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Efexor: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia

Efexor: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
11.6.2026
Efexor: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
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  • Efexor (venlafaxina) è un antidepressivo SNRI che modula serotonina e noradrenalina ed è indicato per depressione maggiore, ansia generalizzata, ansia sociale e disturbo da panico negli adulti.
  • Gli effetti terapeutici di Efexor richiedono in genere 2-4 settimane per manifestarsi, infatti può esserci un peggioramento transitorio di ansia e insonnia nelle prime settimane e non indica che il farmaco non funzioni.
  • Efexor non è associato a dipendenza, ma la sospensione brusca può causare sintomi da discontinuazione (capogiro, nausea, scosse elettriche, irritabilità): la riduzione graduale della dose, guidata dal medico, è parte essenziale del percorso.
  • Farmaco e psicoterapia non sono in competizione: quando entrambi sono indicati, possono lavorare su livelli diversi e potenziarsi a vicenda nel percorso di cura.
  • Qualsiasi integratore, inclusa l'erba di San Giovanni, va segnalato al medico durante il trattamento con venlafaxina: l'interazione può provocare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave.

Forse il tuo medico o psichiatra ti ha appena nominato Efexor per la prima volta, e ti ritrovi a cercare informazioni su cosa sia esattamente, come funzioni e cosa aspettarti. È una reazione comprensibile, infatti quando si parla di farmaci che agiscono sulla mente, è normale voler capire prima di iniziare.

Efexor è un farmaco antidepressivo il cui principio attivo è la venlafaxina, una molecola che appartiene alla classe degli SNRI, cioè gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. In pratica, modula due messaggeri chimici del cervello coinvolti nella regolazione dell’umore.

Rispetto agli SSRI, la categoria di antidepressivi forse più conosciuta, gli SNRI come la venlafaxina modulano due neurotrasmettitori invece di uno solo: la serotonina e la noradrenalina.

Se hai cercato “Effexor” con la doppia “f”, sappi che si tratta di una variante diffusa nelle ricerche online, ma il nome registrato in Italia è Efexor.

Efexor può essere prescritto da un medico ed è indicato per gli adulti. A livello europeo, le indicazioni armonizzate riguardano il trattamento degli episodi depressivi maggiori e la prevenzione delle loro ricadute. Nella procedura europea di armonizzazione, l'attenzione si è concentrata principalmente sugli episodi depressivi maggiori e sulla prevenzione delle ricadute (EMEA, 2008).

In Italia, tuttavia, Efexor è autorizzato anche per il trattamento di altre condizioni, tra cui:

  • disturbo d'ansia generalizzata,
  • disturbo d'ansia sociale,
  • disturbo da panico (con attacchi di panico).

Queste condizioni, quando non vengono affrontate, possono tendere a peggiorare nel tempo.

Lo sapevi?

Farmaco e terapia si usano spesso insieme

In una metanalisi su 52 studi (3.623 pazienti), nella depressione maggiore combinare psicoterapia e farmaco è risultato associato a esiti migliori del solo farmaco, con effetti mantenuti fino a 2 anni.

Cuijpers et al., 2014 · World Psychiatry

Come funziona Efexor

La venlafaxina modula la disponibilità di serotonina e noradrenalina nel cervello, due neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore, dell’energia e della risposta all’ansia. Il farmaco inibisce il processo con cui questi messaggeri chimici vengono riassorbiti dalle cellule nervose, lasciandoli disponibili più a lungo nello spazio sinaptico.

Vale la pena essere onesti su un aspetto. Il meccanismo esatto con cui questo processo si traduce in un miglioramento clinico non è ancora del tutto chiarito dalla scienza. Quello che la ricerca ha documentato è che l’effetto sui livelli di questi neurotrasmettitori è accertato, e che in una quota significativa di pazienti è associato a una riduzione dei sintomi.

Ma è importante non aspettarsi un effetto immediato. Uno degli aspetti che può disorientare di più è il tempo di latenza terapeutica. In genere servono circa 2-4 settimane prima che gli effetti terapeutici diventino apprezzabili. Non è un interruttore che si accende, ma un processo graduale.

Quindi, se nelle prime settimane ti senti ancora giù, ancora ansioso o ancora affaticato, non interpretarlo come un segnale che il farmaco non stia funzionando. È del tutto comprensibile sentirsi così in questa fase, ed è parte del percorso.

Efexor è disponibile in commercio in diverse formulazioni:

  • capsule a rilascio prolungato (la forma più comune, che rilascia il principio attivo in modo graduale nell'arco della giornata),
  • compresse a rilascio immediato.

I dosaggi disponibili in commercio sono 37,5 mg, 75 mg e 150 mg, ma la posologia è strettamente individuale e viene stabilita dal medico in base alla situazione specifica di ciascuna persona. La dose giornaliera massima autorizzata è di 375 mg (EMEA, 2008).

La scheda tecnica indica di assumere il farmaco con il cibo e preferibilmente alla stessa ora ogni giorno, per mantenere livelli stabili del principio attivo nell’organismo.

Uno psicologo Unobravo può accompagnarti nel percorso

Nella depressione ritrovare energia e slancio richiede tempo, e in solitaria è più difficile. Accanto all'Efexor, un percorso con uno psicologo può aiutarti a lavorare sul modo di affrontare le giornate.

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Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali

Indicazioni terapeutiche

Quando la venlafaxina raggiunge il suo effetto terapeutico, può contribuire a migliorare alcune delle aree maggiormente coinvolte nella depressione e nei disturbi d’ansia: l’umore, l’energia emotiva e la capacità di affrontare il quotidiano.

Il trattamento è associato a una riduzione progressiva dei sintomi depressivi, come la sensazione di pesantezza costante, la perdita di interesse per le attività e la stanchezza emotiva. In parallelo, la venlafaxina può contribuire a ridurre l’intensità dell’ansia generalizzata, quella preoccupazione diffusa che accompagna la giornata.

Il farmaco è indicato anche per il disturbo d'ansia sociale e per il disturbo da panico, e in questi contesti può aiutare a ridurre la frequenza e l'intensità degli episodi, rendendo più gestibili le situazioni che prima sembravano insormontabili.

I segnali per capire che sta funzionando sono dormire un po’ meglio, sentirsi leggermente meno sopraffatti, ritrovare qualche piccolo interesse. Non è una trasformazione improvvisa, ma un miglioramento graduale che si costruisce nel tempo. Per questo, il dialogo costante con il medico è fondamentale perché solo confrontandosi regolarmente è possibile valutare se il dosaggio è adeguato o se è necessario un aggiustamento.

Dương Nhân - Pexels

Gli effetti collaterali: cosa sapere

Come tutti i farmaci, anche la venlafaxina può causare effetti indesiderati. Quelli più frequenti, segnalati anche nelle schede tecniche ufficiali dell'AIFA e dell'EMA, includono:

  • nausea,
  • bocca secca,
  • capogiro,
  • sudorazione aumentata,
  • insonnia o, al contrario, sonnolenza.

Questi effetti tendono a essere più intensi nelle prime settimane e a ridursi man mano che l’organismo si adatta al farmaco. Non è detto che si presentino tutti, né con la stessa intensità, infatti la risposta individuale varia molto da persona a persona. Se gli effetti persistono o risultano particolarmente intensi, è importante segnalarli al medico, che può valutare un aggiustamento del dosaggio o un’alternativa terapeutica.

Nelle primissime settimane di trattamento è possibile avvertire un peggioramento transitorio di ansia, agitazione e insonnia. Può sembrare paradossale, e può spaventare. Si tratta di una fase documentata, ma se i sintomi sono intensi o preoccupanti, è necessario contattare il medico senza attendere.

Sul piano emotivo, alcune persone descrivono una sensazione di distacco o apatia, come se le emozioni fossero attutite, meno vivide. È un effetto che può comparire e che non va ignorato né normalizzato in silenzio, ma segnalato al medico.

Anche la sfera sessuale può essere coinvolta: calo del desiderio, difficoltà a raggiungere l'orgasmo o altri cambiamenti nella risposta sessuale sono effetti collaterali riconosciuti, che possono comparire anche a lungo termine. Spesso si tende a non parlarne per imbarazzo, ma sono informazioni clinicamente rilevanti che il tuo medico ha bisogno di conoscere per valutare il percorso terapeutico nel modo più accurato possibile.

Insomma, nessun effetto collaterale dovrebbe essere tenuto per sé. Parlarne apertamente, sia con il medico che con il proprio psicologo, è parte integrante di un percorso di cura efficace.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. Non devono essere utilizzate per iniziare, modificare o sospendere un trattamento farmacologico. Per qualsiasi dubbio o necessità, è necessario rivolgersi al proprio medico.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Efexor può interagire con altri farmaci in modo significativo, ed è importante conoscere le interazioni principali per affrontare il percorso terapeutico in modo sicuro.

La controindicazione più seria riguarda gli inibitori delle monoamminossidasi, noti come I-MAO. Assumere la venlafaxina in combinazione con questi farmaci può causare reazioni gravi e potenzialmente pericolose per la vita. Per questo motivo, tra la sospensione di un I-MAO e l'inizio del trattamento (o viceversa) è necessario attendere almeno 14 giorni di intervallo.

Un'altra possibile interazione da conoscere riguarda la sindrome serotoninergica, una condizione che può verificarsi quando più farmaci con azione serotoninergica vengono assunti contemporaneamente. I farmaci che possono aumentare questo rischio includono:

  • triptani (usati per l'emicrania),
  • altri antidepressivi della classe SSRI,
  • tramadolo (un analgesico),
  • erba di San Giovanni (un integratore a base di erbe molto diffuso),
  • litio.

Proprio l’erba di San Giovanni merita un’attenzione particolare. Viene comunemente considerata un rimedio “naturale” e quindi innocuo, ma non è così. Come evidenziato in una revisione della letteratura medica che raccoglie diversi casi clinici documentati, l’iperico può interagire in modo pericoloso con alcuni antidepressivi, tra cui paroxetina, sertralina e nefazodone.

L’effetto combinato può sommare l’azione sulla serotonina e scatenare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave che si manifesta con sintomi come nausea, vomito, sudorazione intensa, movimenti muscolari involontari e difficoltà di coordinazione (Caputi, n.d.).

È importante ricordare che "naturale" non significa automaticamente "sicuro", e qualsiasi integratore o rimedio erboristico va sempre segnalato al proprio medico, soprattutto se si stanno assumendo farmaci antidepressivi.

Efexor può interagire anche con farmaci che influenzano il ritmo cardiaco, come antiaritmici, alcuni antipsicotici e certi antibiotici. Interazioni rilevanti sono state segnalate anche con ketoconazolo, aloperidolo, risperidone e metoprololo.

Per questo è importante comunicare al medico e al farmacista tutti i farmaci in uso, compresi quelli senza prescrizione e gli integratori a base di erbe. La scheda tecnica raccomanda di non modificare la terapia concomitante senza consulto medico.

Avvertenze e precauzioni d'uso

Ci sono alcune informazioni importanti da conoscere prima di iniziare un trattamento con Efexor, per affrontare questo percorso con consapevolezza e sicurezza.

Se sei in gravidanza o stai pianificando una gravidanza, è fondamentale parlarne con il tuo medico prima di iniziare o continuare il trattamento. La venlafaxina può essere utilizzata in gravidanza solo dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Infatti esistono segnalazioni di possibili sintomi nel neonato dopo la nascita e di un rischio aumentato di ipertensione polmonare persistente nel neonato, una condizione che riguarda la circolazione sanguigna del bambino. Anche durante l'allattamento la decisione spetta al medico, poiché la venlafaxina viene escreta nel latte materno.

La scheda tecnica raccomanda anche cautela alla guida e nell’uso di macchinari, poiché il farmaco può influenzare la concentrazione e i riflessi. L’assunzione di alcol è fortemente sconsigliata durante il trattamento con venlafaxina.

Se hai più di 65 anni, il medico potrebbe monitorare con maggiore attenzione alcuni parametri, come i livelli di sodio nel sangue. Una loro riduzione (chiamata iponatriemia) può causare sintomi come confusione o stanchezza. Anche la funzionalità dei reni e del fegato viene in genere controllata con più cura. In presenza di problemi al fegato o ai reni, potrebbe essere necessario adeguare il dosaggio.

Vale la pena sapere che, secondo la valutazione dell'Agenzia Europea per i Medicinali, non sono ritenute necessarie correzioni specifiche della dose basate esclusivamente sull'età del paziente, anche se nella scheda tecnica del farmaco sono state inserite avvertenze specifiche per la popolazione anziana (EMEA, 2008). Invece, Efexor non è normalmente raccomandato per i minori di 18 anni.

Un’avvertenza che merita attenzione particolare riguarda i pensieri suicidari: nelle prime settimane di trattamento, è raccomandato un monitoraggio attento dell'andamento dei sintomi e dell'eventuale comparsa o intensificazione di pensieri suicidari. La scheda tecnica indica di contattare immediatamente il medico o una persona di fiducia in caso di pensieri di questo tipo.

Segnala al medico, prima di iniziare, se hai pressione alta, problemi cardiaci, una storia di crisi convulsive, disturbo bipolare, glaucoma o diabete.

Efexor, inoltre, non è associato a dipendenza nel senso tipico delle sostanze d’abuso. Tuttavia, interrompere il farmaco bruscamente può causare sintomi da discontinuazione, tra cui:

  • stanchezza e malessere generale,
  • capogiro,
  • formicolio o sensazioni di scosse elettriche,
  • nausea,
  • insonnia,
  • irritabilità.

Per questo motivo, la scheda tecnica raccomanda di non interrompere il farmaco autonomamente, infatti solo il medico può guidare una riduzione graduale della dose, che rende questa fase più gestibile.

kaboompics - Pexels

Efexor e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia non sono in competizione. Sono due strumenti che possono lavorare su livelli diversi e, quando entrambi sono indicati, potenziarsi a vicenda.

La venlafaxina può contribuire a ridurre l’intensità dei sintomi, mentre la psicoterapia può lavorare sui fattori che contribuiscono al mantenimento del disagio. La scelta tra farmaco, psicoterapia o entrambi è una decisione clinica che dipende dalla natura del disturbo, dalla sua gravità e dalla risposta individuale.

Se stai già seguendo un percorso psicologico e il tuo psicologo ti suggerisce una valutazione psichiatrica, non significa che la terapia non stia funzionando. Significa che potrebbe esserci un livello di sofferenza che, in quel momento, potrebbe beneficiare anche di un supporto farmacologico.

Alcune strategie psicologiche si integrano bene con il trattamento farmacologico e possono essere esplorate insieme al proprio psicologo:

  • la mindfulness, per imparare a osservare i pensieri senza esserne travolto;
  • gli esercizi di respirazione, utili nei momenti di picco ansioso;
  • il journaling, ovvero la scrittura riflessiva, per dare forma a emozioni difficili da verbalizzare;
  • il lavoro sugli schemi cognitivi, per riconoscere i pattern di pensiero che alimentano ansia e umore basso.

Se stai assumendo Efexor e non hai ancora un supporto psicologico strutturato, o se stai valutando un percorso integrato, con il questionario di Unobravo puoi trovare un professionista in linea con le tue esigenze.

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FAQ

Efexor (venlafaxina) è autorizzato in Italia per il trattamento degli episodi depressivi maggiori, del disturbo d’ansia generalizzata, del disturbo d’ansia sociale e del disturbo da panico. Può essere prescritto da un medico ed è indicato per gli adulti.
Efexor richiede in genere 2-4 settimane prima che gli effetti terapeutici diventino apprezzabili. I primi segnali di miglioramento, come dormire meglio o sentirsi meno sopraffatti, possono comparire gradualmente anche prima.

Sì, nelle prime settimane di trattamento è possibile avvertire un peggioramento transitorio di ansia, agitazione e insonnia. Si tratta di una fase temporanea documentata, non di un segnale che il farmaco non funzioni. Se i sintomi sono intensi o preoccupanti, è necessario contattare subito il proprio medico.

Sì, alcune persone descrivono una sensazione di emozioni attutite o di distacco durante il trattamento con venlafaxina. Questo effetto va segnalato al medico e allo psicoterapeuta, perché può essere correlato al trattamento, all'andamento del disturbo o ad altri fattori clinici che richiedono una valutazione approfondita.

Sì, calo del desiderio, difficoltà a raggiungere l'orgasmo e altri cambiamenti nella risposta sessuale sono effetti collaterali riconosciuti della venlafaxina, anche a lungo termine. Sono clinicamente rilevanti e vanno comunicati al medico senza imbarazzo, perché influenzano la valutazione del percorso terapeutico.

Efexor non è associato a dipendenza nel senso tipico delle sostanze d’abuso. Tuttavia, interrompere il farmaco bruscamente può causare sintomi da discontinuazione, tra cui capogiro, nausea, formicolio, sensazioni di scosse elettriche e irritabilità. Per questo la sospensione deve avvenire sotto guida medica, con una riduzione graduale della dose.
Sì, ed è un'interazione pericolosa. L'erba di San Giovanni (iperico), pur essendo un rimedio naturale, può sommare la propria azione sulla serotonina a quella della venlafaxina e provocare la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente grave. Qualsiasi integratore o rimedio erboristico va sempre segnalato al medico.
Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) di Efexor® (venlafaxina).
  • Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Foglio illustrativo di Efexor® (venlafaxina).
  • Caputi, A. P. Interazioni erbe-farmaci. Istituto Superiore di Sanità.
  • European Medicines Agency (EMEA). (2008). Documentazione regolatoria europea relativa alla venlafaxina.

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