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Salute mentale
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La libroterapia come strumento per la crescita personale

La libroterapia come strumento per la crescita personale
Elisa Marzo
Psicoterapeuta ad orientamento Umanistico Integrato
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
30.1.2026
La libroterapia come strumento per la crescita personale
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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute come “un equilibrio dinamico tra gli aspetti fisico, psichico e sociale, non semplicemente come assenza di una qualsiasi patologia fisica o psichica”. La libroterapia si colloca, dunque, proprio in questo processo di crescita culturale e sociale dell’individuo e si inserisce nell’ambito del concetto di salute.

Le origini della libroterapia

Il ruolo della lettura come ricerca di benessere e di sostegno psicologico è molto antico: Aristotele fu il primo a sottolineare l’esistenza di un rapporto tra medicina e lettura. Successivamente, questa convinzione si consolidò nel tempo, tanto da indurre gli ospedali psichiatrici d’Europa ad avere una biblioteca a disposizione dei pazienti.

Nel 1937, il Dottor W.C. Menninger, visti gli effetti benefici ottenuti “prescrivendo” alcuni romanzi ai suoi pazienti, fu il primo a parlare di libroterapia e a utilizzare questa pratica nel trattamento della malattia mentale.

Cosa accade quando leggiamo?

La lettura fornisce risposte, spunti di riflessione e di confronto quando nella nostra vita ci troviamo in crisi e ci facciamo delle domande. Come diceva Proust:

“ogni lettore, quando legge, legge se stesso”.

Diversi studi dimostrano come la lettura modifichi fisicamente la struttura del nostro cervello. Permette di creare nuove immagini e sperimentare le stesse esperienze dei personaggi:

  • migliorando la nostra capacità di immedesimarci con gli altri;
  • sviluppando una maggiore empatia e intelligenza emotiva.

Inoltre, leggere è uno dei modi più efficaci per rilassarsi: studi recenti dimostrano che sono sufficienti sei minuti di questa attività al giorno per ridurre i livelli di stress del 68%.

Lettura, cervello ed emozioni: cosa dicono le neuroscienze

Le ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato che la lettura attiva numerose aree cerebrali coinvolte nell'elaborazione delle emozioni, nell'empatia e nella comprensione sociale. Ad esempio, uno studio condotto presso la Emory University ha rilevato che la lettura di romanzi produce cambiamenti misurabili nella connettività cerebrale, con effetti che persistono anche dopo la fine della lettura (Berns et al., 2013).

In particolare:

  • Aumento dell'empatia: leggere storie che esplorano le emozioni dei personaggi può stimolare le stesse aree cerebrali coinvolte nell'empatia reale, favorendo la capacità di comprendere gli altri.
  • Riduzione dello stress: la lettura regolare è spesso associata a una diminuzione dei livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, come suggerito da uno studio dell'Università del Sussex (2009), che ha rilevato una riduzione dello stress fino al 68% dopo soli sei minuti di lettura.
  • Miglioramento delle funzioni cognitive: l'esposizione costante alla lettura può contribuire a mantenere attive le funzioni cognitive, come memoria, attenzione e pensiero critico.

Questi risultati suggeriscono che la libroterapia, sfruttando i benefici della lettura, può avere un impatto positivo sia sul benessere emotivo che sulla salute cerebrale.

Brotin Biswas - Pexels

I meccanismi psicologici della libroterapia

La libroterapia può agire attraverso diversi meccanismi psicologici che favoriscono il benessere emotivo e la crescita personale. Tra i più rilevanti vi sono l’identificazione, che permette al lettore di riconoscersi nei personaggi o nelle situazioni narrate, trovando conforto nel vedere rappresentate le proprie emozioni o difficoltà. Questo processo aiuta a sentirsi meno soli e a normalizzare le proprie esperienze. Inoltre, la catarsi consente di vivere indirettamente emozioni intense e liberatorie attraverso la lettura, favorendo un processo di purificazione emotiva che permette di elaborare sentimenti complessi in un ambiente sicuro e protetto. L'intuizione stimolata dalla narrazione offre nuove prospettive e comprensioni su di sé e sugli altri, facilitando l’acquisizione di consapevolezze utili al cambiamento e alla crescita personale.

Questi meccanismi, attivati durante la lettura, possono contribuire a rafforzare la capacità di affrontare le sfide della vita quotidiana e a migliorare la salute mentale complessiva.

Come può aiutare la lettura

I libri sono infiniti, non scadono mai e puoi decidere tu tempi e dosaggi. Per qualsiasi difficoltà, carenza o bisogno, i libri curano, nutrono e confortano senza effetti collaterali. La lettura può aiutarci:

  • nella revisione e comprensione del nostro passato;
  • a individuare le risposte che non si trovano altrove;
  • a dare voce a pensieri ed emozioni inespressi;
  • ad attenuare l’angoscia, riconoscendo che altri si sono trovati in situazioni analoghe alla propria;
  • a uscire da posizioni egocentriche, imparando a mettersi nei panni dell’altro;
  • a pensare ai propri progetti futuri.

Lettura in psicoterapia

Prescrivere letture selezionate può contribuire al trattamento di numerosi stati di disagio psicologico, per esempio: 

Le letture possono riguardare qualsiasi genere e vengono selezionate dal terapeuta in base ai bisogni e alle difficoltà riscontrate in seduta. Nella persona si possono attivare dinamiche non ancora emerse e identificazioni con parti di sé celate, che successivamente verranno condivise nella relazione terapeutica e nello studio del professionista, velocizzando così il processo terapeutico.

Applicazioni cliniche e disturbi che possono essere affrontati con la libroterapia

La libroterapia viene utilizzata in ambito clinico come supporto a diversi percorsi terapeutici. Le sue applicazioni sono state studiate in particolare per:

  • Disturbi d'ansia: la lettura di testi mirati può aiutare a riconoscere e gestire i sintomi ansiosi, offrendo strategie di coping e contribuendo a normalizzare l'esperienza dell'ansia.
  • Depressione: romanzi e saggi che affrontano il tema della depressione possono favorire la consapevolezza e la speranza, facilitando l'espressione delle emozioni e la ricerca di senso.
  • Lutto e perdita: la narrazione di storie di perdita permette di elaborare il dolore e di trovare nuove modalità di adattamento, come evidenziato da diversi studi clinici (ad esempio, Brewster, 2009).
  • Dipendenze: la libroterapia può essere integrata nei programmi di recupero per favorire la riflessione sulle proprie scelte e contribuire a motivare al cambiamento.
  • Disturbi alimentari: attraverso la lettura, è possibile esplorare il rapporto con il corpo e il cibo, contribuendo a promuovere l'autocomprensione e l'autostima.

Secondo una revisione pubblicata su 'Arts & Health', la libroterapia si è dimostrata in alcuni casi efficace nel ridurre i sintomi di disagio psicologico e nel migliorare la qualità della vita in diversi contesti clinici (Brewster, 2009).

Come si svolge una sessione di libroterapia

Una sessione di libroterapia può essere condotta sia individualmente che in gruppo, adattandosi alle esigenze della persona e agli obiettivi terapeutici. La libroterapia, secondo l'approccio Kirklees, si configura infatti come una pratica flessibile e adattabile, centrata sulla persona, che evita giudizi di valore sia sui testi scelti sia sulle risposte dei partecipanti (Brewster & McNicol, 2021).

Nella libroterapia individuale, il terapeuta seleziona un testo specifico in base alle tematiche emerse durante il percorso. La persona legge il libro tra una seduta e l'altra e, successivamente, condivide le proprie riflessioni, emozioni e identificazioni con il terapeuta. Questo confronto può aiutare a esplorare vissuti profondi e a trovare nuove chiavi di lettura per le proprie difficoltà.

Nella libroterapia di gruppo, i partecipanti leggono lo stesso testo e si incontrano per discuterne insieme, guidati dal terapeuta. Il confronto tra le diverse interpretazioni favorisce l'empatia, la condivisione e il sostegno reciproco. Spesso emergono punti di vista inaspettati che arricchiscono l'esperienza di ciascuno. Ad esempio, una persona che affronta un lutto può trovare conforto leggendo un romanzo che tratta la perdita, mentre in gruppo può scoprire di non essere sola nel suo dolore.

Le testimonianze di chi ha partecipato a percorsi di libroterapia spesso sottolineano la sensazione di sollievo e la maggiore comprensione di sé raggiunta attraverso la lettura condivisa.

I diritti del lettore

“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo ‘amare’, il verbo ‘sognare’.”

Lo scrittore Daniel Pennac esprime chiaramente questo concetto nel suo libro Come un romanzo, nel quale viene riportata una lista dei dieci diritti del lettore:

  1. Il diritto di non leggere;
  2. Il diritto di saltare le pagine;
  3. Il diritto di non finire il libro;
  4. Il diritto di rileggere;
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa;
  6. Il diritto al bovarismo;
  7. Il diritto di leggere ovunque;
  8. Il diritto di spizzicare;
  9. Il diritto di leggere ad alta voce;
  10. Il diritto di tacere.

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La lettura può essere un valido alleato nel tuo viaggio verso il benessere emotivo e la conoscenza di te stesso. Se senti il bisogno di esplorare nuove prospettive, affrontare momenti difficili o semplicemente prenderti cura della tua salute mentale, la libroterapia, integrata in un percorso psicologico, può offrirti strumenti preziosi e personalizzati. Con Unobravo puoi trovare uno psicologo online che ti accompagni in questo cammino, aiutandoti a scegliere le letture più adatte alle tue esigenze e a trasformare ogni pagina in un’occasione di crescita. Se desideri intraprendere un percorso di psicoterapia online, inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online.

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