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Lyrica: a cosa serve, effetti collaterali e uso con la psicoterapia

Lyrica: a cosa serve, effetti collaterali e uso con la psicoterapia
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
11.6.2026
Lyrica: a cosa serve, effetti collaterali e uso con la psicoterapia
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  • Lyrica (pregabalin) è un farmaco gabapentinoide indicato per il dolore neuropatico periferico e centrale, le crisi epilettiche parziali e il disturbo d’ansia generalizzata negli adulti.
  • Il pregabalin non agisce sui recettori del GABA come le benzodiazepine, ma riduce il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori legandosi alla subunità alfa-2-delta dei canali del calcio voltaggio-dipendenti.
  • La sospensione brusca di Lyrica può causare sintomi da astinenza anche gravi: qualsiasi modifica al trattamento deve avvenire gradualmente, nell’arco di almeno una settimana, e sotto supervisione medica.
  • L’approccio combinato tra pregabalin e psicoterapia è associato a miglioramenti più stabili e a una riduzione del rischio di ricadute, in particolare nel disturbo d’ansia generalizzata.
  • Il pregabalin ha un potenziale di abuso documentato e può causare dipendenza da farmaco anche a dosi terapeutiche: la valutazione medica è necessaria, soprattutto in persone con storia di abuso di sostanze.

Lyrica è il nome commerciale del pregabalin, un farmaco appartenente alla classe dei gabapentinoidi, prescritto per condizioni diverse come il dolore neuropatico, l’epilessia e il disturbo d’ansia generalizzata. Chi se lo vede prescrivere può trovarsi spesso con molte domande: come funziona, quali effetti aspettarsi, quanto dura il trattamento, che rapporto ha con la dipendenza.

Questo articolo raccoglie le informazioni essenziali sul pregabalin, verificate sulla scheda tecnica ufficiale dell’EMA, con un linguaggio pensato per chi vuole capire davvero cosa sta assumendo, senza allarmismi e senza semplificazioni.

Lo sapevi?

Farmaco e terapia si usano spesso insieme

In una metanalisi su 52 studi (3.623 pazienti) su depressione e disturbi d'ansia, combinare psicoterapia e farmaco è risultato associato a esiti migliori del solo farmaco.

Cuijpers et al., 2014 · World Psychiatry

Di che classe farmaceutica fa parte?

Dal punto di vista strutturale, il pregabalin è un analogo dell’acido gamma-aminobutirrico (GABA), il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale. Questo, però, non significa che agisca sui recettori del GABA: a differenza di farmaci come le benzodiazepine, il pregabalin ha un meccanismo d’azione distinto.

Secondo la classificazione ATC (Anatomical Therapeutic Chemical) adottata dall’EMA, il pregabalin rientra nel codice N02BF02, all’interno della categoria degli analgesici.

Il pregabalin appartiene alla stessa famiglia del gabapentin, un altro gabapentinoide con cui condivide alcune caratteristiche strutturali e indicazioni d’uso. Le due molecole presentano differenze in termini di farmacocinetica, senza che questo implichi una superiorità clinica dell’una sull’altra.

Come funziona Lyrica

Il pregabalin agisce legandosi alla subunità alfa-2-delta dei canali del calcio voltaggio-dipendenti nel sistema nervoso centrale. Quando si lega a questa subunità, riduce la quantità di calcio che entra nella cellula nervosa, limitando il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori come il glutammato, la noradrenalina e la sostanza P.

L’effetto complessivo è una riduzione dell’ipereccitabilità neuronale, ovvero la tendenza del sistema nervoso a trasmettere segnali in modo eccessivo e disregolato. Questo spiega il suo triplice profilo d’azione: analgesico, ansiolitico e antiepilettico, e la ragione per cui viene impiegato in contesti clinici diversi tra loro.

Il farmaco è disponibile in capsule rigide con dosaggi da 25 mg a 300 mg (25, 50, 75, 100, 150, 200, 225 e 300 mg), da assumere per via orale, con o senza cibo, due o tre volte al giorno. Il dosaggio viene stabilito dal medico sulla base della condizione trattata e della risposta individuale.

L’effetto terapeutico completo può richiedere diverse settimane, e questa è una delle fasi più impegnative per chi inizia il trattamento. La costanza nell’assunzione e un dialogo aperto con il medico sono fondamentali per valutare l’andamento della terapia e l’eventuale necessità di aggiustamenti.

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Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali

Indicazioni terapeutiche

Nel dolore neuropatico, il pregabalin può contribuire ad alleviare il dolore di origine periferica e centrale, come nella neuropatia diabetica, nella nevralgia post-herpetica o nel dolore conseguente a lesioni del midollo spinale.

Nell’epilessia, viene utilizzato come terapia aggiuntiva per il controllo delle crisi parziali quando altri farmaci non risultano sufficienti da soli.

Nel disturbo d’ansia generalizzata, può ridurre sintomi come la tensione muscolare persistente, l’irrequietezza e i disturbi del sonno.

Pavel Danilyuk - Pexels

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, Lyrica può causare effetti indesiderati, e la risposta può variare da persona a persona. Alcuni effetti possono attenuarsi nelle prime settimane di trattamento, ma se persistono o risultano difficili da gestire, è importante parlarne con il medico: in diversi casi è possibile modificare il dosaggio o valutare un’alternativa.

Effetti molto comuni (possono riguardare più di 1 persona su 10):

  • capogiri,
  • sonnolenza,
  • mal di testa.

Effetti comuni (possono riguardare fino a 1 persona su 10):

  • aumento dell’appetito e del peso corporeo,
  • nausea,
  • bocca secca,
  • stipsi,
  • vomito,
  • offuscamento della vista,
  • gonfiore agli arti (edema periferico),
  • difficoltà di concentrazione e di memoria,
  • tremori,
  • disturbi dell’equilibrio,
  • affaticamento,
  • sensazione di ubriachezza.

Effetti meno comuni, ma da tenere presenti:

  • alterazioni dell’umore o stati confusionali,
  • difficoltà erettile,
  • tachicardia.

Sul tema dei possibili danni cerebrali: le evidenze scientifiche disponibili non mostrano danni permanenti al cervello associati all’uso di pregabalin. In casi rari, soprattutto in persone con condizioni preesistenti, sono stati segnalati episodi di encefalopatia (compromissione temporanea delle funzioni cerebrali), che richiedono monitoraggio medico ma non rappresentano un rischio sistematico del farmaco.

La sospensione del trattamento non va mai effettuata in modo brusco o autonomo. Interrompere il pregabalin senza gradualità può causare sintomi da astinenza, tra cui insonnia, ansia, nausea, cefalea, diarrea e, nei casi più gravi, convulsioni (European Medicines Agency, n.d.). Qualsiasi modifica al dosaggio o alla durata della terapia deve avvenire gradualmente, nell’arco di almeno una settimana, e sotto la supervisione del medico.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. Non devono essere utilizzate per iniziare, modificare o sospendere un trattamento farmacologico. Per qualsiasi decisione relativa alla propria salute è necessario rivolgersi al proprio medico.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Il pregabalin viene eliminato principalmente per via renale in forma immodificata e ha un metabolismo trascurabile. Non si lega in misura significativa alle proteine plasmatiche. Per queste ragioni, le interazioni farmacocinetiche con altri farmaci sono considerate improbabili. Esistono tuttavia interazioni farmacodinamiche rilevanti.

  • Oppioidi e benzodiazepine (come ossicodone o lorazepam): la combinazione con il pregabalin può potenziare gli effetti sedativi in modo marcato, aumentando il rischio di depressione respiratoria grave, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, coma. Uno studio caso-controllo riportato nella scheda tecnica ha evidenziato un aumento del rischio di decesso correlato a oppioidi nei pazienti che assumevano anche pregabalin. Si tratta di un’associazione da gestire solo sotto stretto controllo medico.
  • Altri depressori del sistema nervoso centrale: qualsiasi farmaco che rallenti l’attività del sistema nervoso può amplificare gli effetti sedativi del pregabalin.
  • Farmaci che causano stipsi (come alcuni antidolorifici oppioidi): la combinazione può aggravare questo effetto indesiderato.
  • Farmaci per il diabete: un eventuale aumento di peso legato al trattamento potrebbe rendere necessario un aggiustamento del dosaggio degli ipoglicemizzanti, da valutare con il medico.
  • Contraccettivi orali: non risultano interazioni clinicamente rilevanti.

È fondamentale comunicare al medico l’elenco completo di farmaci, integratori e rimedi fitoterapici in uso, anche quelli che possono sembrare irrilevanti. È l’unico modo per valutare correttamente il profilo terapeutico complessivo.

Avvertenze e precauzioni d’uso

Assumere pregabalin richiede alcune attenzioni importanti, che è bene conoscere prima di iniziare il trattamento.

Gravidanza e allattamento:

L’uso in gravidanza è sconsigliato, salvo esplicita indicazione medica. Uno studio osservazionale su oltre 2.700 gravidanze esposte nel primo trimestre ha evidenziato una prevalenza di malformazioni congenite maggiori del 5,9% nelle esposte rispetto al 4,1% nelle non esposte (European Medicines Agency, n.d.). Alle donne in età fertile si raccomanda l’adozione di una contraccezione efficace per tutta la durata della terapia.

Durante l’allattamento, l’uso è sconsigliato poiché il pregabalin può essere escreto nel latte materno. La decisione se interrompere l’allattamento o la terapia va presa con il medico, valutando il beneficio per la madre e per il bambino.

Guida e utilizzo di macchinari:

Capogiri e sonnolenza possono compromettere la capacità di guidare o di usare macchinari in modo sicuro. È preferibile evitare queste attività fino a quando non si è stabilizzata la risposta individuale al farmaco.

Alcol:

L’assunzione di alcol è sconsigliata in chi assume pregabalin: l’effetto sinergico può amplificare in modo significativo sonnolenza, capogiri e riduzione della concentrazione, aumentando il rischio di incidenti e cadute.

Popolazioni che richiedono attenzione particolare:

  • Persone con patologie cardiovascolari: sono stati segnalati casi di insufficienza cardiaca congestizia, principalmente in pazienti anziani con patologia cardiovascolare preesistente.
  • Persone con insufficienza renale: può essere necessario un aggiustamento del dosaggio in base alla funzionalità renale. Sono stati segnalati anche casi di insufficienza renale, in alcuni casi reversibili con l’interruzione del trattamento.
  • Persone con storia di abuso di sostanze: il pregabalin ha un potenziale di abuso documentato. In queste persone è necessaria una valutazione medica attenta e un monitoraggio per lo sviluppo di tolleranza, aumento della dose o comportamento di ricerca compulsiva del farmaco.
  • Anziani con più di 65 anni: possono essere più suscettibili a capogiri, sonnolenza e al rischio di cadute. Può essere necessaria una riduzione del dosaggio, spesso correlata a una ridotta funzionalità renale.
  • Bambini e adolescenti sotto i 18 anni: la sicurezza e l’efficacia del pregabalin non sono state stabilite in questa fascia d’età. L’uso va valutato esclusivamente dallo specialista.

Rischio suicidario:
Come per altri farmaci antiepilettici, è documentata una possibile associazione con la comparsa di pensieri suicidari o autolesionistici. Se si manifestano questi pensieri, è necessario contattare immediatamente il medico. Un monitoraggio attento è raccomandato per tutta la durata del trattamento.

Vitaly Gariev - Pexels

Lyrica e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia non sono in competizione. Sono due strumenti che lavorano su piani diversi, con obiettivi che possono completarsi a vicenda.

Per chi convive con un disturbo d’ansia generalizzata, il pregabalin può contribuire a ridurre l’iperattivazione fisiologica: la tensione muscolare costante, il sonno frammentato, la difficoltà a interrompere il ciclo di preoccupazione. Ma i pattern di pensiero che alimentano l’ansia, le preoccupazioni croniche e le strategie disfunzionali consolidate nel tempo richiedono un lavoro diverso, come quello che può offrire un percorso di psicoterapia.

Le evidenze disponibili indicano che l’approccio combinato, farmaco e psicoterapia insieme, è associato a miglioramenti più stabili e a una riduzione del rischio di ricadute dopo la sospensione del farmaco, rispetto al solo trattamento farmacologico.

Per chi affronta un dolore neuropatico cronico, l’impatto sulla qualità della vita non si limita alla componente fisica: isolamento, frustrazione e il rischio di sviluppare sintomi depressivi sono aspetti reali che meritano attenzione. Il pregabalin interviene sulla componente neurofisiologica del dolore, mentre la psicoterapia può offrire strumenti per gestire l’impatto emotivo, favorire l’adattamento e prevenire che il dolore fisico si traduca anche in sofferenza psicologica.

In entrambi i casi, il farmaco può creare le condizioni perché il lavoro psicoterapeutico diventi più accessibile. Quando l’ansia si attenua, quando il sonno migliora e la concentrazione torna, è più facile essere presenti in seduta, elaborare, cambiare. Ogni percorso è diverso, perché ogni persona lo è. La collaborazione tra la persona, lo psicologo e il medico è ciò che rende la cura davvero su misura.

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FAQ

Lyrica è indicata nel trattamento del dolore neuropatico periferico e centrale negli adulti, come terapia aggiuntiva nelle crisi epilettiche parziali e nel trattamento del disturbo d’ansia generalizzata negli adulti. Il medico valuta quale indicazione sia pertinente in base al quadro clinico della persona.
Le evidenze scientifiche disponibili non mostrano danni cerebrali permanenti associati all’uso di pregabalin. In casi rari, soprattutto in persone con condizioni preesistenti, sono stati segnalati episodi di encefalopatia temporanea. Il monitoraggio medico durante il trattamento rimane fondamentale.
La durata del trattamento viene stabilita dal medico in base alla risposta terapeutica e alla condizione trattata. La sospensione non va mai effettuata in modo brusco, ma sempre gradualmente, nell’arco di almeno una settimana e sotto supervisione medica.
Il pregabalin può causare dipendenza da farmaco, che può verificarsi anche a dosi terapeutiche. Alla sospensione possono comparire sintomi da astinenza come insonnia, ansia, nausea, cefalea e, nei casi più gravi, convulsioni. Questo non equivale automaticamente a un disturbo da uso di sostanze, ma rende fondamentale che qualsiasi modifica al trattamento avvenga in modo graduale e sotto supervisione medica. È importante comunicare al medico eventuali storie di abuso di sostanze, per una valutazione più attenta.
Gli effetti collaterali più frequenti sono capogiri, sonnolenza e mal di testa, che possono riguardare più di 1 persona su 10. Tra gli effetti comuni figurano anche aumento di peso, nausea, bocca secca, stipsi e offuscamento della vista. Alcuni di questi effetti possono attenuarsi nelle prime settimane di trattamento; se persistono o risultano difficili da gestire, è importante parlarne con il medico.
Sì, l’approccio combinato, farmaco e psicoterapia, è associato a miglioramenti più stabili e a una riduzione del rischio di ricadute, in particolare nel disturbo d’ansia generalizzata. Il pregabalin agisce sull’ipereccitabilità neuronale, mentre la psicoterapia lavora sui pattern di pensiero e sulle strategie disfunzionali.
Il pregabalin si lega alla subunità alfa-2-delta dei canali del calcio voltaggio-dipendenti nel sistema nervoso centrale, riducendo il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori come glutammato, noradrenalina e sostanza P. Il risultato è un effetto analgesico, ansiolitico e antiepilettico.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). (n.d.). Banca dati dei farmaci. Retrieved from https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it
  • European Medicines Agency (EMA). (n.d.). Lyrica, Riassunto delle caratteristiche del prodotto. Retrieved from https://www.ema.europa.eu/it/documents/product-information/lyrica-epar-product-information_it.pdf

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