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Genitori che non chiedono scusa: l’impatto dell’infallibilità genitoriale.

Genitori che non chiedono scusa: l’impatto dell’infallibilità genitoriale.
Marcello Delmondo
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
25.6.2026
Genitori che non chiedono scusa: l’impatto dell’infallibilità genitoriale.
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Sebbene il modello familiare sia enormemente cambiato passando dalla rigidità normativa a una spesso eccessiva flessibilità affettiva, il tema dell’infallibilità genitoriale appare mantenere una sua attualità. Prima la parola del genitore era indiscutibile per legge, per rispetto istituzionale. Non si poteva mettere in discussione l’autorità genitoriale, soprattutto paterna.

Sebbene la società della punizione, della colpa e dell’autorità abbiano ceduto il passo ad una, apparente, maggiore comprensione e vicinanza emotiva, permane quasi un tabù la possibilità di riconoscere i propri errori davanti ai figli. Proviamo a indagare il cambiamento sociale e l’impatto che da un punto di vista psicologico può avere il genitore infallibile.

Un nuovo modello di famiglia

Pedagogisti (Novara, 2026), Psicoanalisti (Recalcati, 2017), Psichiatri (Crepet, 2022) evidenziano ultimamente ciò che per la psicologia sistemica è noto da tempo (Gambini, 2007). La famiglia ha cambiato rotta, punti di riferimento, norme e valori.

Il modello basato sull’autorità, sulla regola, sulla punizione, sul codice paterno, ha lasciato spazio a quello basato su affetto, dialogo, comprensione emotiva, codice materno (o alla sua perversione basata su smanceria, pressione, investimento narcisistico e uso del successo del figlio come cartina tornasole del proprio essere un buon genitore?).

La transizione ha determinato un accorciamento della distanza tra i ruoli che spesso può generare confusione. Genitori che si appiattiscono sul ruolo di amici e confidenti considerandolo un successo, un traguardo della propria bravura nel penetrare le difese adolescenziali.

Non è forse casuale che i clinici stiano osservando un aumento dei disturbi di personalità. La società del passato poteva generare sensi di colpa e nevrosi legate all’interiorizzazione di figure genitoriali intransigenti (il famigerato Super-Io di freudiana memoria).

Oggi è molto più comune che il figlio venga investito di correnti affettive che lo trasformano in Oggetto-Sè, una sorta di propaggine dell’identità genitoriale affamata di conferme circa il proprio valore. La conseguenza è la possibile formazione nel figlio di un falso-Sè, una sorta di maschera identitaria con cui si cerca l’adeguamento all’aspettativa genitoriale. Lo spostamento verso il polo narcisistico è completo.

Boris Hamer - Pexels

I vantaggi di questo nuovo modello di famiglia rischiano di essere cancellati dalle criticità:

  • Vantaggi: dialogo, comprensione emotiva, espressione affettiva, contenimento e flessibilità.
  • Criticità: eccessivo investimento narcisistico sui figli che diventano creature da tutelare, salvaguardare e portare a un indiscutibile successo, generando pressioni enormi e strutture estremamente fragili e incapaci di confrontarsi con la frustrazione, l’errore e l’imperfezione.

Cambia il modello familiare ma il genitore rimane infallibile

In questo cambio di paradigma, sembra che l’infallibilità genitoriale sia rimasta una costante. Ci sono tuttavia delle differenze:

  • Modello basato sulla regola, l’autorità, il codice paterno: il genitore è infallibile per status, per ruolo. Si fa portavoce di una verità indiscutibile pena il castigo.
  • Modello basato sulla smanceria (diversa dall’affetto), l’investimento narcisistico del figlio come propaggine del sé: il genitore è infallibile perché impegnato nella personale lotta per la perfezione e per il mantenimento del proprio ideale di perfezione.

Quali sono gli effetti psicologici dell’infallibilità genitoriale?

Entrambi i modelli hanno un impatto psicologico sulla traiettoria evolutiva dei figli.

  • Modello basato sulla regola, l’autorità, il codice paterno: viene interiorizzato un severo giudice interno che produce senso di colpa ogni qual volta si infrange una regola, un riferimento valoriale. Si tratta di uno sguardo interno espressione dell’occhio infallibile del genitore.
  • Modello basato sulla smanceria, l’investimento narcisistico del figlio come propaggine del sé: l’elemento chiave è la pressione che si genera sul figlio che diventa il contenitore dell’investimento, dell’aspettativa, in alcuni casi delle frustrazioni e delusioni genitoriali.

Padri e madri non si mettono in discussione impegnati come sono nel generare un essere perfetto utile a confermare il loro valore. Non c’è vero dialogo e la pressione è tutta sulle spalle dei figli che non possono sbagliare.

L’errore non è visto come parte del processo di apprendimento, ma come testimonianza del fallimento proprio e del genitore di cui si è estensione. La personalità si struttura così attorno un falso sé (Winnicott, 1969) un’identità posticcia che permette l’adesione all’aspettativa genitoriale in cambio di una promessa di amore.

Sii infallibile per me e come me e andrà tutto bene. Ansia e pressione alimentano così scuola, relazioni, università, lavoro. La personalità rischia di fragilizzarsi ed emerge una sensibilità estrema alla vergogna.

Affetto, contenimento e dialogo: antidoti all’infallibilità

Quali possono essere modelli alternativi di genitorialità?

La dimensione della famiglia affettiva capace di dialogo, ascolto empatico, contenimento (il limite della regola permane, si fa flessibile, autorevole e non autoritario), espressione di bisogni e istanze, di ammissione e riconoscimento degli errori come parte del processo, può essere considerata una valida alternativa.

Se autorità da un lato, bisogni narcisistici dall’altro impediscono di tematizzare l’errore, l’autorevolezza si fa forte della possibilità di chiedere scusa, di riconoscere di aver sbagliato.

“Scusa ho alzato la voce, ero arrabbiato per…” Si tratta di una comunicazione potente perché permette di dire contemporaneamente:

  • che si può parlare delle proprie emozioni;
  • che si può riflettere circa i propri stati interni nominandoli e riconoscendoli;
  • che si può arrivare a una rottura, all’errore senza il peso drammatico del fallimento, ma con la strategia matura e responsabile del tentativo di riparare.

Un’ammissione di questo tipo non rende più fragile il genitore, al contrario lo rende coraggioso e responsabile agli occhi del figlio che può apprendere come gestire esperienze scomode.

Un percorso di sostegno psicologico o di sostegno alla genitorialità può aiutare a riflettere su queste dimensioni in modo da non confondere autorità e autorevolezza, rigida infallibilità e funzione contenitiva. Quest’ultima promuove il pensiero, l’apertura, la generatività, la crescita al riparo da ansia e performance.

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