Crescita personale

La resilienza: riconoscere le proprie strategie di fronteggiamento

In questo ultimo anno, caratterizzato dalla pandemia da Covid-19, si è sentito spesso parlare di resilienza. In psicologia, con questo termine, si intende la capacità dell’essere umano di reagire ad “urti” o eventi stressanti. Secondo diverse prospettive, quando l’essere umano si percepisce in pericolo, si attivano meccanismi sia fisiologici che cognitivi finalizzati alla sopravvivenza dell’organismo esposto ad una fonte di stress. Quali sono le strategie di resilienza durante un periodo complesso come la pandemia?




Chi di noi non si è mai confrontato con eventi stressanti evolutivi? Promozioni, cambiamenti di vita, innovazioni che inevitabilmente compromettono il nostro equilibrio, ma risultano positive e arricchenti per l’individuo. Cosa diversa è una malattia o un evento traumatico, oppure una pandemia che, secondo le recenti analisi, ha cambiato il modo di vivere ed esprimere le emozioni.


Quali sono gli elementi della resilienza?

Secondo la professoressa L. Cantoni vi sono una serie di elementi protettivi che contribuiscono a sviluppare una buona resilienza nelle situazioni di forte stress.

Possiamo sintetizzarli così:

  • ottimismo: si intende la disposizione, non per forza “naturale” o automatica, a cogliere il lato buono delle cose; 
  • autostima: la bassa considerazione di sé porta ad essere particolarmente critici e autocritici, sviluppando una tolleranza minore rispetto agli “urti” esterni;
  • forza psicologica o “robustezza”: questo elemento include fattori come il controllo, l’impegno e la sfida, che possono contribuire a rinsaldare il proprio ruolo attivo nelle cose che accadono;
  • supporto sociale: la comunità di appartenenza. Questo, forse, è quello che più è venuto a mancare durante l’anno pandemico. Il confronto con l’altro ci permette di ridimensionare, di condividere e di sentirsi meno soli nell’affrontare emozioni negative e angoscianti.
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Come faccio a capire se sono resiliente?

Per affrontare i traumi della vita, ognuno di noi mette in atto quelle che chiamiamo “strategie di coping”.  I ricercatori italiani Foà, Caricati, Fruggeri e Tonarelli hanno realizzato un modello che prevede 5 strategie:

  • orientamento al problema: la tendenza ad utilizzare strategie che mirano a dominare gli eventi sottovalutando le attività che aiutano la gestione delle situazioni stressanti;
  • attitudine positiva: l’accettazione proattiva degli eventi, contenimento e reinterpretazione positiva degli stessi trasformandoli in opportunità di crescita;
  • orientamento trascendente: la tendenza a affidarsi ad aspetti ed attività connessi alla religione e alla spiritualità;
  • sostegno sociale: la tendenza a mettere in atto richieste di comprensione, di informazioni e di sostegno emotivo nella propria rete sociale e professionale;
  • strategie di evitamento: la tendenza a ignorare e negare la minaccia dell’evento stressante.
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Strategie e alleati

Il periodo pandemico ha modificato il nostro modo di agire e di pensare e quello di interfacciarsi con le altre persone. Tuttavia abbiamo a disposizione diverse strategie di reazione che possono aiutarci a vivere al meglio i grandi e piccoli turbamenti che derivano da questo periodo così complesso.


È importante ricordare la possibilità di chiedere aiuto, di affidarsi ad un esperto che possa guidarci ad esplorare le nostre paure e individuare le nostre strategie e possibilità.

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