Relazioni e famiglia

L’arrivo dei figli in una coppia: ieri e oggi

Fino a pochi anni fa la nascita di un figlio era una conseguenza quasi certa della coppia coniugale, spesso vista come un accadimento naturale, che non si poteva programmare. Cosa è cambiato nel modo di concepire un figlio nelle coppie di oggi? E cosa cambia ai coniugi nel momento in cui diventano genitori?


Oggi avere dei figli è un evento sempre più raro e pianificato e si diventa genitori molto più tardi rispetto a ieri. Coniugalità e genitorialità sono due momenti ben distinti; essere genitori è diventato il fondamentale rito di passaggio all'età adulta, cosa che prima era cadenzata da altri eventi come la maggiore età, la leva militare o il sopraggiungere di incombenze familiari.

Un altro importante cambiamento riguarda il fatto che la nascita dei figli avviene di frequente anche al di fuori del matrimonio. Avere un figlio è un evento sempre più scelto e controllato; basti pensare alle tecniche di fecondazione assistita, in cui si produce una situazione di controllo quasi onnipotente dell’uomo sulla natura.


Un maggiore controllo sull’arrivo dei figli

Da quest’idea di controllo nascono importanti risvolti psicologici, perché un figlio scelto, desiderato, programmato, è anche un figlio sovraccaricato di aspettative. In questo senso l’evento nascita porta con sé un condensato emotivo diverso rispetto a ieri: c’è il rischio che il concepimento e la nascita di un figlio siano dei modi per i genitori di realizzare i propri sogni e aspirazioni infante.


In passato non si poteva controllare né l’arrivo né il numero dei figli.  Aleggiavano maggiore estraneità e precarietà, implicando anche una diminuzione di aspettative e sensi di colpa, sentimenti che invece caratterizzano il repertorio emotivo dei genitori contemporanei.


I ruoli genitoriali: cosa è cambiato

Per quanto riguarda i ruoli genitoriali, anche qui si è assistito a un vero e proprio mutamento epocale. Fino a poco tempo fa i ruoli erano molto ben definiti: il padre autoritario nonché capofamiglia considerava la nascita un evento di interesse della donna, la quale sacrificava tutto per la cura del figlio e non richiedeva dal marito un impegno preciso.


Oggi il polo della relazione di cura del neonato non è solo la madre e anche i padri stabiliscono fin dal principio un legame di attaccamento con il piccolo. Si potrebbe dire che il bambino appena nato entra fin da subito in risonanza emotiva con la coppia genitoriale.

Kelly Sikkema - Unsplash


L’arrivo del figlio come passaggio evolutivo

La nascita di un figlio rappresenta e rappresenterà sempre per la coppia un passaggio evolutivo che coinvolge profondamente i due partner.  L’obiettivo centrale del passaggio da coppia coniugale a coppia genitoriale consiste nella capacità di prendersi cura in modo responsabile di ciò che la coppia ha generato. L’arrivo di un figlio è una sfida perché modifica profondamente il legame di coppia; se è vero che da un lato può consolidarlo, dall’altro lato può ostacolarne il cammino e addirittura in casi estremi interromperlo.


Il tipo di legame che la coppia ha stabilito prima della nascita del figlio ha una notevole influenza sul modo in cui il bambino verrà accolto. Se la coppia è in grado di adattarsi con flessibilità ed elasticità al cambiamento, il nuovo contesto che si creerà potrà essere occasione per rafforzare il legame e anche per riaffrontare situazioni problematiche legate alle esperienze della propria infanzia, esperienze che l’assetto di nuova coppia genitoriale potrebbe aiutare a rielaborare.


La trasformazione del legame

Nell’evento nascita sono coinvolti diversi livelli:

  1. sociale: riguarda l’appartenenza culturale, ideologica, religiosa di entrambi i coniugi;
  2. caratteriale: riguarda gli aspetti della personalità dei genitori;
  3. psicologico: coinvolge le dinamiche relazionali più profonde, gli incastri dei mondi inconsci.

Rispetto al livello psicologico iniziamo col dire che, per i neo genitori, il legame di affiliazione porta in primo piano il ricordo delle esperienze con i propri genitori e del tipo di figli che si è stati. Per entrambi i partner c’è quindi un confronto interno con i modelli educativi genitoriali e di conseguenza la tendenza a ripeterli o a opporvisi.

Jonathan Borba - Unsplash


Cosa succede alla coppia con l’arrivo dei figli?

La nascita dei figli costituisce per entrambi i coniugi un periodo di riassetto della personalità e può comportare anche momenti di confusione e di insicurezza. Di converso l'evento nascita può:

  • rappresentare una conferma positiva del legame con il coniuge in quanto realizzazione delle aspettative condivise e costruzione di un nuovo tipo di alleanza nella coppia;
  • stimolare sentimenti positivi che hanno a che fare con un amore che si allarga e diventa amore condiviso per qualcosa in comune;
  • risvegliare fantasie di esclusione, di perdita, angosce, paure.

Il terreno fertile - preparatorio in senso positivo - per la nascita e la cura di un figlio parte proprio dalla coppia. Ciò avviene quando ognuno è capace di fare un lavoro di riconoscimento dell’altro partner: del suo valore, delle sue caratteristiche uniche, compresi i suoi limiti.


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