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Cipralex: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia

Cipralex: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
17.6.2026
Cipralex: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
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  • Cipralex (escitalopram) è un SSRI prescritto per depressione maggiore, disturbo d'ansia generalizzato, disturbo di panico e fobia sociale: gli effetti terapeutici tendono a stabilizzarsi dopo 2-4 settimane dall'inizio del trattamento.
  • Gli effetti collaterali più comuni di Cipralex includono nausea, alterazioni del sonno, mal di testa e disturbi sessuali (riduzione del desiderio, difficoltà all'orgasmo): questi ultimi tendono a persistere per tutta la durata della terapia e vanno sempre segnalati al medico.
  • Cipralex non va mai sospeso bruscamente: l'interruzione deve essere graduale, guidata dal medico, per evitare sintomi da discontinuazione come vertigini, irritabilità e sensazione di scosse elettriche.
  • L'approccio combinato farmaco e psicoterapia può essere associato a esiti favorevoli rispetto al solo farmaco in molti profili clinici: il farmaco può contribuire a ridurre i sintomi, la psicoterapia può lavorare sui fattori che contribuiscono al disturbo e può preparare alla fase di riduzione della dose.
  • L'iperico (erba di San Giovanni), se assunto insieme a Cipralex, può scatenare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave: è indispensabile comunicare al medico tutti i prodotti assunti, inclusi integratori e rimedi erboristici.

Stanchezza persistente, ansia intensa o attacchi di panico possono compromettere in modo significativo la qualità della vita e spingere a cercare informazioni sui trattamenti disponibili. In questo percorso, il tuo medico potrebbe averti parlato di Cipralex, un farmaco utilizzato per trattare alcune difficoltà legate all'umore e all'ansia, oppure potresti averlo sentito nominare e voler capire di cosa si tratta prima di fare qualsiasi scelta.

È utile chiarire fin da subito che questo farmaco non ha l'obiettivo di modificare la personalità o eliminare le emozioni. È uno strumento, non una soluzione magica, e come tutti gli strumenti va compreso per poterlo usare al meglio, insieme al medico.

Nelle prossime sezioni troverai informazioni chiare su come funziona, quali effetti collaterali può avere e quale ruolo può giocare la psicoterapia accanto al trattamento farmacologico. Perché informarsi è il primo passo per prendere decisioni consapevoli, sempre insieme al proprio medico, che rimane il punto di riferimento indispensabile per la prescrizione e il monitoraggio di qualsiasi terapia.

Lo sapevi?

Farmaco e terapia si usano spesso insieme

In una metanalisi su 52 studi (3.623 pazienti), nella depressione maggiore combinare psicoterapia e farmaco è risultato associato a esiti migliori del solo farmaco, con effetti mantenuti fino a 2 anni.

Cuijpers et al., 2014 · World Psychiatry

Cos'è Cipralex: molecola, classe farmacologica e indicazioni

Cipralex è il nome commerciale di un principio attivo chiamato escitalopram ossalato, una molecola che modula in modo selettivo il sistema della serotonina, uno dei principali neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell'umore, del sonno e dell'appetito.

Dal punto di vista farmacologico, appartiene alla classe degli SSRI, ovvero gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Questi farmaci contribuiscono ad aumentare la disponibilità di serotonina nello spazio sinaptico, con l'obiettivo di favorire la trasmissione dei segnali tra i neuroni.

Gli SSRI sono una famiglia numerosa, che include molecole note come la fluoxetina e la sertralina. Ma appartenere alla stessa classe non significa essere identici. Ogni principio attivo ha un profilo di tollerabilità proprio e ciò che funziona bene per una persona potrebbe non essere la scelta ottimale per un'altra.

Proprio per questo, quando un medico sceglie di prescrivere escitalopram piuttosto che un altro SSRI, la decisione tiene conto della tollerabilità individuale, del profilo degli effetti collaterali e di come quella specifica persona ha risposto in passato a eventuali trattamenti. È una valutazione personalizzata, non una formula universale.

Il farmaco può essere prescritto per diversi disturbi, tra cui:

In termini pratici, l'obiettivo del farmaco è contribuire a ridurre l'intensità dei sintomi quanto basta per permettere alla persona di ritrovare una maggiore funzionalità nella vita di ogni giorno come lavorare, avere relazioni, prendersi cura di sé.

Cipralex è disponibile in compresse e in gocce orali, una scelta di formulazione che consente di adattare la terapia alle esigenze del singolo paziente. È un farmaco soggetto a ricetta medica (RR), quindi non è acquistabile in farmacia senza prescrizione, ed è commercializzato in Italia da GR Farma S.r.l.

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Come funziona Cipralex

Immagina che tra due neuroni ci sia uno spazio minuscolo, quasi invisibile, attraverso cui passano i messaggi chimici del cervello. La serotonina è uno di questi messaggeri: un neurotrasmettitore che gioca un ruolo centrale nella regolazione dell'umore, della qualità del sonno e della risposta allo stress. Quando i livelli di serotonina disponibile si abbassano, l'equilibrio emotivo può vacillare.

Ecco dove entra in gioco l'escitalopram: la sua azione principale è rallentare il riassorbimento della serotonina da quello spazio tra i neuroni, lasciandola disponibile più a lungo per svolgere la propria funzione. È un meccanismo mirato, selettivo, che modula questo specifico sistema senza interferire in modo significativo con altri circuiti del cervello.

L'organismo ha bisogno di tempo per adattarsi e quindi gli effetti terapeutici non sono immediati. In genere si parla di 2-4 settimane prima che gli effetti diventino stabili e percepibili.

Nei primi giorni, alcune persone possono sperimentare un temporaneo aumento dell'ansia o una sensazione di agitazione. Può sembrare paradossale, e lo è in un certo senso, ma è una risposta nota e generalmente transitoria. Se persiste oltre le prime settimane, è importante segnalarlo al medico.

Una delle domande più frequenti è se l'escitalopram possa danneggiare il cervello. È una preoccupazione comprensibile, ma non ci sono evidenze scientifiche che suggeriscano danni neurologici permanenti legati all'uso dell'escitalopram, come indicato dalle agenzie regolatorie internazionali (EMA e AIFA).

Sul piano pratico, il farmaco è disponibile in due formati:

  • compresse, nei dosaggi da 5 mg, 10 mg, 15 mg e 20 mg;
  • gocce orali, in soluzione da 20 mg/ml, in flacone da 15 ml, che possono essere miscelate con acqua, succo d'arancia o succo di mela, per chi ha difficoltà a deglutire le compresse.

La scelta del formato e della dose è sempre una decisione che spetta al medico, calibrata sulla situazione specifica di chi la assume.

Pavel Danilyuk - Pexels

Effetti terapeutici ed effetti collaterali

L'esperienza con l'escitalopram varia da persona a persona, per alcune il miglioramento è significativo, per altre più graduale, per altre ancora il farmaco potrebbe non essere quello più adatto. Di seguito, una panoramica degli effetti terapeutici e di quelli indesiderati.

Effetti terapeutici

Quando il farmaco risponde in modo adeguato al quadro clinico, può contribuire a ridurre l'intensità dei sintomi: l'ansia che sembrava occupare ogni angolo della giornata può diventare più gestibile, i sintomi depressivi possono ridursi progressivamente e la capacità di concentrarsi può progressivamente tornare.

Alcune persone possono sperimentare anche un miglioramento della qualità del sonno, una riduzione dell'irritabilità e una maggiore lucidità nel quotidiano. Quella sensazione di riuscire finalmente a stare presenti nella propria vita, a compiere gesti quotidiani senza che tutto sembri una montagna.

Il farmaco non agisce direttamente sui fattori che possono concorrere al disturbo, quindi di fatto non cancella un trauma, non cambia una situazione difficile e non elabora al posto tuo. Quello che può fare è creare le condizioni perché tu possa lavorarci, con più lucidità e meno sofferenza.

Effetti collaterali

La risposta del corpo all'escitalopram è profondamente soggettiva, infatti alcune persone non sperimentano quasi nessun effetto collaterale e altre ne incontrano diversi, soprattutto nelle prime settimane.

Gli effetti più comuni, e generalmente transitori, possono includere:

  • nausea e disturbi gastrointestinali,
  • alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o sonnolenza),
  • mal di testa,
  • secchezza delle fauci,
  • variazioni di appetito o del peso corporeo.

Poi ci sono effetti che riguardano la sfera sessuale come riduzione del desiderio, difficoltà a raggiungere l'orgasmo o ritardo nell'eiaculazione. Sono tra gli effetti collaterali più frequentemente riportati e, a differenza di molti altri, possono persistere per tutta la durata del trattamento in alcune persone. Vale la pena parlarne apertamente con il proprio medico, senza aspettare.

Alcune persone descrivono anche una sensazione di apatia o di anestesia emotiva: come se le emozioni, sia quelle difficili che quelle belle, fossero attutite. È un'esperienza che può essere disorientante, e che merita attenzione. In linea generale, se dopo le prime settimane di adattamento la sensazione persiste e incide sulla qualità della vita, è un segnale da portare al medico, non da ignorare.

Nelle prime settimane può comparire un temporaneo aumento dell'ansia o dell'agitazione, un fenomeno noto, che tende a risolversi con il tempo, ma che può essere spiazzante se non ci si aspetta. Se persiste oltre le prime settimane, è opportuno parlarne con il medico. Tra i primi segnali dell'effetto, insomma, può essercene qualcuno poco piacevole. Questa è una fase di adattamento, e nella maggior parte dei casi la situazione migliora.

La scheda tecnica raccomanda di non sospendere il farmaco bruscamente, senza prima parlarne con il medico. L'interruzione improvvisa può causare sintomi da discontinuazione, come vertigini, irritabilità, sensazione di scosse elettriche, nausea e disturbi del sonno. Per questo la riduzione del dosaggio deve essere sempre graduale e concordata con il medico. Se noti qualcosa di insolito durante il trattamento, solo il medico può valutare se è necessario un aggiustamento.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Cipralex, come tutti i farmaci, può interagire con altre sostanze in modi che è importante conoscere. Alcune di queste interazioni sono controindicazioni assolute, altre richiedono semplicemente attenzione e monitoraggio.

Le categorie principali da tenere presenti sono:

  • IMAO (inibitori delle monoaminossidasi): la combinazione con escitalopram è assolutamente controindicata, per il rischio di sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave caratterizzata da agitazione, tremori, tachicardia e ipertermia.
  • Inibitori reversibili delle MAO e linezolid: anche queste combinazioni sono controindicate.
  • Farmaci che prolungano l'intervallo QT (alcuni antiaritmici, antipsicotici, antibiotici): possono aumentare il rischio di aritmie cardiache.
  • Anticoagulanti orali, aspirina e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): l'associazione può aumentare il rischio di sanguinamento.
  • Antipsicotici atipici e antidepressivi triciclici: da usare con cautela, sotto stretto controllo medico.

E’ importante comunicare al medico l'intera terapia in corso, inclusi i farmaci da banco, gli integratori e i preparati a base di erbe.

Un esempio importante è quello dell'iperico (conosciuto anche come erba di San Giovanni), un rimedio erboristico molto diffuso. Come riportato in una revisione dell'Istituto Superiore di Sanità (Caputi), l'iperico interviene sugli stessi sistemi di neurotrasmissione modulati dall'escitalopram, creando un rischio concreto di sindrome serotoninergica se assunti contemporaneamente.

L'iperico può anche alterare il metabolismo di molti altri farmaci, e in casi documentati ha causato conseguenze serie, come episodi di rigetto in persone trapiantate o gravidanze indesiderate per ridotta efficacia del contraccettivo orale.

Ecco perché è così importante non dare per scontato che un prodotto naturale sia sempre sicuro e il medico ha bisogno di conoscere tutto ciò che si assume per evitare interazioni potenzialmente pericolose e garantire la massima sicurezza concreta del trattamento.

Avvertenze e precauzioni d'uso

Cipralex, come tutti i medicinali, richiede attenzione in alcune situazioni specifiche. Conoscere le precauzioni d'uso significa fare scelte più consapevoli insieme al proprio medico.

Ecco i contesti che richiedono una valutazione più attenta:

  • Gravidanza e allattamento: l'uso di escitalopram in gravidanza richiede una valutazione specialistica del rapporto tra benefici e rischi, salvo diversa valutazione specialistica che pesi rischi e benefici. Gli SSRI sono stati associati a un possibile rischio di emorragia nel periodo post-parto; se si sta pianificando una gravidanza o si sta allattando, è fondamentale discuterne con il medico prima di qualsiasi decisione.
  • Persone under 18: il farmaco non deve essere utilizzato nella popolazione pediatrica e adolescenziale. I dati disponibili indicano un rischio aumentato di ideazione suicidaria e comportamenti ostili in questa fascia d'età.
  • Anziani over 65: la scheda tecnica raccomanda cautela in questa fascia d'età, con possibile aggiustamento del dosaggio da parte del medico. Particolare attenzione va posta al rischio di iponatriemia (un abbassamento del sodio nel sangue, che può causare confusione, debolezza e, nei casi più gravi, cadute).
  • Ridotta funzionalità epatica o renale: possono essere necessari aggiustamenti della dose, da valutare caso per caso con il medico.
  • Epilessia e storia di mania o ipomania: richiedono un monitoraggio più stretto, poiché escitalopram può abbassare la soglia convulsiva o, in soggetti predisposti, innescare episodi maniacali.
  • Diabete: è possibile una variazione nel controllo della glicemia, soprattutto nelle prime settimane di trattamento; chi segue una terapia ipoglicemizzante dovrebbe monitorare i valori con maggiore attenzione.
  • Guida e uso di macchinari: il farmaco può causare sonnolenza, specialmente all'inizio della terapia; è bene valutare con cautela attività che richiedono piena concentrazione.

La combinazione tra alcol e escitalopram è fortemente sconsigliata. L'alcol può amplificare gli effetti sedativi del farmaco e, soprattutto, tende a peggiorare i sintomi di ansia e depressione che si sta cercando di trattare, creando un circolo che non aiuta il percorso di cura.

Nelle prime settimane di trattamento è importante mantenere un contatto frequente con il proprio medico, perché in questo periodo il rischio di ideazione suicidaria può temporaneamente aumentare, soprattutto in persone giovani adulte.

RDNE Stock project - Pexels

Cipralex e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Cipralex e psicoterapia non sono in competizione. Sono due strumenti diversi, che possono lavorare su piani diversi, e capire questa distinzione può fare una grande differenza nel modo in cui si vive il proprio percorso di cura. Non esiste una gerarchia tra i due approcci, la scelta dipende dalla persona, dal momento e dal tipo di difficoltà.

Il farmaco può contribuire a ridurre l'intensità dei sintomi, attenuare l'ansia, alleggerire il peso dell'umore depresso e abbassare il livello di attivazione che rende tutto faticoso. La psicoterapia può aiutare a riconoscere schemi di pensiero disfunzionali, a elaborare esperienze difficili, a costruire strategie per gestire le emozioni in modo più flessibile.

La letteratura scientifica suggerisce che il trattamento farmacologico può rappresentare uno strumento utile in diversi disturbi depressivi e d'ansia. Quando indicata, la psicoterapia può affiancarsi al trattamento farmacologico contribuendo a un lavoro sui fattori cognitivi, emotivi e relazionali associati al disagio. Il farmaco può creare le condizioni per affrontare il lavoro terapeutico con maggiore lucidità, mentre la psicoterapia può contribuire a costruire cambiamenti stabili nel tempo.

Se stai assumendo Cipralex e senti il bisogno di affiancare al farmaco un percorso psicologico, su Unobravo puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

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FAQ

Cipralex (escitalopram) viene prescritto per episodi depressivi maggiori, disturbo d'ansia generalizzato, disturbo di panico con o senza agorafobia, fobia sociale e disturbo ossessivo-compulsivo. È un farmaco soggetto a ricetta medica e la prescrizione spetta sempre al medico, che valuta il profilo individuale del paziente.
Gli effetti terapeutici di Cipralex tendono a diventare stabili e percepibili in genere dopo 2-4 settimane dall'inizio del trattamento. Nelle prime settimane è possibile un temporaneo aumento dell'ansia o dell'agitazione ma si tratta di una risposta nota e transitoria, non un segnale che il farmaco non funzioni.
Sì, alcune persone descrivono una sensazione di apatia o di emozioni attutite, sia positive che negative. Se questa sensazione persiste oltre le prime settimane di adattamento e incide sulla qualità della vita, è un segnale da segnalare al medico: potrebbe essere necessario rivedere la dose o valutare alternative.
Cipralex non ha l'obiettivo di modificare la personalità. Può però causare effetti collaterali sulla sfera sessuale come riduzione del desiderio, difficoltà a raggiungere l'orgasmo e ritardo nell'eiaculazione. A differenza di altri effetti collaterali, questi possono persistere per tutta la durata del trattamento in alcune persone e vanno discussi apertamente con il proprio medico.
Cipralex non è associato a dipendenza nel senso tipico delle sostanze d'abuso, ma non va sospeso bruscamente. L'interruzione improvvisa può causare sintomi da discontinuazione come vertigini, irritabilità, sensazione di scosse elettriche. La sospensione deve essere sempre graduale, nell'arco di almeno una o due settimane, e guidata dal medico.
Cipralex può contribuire a ridurre i sintomi (ansia, umore, attivazione), mentre la psicoterapia lavora sui fattori che possono concorrere al disturbo come pensieri disfunzionali, emozioni non elaborate, schemi relazionali. La letteratura suggerisce che l'approccio combinato può essere associato a esiti favorevoli, contribuendo a costruire cambiamenti più stabili nel tempo.
Sì, l'iperico (erba di San Giovanni) può interagire pericolosamente con escitalopram e altri antidepressivi, aumentando il rischio di sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave. È fondamentale comunicare al medico tutti i farmaci, integratori e preparati a base di erbe assunti, anche quelli che sembrano innocui.
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