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Latuda: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia

Latuda: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.6.2026
Latuda: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
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  • In Italia, Latuda (lurasidone) è indicato da AIFA ed EMA per la schizofrenia negli adulti e negli adolescenti dai 13 anni: l'uso per la depressione bipolare è off-label e non autorizzato nel nostro paese.
  • Il lurasidone va assunto durante un pasto: senza cibo, l'assorbimento del principio attivo si riduce significativamente e l'efficacia del trattamento può risultare compromessa.
  • Il lurasidone presenta un diverso profilo di tollerabilità rispetto ad altri antipsicotici atipici, con una bassa affinità per i recettori istaminergici; il monitoraggio regolare degli effetti collaterali è comunque indicato.
  • Farmaco e psicoterapia non sono alternativi: il trattamento farmacologico può contribuire a stabilizzare i sintomi nelle fasi acute, mentre la psicoterapia può sviluppare strumenti di gestione e consapevolezza stabili nel tempo.
  • La co-somministrazione con inibitori o induttori forti del CYP3A4 è controindicata. Il lurasidone viene metabolizzato dall'enzima CYP3A4: è importante che il medico sia informato di tutti i farmaci e integratori in uso.

Cercare informazioni su un farmaco come Latuda è naturale, soprattutto quando il nome compare per la prima volta in una prescrizione o in un foglietto illustrativo. Il lurasidone, principio attivo di questo farmaco, è indicato per il trattamento della schizofrenia.

In questo articolo troverai informazioni basate sulle fonti ufficiali AIFA ed EMA: indicazioni terapeutiche, meccanismo d'azione, effetti collaterali, interazioni e il ruolo della psicoterapia nel percorso di cura. L'obiettivo è offrirti un quadro chiaro e verificabile, che possa accompagnare il confronto con il medico, senza mai sostituirlo.

Cos'è Latuda e a cosa serve

In Italia, l'indicazione approvata da AIFA e dall'EMA riguarda il trattamento della schizofrenia negli adulti e negli adolescenti a partire dai 13 anni di età.

Online è possibile trovare riferimenti all'utilizzo del lurasidone anche per la depressione bipolare. Su questo punto è utile fare chiarezza: negli Stati Uniti la FDA ha approvato questa indicazione, ma in Italia questa approvazione non esiste. Qualsiasi utilizzo al di fuori dell'indicazione ufficiale è da considerarsi off-label e richiede una valutazione specifica da parte del medico, che ne valuta rischi e benefici nel singolo caso.

Il farmaco è soggetto a prescrizione medica.

Il lurasidone può contribuire a ridurre sintomi che risultano invalidanti per chi convive con la schizofrenia, come le alterazioni della percezione della realtà, il pensiero disorganizzato e le difficoltà relazionali che possono accompagnare questa condizione. Non è una soluzione universale: è uno strumento che, nel contesto clinico appropriato e sotto supervisione medica, può contribuire a migliorare la qualità di vita. La risposta al trattamento è individuale e viene monitorata nel tempo dal medico.

Di che classe farmacologica fa parte?

Latuda appartiene alla classe degli antipsicotici atipici, conosciuti anche come antipsicotici di seconda generazione, ed è classificato nel sottogruppo dei derivati dell'indolo.

Cosa significa, in pratica, antipsicotico atipico?

I primi farmaci antipsicotici, quelli di prima generazione (detti tipici), modulavano principalmente i recettori della dopamina. Erano efficaci su alcuni sintomi, ma erano associati a effetti indesiderati rilevanti, soprattutto a livello motorio.

Gli antipsicotici di seconda generazione, come il lurasidone, modulano diversi tipi di recettori, non solo quelli dopaminergici, con un diverso profilo di tollerabilità.

Questa caratteristica consente una modulazione più articolata dei processi neurochimici coinvolti in condizioni come la schizofrenia, con l'obiettivo di bilanciare efficacia clinica e qualità di vita. In ogni caso, la risposta al singolo farmaco rimane individuale: il profilo recettoriale di una molecola non consente di prevedere con certezza l'effetto su ciascuna persona.

Come funziona Latuda

Il lurasidone modula la trasmissione nervosa interagendo con specifici recettori. Secondo la scheda tecnica EMA, si lega con elevata affinità ai recettori dopaminergici D2, contribuendo alla riduzione dei sintomi psicotici, e ai recettori serotoninergici 5-HT2A e 5-HT7.

Il lurasidone mostra inoltre un agonismo parziale verso i recettori 5-HT1A, associato a un possibile effetto sui sintomi affettivi, e modula i recettori noradrenergici α2C, un meccanismo che può contribuire alla riduzione dei sintomi negativi, come l'apatia e il ritiro sociale. Il farmaco non si lega ai recettori istaminergici né a quelli muscarinici, un dato rilevante per il profilo di tollerabilità.

Questo profilo recettoriale complesso, in cui alcuni recettori vengono bloccati e altri attivati parzialmente, è alla base dell'utilizzo del farmaco nel trattamento della schizofrenia.

All'azione terapeutica contribuisce anche un metabolita attivo, chiamato ID-14283, che si forma durante il metabolismo del farmaco.

Il farmaco è disponibile in compresse rivestite con film in tre dosaggi: 18,5 mg, 37 mg e 74 mg. La dose iniziale negli adulti è di 37 mg, con un range efficace compreso tra 37 e 148 mg al giorno secondo la scheda tecnica. La scelta del dosaggio spetta al medico, sulla base della risposta clinica. Il farmaco va assunto per via orale, una volta al giorno, durante un pasto: senza cibo, l'esposizione al principio attivo risulta significativamente ridotta, con possibili conseguenze sull'efficacia del trattamento.

I tempi di risposta variano: alcune persone possono notare i primi cambiamenti nel giro di qualche giorno, altre dopo diverse settimane.

L'assenza di risultati immediati non indica necessariamente che il farmaco non stia funzionando: la risposta terapeutica è spesso graduale. È uno degli aspetti che più mette alla prova chi inizia il trattamento. Qualsiasi modifica alla terapia va concordata con il medico.

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Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali

Il lurasidone è un farmaco con un'indicazione terapeutica specifica e un profilo di effetti collaterali documentato dalla scheda tecnica EMA. Conoscere entrambi gli aspetti è importante per comprendere il trattamento e per dialogare con il medico in modo informato.

Dương Nhân - Pexels

Indicazioni terapeutiche

Il lurasidone può contribuire alla riduzione dei sintomi positivi (come allucinazioni e deliri) e alla stabilizzazione complessiva del quadro clinico. L'effetto sul quadro sintomatologico può rendere la quotidianità meno disorientante e più gestibile per chi convive con questa condizione. Negli adolescenti a partire dai 13 anni, l'indicazione è la stessa; la prescrizione in età pediatrica va effettuata da un medico esperto in psichiatria dell'età evolutiva.

Effetti collaterali

Il lurasidone ha un diverso profilo di tollerabilità rispetto ad altri antipsicotici atipici. La scheda tecnica EMA evidenzia una bassa affinità per i recettori istaminergici e muscarinici, dato che può tradursi in una differente incidenza di sonnolenza e variazioni ponderali. Il monitoraggio clinico del peso è comunque indicato.

Come tutti i farmaci, il lurasidone può causare effetti indesiderati. Conoscerli permette di riconoscerli e di riferirli al medico, che può valutare se intervenire sul dosaggio o considerare alternative. Se gli effetti collaterali non si attenuano nel tempo, è importante parlarne con il medico senza attendere la visita successiva.

Negli studi clinici controllati con placebo condotti sugli adulti, le reazioni avverse più comuni (≥10%) sono state acatisia, nausea e insonnia. L'incidenza di sintomi extrapiramidali è stata del 13,5% nei soggetti trattati rispetto al 5,8% con placebo, e l'incidenza di acatisia del 12,9% rispetto al 3,0%. Negli adolescenti, l'incidenza di acatisia è stata dell'8,9% rispetto all'1,8% con placebo.

Effetti collaterali più comuni:

  • Sintomi extrapiramidali: rigidità muscolare, tremori, distonie (contrazioni involontarie).
  • Sonnolenza, specialmente nelle prime settimane.
  • Acatisia, cioè una sensazione intensa di irrequietezza motoria, difficile da ignorare.
  • Nausea.

Effetti metabolici e ormonali:

  • Possibile aumento di peso: il monitoraggio regolare del peso è indicato dalla scheda tecnica.
  • Rari casi di iperglicemia, cioè un aumento della glicemia nel sangue.
  • Iperprolattinemia, ovvero un aumento dell'ormone prolattina, che può manifestarsi con ginecomastia (ingrossamento del seno negli uomini), galattorrea (fuoriuscita di latte), amenorrea (assenza del ciclo mestruale) o disfunzione erettile.
  • Ipotensione ortostatica, cioè un calo della pressione quando ci si alza di scatto, che può causare vertigini.

Qualsiasi cambiamento percepito va riferito al medico. La modifica del dosaggio o l'interruzione del trattamento richiedono supervisione medica, anche quando ci si sente meglio.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Il lurasidone viene metabolizzato quasi interamente attraverso un enzima epatico chiamato CYP3A4. Qualsiasi sostanza che interferisce con questo enzima può alterare i livelli del farmaco nel sangue.

La co-somministrazione con inibitori forti del CYP3A4 (come il chetoconazolo) ha provocato un aumento dell'esposizione al lurasidone di circa 9 volte, mentre la co-somministrazione con induttori forti (come la rifampicina) ne ha ridotto l'esposizione di circa 6 volte. In entrambi i casi, l'efficacia e la sicurezza del trattamento possono risultare compromesse: livelli troppo alti aumentano il rischio di effetti indesiderati, livelli troppo bassi possono rendere il farmaco inefficace.

La co-somministrazione è controindicata con:

  • Inibitori forti del CYP3A4: ketoconazolo, claritromicina, itraconazolo, ritonavir, voriconazolo e altri.
  • Induttori forti del CYP3A4: carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, rifampicina, iperico (erba di San Giovanni).
  • Succo di pompelmo, che inibisce il CYP3A4 e può aumentare i livelli del farmaco.

Altre combinazioni richiedono un aggiustamento del dosaggio, da concordare con il medico:

  • Inibitori moderati del CYP3A4: diltiazem, eritromicina, fluconazolo, verapamil.

È importante prestare attenzione anche ai farmaci serotoninergici (come gli SSRI, gli SNRI, i triciclici e gli inibitori delle MAO): la combinazione può aumentare il rischio di sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave caratterizzata da agitazione, ipertermia, mioclono e alterazioni dello stato di coscienza, che richiede intervento medico immediato. Cautela è indicata anche con i farmaci che prolungano l'intervallo QT, un parametro cardiaco che va monitorato.

La co-somministrazione con il litio non richiede aggiustamenti posologici del lurasidone.

È importante che il medico sia informato di tutti i farmaci e integratori in uso, compresi i prodotti erboristici: molte interazioni non sono prevedibili senza una valutazione complessiva.

Avvertenze e precauzioni d'uso

L'assunzione di un farmaco come Latuda può far sorgere domande su situazioni specifiche della vita quotidiana. Alcune di queste richiedono una valutazione clinica attenta.

Ci sono alcune categorie di persone per cui è necessaria una valutazione più attenta:

  • Gravidanza e allattamento: i dati disponibili sull'uso in gravidanza sono limitati. La scheda tecnica indica che il lurasidone non deve essere usato in gravidanza se non strettamente necessario. I neonati esposti ad antipsicotici durante il terzo trimestre possono presentare sintomi extrapiramidali o da sospensione, con gravità e durata variabili. Non è noto se il lurasidone sia escreto nel latte materno. La decisione va presa insieme al medico, valutando attentamente benefici e rischi.
  • Guida e uso di macchinari: possono comparire sonnolenza e vertigini, soprattutto nelle prime settimane; è importante valutare con onestà la propria condizione prima di mettersi al volante.
  • Alcol: l'assunzione di alcol è fortemente sconsigliata, perché può potenziare gli effetti sedativi sul sistema nervoso centrale.
  • Patologie croniche: è necessaria cautela in presenza di malattie cardiovascolari, compromissione epatica o renale, epilessia o malattia di Parkinson.
  • Anziani con demenza: il lurasidone non è stato studiato in questa popolazione. Per altri antipsicotici atipici è documentato un aumento del rischio di mortalità e di eventi cerebrovascolari; il rischio non può essere escluso per il lurasidone. L'uso richiede una valutazione molto attenta.

Tra i segnali d'allarme da conoscere, la sindrome neurolettica maligna è rara ma seria: si manifesta con febbre alta, rigidità muscolare, alterazione dello stato di coscienza e instabilità autonomica, e richiede di contattare immediatamente il medico. La scheda tecnica indica la sospensione del farmaco in caso di sindrome neurolettica maligna. La discinesia tardiva, caratterizzata da movimenti ritmici involontari soprattutto del viso e della lingua, è un effetto da monitorare nel tempo: se compaiono segni di discinesia tardiva, il medico valuterà se proseguire il trattamento. Nelle prime fasi della terapia, il medico terrà sotto osservazione anche eventuali cambiamenti nel comportamento.

La durata del trattamento dipende da molti fattori individuali: sospendere è possibile, ma la riduzione del dosaggio va condotta in modo graduale e concordata con il medico. La scheda tecnica segnala che i pazienti che assumono dosi superiori a 111 mg e interrompono per più di 3 giorni devono riprendere con dosaggio ridotto. L'interruzione autonoma, anche quando ci si sente meglio, può esporre a ricadute.

RDNE Stock project - Pexels

Latuda e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia non sono in competizione: possono offrire benefici se adottati insieme, lavorando ciascuno su aspetti diversi del disturbo. Il trattamento farmacologico può contribuire a stabilizzare i sintomi nelle fasi più acute, creando le condizioni perché la persona sia più presente e accessibile al lavoro terapeutico. La psicoterapia, da parte sua, lavora sui fattori che contribuiscono al mantenimento del disturbo, sviluppando consapevolezza e strumenti di gestione.

Per chi convive con la schizofrenia, la psicoterapia può fare molto sul fronte dei sintomi residui, dell'aderenza al trattamento e del reinserimento sociale. La letteratura clinica indica che approcci come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e la riabilitazione cognitiva possono offrire benefici aggiuntivi se affiancati al trattamento farmacologico, contribuendo a risultati più stabili nel tempo.

La scelta tra farmaco, psicoterapia o entrambi è una decisione che coinvolge il medico e lo psicologo, ciascuno nel proprio ambito di competenza, in base alla natura del disturbo, alla sua gravità e alla risposta individuale. Il percorso psicoterapeutico è a discrezione dello psicologo; la prescrizione farmacologica è di competenza del medico.

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FAQ

In Italia, Latuda (lurasidone) è indicato da AIFA ed EMA per il trattamento della schizofrenia negli adulti e negli adolescenti dai 13 anni. Negli adolescenti, la dose massima è 74 mg. L'indicazione per la depressione bipolare esiste negli USA (FDA), ma non è approvata in Italia: qualsiasi uso in tal senso è off-label e richiede una valutazione da parte del medico.
I tempi variano da persona a persona: alcune persone notano i primi cambiamenti dopo qualche giorno, altre dopo diverse settimane. L'assenza di risultati immediati non significa che il farmaco non stia funzionando. Qualsiasi modifica al trattamento va concordata con il medico.
L'aumento di peso è possibile; il monitoraggio del peso è indicato dalla scheda tecnica. Il lurasidone ha una bassa affinità per i recettori istaminergici, il che si traduce in un diverso profilo su sonnolenza e metabolismo rispetto ad altri antipsicotici. La risposta individuale varia: ogni cambiamento va segnalato al medico.
Apatia e ansia possono essere sia sintomi del disturbo sia effetti collaterali del farmaco, soprattutto nelle fasi iniziali. Distinguerli non è immediato: il medico, conoscendo la storia clinica e l'andamento nel tempo, può aiutare a interpretare questi vissuti.
Le reazioni avverse più comuni (≥10%) sono acatisia, nausea e insonnia. Tra gli effetti comuni rientrano anche sonnolenza, sintomi extrapiramidali (rigidità muscolare, tremori), vertigini e aumento della prolattina. Meno comuni, ma da monitorare, sono iperglicemia e ipotensione ortostatica. Se gli effetti non si attenuano, è importante parlarne con il medico.
Il lurasidone viene metabolizzato dall'enzima CYP3A4: farmaci che lo inibiscono (es. ketoconazolo, claritromicina) o lo inducono (es. rifampicina, carbamazepina, iperico) sono controindicati in co-somministrazione. Anche il succo di pompelmo va evitato. È importante che il medico conosca tutti i farmaci e integratori in uso.
La sospensione è possibile, ma deve avvenire in modo graduale e concordato con il medico. Per chi assume dosi superiori a 111 mg, la scheda tecnica indica la necessità di riprendere con dosaggio ridotto dopo un'interruzione di più di 3 giorni. L'interruzione autonoma, anche quando ci si sente meglio, può esporre a ricadute. La durata della terapia dipende da fattori individuali che il medico valuta nel tempo.
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