Carl Gustav Jung, maestro della psicologia analitica e allievo di Sigmund Freud, è noto per la sua teoria dei tipi psicologici (da cui deriva il test MBTI), per l’approfondimento del concetto di archetipo e molto altro ancora. Ma forse non tutti sanno che Jung è stato tra i primi a intuire il valore positivo delle crisi psicologiche, vedendole come fondamentali momenti di riassestamento e rinnovamento psichico e materiale.
Sentirsi in crisi
Quando diciamo di “sentirci in crisi” possiamo riferirci a eventi o sentimenti molto diversi, come:
- ostacoli nella vita lavorativa;
- la fine di una relazione importante;
- il lutto per la perdita di una persona cara;
- una malattia che coinvolge noi o qualcuno che amiamo.
Tuttavia, non sempre un evento considerato grave da tutti porta a vivere una profonda crisi personale. A volte sono gli eventi percepiti come “minori” (come un cambio di posizione lavorativa o un trasloco) a farci sentire sopraffatti e a sprofondare in sentimenti di:
- sconforto e impotenza;
- confusione e ansia;
- fatica emotiva e fisica;
- tristezza e tendenza all’isolamento;
- sensazione di essere bloccati e di non sapere cosa fare;
- irritabilità.
Il cambiamento nella crisi
I momenti di crisi ci pongono sempre davanti alla necessità di affrontare un cambiamento, dentro o fuori di noi. Quando si attraversa un momento critico, è perché qualcosa ha alterato i nostri equilibri, costringendoci a ricostruire e a cambiare.

Comprendere le cause della crisi
Capire perché “mi sento in crisi” significa innanzitutto abbandonare la logica dei paragoni:
- “Non posso star male per un trasloco se c’è chi vive situazioni peggiori!”;
- “Come posso sentirmi così in ansia ‘solo’ per un problema a lavoro, quando ci sono questioni più gravi nella vita?”;
- “Possibile che stia così male solo per una questione di cuore?”.
Per uscire davvero dalla crisi, è importante focalizzarsi su di sé e sulle proprie caratteristiche uniche. I momenti critici ci invitano a conoscerci meglio e a comprendere ciò che ci rende unici, senza paragoni con gli altri.
Perché ora?
È utile chiedersi in quale momento specifico della propria vita si è iniziato a sentirsi in crisi. Come suggerisce una famosa parabola indiana, per comprendere davvero ciò che si ha davanti bisogna allontanarsi abbastanza da vederlo nella sua interezza. Domandarsi “perché ora?” aiuta a capire in quale crocevia ci si trovava quando il cambiamento è arrivato.
Dove mi sta portando?
Nella teorizzazione junghiana della personalità, siamo animati da diversi aspetti che cercano di riequilibrarsi tra loro. La crisi spesso fa emergere parti nuove di noi, “isole” che prima non conoscevamo: questo può essere il segnale che un aspetto inconscio sta emergendo.
Trovarsi davanti a nuove possibilità
La parola “crisi” deriva dal greco krisis, cioè “decisione”. Ogni crisi ci mette davanti a qualcosa di nuovo che sta cambiando dentro o fuori di noi, e ci costringe a scegliere strade nuove, possibilità alternative e non contemplate.
Il momento della scelta è sempre fertile perché amplia i nostri orizzonti, anche se può bloccarci, poiché implica una rinuncia a tutte le altre possibilità: scegliere una strada significa abbandonare le altre. Nei momenti critici dobbiamo confrontarci sia con ciò che di nuovo può emergere in noi e nella nostra vita, sia con il limite che ogni scelta comporta.
Conseguenze della crisi personale: rischi e potenzialità evolutive
Affrontare una crisi personale può portare a esiti molto diversi, a seconda delle risorse individuali e del contesto. Le situazioni di crisi possono essere sia fortemente invalidanti e potenzialmente distruttive, sia rappresentare un’opportunità per la crescita personale (Yerushalmi, 2007). Secondo Paul-Claude Racamier, la crisi può essere vista come una "soglia" che separa una fase della vita da un’altra, e il modo in cui la si attraversa può determinare sia rischi che opportunità di crescita. Tra le possibili conseguenze troviamo:
- Rischio di cronicizzazione: se la crisi non viene elaborata, può contribuire allo sviluppo di uno stato di disagio persistente, come ansia o depressione. È importante riconoscere i segnali di allarme e chiedere aiuto quando necessario.
- Crescita personale: molte persone, dopo aver attraversato una crisi, riferiscono di aver acquisito maggiore consapevolezza di sé, resilienza e capacità di affrontare le difficoltà future.
- Ridefinizione delle relazioni: la crisi può portare a rivedere i rapporti con gli altri, scegliendo legami più autentici e significativi.
- Sviluppo di nuove competenze: imparare a gestire l’incertezza e il cambiamento può favorire l’acquisizione di strategie di coping più efficaci.
Questi esiti non sono predeterminati, ma dipendono dal modo in cui la persona riesce a integrare l’esperienza della crisi nella propria storia di vita.
Affrontare una crisi
In definitiva, affrontare un momento di crisi significa scoprire nuove parti di sé che prima erano rimaste silenti o inesplorate. Questo può essere un passaggio doloroso, perché ogni cambiamento comporta una perdita di equilibrio temporaneo che può farci sentire persi e spaesati.
Si possono sperimentare sintomi passeggeri che funzionano come segnali di allerta, indicando che il modo in cui affrontavamo le cose finora non è più sufficiente. Per affrontare questi sintomi possiamo:
- fermarci e osservare la situazione nel suo insieme;
- cercare di capire cosa, proprio adesso, ci ha portato malessere;
- individuare quale cambiamento siamo chiamati a introdurre.
Ne vale la pena!
Affrontare la fatica di questo momento come chi si trova davanti a nuove possibilità che la vita offre, permette di realizzare che ogni crisi porta con sé la scelta di strade nuove e alternative. Vivere una crisi e superarla significa:
- ampliare i propri orizzonti;
- riscoprirsi un po’ diversi da come si pensava di essere;
- confrontarsi con il limite e con i limiti dentro e fuori di noi.
Le dinamiche psicologiche che possono essere associate a una crisi personale
Quando si parla di crisi personale, è importante riconoscere che non si tratta solo di una reazione a un evento esterno, ma di un processo complesso che coinvolge la nostra identità, i nostri valori e il modo in cui interpretiamo la realtà. Secondo lo psichiatra e filosofo Umberto Galimberti, la crisi rappresenta un momento in cui "le vecchie categorie con cui interpretavamo il mondo non funzionano più" e siamo chiamati a riorganizzare il nostro modo di essere (Galimberti, 1999).
Durante una crisi personale, possono emergere diverse dinamiche psicologiche:
- Disorientamento: si può sperimentare una perdita di punti di riferimento interni ed esterni, che può generare confusione e senso di smarrimento.
- Conflitto interno: spesso si attivano tensioni tra parti diverse di sé, come il desiderio di cambiamento e la paura dell’ignoto.
- Ritiro emotivo: alcune persone tendono a isolarsi per proteggersi dal dolore o dalla fatica emotiva, ma questo può accentuare il senso di solitudine.
- Ricerca di significato: la crisi spinge a interrogarsi su ciò che conta davvero, favorendo una riflessione profonda sui propri valori e obiettivi.
Questi processi, seppur dolorosi, sono spesso il preludio a una trasformazione personale significativa.
Strategie pratiche per affrontare una crisi personale
Superare una crisi personale può richiedere tempo, pazienza e, in alcuni casi, il supporto di persone di fiducia. La letteratura psicologica suggerisce alcune strategie che possono aiutare a gestire questo momento delicato:
- Accettare le emozioni: riconoscere e accogliere le proprie emozioni, anche quelle più scomode, è il primo passo per non esserne sopraffatti. Secondo il modello dell’accettazione e impegno (ACT), evitare le emozioni negative può prolungare la sofferenza (Hayes et al., 2006).
- Mantenere una routine: conservare alcune abitudini quotidiane, anche semplici, aiuta a mantenere un senso di stabilità e continuità.
- Cercare il confronto: parlare con persone di fiducia o con un professionista può offrire nuove prospettive e ridurre il senso di isolamento.
- Dedicarsi ad attività significative: impegnarsi in attività che danno senso e piacere, anche se in modo graduale, può favorire il recupero del benessere.
- Praticare la consapevolezza: tecniche come la mindfulness aiutano a restare ancorati al presente e a osservare i propri pensieri senza giudizio (Tang, Hölzel & Posner, 2015).
Ognuno ha il proprio ritmo e le proprie modalità di affrontare la crisi: non esiste una soluzione valida per tutti, ma è possibile trovare la propria strada verso il rinnovamento.
Quanto possono essere frequenti le crisi personali?
Le crisi personali sono esperienze comuni nel corso della vita. Secondo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità del 2021, circa il 30% degli adulti italiani riferisce di aver attraversato almeno una crisi personale significativa negli ultimi cinque anni. Questi dati suggeriscono che sentirsi in crisi non è un segno di debolezza, ma una parte naturale del percorso umano.
Le crisi possono manifestarsi in qualsiasi fase della vita, dall’adolescenza all’età adulta, e spesso coincidono con momenti di transizione o cambiamento. Riconoscere la frequenza di queste esperienze può aiutare a normalizzare il vissuto di chi le attraversa e a ridurre il senso di solitudine.
Trasforma la crisi in un’opportunità: inizia il tuo percorso con Unobravo
Affrontare una crisi personale può sembrare un viaggio solitario e pieno di incertezze, ma non sei solo: ogni momento difficile può racchiudere la possibilità di scoprirti più forte, consapevole e autentico. Se senti il bisogno di essere accompagnato in questo percorso di rinnovamento, i professionisti Unobravo sono pronti ad ascoltarti e a sostenerti, aiutandoti a esplorare nuove opportunità di crescita. Prenderti cura di te è importante: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e fai il primo passo verso una nuova consapevolezza.






