitorialità rappresenta una dimensione distinta rispetto alla semplice somma di maternità e paternità, poiché non presuppone necessariamente la compresenza dei genitori ma si fonda su una collaborazione flessibile e condivisa (Volta, n.d.).

La chiave, quindi, perché una relazione di coppia possa definirsi “sana” è la reciprocità. Una coppia che interagisce in modo reciproco è composta da persone in grado di spostarsi dalle posizioni one-up e one-down a seconda delle necessità, cedersi a vicenda il potere, scambiarsi i ruoli, sostenersi e sentirsi sostenuti, evitando relazioni di dipendenza. Tuttavia, è importante ricordare che le coppie che non comunicavano efficacemente prima della nascita di un figlio possono sviluppare conflittualità e incomprensioni. Inoltre, la qualità della relazione di coppia influisce anche sul co-parenting, che si basa su fiducia e stima reciproca, ma può essere minato da una relazione insoddisfacente e conflittuale (Volta, n.d.). Solo così sarà possibile affrontare con flessibilità i compiti evolutivi che inevitabilmente si presenteranno.

Le fasi della relazione di coppia: dall’innamoramento all’amore maturo

Ogni relazione di coppia può attraversare diverse fasi evolutive, che influenzano profondamente la qualità e la stabilità del legame. Un aspetto particolarmente rilevante è che la qualità della relazione di coppia prima del parto predice la cogenitorialità post natale (Volta, n.d.). Comprendere queste tappe aiuta non solo a normalizzare i cambiamenti, ma anche a riconoscere le sfide come parte integrante del percorso condiviso, favorendo una maggiore consapevolezza nell’affrontare i momenti di transizione che la vita di coppia inevitabilmente presenta.

  • Fase dell’innamoramento: caratterizzata da idealizzazione reciproca, intensa attrazione e desiderio di vicinanza. In questa fase, spesso si tende a vedere solo gli aspetti positivi dell’altro.
  • Fase della disillusione: con il tempo, emergono le differenze e i limiti reciproci. Questa fase può portare a conflitti, ma rappresenta anche un’opportunità per conoscersi in modo più autentico.
  • Fase dell’amore maturo: si sviluppa una relazione più realistica e profonda, basata su accettazione, rispetto e sostegno reciproco. L’amore maturo implica la capacità di affrontare insieme le difficoltà e di crescere come individui e come coppia.

Secondo la psicologa clinica Judith S. Wallerstein, la capacità di attraversare queste fasi con consapevolezza e flessibilità è uno dei fattori chiave per la durata e la soddisfazione nella relazione.

Andre Furtado - Pexels

L’influenza dell’attaccamento e delle esperienze infantili

Le modalità con cui viviamo le relazioni di coppia sono spesso influenzate dalle esperienze vissute nell’infanzia e dai modelli di attaccamento sviluppati con le figure di riferimento. John Bowlby, psichiatra e psicoanalista britannico, ha evidenziato come il tipo di attaccamento (sicuro, insicuro, ambivalente o evitante) possa riflettersi nelle relazioni adulte. Inoltre, le modalità di interazione osservate e apprese nella famiglia d’origine possono giocare un ruolo fondamentale nella costruzione delle relazioni di coppia: secondo la teoria dei sistemi familiari di Murray Bowen, ogni individuo può portare con sé schemi relazionali, aspettative e modalità di gestione dei conflitti che ha interiorizzato durante l’infanzia (Volta, n.d.).

  • Attaccamento sicuro: chi ha sperimentato un attaccamento sicuro tende a instaurare relazioni basate su fiducia, autonomia e capacità di chiedere supporto nei momenti di difficoltà.
  • Attaccamento insicuro: può manifestarsi con paura dell’abbandono, gelosia o difficoltà a fidarsi dell’altro, portando a dinamiche di dipendenza o evitamento.

Mary Ainsworth, psicologa statunitense, ha approfondito questi concetti attraverso il suo "Strange Situation Test", dimostrando come le prime esperienze relazionali possano influenzare la gestione delle emozioni e dei conflitti nella vita di coppia. Riconoscere il proprio stile di attaccamento può essere un primo passo per comprendere le proprie reazioni e lavorare su eventuali difficoltà relazionali.

L’impatto dei modelli familiari sulle dinamiche di coppia

Le modalità di interazione osservate e apprese nella famiglia d’origine possono giocare un ruolo fondamentale nella costruzione delle relazioni di coppia. Secondo la teoria dei sistemi familiari di Murray Bowen, ogni individuo può portare con sé schemi relazionali, aspettative e modalità di gestione dei conflitti che ha interiorizzato durante l’infanzia.

  • Modelli di comunicazione: se nella famiglia d’origine si privilegiava il dialogo aperto, è più probabile che anche nella coppia si sviluppi una comunicazione efficace e rispettosa.
  • Gestione dei conflitti: chi ha assistito a conflitti risolti in modo costruttivo tenderà a replicare queste strategie, mentre chi ha vissuto situazioni di evitamento o aggressività potrebbe incontrare maggiori difficoltà.
  • Ruoli e aspettative: le aspettative su ruoli e compiti all’interno della coppia spesso riflettono ciò che si è vissuto da bambini, influenzando la distribuzione delle responsabilità e la percezione di equità.

Diventare consapevoli di questi modelli permette di scegliere consapevolmente quali schemi mantenere e quali modificare per costruire una relazione più soddisfacente e autentica.

L'impatto degli aspetti sociali e culturali nelle relazioni di coppia

Le relazioni di coppia non si sviluppano in un vuoto, ma possono essere profondamente influenzate dal contesto sociale e culturale in cui viviamo. Le aspettative della società, i cambiamenti nei ruoli di genere e le pressioni esterne possono incidere sulle dinamiche interne alla coppia.

  • Ruoli di genere: negli ultimi decenni, la ridefinizione dei ruoli maschili e femminili ha portato a una maggiore flessibilità, ma anche a nuove sfide nella negoziazione delle responsabilità domestiche e genitoriali.
  • Pressioni sociali: la società può esercitare pressioni rispetto a tappe considerate "normali" (convivenza, matrimonio, figli), generando ansia o senso di inadeguatezza se la propria relazione non segue questi percorsi.
  • Diversità culturale: le coppie interculturali possono trovarsi a integrare valori, tradizioni e aspettative differenti, arricchendo la relazione ma anche affrontando possibili incomprensioni.

Secondo una ricerca pubblicata su "Family Process" (Rodríguez-González et al., 2020), la capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali e di negoziare le differenze culturali può rappresentare un fattore protettivo per la stabilità e la soddisfazione di coppia.

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