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Psicologia dell’adolescenza
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"Mamma ho perso… la vacanza": quando un adolescente boicotta l’estate in famiglia.

"Mamma ho perso… la vacanza": quando un adolescente boicotta l’estate in famiglia.
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
24.7.2026
"Mamma ho perso… la vacanza": quando un adolescente boicotta l’estate in famiglia.
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Anche se non si trattava di un adolescente, le scene in cui Kevin resta da solo a casa in “Mamma ho perso l’aereo” rimangono scolpite nella nostra mente. Immaginiamo di trasferire il set in una delle famiglie in cui, vacanze alle porte, si consuma la diatriba tra genitori e adolescenti circa l’imminente partenza. Da un lato ragazzi che sognano di svegliarsi la mattina con genitori e fratelli lontani, casa libera e disponibilità illimitata di tempo da trascorrere con amici o possibilità di partire con fidanzati/e direzione spensieratezza. Dall’altro i genitori che realizzano che i loro amati bambini non ci sono più.

Si arrendono così all’ineluttabile trascorrere del tempo che scala le gerarchie degli affetti nel cuore dei più giovani collocando saldi al primo posto i coetanei e costringendo a una sorta di oblio i familiari. Siete pronti per vedere “Mamma ho perso… la vacanza” e riflettere sui movimenti psicologici legati al momento in cui un adolescente boicotta l’estate in famiglia?

Tre amici si godono una vivace passeggiata lungo il viale İstiklal a Istanbul. Un'immagine che cattura l'energia giovanile.
Honoure Pomme – Pexels

Genitori e figli: i significati di ognuno

Proviamo a riflettere sui significati che le vacanze possono assumere nella prospettiva di genitori e figli.

Le vacanze per i genitori

Per i genitori il periodo della vacanza è un momento particolare. Si interrompono i quotidiani ritmi di vita, si ha tempo libero che si vorrebbe dedicare alla possibilità di stare insieme. Se durante l’anno i tempi di lavoro e impegni rendono difficile godersi momenti e spazi con i propri figli, le vacanze rappresentano un’occasione preziosa in questo senso. Ci sono tuttavia altri aspetti da segnalare:Il tempo che passa innesca contenuti malinconici e luttuosi. Cambia l’immagine mentale di sé e del figlio che non viene più riconosciuto nel bambino di cui si inizia ad avere nostalgia. Si avverte che l’altro sta crescendo e scappando e questo aspetto spaventa.Si sente che sta per andarsene definitivamente una possibilità che non tornerà più: la vacanza tutti insieme. Si fanno i conti con ricordi circa un passato che si vorrebbe prolungare a tutti i costi nel presente e nel futuro.

  • Gerarchie di affetti

Proprio in ragione del cambiamento nel posizionamento affettivo (molto più vicini e amici fino alla possibilità di confondere i ruoli), i genitori rischiano di vivere una sorta di competizione narcisistica rispetto alla gerarchia di affetti dei figli. Sentire di non essere più al centro dell’universo relazionale di un figlio che sta crescendo può generare una vera e propria ferita narcisistica nell’ego genitoriale.

  • Più libertà = meno potere

La crescita dei figli porta in scena il processo di separazione con una progressiva libertà, indipendenza e autonomia. Questo aspetto può, a livello inconsapevole, corrispondere alla sensazione di avere meno potere. Tutto questo movimento porta al confronto con il tema del perdere forza, incisività e in definitiva con l’invecchiamento.

  • Limite alla possibilità di proteggere

L’indipendenza di un figlio lo fa avvertire come meno facile da proteggere. L’allontanamento progressivo può far avvertire tutti i limiti, fisiologici e sani, alla propria capacità e possibilità di proteggere i cuccioli. La difficoltà a stabilire limiti e regole porta tuttavia i genitori contemporanei ad accentuare anche il tema del controllo. Vacanze indipendenti corrispondono alla più totale assenza di controllo genitoriale e questo può tradursi in vera e propria ansia.

Le vacanze per i figli

Amici, amici, amici. Potremmo andare avanti all’infinito con questa parola per comporre questo paragrafo. In adolescenza il gruppo dei pari assume un ruolo centrale. L’adolescente è ambivalente: con un occhio guarda al mondo adulto e con l’altro ai propri coetanei. Sta cercando di capire cosa vuole prendere e cosa vuole lasciare indietro rispetto alla costruzione della propria identità da ciascuno dei due gruppi. Cosa possiamo aggiungere alla parola d’ordine amici?

  • Desiderio di autonomia, indipendenza e… trasgressione

“Poter fare ciò che si vuole” è il sogno proibito. Autodeterminarsi circa chi si vede, quando, orari, regole. Il desiderio di trasgressione è fisiologico. Oltrepassare i limiti è un’esperienza che, se ben gestita, diviene fondamentale nel processo di acquisizione di regole e identità.

  • Gestione del tempo

Se i genitori vedono nel tempo libero vacanziero occasione di relax e riposo, per gli adolescenti coincide invece con elasticità, intensa socialità, orari flessibili fatti di più vita notturna e sonno mattutino prolungato.

  • Costruzione dell’identità e dell’immagine di sé

Decisioni, regole proprie, tempo con gli amici divengono esperienze utili alla costruzione della propria identità e della propria immagine lontano dai possibili giudizi del mondo adulto. Attraverso quello che si fa si afferma anche chi si è, si vuole essere o diventare.

Adolescenti, questi sconosciuti

Il modello del Ciclo di vita di Erikson inquadra nel modo seguente gli adolescenti:

Tra i 12 e i 18 anni si trovano impegnati in una fase di definizione dell'identità che contrasta con la confusione dei ruoli. Adattamento della coscienza di sé ai cambiamenti imposti dalla pubertà, scelte professionali, ricerca di valori, definizione dell’identità sessuale sono alcuni dei compiti evolutivi fondamentali di questa fase.

Pietropolli Charmet (2000) ne riconosce più precisamente 3:

  • Soggettivazione: individuazione, costruzione di una propria identità nella separazione dalla propria famiglia (valori, norme) e dalla propria infanzia;
  • Costruzione di un’immagine del corpo nuovo e definizione della propria identità maschile/femminile e della sessualità che si intende esercitare;
  • Costruzione nuovi legami sociali e affettivi: coppia, gruppo di amici.

Davvero gli adolescenti rifiutano le vacanze in famiglia?

I dati che ci parlano di un approdo sempre più tardivo alla tappa della patente, ci presentano una realtà che sta probabilmente cambiando. Per motivi di ordine economico, ma anche affettivo, gli adolescenti puntano meno all’indipendenza. Volare da soli spaventa. Legami forti ai limiti della vischiosità e funzionali al rinforzo narcisistico genitoriale, disincentivano la spinta all’autonomia.

Si tratta di una sorta di allarme che risuona non appena i figli provano a separarsi e che rischia di rimbombare nei termini di “non andare perché non ce la fai”. Sempre più di frequente si assiste a genitori che di fatto ri-frequentano le scuole studiando fianco a fianco dei figli e arrabbiandosi direttamente con i docenti per le valutazioni che non gradiscono. Sentono infatti rivolti a loro per interposta persona i voti.

Queste dinamiche rischiano di fragilizzare i figli limitando la loro spinta verso l’autonomia, rinforzando fenomeni di chiusura, ritiro e ripiegamento verso il nucleo familiare. Insomma non è così scontato che gli adolescenti odierni siano smaniosi di fare vacanze da soli. Spesso possono preferire l’esclusività e la gratuità delle proposte vacanziere dei genitori.

Un ragazzo con la schiuma da barba sul viso
cottonbro studio – Pexels

Genitori: istruzioni per l'uso

Il mestiere del genitore è particolarmente complesso (parola di Freud) soprattutto con le turbolenze che l’adolescenza porta. Proviamo quindi a fornire alcuni spunti di riflessione utili a gestire il momento delle vacanze:

  • Ricordare i ruoli: spesso la paura di mettere limiti e regole e di rimarcare in modo chiaro i ruoli, rischia di creare confusione. Dialogare e discutere non significa imporre il proprio potere a tutti i costi, ma nemmeno lasciare che siano gli adolescenti a decidere. La presenza di adulti autorevoli è importante anche per i ragazzi, li rende meno confusi, spaventati, più sicuri nel rivolgersi “ai grandi” quando è necessario.
  • Mediazione: la mediazione è d’obbligo con gli adolescenti. Incontrarsi a metà strada dopo confronto, magari conflitto e decisione diviene una soluzione preziosa e utile nel promuovere dinamiche relazionali serene. Magari, valutando adeguatamente l’età e il con chi, si può proporre un fine settimana con gli amici, ma al contempo le vacanze in famiglia.
  • Ascoltare e accogliere punti di vista ed emozioni: essere aperti all’ascolto dei punti di vista e delle emozioni dei propri figli, ma anche delle proprie. Cosa ci sta dicendo la paura che nostro figlio adolescente non venga in vacanza con noi? Di quale aspetto di noi ci parla? La malinconia per il passato o il timore per il futuro? Cosa di questo cambiamento ci crea difficoltà?
  • Valutare ambienti sani: un buon compromesso possono essere le esperienze che i ragazzi e le ragazze possono fare con i gruppi di amici in ambienti “sani” come i campi estivi proposti da istituzioni, società sportive, parrocchie. Si tratta di spazi in cui oltre a divertirsi ci può essere la possibilità di riflettere, confrontarsi, crescere, lavorare mettendosi al servizio di altri. Il volontariato rimane un ottimo educatore.
  • Avere chiaro il proprio “mandato”. Il compito dei genitori è offrire loro gli strumenti utili per costruire il proprio cammino autonomo e indipendente. La protezione è un dovere, ma se esageriamo da questo punto di vista, rischiamo di passare il messaggio che il mondo esterno sia qualcosa di spaventoso, pericoloso rispetto al quale l’adolescente non è attrezzato. Se al contrario percepisce fiducia e sicurezza nel lavoro svolto (insomma deve essere per primo il genitore a essere sufficientemente sicuro di aver fornito gli strumenti adeguati) avrà il coraggio di spiccare il volo sapendo di poter contare su adulti seri, autorevoli, dotati di buon senso.

Lo psicologo in valigia?

La vacanza può essere il momento in cui una serie di tensioni esplode in modo più evidente. Una sorta di punta dell’iceberg che nasconde la difficoltà ad accogliere la crescita dei figli. Per questo motivo può essere utile cercare la consulenza di un professionista. Un percorso di sostegno psicologico individuale o, se ci sono i presupposti, familiare, può favorire la consapevolezza circa le ricche e complesse dinamiche relazionali e affettive che sono in gioco in un momento di delicata transizione. Mettere lo psicologo in valigia può essere un buon modo per assicurare la vacanza!

A modo tuo: una canzone per genitori e figli adolescenti

Le parole tratte dalla canzone “A modo tuo” di Ligabue ed Elisa ci sembrano un ottimo modo per augurare a genitori e figli buone vacanze:

Sarà difficile

lasciarti al mondo

e tenere un pezzetto per me

e nel bel mezzo del

tuo girotondo

non poterti proteggere

sarà difficile

ma sarà fin troppo semplice

mentre tu ti giri

e continui a ridere

A modo tuo

andrai

a modo tuo

camminerai e cadrai, ti alzerai

sempre a modo tuo

A modo tuo

vedrai

a modo tuo

dondolerai, salterai, cambierai

sempre a modo tuo

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