Quando parliamo di aggressività facciamo riferimento a un comportamento che si manifesta come una propensione a danneggiare qualcuno o qualcosa e che può concretizzarsi in forma verbale, per esempio attraverso insulti, minacce o linguaggio scurrile, o in forma fisica.
Possiamo modificare la tendenza alla comunicazione aggressiva praticando l’assertività. Scopriamo cosa significa!
In psicologia con il termine aggressività ci si riferisce alla tendenza ad assumere comportamenti che hanno lo scopo di causare danno o dolore agli altri. Bisogna tener presente, tuttavia, che un’azione può essere aggressiva anche se non riesce nelle finalità di danneggiamento, perché ciò che la connota come tale è l’intenzione alla base dell’agire stesso.
Due tipi di aggressività
Bisogna distinguere due tipologie di aggressività:
- l’aggressività fisiologica, osservabile anche negli animali, che assume la connotazione di un comportamento difensivo volto a garantire la propria sopravvivenza o incolumità;
- l’aggressività patologica, che attiva un comportamento difensivo senza che vi sia stato un comportamento provocatorio o ostile da parte degli altri, o un comportamento eccessivo e sproporzionato rispetto all’offesa e alla minaccia.
Segnali e campanelli d’allarme della comunicazione aggressiva
Individuare la comunicazione aggressiva non è sempre semplice, perché può assumere forme sia evidenti che più subdole. Ecco alcuni segnali a cui prestare attenzione:
- Tono di voce elevato o minaccioso: parlare urlando, interrompere spesso o utilizzare un tono sarcastico può essere un segnale di aggressività.
- Espressioni facciali dure o ostili: sguardi di disprezzo, occhi sbarrati o mascella serrata sono indicatori non verbali di tensione e ostilità.
- Gestualità invadente: puntare il dito, agitare le mani in modo brusco o avvicinarsi troppo all’interlocutore può essere percepito come intimidatorio.
- Uso di parole svalutanti o generalizzazioni: frasi come "Sei sempre il solito" o "Non fai mai niente di giusto" tendono a colpire l’identità dell’altro, non solo il comportamento specifico.
- Minacce, anche velate: allusioni a possibili conseguenze negative, anche non esplicitate, sono segnali di una comunicazione aggressiva.
- Senso di disagio o paura nell’interlocutore: se dopo una conversazione ci si sente svalutati, impauriti o in colpa senza un motivo chiaro, è possibile che si sia stati esposti a una comunicazione aggressiva.
Riconoscere questi segnali può permettere di intervenire tempestivamente, proteggendo il proprio benessere emotivo e quello delle persone coinvolte.
Le forme della comunicazione aggressiva: verbale, psicologica e fisica
La comunicazione aggressiva può manifestarsi in modi diversi, spesso intrecciando più forme tra loro. Comprendere queste differenze può essere fondamentale per riconoscerla e gestirla in modo efficace.
- Aggressività verbale: si esprime attraverso parole offensive, insulti, minacce, sarcasmo pungente o tono di voce eccessivamente duro. Ad esempio, frasi come "Non capisci mai niente" o "Sei inutile" sono manifestazioni di aggressività verbale.
- Aggressività psicologica: coinvolge comportamenti più sottili, come la manipolazione, l'umiliazione, la svalutazione o il ricatto emotivo. Può includere anche il silenzio punitivo, la colpevolizzazione costante o il tentativo di isolare l'altro. Queste modalità, pur non essendo sempre evidenti, possono avere un impatto profondo sulla salute emotiva della persona che le subisce.
- Aggressività fisica: si manifesta attraverso gesti o azioni che mirano a intimidire o ferire fisicamente l'altro, come spingere, strattonare, lanciare oggetti o, nei casi più gravi, colpire. Anche minacciare un gesto fisico può essere considerato una forma di comunicazione aggressiva.
Spesso queste forme si sovrappongono: una comunicazione verbale aggressiva può essere accompagnata da gesti minacciosi o da un atteggiamento psicologicamente manipolatorio. Riconoscere la varietà delle espressioni aggressive può costituire il primo passo per proteggersi e intervenire in modo adeguato.
Qual è la causa?
L’aggressività è quasi sempre conseguenza di una frustrazione, intesa come stato di attivazione emotiva collegato al mancato soddisfacimento o appagamento di un bisogno o desiderio. In tutte le età l’aggressività può nascere da una grave sofferenza interiore o da prolungate situazioni di stress, magari all'interno di specifici contesti sociali (vedi, per esempio, l’Effetto Lucifero). In questi casi viene ad alterarsi, a volte in maniera addirittura permanente, il rapporto con gli altri e il mondo nel suo complesso, avvertiti come minacciosi, infidi, incapaci di accoglienza e amore.
A volte, inoltre, la sofferenza psicologica e il conflitto che ne deriva possono spingere le persone aggressive a provocare gli altri per ottenere delle brusche reazioni che possano in qualche modo giustificare il loro agire violento o aggressivo, ottenendo così una forma, seppur momentanea e instabile, di catarsi. Il modello proposto evidenzia inoltre un circolo vizioso: la repressione come principale risposta all'aggressività può aumentare le minacce percepite e lo stress nell'aggressore, rafforzando così i comportamenti aggressivi (Tordjman, 2022).

Come comunicare con l’aggressivo?
Una modalità efficace di comunicare con le persone aggressive è l’assertività, intesa come la capacità di esprimere in maniera chiara ed efficace le proprie emozioni ed idee, senza calpestare e farsi calpestare dall’altro. Assertività è infatti prima di tutto equilibrio!
La comunicazione assertiva quindi si definisce come uno strumento finalizzato a rendere più equi i nostri rapporti interpersonali mettendoci in grado di:
- agire nel nostro migliore interesse
- difenderci senza manifestare ansia
- comunicare con facilità ed onestà le nostre emozioni
- esercitare i nostri diritti senza negare quelli altrui.
Sviluppare l’assertività
Il primo passo per diventare assertivi è sicuramente quello di definire con chiarezza i propri obiettivi e portarli consapevolmente nello spazio della relazione, avendo ben chiari i propri bisogni e dandosi il diritto di esprimerli.
Quando ci si trova di fronte a una persona aggressiva, le prime cose da chiedersi per potercisi relazionare in maniera equa e senza la paura che possa lederci sono:
- il danno che può procurarmi è oggettivo, fisico o solo immaginato?
- se dovesse realmente danneggiarmi come potrei affrontarlo?
- sono sicuro che questa persona ha realmente il potere di ledermi o sono io a conferirglielo?
Spesso siamo noi stessi a conferire alla persona aggressiva eccessivo potere e importanza, immaginando conseguenze catastrofiche nel confronto con lei. Nella maggior parte dei casi, invece, la minaccia di cui la persona aggressiva sembra essere portatrice non solo è più lieve di quanto avevamo immaginato, ma a volte addirittura inesistente. La comunicazione con questa persona può quindi essere sgradevole, ma non necessariamente pericolosa.
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Cambiare il nostro atteggiamento
A volte basta solo un po' di coraggio in più nell’accettare che l’altro possa rifiutarci o ferirci, per riuscire a confrontarsi senza rimanere schiacciati dalla paura delle conseguenze. Bisogna inoltre ricordarsi sempre che l’assertività si basa su tre diritti fondamentali, che solo noi possiamo riconoscerci:
- il diritto di dire
- il diritto di fermare l’altro
- il diritto di interrompere il rapporto se dannoso.
Per riuscire a reagire e comunicare con una persona aggressiva è quindi innanzitutto importante avere consapevolezza di cosa questo muove in noi, quali sono le emozioni e i blocchi che attiva nel nostro vissuto e nella nostra emotività.
Strategie per una comunicazione assertiva
Naturalmente, è bene evitare di rispondere in modo aggressivo, con il rischio di rinforzare ancora di più lo stile aggressivo dell’altro. Esistono degli accorgimenti che possono essere utili per comunicare assertivamente con le persone aggressive:
- prendere la responsabilità di ciò che si vuole e di ciò che si sente; per fare ciò è utile parlare in prima persona, evitando per esempio frasi come “tu mi fai arrabbiare” e preferendo frasi come “provo rabbia quando…”;
- descrivere i comportamenti specifici della persona, evitando di criticarla nella sua totalità e di cadere nella generalizzazione;
- comprendere le intenzioni e gli stati d’animo dell’altro, anche se mascherati da un comportamento ostile o minaccioso;
- chiedere conferma diretta delle proprie supposizioni, evitando di parlare di intenzioni presunte.
Infine, una modalità estremamente funzionale, quando si vuole rifiutare una richiesta di un interlocutore particolarmente insistente, sta nel ripetere il proprio punto di vista senza cambiare le parole e la qualità dell’eloquio, quasi come un disco rotto. Mantenendo il punto sull’elemento fondamentale del confronto che stiamo avendo, riusciremo a farci ascoltare ed evitare di essere manipolati.
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Identikit dell’assertivo
La persona assertiva:
- è consapevole di quelli che sono i propri obiettivi e bisogni e si dà da fare per perseguirli
- è in grado di porre dei limiti all’altro e dire NO quando è necessario
- sa chiedere se ha bisogno
- si prende la responsabilità dei propri stati d’animo dimostrando apertamente quello che prova e pensa.
Probabilmente nessuno nasce assertivo, le abilità sociali infatti si apprendono. La buona notizia però è che, se davvero lo vogliamo, possiamo diventarlo: l'assertività si può imparare!
Strategie pratiche per riconoscere e gestire la comunicazione aggressiva
Affrontare la comunicazione aggressiva richiede consapevolezza e strumenti pratici. È importante ricordare che l’intervento sui comportamenti aggressivi può avvenire a tre livelli distinti: agendo sulla situazione stressante, sull’aggressore (lavorando sulla percezione e sulla risposta allo stress) e sull’aggredito (intervenendo sulla percezione e sulla risposta all’aggressione) (Tordjman, 2022).
Ecco alcuni passaggi utili per riconoscere e gestire efficacemente questi comportamenti:
- Osserva le tue reazioni emotive: se ti senti spesso a disagio, in colpa o impaurito dopo una conversazione, chiediti se hai subito una comunicazione aggressiva.
- Identifica i comportamenti specifici: annota quali parole, gesti o atteggiamenti ti hanno fatto sentire minacciato o svalutato, così potrai distinguere tra un conflitto sano e una vera aggressione comunicativa.
- Stabilisci i tuoi confini: impara a riconoscere quando una conversazione supera il limite del rispetto e, se necessario, afferma con calma: "Questa modalità di parlare mi mette a disagio, preferirei continuare in modo più rispettoso".
- Utilizza tecniche di autodifesa emotiva: respira profondamente, mantieni la calma e, se occorre, prendi una pausa dalla conversazione. Ricorda che non sei obbligato a rispondere subito o a giustificarti.
- Cerca supporto se necessario: se la comunicazione aggressiva è frequente o ti senti sopraffatto, confrontati con una persona di fiducia o valuta il supporto di un professionista.
Questi passaggi, se praticati con costanza, possono aiutarti a proteggere il tuo benessere e a promuovere relazioni più equilibrate e rispettose.
Conseguenze psicologiche e relazionali della comunicazione aggressiva
La comunicazione aggressiva può avere effetti profondi sia su chi la subisce che su chi la mette in atto. Le conseguenze si manifestano a livello psicologico, emotivo e relazionale.
- Sulla vittima: chi subisce comunicazione aggressiva può sperimentare una diminuzione dell’autostima, ansia, senso di insicurezza e, nei casi più gravi, sintomi di stress cronico. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’esposizione prolungata a comportamenti aggressivi può aumentare il rischio di sviluppare disturbi d’ansia e depressione (OMS, 2022).
- Sulle relazioni: la presenza costante di comunicazione aggressiva mina la fiducia reciproca, favorisce la chiusura emotiva e può portare all’isolamento sociale. Le relazioni diventano spesso conflittuali, caratterizzate da paura, risentimento o desiderio di evitamento.
- Sull’aggressore: anche chi adotta uno stile comunicativo aggressivo può sperimentare conseguenze negative, come difficoltà a mantenere relazioni stabili, senso di solitudine e, talvolta, sensi di colpa o vergogna dopo episodi particolarmente intensi.
Nel contesto clinico, il DSM-5-TR (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) sottolinea come la comunicazione aggressiva possa essere un sintomo o un fattore di mantenimento in diversi disturbi psicologici, tra cui i disturbi della personalità e i disturbi dell’umore.
Essere consapevoli di queste conseguenze può essere fondamentale per motivare il cambiamento e promuovere modalità comunicative più sane e rispettose.
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Riconoscere e gestire la comunicazione aggressiva non è sempre facile, ma può essere un passo importante per proteggere il tuo equilibrio emotivo e costruire relazioni più sane.
Se senti il bisogno di essere ascoltato, di imparare strategie assertive o di affrontare le conseguenze di una comunicazione difficile, ricorda che non sei solo. Con l’aiuto di uno psicologo Unobravo puoi trovare il supporto adatto a te, sviluppare nuove risorse e lavorare verso una maggiore serenità nei tuoi rapporti. Inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e fai il primo passo verso il cambiamento.




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