Chiunque sia entrato in una classe, soprattutto delle scuole elementari o dell’infanzia, avrà sicuramente osservato con quale frequenza i bambini chiamano “mamma” riferendosi in realtà alla maestra. Non si tratta solamente di abitudine e di stesse iniziali. Questo lapsus ci parla di un legame affettivo e di attaccamento che si instaura nei confronti delle insegnanti.
Con l’avvicinarsi del suono delle prime campanelle, molti bambini e bambine dovranno affrontare cambiamenti all’interno del corpo docente. Proviamo a riflettere su cosa possa significare da un punto di vista psicologico incontrare una nuova maestra e “perdere” il legame con le precedenti figure.
La scuola per un bambino: facciamo il punto
L’ingresso nel mondo scolastico, con nido e infanzia prima e con elementari poi, rappresenta un cambiamento molto importante nel mondo affettivo ed emotivo di un bambino e dei genitori.
Si esce dal “guscio” familiare e si approda in un contesto altro. Le relazioni sociali con i pari rappresentano un campo del tutto nuovo nel quale sperimentare. Nuove regole, nuove routine, nuove figure di riferimento. Questi elementi possono rappresentare un efficace affresco della rivoluzione sancita dal suono delle prime campanelle.
Per le scuole elementari si aggiungono compiti evolutivi complessi a livello cognitivo (imparare la lettoscrittura) emotivo e sociale (interiorizzazione di nuove regole, confronto con i pari rispetto a capacità e competenze).
Vi è inoltre il tema della separazione. Questo aspetto è particolarmente presente per i bambini più piccoli e per i loro genitori. La fase di inserimento presso i nidi o la scuola dell’infanzia è infatti delicata e ricca di risvolti emotivi per adulti, insegnanti compresi, e piccini (Mantovani et al., 2003).
Come per tutte le fasi di transizione del nostro ciclo di vita (Erikson, 1950; 1968), possiamo quindi individuare grandi cambiamenti a livello di compiti evolutivi, aspetti e movimenti emotivi, cognitivi ed affettivi. Tutto questo rende la scuola molto più di un ambiente di apprendimento e fa della maestra una vera e propria figura di attaccamento.

Pillole sulla teoria dell’attaccamento
L'attaccamento è stato definito come la "predisposizione biologica del piccolo verso la persona che gli assicura la sopravvivenza, prendendosi cura di lui” (Camaioni & Di Blasio, 2007, p.222).
Secondo le teorie di Bowlby e Ainsworth (1965) e di Ainsworth et al. (1978), si possono distinguere 4 pattern (schemi) di attaccamento che si formano nelle prime interazioni tra il caregiver e il neonato:
- Insicuro evitante: il bambino interiorizza di non poter contare su di un caregiver in definitiva assente e inaccessibile, impara a fare da solo sviluppando insicurezza e sfiducia nella relazione;
- Sicuro: il bambino interiorizza un modello relazionale caratterizzato dal sostegno del caregiver nei momenti di esplorazione e autonomia, dalla presenza sicura nei momenti di necessità. Si creano così le basi per una relazione di fiducia;
- Insicuro ambivalente: il bambino rimane confuso dall’ambivalenza del caregiver che alterna grande vicinanza a totale assenza. Anche in questo caso l’immagine di sé è caratterizzata da insicurezza e quella della relazione da sfiducia;
- Disorganizzato: si tratta delle situazioni in cui trauma relazionale, abuso, trascuratezza e negligenza caratterizzano la relazione.
Le successive ricerche hanno dimostrato come non solo i caregiver principali possano fungere da figure di attaccamento, ma anche familiari, parenti, educatori e insegnanti.

La maestra come figura di attaccamento
Alla luce di quanto sopra descritto (aspetti psicologici connessi all’ingresso nel mondo della scuola e breve sintesi della teoria) possiamo spiegare per quale motivo la maestra rappresenta una figura di attaccamento per i bambini.
- Assume atteggiamento di cura verso i piccoli con l’attenzione al benessere fisico ed emotivo all’interno della classe;
- Rappresenta una fonte di rassicurazione rispetto a preoccupazione e ansie;
- Sostiene con fiducia il bambino nella scoperta delle proprie capacità e competenze;
- Accoglie lo studente quando necessita di uno spazio di contenimento in caso di errore e confronto con il proprio limite;
- Esprime affetto nei confronti dei piccoli alunni.
Nuove maestre e lutto per la separazione
In virtù di quanto appena descritto, appare fisiologico l’investimento affettivo che il bambino opera nei confronti di una figura che può diventare rapidamente un punto di riferimento. Incontrare una nuova maestra può quindi generare forti emozioni:
- Ansia e preoccupazioni per il cambiamento: nuove regole, nuovi stili relazionali e comunicativi, nuove modalità di valutazione;
- Tristezza, negazione e rabbia per il fatto di non vedere più la “vecchia” insegnante;
- Confusione e difficoltà a capire il perché una persona a cui si è voluto bene non ci sia più;
- Dubbi circa la nuova figura (“Saprà volermi bene?”);
- Senso di mancanza e solitudine;
- Perdita di un punto di riferimento affettivo e relazionale e della sua funzione di rinforzo per la fiducia.
Alcuni di questi aspetti emotivi sono sovrapponibili a un vero e proprio processo di lutto.

SOS genitori
Come è possibile aiutare i figli ad affrontare la separazione da un’insegnante e l’incontro con la nuova maestra?
E' importante che i genitori non amplifichino l’ansia dei figli con la propria. Un’atmosfera accogliente e calda da un punto di vista emotivo, può aiutare i bambini ricreando uno spazio sicuro dove elaborare l’emozione che stanno vivendo.
I più piccoli ricercano nella figura adulta la tranquillità di qualcuno che sappia come regolare le emozioni. Ascoltare, contenere (“aiutami a capire come ti senti”), validare i sentimenti (“Comprendo che tu ti possa sentire confuso o preoccupato”), rassicurare mediante la descrizione di quanto è accaduto (“La maestra ora lavora con altri bambini come te in un’altra scuola, ma questo non cambia quanto avete vissuto insieme, i ricordi belli degli anni trascorsi insieme che anche lei conserva”), sondare eventuali aspettative (“Aiutami a capire, come ti senti in vista dell’inizio della scuola? Hai dei pensieri particolari sulle tue maestre?”), rappresentano azioni utili a favorire l’espressione e la gestione degli aspetti emotivi.
Nel caso in cui si riscontrino importanti e costanti alterazioni del comportamento (sonno, alimentazione, tendenza alla chiusura con rifiuto della scuola, regressioni rispetto a tappe acquisite) può essere utile consultare un professionista per ricevere un sostegno psicologico oppure un sostegno alla genitorialità. Creare una buona alleanza con l’istituzione scolastica mantenendo aperti canali di dialogo in queste situazioni, può essere una risorsa aggiuntiva da spendere nell’affrontare le incognite del suono della campanella.






