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Il ruolo dell’empatia nel nuovo mondo online

Che lo volessimo o no, il 2020 ci ha fatto vivere situazioni nuove e scomode. Una di queste è proprio passare il tempo online. Le porzioni della nostra vita quotidiana trasferite nel mondo virtuale sono aumentate notevolmente e molti di noi, anche quando la pandemia si allontanerà, passeranno molto del proprio tempo su smartphone, computer e tablet. Possiamo provare empatia nei rapporti virtuali?



Il mondo virtuale è qui per restare

Le attività di scuola e lavoro si sono trasferite online, e anche le attività più basilari come fare la spesa. Compiti, attività, socializzazione e perfino gli appuntamenti e gli interventi medici, o la più intima delle interazioni come stare con una persona cara ricoverata, adesso si svolgono con più frequenza a distanza.


Molte aziende hanno già riorganizzato il lavoro e tante persone continueranno a svolgere le proprie mansioni da remoto. Questo nuovo modo di lavorare porta indubbiamente dei vantaggi: meno tempo per andare al lavoro, meno auto sulla strada, risparmio spese di trasporto e di affitto. Questi cambiamenti potrebbero avere effetti positivi. Ma cosa perdiamo? Qual è il costo di questa vita bidimensionale?


L’ambiente circostante è vitale per l’empatia

La comunicazione online può creare difficoltà nella costruzione di interazioni personali profonde, che sono fondamentali per l'empatia. Essere empatici include l’attenzione e la comprensione dell'ambiente circostante e, quando comunichiamo online, perdiamo i segnali contestuali ed extrasensoriali che possiamo cogliere quando siamo con qualcuno di persona.


Un sospiro, un sussurro o la leggera risatina che percepiamo, scompaiono. Il modo in cui gli altri entrano ed escono da una stanza e il loro linguaggio del corpo sono persi. Gli scambi informali al lavoro, come passare nel corridoio, condividere un ascensore, pranzare in una sala relax non esistono più. In qualsiasi tipo di lavoro o ruolo, tutti traiamo un vantaggio dai momenti spontanei vissuti di persona con i colleghi.

Kelly Sikkema - Unsplash


Come possiamo replicare tutto questo online?

Sappiamo già quali sono gli aspetti positivi e negativi nella comunicazione online. Gli aspetti positivi includono:

  • la riduzione dell’isolamento
  • l’aumento delle connessioni, del supporto e delle informazioni.

Ci sono però anche aspetti negativi:

  • l'aumento del senso di solitudine;
  • la sensazione di confronti sociali giudicanti;
  • la perdita di contesto.


Il contesto è vitale per la nostra comprensione delle persone ed è fondamentale per l'empatia. Sostituire il contatto “dal vivo” con scambi virtuali, riduce le nostre connessioni interpersonali e ambientali diminuendo la nostra conoscenza del contesto. L'importante ruolo del contesto copre tre sfere:

  • l'intrapersonale, ciò che ognuno di noi porta come nostra disposizione personale;
  • l'interpersonale, che include le nostre interazioni con la famiglia, i coetanei, i luoghi di lavoro, le scuole;
  • l'ambiente, che include il modo in cui ci muoviamo nella nostra comunità.
Alexandra_Koch – Pixabay


Come possiamo superare questa perdita di contesto?

Capire come lavorare e vivere al meglio nel mondo virtuale è un processo in corso che richiederà anni per essere risolto. Nel frattempo, ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutare a superare la perdita di contesto nelle nostre interazioni interpersonali e ambientali, e di conseguenza rafforzare le nostre connessioni:

  • Manteniamo le piccole riunioni: un minor numero di volti su cui concentrarsi ci manterrà più coinvolti;
  • Intervalliamo le riunioni a momenti più brevi utili per coltivare interazioni con il gruppo online;
  • Non temiamo di chiedere come si sentono gli altri;
  • Usiamo i contatti virtuali a uno a uno per poter chiedere e condividere in modo significativo;
  • Costruiamo il contesto sfruttando la nostra immaginazione affettiva in mancanza di un contesto reale;
Headway - Unsplash
  • Effettuiamo il check-in più spesso tra riunioni ed eventi utilizzando brevi telefonate per rimanere in contatto: questo ci consentirà di utilizzare un modo familiare e comodo per comunicare;
  • Ammettiamo che il contatto virtuale non è la stessa cosa che stare insieme di persona, per non avere aspettative irrealistiche e non rimanere delusi;
  • Cerchiamo di scegliere luoghi esterni per connetterci, sia con gli altri che con ciò che ci circonda: stare all'aperto ci darà un senso di contesto più ampio, che stimola l’empatia.


Il mondo virtuale è qui per restare. Possiamo contribuire a migliorarlo provando a mostrare e a raccontare, condividendo qualcosa che non sia inquadrato dalla telecamera e che potrebbe essere interessante o dare più profondità a chi siamo.


Comunicare online può rendere difficile, ma non impossibile, attingere al contesto

Dobbiamo essere più attenti alla nostra umanità soprattutto quando vengono a mancare gli indizi inconsci che otteniamo condividendo lo spazio e il contesto di persona.


Cerchiamo di prestare attenzione a come interagiamo nel mondo virtuale, perché abbiamo bisogno di compensare la perdita dei segnali dati dal contesto. Quando ci incontriamo virtualmente, non sarà come passare del tempo insieme di persona, tuttavia possiamo ancora lavorare per connetterci in modi significativi.


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