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Tranquirit: cos'è, come funziona e il ruolo della psicoterapia

Tranquirit: cos'è, come funziona e il ruolo della psicoterapia
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.6.2026
Tranquirit: cos'è, come funziona e il ruolo della psicoterapia
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  • Il Tranquirit contiene diazepam, una benzodiazepina a lunga durata d'azione, ed è efficace per ansia grave, insonnia ansiosa e tensione persistente, ma richiede prescrizione medica obbligatoria.
  • Con trattamenti prolungati il Tranquirit può causare dipendenza fisica e psicologica: la sospensione deve essere sempre graduale e supervisionata.
  • Il Tranquirit agisce sui sintomi dell'ansia ma non sui fattori che contribuiscono al disturbo: affiancarlo alla psicoterapia cognitivo-comportamentale permette di lavorare sugli schemi di pensiero e costruire risorse stabili nel tempo.
  • Le interazioni più pericolose del diazepam riguardano gli oppioidi e l'alcol, che ne potenzia l'effetto sedativo in modo imprevedibile.
  • Effetti come sentirsi ovattati, irritabili o emotivamente distaccati sono esperienze reali e segnalate da chi assume questo farmaco e vanno sempre comunicate al medico prescrittore, senza minimizzare.

Hai ricevuto la prescrizione di un farmaco per l'ansia, o forse stai semplicemente cercando di capire meglio cosa ti ha proposto il tuo medico o psichiatra, e ti trovi qui a raccogliere informazioni. È una reazione del tutto comprensibile. Capire che cosa si assume, come funziona e perché è stato indicato può aiutare a orientarsi con maggiore consapevolezza nel percorso di cura.

Il Tranquirit è un farmaco ansiolitico a base di diazepam. È soggetto a ricetta medica (RR) e può essere prescritto da un medico in presenza di condizioni che provocano un disagio intenso e disabilitante, tra cui:

  • ansia grave che compromette il funzionamento quotidiano,
  • insonnia associata a stati ansiosi,
  • tensione persistente e manifestazioni somatiche o psichiatriche legate a una sindrome ansiosa.

È disponibile in diverse formulazioni; tra le più utilizzate nella pratica clinica c'è quella in gocce orali, che consente una certa flessibilità nella somministrazione. Quando si parla di Tranquirit gocce, ci si riferisce proprio a questa forma, spesso scelta per la sua praticità nella gestione quotidiana della terapia.

Nelle prossime sezioni vediamo come agisce, a cosa serve, quali effetti può comportare e quale ruolo può avere la psicoterapia accanto al farmaco.

Lo sapevi?

Farmaco e terapia si usano spesso insieme

In una metanalisi su 52 studi (3.623 pazienti) su depressione e disturbi d'ansia, combinare psicoterapia e farmaco è risultato associato a esiti migliori del solo farmaco.

Cuijpers et al., 2014 · World Psychiatry

Di che classe farmaceutica fa parte?

Il Tranquirit ha come principio attivo il diazepam, una molecola che appartiene alla classe farmacoterapeutica degli ansiolitici benzodiazepinici, indicata anche nelle premedicazioni e come antiepilettico. Più nel dettaglio, il diazepam rientra nel gruppo dei derivati benzodiazepinici, una famiglia di composti che agiscono sul sistema nervoso centrale potenziando l'effetto del GABA, il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello.

Tra le benzodiazepine, il diazepam si distingue per la lunga durata d'azione. La sua emivita, cioè il tempo necessario all'organismo per eliminarne la metà, può variare tra le 20 e le 100 ore, a seconda delle caratteristiche individuali della persona.

Questo lo rende diverso da altri farmaci della stessa classe, come lo Xanax. Le differenze tra Xanax e Tranquirit riguardano diversi aspetti clinicamente rilevanti:

  • Principio attivo: alprazolam (Xanax) vs diazepam (Tranquirit).
  • Emivita: breve, 6-12 ore (alprazolam) vs lunga, 20-100 ore (diazepam).
  • Potenza ansiolitica: l'alprazolam è considerato più potente a parità di dose.
  • Frequenza di somministrazione: più volte al giorno per lo Xanax, generalmente inferiore per il Tranquirit grazie alla sua persistenza nell'organismo.

Nessuno dei due farmaci può essere considerato migliore in assoluto perché si tratta di molecole diverse, con profili d'azione diversi, adatte a quadri clinici diversi. La scelta spetta esclusivamente al medico, che valuterà la situazione specifica di ogni persona prima di indicare quale benzodiazepina sia più appropriata.

Come funziona Tranquirit

Il diazepam agisce nel sistema nervoso centrale legandosi ai recettori GABA-A, un tipo di recettore presente in diverse aree del cervello, tra cui il sistema limbico (coinvolto nella regolazione delle emozioni), il talamo e l'ipotalamo. In queste zone, il diazepam non crea un effetto da solo, ma amplifica il segnale del GABA, il neurotrasmettitore inibitorio che il cervello produce naturalmente.

In pratica, il diazepam non genera un segnale nuovo, ma potenzia un segnale inibitorio che il sistema nervoso produce già, riducendo l'eccitabilità neuronale in eccesso. Da questo meccanismo derivano diversi effetti farmacologici:

  • Ansiolitico: riduce la sensazione di allarme e tensione.
  • Sedativo-ipnotico: favorisce il rilassamento e il sonno.
  • Miorilassante: allenta la tensione muscolare.
  • Anticonvulsivante: riduce l'eccitabilità neuronale che può portare a convulsioni.
  • Regolatore neurovegetativo: agisce sulle manifestazioni fisiche dell'ansia generalizzata, come tachicardia e tremori.

Il farmaco è disponibile in gocce orali in soluzione allo 0,5%, in flaconi da 20 ml. Un millilitro corrisponde a 25 gocce, equivalenti a 5 mg di diazepam. Questa formulazione consente una maggiore flessibilità nel dosaggio, sempre secondo le indicazioni del medico.

Dopo l'assunzione, l'effetto si avverte generalmente entro 15-30 minuti, grazie alla rapidità con cui il diazepam viene assorbito per via orale. La durata, però, è ben più lunga: l'emivita prolungata della molecola fa sì che la sua azione si estenda nel tempo, spesso per molte ore.

Proprio per questa complessità, la posologia non può essere uguale per tutti. Va stabilita e adattata dal medico in base alla situazione specifica di ogni persona. L'autogestione del dosaggio non è mai una scelta sicura.

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Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali

Di questo farmaco conviene distinguere con chiarezza due aspetti. Da una parte ciò che può fare sul piano terapeutico, dall'altra gli effetti indesiderati che può comportare.

Indicazioni terapeutiche

Sul piano terapeutico, il diazepam può intervenire su diversi fronti. Tra gli effetti documentati:

  • Riduzione delle crisi ansiose acute e dell'ansia persistente: il diazepam può attenuare l'intensità degli episodi di allarme e della tensione cronica, offrendo un sollievo in certi momenti necessario.
  • Miglioramento della qualità del sonno: quando i pensieri intrusivi o l'agitazione rendono difficile addormentarsi o mantenere un sonno continuo, il farmaco può favorire un riposo più stabile.
  • Contrasto dei sintomi fisici dell'ansia: tensione muscolare, tremori, tachicardia e difficoltà respiratorie sono manifestazioni che il farmaco può contribuire a ridurre. Chi soffre di disturbo d'ansia generalizzata conosce bene quanto questi sintomi possano essere invalidanti nella vita quotidiana.
  • Effetto miorilassante: utile quando la tensione corporea diventa essa stessa una fonte di disagio.
  • Azione anticonvulsivante: impiegato nelle crisi epilettiche acute per ridurre l'eccitabilità neuronale.
  • Gestione dei sintomi da astinenza alcolica: in contesti medici specifici, il diazepam è utilizzato per attenuare le manifestazioni fisiche legate all'interruzione dell'alcol. È importante tenere presente, tuttavia, che un uso prolungato o non supervisionato può portare a dipendenza da psicofarmaci, un rischio che il medico valuta sempre con attenzione prima di impostare la terapia.
Ron Lach - Pexels

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, il Tranquirit può causare effetti indesiderati. Ogni persona risponde in modo diverso. Ciò che qualcuno tollera bene può essere avvertito in modo più marcato da un'altra persona. Non esiste una risposta uguale per tutti.

Effetti comuni (in molti casi tendono ad attenuarsi con il proseguire della terapia; se invece persistono o risultano fastidiosi, è bene parlarne con il medico):

  • sonnolenza diurna e affaticamento,
  • ottundimento emotivo e riduzione della vigilanza,
  • confusione, cefalea, vertigini,
  • debolezza muscolare, atassia (difficoltà nel coordinare i movimenti) e visione doppia.

Effetti occasionali:

  • disturbi gastrointestinali,
  • variazioni del desiderio sessuale,
  • reazioni cutanee.

Effetti rari:

  • difficoltà nell'articolazione della parola (disartria),
  • ipotensione, stipsi,
  • incontinenza o ritenzione urinaria,
  • nausea, ittero.

Meritano un'attenzione particolare alcuni effetti che è bene conoscere in anticipo.

L'amnesia anterograda, ovvero la difficoltà a formare nuovi ricordi dopo l'assunzione, può verificarsi anche a dosaggi terapeutici. Sebbene non riguardi tutte le persone che assumono il farmaco, è un effetto che vale la pena conoscere e segnalare al medico qualora si manifesti.

Esistono poi le cosiddette reazioni paradosse. Invece di calmarsi, alcune persone possono avvertire irrequietezza, irritabilità, aggressività o, in casi rari, allucinazioni. Questo fenomeno è più frequente negli anziani e nei bambini, ma può riguardare chiunque.

C'è anche il rischio che il farmaco smascheri una depressione preesistente che fino a quel momento era rimasta in secondo piano, nascosta dall'ansia.

Infine, alcune persone descrivono una sensazione di sentirsi “ovattate” o “spente”, come se le emozioni fossero attutite. È un'esperienza soggettiva, ma reale, e non va minimizzata: se la avverti, parlane con il tuo medico.

Con trattamenti prolungati o a dosi elevate può svilupparsi una dipendenza fisica e psicologica. Per questo motivo eventuali modifiche della terapia, compresa la sospensione, devono essere concordate con il medico.

Qualunque effetto indesiderato, anche quello che ti sembra secondario, merita di essere comunicato al medico prescrittore. Non sei tu a dover valutare se è "abbastanza importante": quella valutazione spetta a chi ti ha in cura.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Alcune combinazioni con il diazepam possono essere seriamente pericolose, ed è importante conoscerle prima di iniziare una terapia con questo farmaco.

L'assunzione di alcol durante il trattamento con diazepam è sconsigliata. L'alcol può potenziare gli effetti sedativi del farmaco e aumentare il rischio di riduzione della vigilanza e della capacità di reazione.

Altrettanto rilevante è l'interazione con altri farmaci depressori del sistema nervoso centrale, tra cui:

  • antipsicotici, ipnotici e altri ansiolitici o sedativi,
  • antidepressivi e antiepilettici,
  • analgesici narcotici e anestetici,
  • antistaminici con effetto sedativo.

In tutti questi casi, l'effetto depressivo sul sistema nervoso può risultare amplificato in modo significativo.

L'associazione con farmaci oppioidi richiede particolare cautela. L'assunzione contemporanea può aumentare il rischio di sedazione profonda, depressione respiratoria, coma e morte. Questa combinazione è consentita solo quando non esistono alternative terapeutiche valide.

Gli inibitori del citocromo P450, un sistema enzimatico coinvolto nel metabolismo di molti farmaci, possono invece rallentare l'eliminazione del diazepam dall'organismo, aumentandone l'attività e la permanenza nel sangue.

Per questo motivo, è fondamentale comunicare al medico prescrittore tutti i farmaci che stai assumendo, inclusi fitoterapici, integratori e prodotti da banco. Non modificare, aggiungere o sospendere nulla senza una chiara indicazione medica.

Avvertenze e precauzioni d'uso

Anche nella formulazione in gocce, il Tranquirit è un medicinale soggetto a prescrizione medica obbligatoria (RR) e può essere acquistato solo dietro presentazione di una ricetta.

Esistono poi situazioni in cui questo farmaco non può essere assunto in nessun caso. Le controindicazioni assolute includono:

  • miastenia grave (una malattia neuromuscolare che causa debolezza muscolare),
  • ipersensibilità accertata alle benzodiazepine,
  • grave insufficienza respiratoria,
  • grave insufficienza epatica,
  • sindrome da apnea notturna.

Va precisato, inoltre, che il Tranquirit non è indicato come trattamento primario della psicosi, né deve essere usato da solo per trattare la depressione o l'ansia a essa correlata.

Per quanto riguarda la gravidanza, il farmaco è controindicato nel primo trimestre. Nei mesi successivi può essere considerato solo se strettamente necessario e sotto stretto controllo medico. Se assunto nelle fasi finali della gravidanza, può causare nel neonato ipotermia, ipotonia e depressione respiratoria; esiste inoltre il rischio di dipendenza neonatale e di sintomi da astinenza dopo la nascita.

Durante l'allattamento, il diazepam passa nel latte materno: in caso di assunzione regolare, è necessario interrompere l'allattamento. Le donne in età fertile che stanno cercando una gravidanza, o che la sospettano, devono informare tempestivamente il medico.

Chi assume questo farmaco non dovrebbe guidare né usare macchinari, soprattutto nelle prime fasi della terapia o dopo una notte di sonno insufficiente, poiché la sedazione e la riduzione della concentrazione possono compromettere seriamente la reattività.

Nei pazienti anziani o debilitati, così come in chi presenta patologie croniche come insufficienza epatica, respiratoria, renale o modificazioni cerebrali organiche, il dosaggio va ridotto e calibrato con particolare prudenza.

Infine, è importante considerare che il rischio di dipendenza e tolleranza può aumentare con dosi elevate e trattamenti prolungati, in particolare nelle persone con una storia di abuso di alcol o altre sostanze. Inoltre, la sospensione brusca può provocare ansia e insonnia di rimbalzo, più intense di quelle iniziali. Per questo motivo, la riduzione deve essere sempre graduale e supervisionata dal medico.

La scheda tecnica indica una durata complessiva del trattamento limitata, in genere fino a 4 settimane per l'insonnia e 8-12 settimane per l'ansia, comprensiva della fase di riduzione graduale del dosaggio, secondo valutazione medica.

Vitaly Gariev - Pexels

Tranquirit e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Il Tranquirit e la psicoterapia non sono alternative in competizione. Quando l'ansia è molto intensa, il farmaco abbassa il livello di attivazione del sistema nervoso e attenua i sintomi più acuti, restituendo un po' di spazio mentale.

È ciò che in ambito clinico viene chiamato finestra terapeutica: un periodo in cui i sintomi più acuti sono attenuati e diventa possibile lavorare sui fattori che contribuiscono al mantenimento dell'ansia, come esperienze passate, schemi di pensiero che si ripetono e stress prolungato.

In pratica, i due strumenti possono lavorare insieme in modo concreto. Pensa a due situazioni frequenti:

  • Ansia acuta o cronica: il farmaco riduce l'intensità dei sintomi più invalidanti, mentre la terapia cognitivo-comportamentale aiuta a riconoscere i pensieri che alimentano l'ansia, a modificare le risposte automatiche e a costruire nuovi comportamenti, passo dopo passo.
  • Insonnia legata all'ansia: il farmaco può favorire il sonno nel breve termine, mentre la psicoterapia lavora sui pensieri intrusivi notturni, sulla routine del sonno e su tecniche di rilassamento che restano utili anche dopo.

L'obiettivo, nel tempo, è ridurre gradualmente il farmaco mentre si rafforzano le risorse personali, sempre secondo le indicazioni del medico per quanto riguarda il dosaggio. È comprensibile temere di non reggere senza il farmaco: è un timore reale, che merita attenzione e non minimizzazione. La scelta tra farmaco, psicoterapia o entrambi è una decisione clinica che dipende dalla natura del disturbo, dalla sua gravità e dalla risposta individuale.

Se senti che potrebbe essere il momento di affiancare al trattamento farmacologico un percorso psicologico, su Unobravo puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

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FAQ

Il Tranquirit è un farmaco ansiolitico a base di diazepam, una benzodiazepina a lunga durata d'azione (emivita 20-100 ore). È soggetto a prescrizione medica obbligatoria (RR) ed è indicato per ansia grave, insonnia associata ad ansia e tensione persistente con manifestazioni somatiche.
Tranquirit contiene diazepam (emivita 20-100 ore), Xanax contiene alprazolam (emivita 6-12 ore). L'alprazolam è considerato più potente a parità di dose e richiede somministrazioni più frequenti. Nessuno dei due è superiore in assoluto: la scelta spetta al medico in base al quadro clinico specifico.
Sì, è un effetto soggettivo reale e segnalato da molte persone. Il diazepam agisce sul sistema nervoso centrale riducendo l'attivazione emotiva, il che può tradursi in una sensazione di appiattimento o distacco. Va comunicato al medico prescrittore, anche con parole semplici come 'mi sento meno presente di prima'.
Sì, con trattamenti prolungati o a dosi elevate può svilupparsi dipendenza fisica e psicologica, soprattutto in chi ha una storia di abuso di alcol o sostanze. La sospensione brusca può causare ansia e insonnia di rimbalzo più intense di quelle iniziali. La riduzione deve essere sempre graduale e supervisionata dal medico.
La scheda tecnica indica una durata complessiva limitata, in genere fino a 4 settimane per l'insonnia e 8-12 settimane per l'ansia, comprensiva della fase di riduzione graduale del dosaggio. L'uso prolungato aumenta il rischio di dipendenza e tolleranza.
Sì, è un approccio clinicamente valido. Il farmaco riduce i sintomi acuti creando una 'finestra terapeutica' in cui la psicoterapia può lavorare sui fattori che contribuiscono all'ansia: schemi di pensiero, esperienze passate, stress prolungato. L'obiettivo nel tempo è ridurre gradualmente il farmaco mentre si rafforzano le risorse personali.
L'alcol va evitato completamente. Le combinazioni pericolose includono oppioidi (rischio di sedazione profonda, depressione respiratoria e coma), altri depressori del sistema nervoso centrale (antipsicotici, ipnotici, antidepressivi, antiepilettici, antistaminici sedativi) e inibitori del citocromo P450. È fondamentale comunicare al medico tutti i farmaci assunti.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto: Tranquirit (diazepam), gocce orali. https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it
  • Baldwin, D. S., Aitchison, K., Bateson, A., Curran, H. V., Davies, S., Leonard, B., Nutt, D. J., Stephens, D. N., & Wilson, S. (2013). Benzodiazepines: risks and benefits. A reconsideration. Journal of Psychopharmacology, 27(11), 967-971.
  • Fluyau, D., Revadigar, N., & Manobianco, B. E. (2018). Challenges of the pharmacological management of benzodiazepine withdrawal, dependence, and discontinuation. Therapeutic Advances in Psychopharmacology, 8(5), 147-168.
  • National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Generalised anxiety disorder and panic disorder in adults: management. Clinical guideline.
  • U.S. Food and Drug Administration (FDA). Boxed Warning sull'uso concomitante di benzodiazepine e oppioidi: rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte, 2016. https://www.fda.gov

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