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Toy Story 5: giocattoli vs tecnologia?

Toy Story 5: giocattoli vs tecnologia?
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
22.6.2026
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Avete mai osservato la serietà con cui i bambini giocano? Sembrano impegnati in qualcosa di vitale, di totalizzante, più di un lavoro, più di un passatempo: si tratta di qualcosa che è impastato di vita. Il gioco ha effettivamente una valenza psicologica fondante.

Forse è questo uno dei segreti che si cela dietro al successo di una delle saghe più longeve della Disney da grande schermo: Toy Story. Il 18 giugno è uscito il quinto capitolo della saga che ha come protagonisti assoluti i giocattoli. Desiderati, sognati, maneggiati, collezionati da adulti e piccini, di plastica, di legno o di pezza, sono oggetti fondamentali per l'evoluzione umana.

Scopriamo gli spunti di riflessione offerti dalle peripezie del cowboy Woody e dalla sua squadra di amici. Sulla scena lo scontro epocale tra giocattoli "classici" e la tecnologia. Chi vincerà?

Toy Story: una saga lunga 30 anni

Il primo capitolo del film di animazione che ha per protagonisti i giocattoli risale al 1995. Proviamo a riassumere brevemente 30 anni e 4 capitoli di storia dei cartoni animati Disney.

Toy Story 1 (1995)

Woody, giocattolo cowboy con cordicella che riproduce una gamma limitata di voci e suoni, è il giocattolo preferito di Andy. Il Natale sconvolgerà gli equilibri della stanza. Tra i giocattoli, che prendono vita propria quando rimangono soli e lontani da occhi umani, sta infatti arrivando Buzz Lightyear, moderno ranger che crede di essere un vero supereroe.

La gelosia di Woody li porterà a cadere fuori dalla stanza di Andy e, dopo una serie di peripezie per sfuggire al perfido Sid, a scoprire che "Hai un amico in me…". Non più rivali, i due diventeranno gli inseparabili compagni di gioco di Andy.

Toy Story 2 (1999)

Woody viene rubato da un collezionista che cerca di venderlo in Giappone. Scopre così di essere una star di una serie TV anni '50, conoscendo Jessie, Bullseye e Prospector. Buzz si mette in viaggio per salvarlo e Woody si trova costretto a scegliere tra la fama da un lato, Andy e gli amici di sempre dall'altro. Sceglie senza indugi il bambino e convince Jessie a unirsi alla scanzonata ciurma di giocattoli.

Hilal Diken - Pexels

Toy Story 3 (2010)

Andy è ormai cresciuto e in partenza per il college. I giocattoli della sua infanzia finiscono per errore in un asilo gestito dal terribile orsacchiotto Lotso. L'ingiustizia regna sovrana e porta i nuovi arrivati a finire "preda" dei bambini più piccoli e temuti.

Woody sarà artefice di una fuga rocambolesca e rischiosa. Andy decide di donare i suoi amati giocattoli a Bonnie, bambina capace di accoglierli accettando il testimone emotivo della saga.

Toy Story 4 (2019)

Woody non riesce a trovare un suo posto nella nuova vita con Bonnie che crea Forky, giocattolo realizzato con materiali di scarto. Woody si dedica a proteggerlo, ma ritrovata Bo Peep affronta la bambola Gabby Gabby e sceglie di restare con lei come "giocattolo libero".

Toy Story 5: la nuova avventura contro la tecnologia

Diretto da Andrew Stanton e Kenna Harris, prodotto per Disney Pixar da Lindsey Collins, Toy Story 5 è uscito in Italia il 18 giugno 2026. Nel doppiaggio italiano torna Angelo Maggi, che aveva ereditato la voce di Woody dopo la scomparsa di Fabrizio Frizzi, affiancato da Ilaria Stagni (Jessie) e Massimo Dapporto (Buzz), e da alcune voci note come Katia Follesa (LilyPad), Federico Basso, Sal Da Vinci e Gianluca Gazzoli.

La consueta formula dei giocattoli impegnati a lottare per la propria sopravvivenza contro l'obsolescenza viene rinfrescata con importanti cambi di focus. La centralità si sposta su Bonnie, bambina che, da Andy, ha ereditato i giocattoli impegnati nel costante tentativo di renderla felice promuovendone il benessere. Nel mondo dei giochi la protagonista del quinto capitolo è sicuramente Jessie, con Buzz e Woody che rimangono sullo sfondo.

Woody e Bo Peep hanno lasciato da qualche tempo Bonnie per aiutare altri giocattoli a trovare i loro bambini. Jessie è invece a capo del gruppo di giocattoli impegnati nello sforzo di favorire la socializzazione di Bonnie con altri bambini. L'impresa è però resa complessa dal dilagare di smartphone e tablet che favoriscono isolamento e ostacolano le relazioni.

I genitori di Bonnie decidono quindi di regalarle il tablet LilyPad. La bambina dimentica velocemente i giocattoli "classici" che vedono il ritorno del vecchio Woody come provvidenziale per essere aiutati nello sforzo di salvarsi dall'obsolescenza e di proteggere Bonnie dalle insidie della high tech. Sarà il rinnovato sodalizio tra Buzz e Woody a riportare la serenità nel mondo dei giocattoli classici?

Colori e dettagli visivi accattivanti rendono le quasi due ore di film d'animazione un susseguirsi gradevole e nel complesso coinvolgente di avventure. Si può forse rimproverare la mancanza di coraggio nello spingere il piede sull'acceleratore della riflessione critica alle nuove tecnologie. I cambi di focus (su Bonnie e su Jessie che al fianco della bambina ritroverà la sua prima amica Emily) mantengono viva una saga che compie 31 anni.

LilyPad e il tema della tecnologia

Il personaggio del performante tablet verde arriva a minacciare di obsolescenza i giocattoli classici. Questa una delle novità tematiche del nuovo capitolo. Tema di relativa attualità nonostante si parli ormai da decenni dei nativi digitali. Anche nei discorsi quotidiani non mancano osservazioni circa una "naturale" predisposizione di bambini anche molto piccoli a maneggiare dispositivi elettronici.

Smartphone e tablet divengono così alleati e minacce dei genitori. L'alleanza, particolarmente rischiosa, si stringe rispetto al potere "anestetico" dei dispositivi. Al ristorante o in casa, lo schermo diventa un modo per ammansire i bambini. Minacce perché, creando un'elevata dipendenza, diventano oggetti difficili da strappare dalle piccole manine intente a scrollare contenuti e selezionare giochi.

Isolamento e difficoltà relazionali possono essere l'estrema conseguenza che il film mette in evidenza, sebbene senza forse approfondire in modo adeguato la questione.

Può essere utile ricordare che gli strumenti non sono positivi o negativi: tutto dipende dall'uso che se ne fa. Accesso a dati e informazioni, ricerche, notizie, giochi che stimolano abilità di coping e problem solving possono essere risorse offerte dal digitale. Attenzione però alla quantità di tempo, ai contenuti, all'uso solitario dei dispositivi e a una eccessiva anestetizzazione.

A volte può essere utile ricordare che i bambini piangono, ridono, urlano, giocano, fanno confusione non perché maleducati, ma perché bambini! Sebbene faticoso, è il fisiologico processo di crescita e di responsabilità genitoriale. Si può affrontare, ma nel caso in cui metta in particolare difficoltà o crisi può essere utile rivolgersi a uno specialista per evitare fatiche eccessive.

Tecnologia per i bambini: istruzioni per l'uso

Alcune riflessioni circa il "corretto" modo di somministrare la tecnologia ai più piccoli:

  • Attenzione per contenuti ed età: schermi mai prima dei 3 anni e dopo attenzione a tempi di esposizione e contenuti.
  • Mai soli: video, contenuti social, videogiochi richiedono la presenza e la supervisione di un adulto per stare insieme nell'esperienza.
  • Stabilire momenti e tempi dedicati impostando dei limiti.
  • Parental control sì o no? Sebbene dialogo e contenimento siano preferibili al controllo, la giungla di internet richiede accortezze particolari; quindi qualche strumento di controllo può essere utile almeno fino all'età delle scuole medie.
  • Gli adulti fanno gli adulti: anche se può scatenare scenate furiose, il "no" di un adulto ha una preziosa funzione di limite che aiuta il bambino a regolare progressivamente le emozioni. Più viene avvertita la paura e la difficoltà nel dire no, maggiore sarà la risposta di attivazione di emozioni rabbiose, discontrollate e furiose.

L'importanza del gioco

Uno dei segreti della saga di Toy Story è probabilmente legato all'importanza che il gioco riveste nelle nostre vite. Quando siamo piccoli è un elemento fondamentale per il nostro sviluppo emotivo, relazionale, cognitivo (Winnicott, 1971). Da adulti ci permette di prenderci cura della fantasia, di scaricare lo stress, di socializzare. Il gioco è fondamentale per imparare che esistono le regole.

Insomma, come ci insegna l'indimenticabile colonna sonora del primo capitolo della saga, "Hai un amico in me!". Woody e la colorata combriccola di giocattoli ci ricorda una funzione fondamentale per la nostra vita. Non resta che augurarci di tornare un po' bambini davanti al grande schermo o di accompagnare qualche piccolo alla scoperta di una strada privilegiata per crescere. Preparate i pop corn e buona visione!

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