La teatroterapia utilizza strumenti del teatro, corpo, voce, spazio scenico, relazione, con un obiettivo non estetico ma evolutivo: favorire la consapevolezza di sé, l’espressione emotiva e l’esplorazione di nuove modalità relazionali. In questo senso, si inserisce nel più ampio quadro delle arti come risorsa per la salute: una revisione dell’OMS Europa su oltre 3000 studi ha evidenziato che le arti, incluse il teatro e le arti performative, svolgono un ruolo rilevante nella prevenzione delle malattie, nella promozione del benessere e nel supporto alla gestione delle patologie lungo tutto l’arco della vita (Fancourt & Finn, 2019).
Quando parliamo di crescita personale in teatroterapia ci riferiamo a percorsi in cui il focus non è solo la riduzione di un sintomo, ma lo sviluppo di risorse come:
- Autostima e immagine di sé: sperimentarsi in ruoli diversi può permettere di vedersi in modi nuovi, oltre ai soliti limiti percepiti.
- Regolazione emotiva: le emozioni possono trovare una forma concreta sulla scena, diventare più riconoscibili e più gestibili.
- Competenze relazionali: il lavoro in gruppo può allenare ascolto, empatia e assertività in un contesto protetto.
La scena diventa così un laboratorio di prova: ciò che viene esplorato nel gioco teatrale può poi essere trasferito, con gradualità, nella vita quotidiana. In questo spazio protetto, soprattutto con le persone anziane, la combinazione tra life-review e playback theatre può favorire percorsi trasformativi che toccano diversi livelli dell’esperienza: la rielaborazione e l’evoluzione della propria storia di vita, lo sviluppo di una più ricca e spontanea espressione drammatica improvvisata e, infine, una maggiore apertura e partecipazione alla dimensione sociale e relazionale (Shoshi Keisari, 2021).
Come la teatroterapia può favorire il cambiamento
La crescita personale in teatroterapia si fonda su alcuni meccanismi di cambiamento che agiscono in modo integrato:
- Gioco di ruolo: interpretare personaggi diversi da sé permette di esplorare alternative ai propri schemi abituali (per esempio passare da un ruolo più passivo a uno più assertivo) in un contesto protetto.
- Improvvisazione: l’assenza di copione può allenare flessibilità, capacità di stare nell’incertezza e fiducia nelle proprie risorse creative.
- Lavoro su corpo e voce: postura, gesti e tono di voce influenzano la percezione di sé; modificarli in scena può aprire a nuove sensazioni di efficacia e presenza.
- Narrazione scenica: mettere in scena frammenti della propria storia aiuta a riorganizzare il vissuto, dare significato a esperienze difficili e immaginare finali diversi.
Il teatroterapeuta guida questi processi collegando ciò che accade in scena ai temi di vita della persona, così che l’esperienza non resti solo “gioco”, ma diventi apprendimento trasformativo.
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Cosa dicono gli studi su teatroterapia e crescita personale
Alcune ricerche hanno iniziato a esplorare l’impatto della teatroterapia sulla crescita personale, mostrando risultati promettenti non solo sul piano espressivo, ma anche su quello del benessere psicologico.
Ad esempio, un programma di Psychotherapeutic Playback Theatre (PPT), applicato in 9 gruppi terapeutici (50 partecipanti) con 12 incontri settimanali della durata di 2–3 ore, ha evidenziato una riduzione significativa del disagio psicologico, misurato tramite il CORE-10, e un aumento del benessere psicologico globale rispetto a un gruppo di controllo che non ha mostrato cambiamenti significativi (Gonzalez et al., 2024). Questi risultati suggeriscono che la teatroterapia, in particolare nella forma del PPT, può rappresentare uno spazio sicuro e strutturato in cui le persone possono rielaborare le proprie esperienze e favorire processi di crescita personale.
Uno studio pilota su adulti con difficoltà relazionali in setting di gruppo ha osservato, dopo circa 10 incontri, un aumento dell’autostima percepita e della fiducia nelle proprie capacità espressive, misurati con questionari standardizzati, rispetto a un gruppo in lista d’attesa (Snow, D’Amico & Tanguay, 2003).
Una ricerca su adolescenti che partecipavano a un laboratorio di teatroterapia scolastico ha rilevato un miglioramento delle competenze sociali e della gestione dei conflitti secondo insegnanti e studenti, con una riduzione dei comportamenti di ritiro sociale (Armstrong, 2011).
Pur trattandosi spesso di campioni piccoli e di studi preliminari, questi dati suggeriscono che il lavoro teatrale guidato può sostenere cambiamenti in aree chiave della crescita personale, come l’immagine di sé, l’espressione emotiva e la capacità di stare in relazione con gli altri. In linea con queste evidenze, un recente rapporto dell’OMS Europa indica che la partecipazione ad attività artistiche può ridurre i sintomi di ansia e depressione e migliorare il benessere soggettivo e la qualità della vita, aspetti strettamente collegati ai processi di crescita personale (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2023).
Esempi di attività di teatroterapia orientate alla crescita personale
In un percorso di teatroterapia centrato sulla crescita personale, le attività vengono scelte in base agli obiettivi della persona o del gruppo. Alcuni esempi sono:
- Esercizi di ascolto corporeo: camminare nello spazio variando ritmo, peso, direzione, per notare come cambia il proprio stato interno. Obiettivo: aumentare consapevolezza corporea e presenza.
- Creazione di personaggi-parte di sé: ogni partecipante costruisce un personaggio che rappresenta un aspetto interno (per esempio il Critico, la Parte Coraggiosa) e lo porta in scena. Obiettivo: riconoscere i propri “sé multipli” e dialogare con loro.
- Messa in scena di situazioni quotidiane: si rappresentano episodi reali (una riunione, un conflitto, una richiesta difficile) sperimentando alternative di comportamento. Obiettivo: allenare nuove risposte relazionali in un contesto protetto.
Dopo ogni attività, il lavoro di condivisione e riflessione aiuta a collegare ciò che è accaduto in scena alla vita reale.
Cosa aspettarsi da un percorso di teatroterapia per la crescita personale
Un percorso di teatroterapia orientato alla crescita personale può variare, ma spesso prevede incontri settimanali o quindicinali, di gruppo o individuali.
Può essere utile pensarlo in tre fasi, che possono anche intrecciarsi:
- Fase pre-espressiva: conoscenza, definizione degli obiettivi, esercizi di riscaldamento corporeo e di fiducia. Qui si costruisce il clima di sicurezza necessario per esporsi.
- Fase espressiva: giochi di ruolo, improvvisazioni, creazione di scene e personaggi. È il cuore del lavoro, dove si esplorano emozioni, ruoli e nuove possibilità di azione.
- Fase post-espressiva: condivisione verbale, collegamento con la vita quotidiana, integrazione di ciò che è emerso. Qui si consolidano gli apprendimenti.
Nel tempo, molte persone riportano una maggiore autostima, più libertà nell’esprimersi, una migliore gestione delle emozioni e una crescita dell’assertività nelle relazioni.
Checklist: in quali aree potrei desiderare di crescere?
Prima di iniziare un percorso di teatroterapia può essere utile chiarire dove senti più bisogno di crescita. Puoi usare queste domande come spunto di auto-valutazione:
- Autostima e immagine di sé: quanto mi sento a mio agio quando sono al centro dell’attenzione? Quanto mi è difficile mostrarmi per come sono?
- Gestione delle emozioni: riconosco ciò che provo? Riesco a esprimerlo senza esplodere o chiudermi?
- Relazioni e comunicazione: mi capita spesso di evitare conflitti o, al contrario, di reagire in modo impulsivo? Mi sento ascoltato/a dagli altri?
- Espressione di sé e creatività: mi concedo di sperimentare, sbagliare, giocare, o mi blocco per paura del giudizio?
Portare queste riflessioni in seduta può aiutare il teatroterapeuta a costruire un percorso mirato, scegliendo attività e modalità di lavoro coerenti con i tuoi obiettivi di crescita personale.
Le competenze del teatroterapeuta a supporto della crescita personale
Le competenze del teatroterapeuta sono centrali per trasformare il gioco teatrale in un reale percorso di crescita. Alcuni aspetti fondamentali sono:
- Creare un setting non giudicante: la persona deve potersi “rischiare” in ruoli nuovi senza paura di essere ridicolizzata; questo favorisce sperimentazione e cambiamento dell’immagine di sé.
- Lavorare con il gruppo: saper leggere dinamiche, alleanze e resistenze permette di trasformare il gruppo in una risorsa di specchiamento e sostegno, non in un ulteriore luogo di giudizio.
- Leggere processi corporei ed emotivi: cogliere segnali nel corpo, nella voce e nella scena aiuta a dare parola a ciò che spesso non è ancora consapevole.
Attraverso queste competenze, il teatroterapeuta accompagna la persona nel passaggio dalla semplice performance alla trasformazione personale, sostenendo cambiamenti più stabili nelle modalità di sentire, pensare e relazionarsi.
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