Cerchi supporto per la terza età?
Trova il tuo psicologo
Valutato Eccellente su Trustpilot
Blog
/
Psicologia dell’invecchiamento
5
minuti di lettura

Le sfide della terza età

Le sfide della terza età
Valentina Maisano
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale integrato
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
5.12.2025
Le sfide della terza età
Iscriviti alla newsletter
Se ti è piaciuto, condividilo

Vivere la terza età con più serenità è possibile

Unobravo è la piattaforma di psicologia online leader in Italia. Compila il questionario per trovare lo psicologo più adatto alle tue esigenze.

Trova il tuo psicologo
  • 100% online, flessibile e sicuro
  • Incontro conoscitivo gratuito
  • Già scelto da oltre 400.000 pazienti
9.000+ psicologi sulla piattaforma

La terza età corrisponde all’ultimo periodo del ciclo di vita. È caratterizzata dalla rottura dell’equilibrio della fase precedente e dalla necessità di affrontare il cambiamento in modo efficace per ritrovare una nuova stabilità.

In questo articolo analizzeremo le sfide psicologiche dell’anzianità con uno sguardo sistemico, riflettendo anche sul ruolo dei familiari.

Definizione di anzianità

La vecchiaia rappresenta un periodo che coincide con il progressivo deterioramento corporeo e cognitivo, ma la sua definizione è influenzata dal contesto socio-culturale in cui ciascuno di noi vive.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che la fase senile non si identifica soltanto in base all’età anagrafica, ma anche in funzione dei nuovi ruoli sociali, come il diventare nonni o il passaggio dall’essere lavoratore all’essere pensionato.

I principali cambiamenti

La terza età porta con sé segnali identificativi specifici che seguono un loro corso e variano da persona a persona, secondo tempi e modalità differenti. I cambiamenti possono essere sia fisici sia mentali.

I segni fisici includono, tra gli altri:

  • una progressiva lentezza psicomotoria
  • una progressiva incurvatura della postura
  • il possibile sviluppo di malattie organiche legate all’apparato osteo-articolare
  • malattie croniche quali ipertensione, tremolii, ipovisus, sordità, perdita di mobilità e della propria autonomia
  • diminuzione del desiderio sessuale.

Il corpo cambia e, con esso, anche la percezione che la persona ha di sé. Accettare questi cambiamenti rappresenta un compito evolutivo importante e necessario per il benessere psicofisico della persona anziana.

I risvolti psicologici

Oltre ai segnali fisici, è importante considerare anche i segni psicologici che questa fase porta con sé. Diversi studi hanno confermato come la vecchiaia, al pari dell’adolescenza, richiede di ridefinire una nuova identità personale e sociale.

La transizione alla terza età implica l’emergere di una notevole quantità di stress che, se non adeguatamente gestito, può evolvere principalmente in disturbi dell’umore e dell’ansia. Lo stress deriva dalla consapevolezza di dover affrontare la realtà con una minore autonomia e una maggiore necessità di affidarsi agli altri. Può derivare anche da malattia, lutti e cambiamenti di ruolo sociale. La famiglia, insieme alle strutture per anziani come RSA e CDI, svolge un ruolo fondamentale.

Il progressivo deterioramento cognitivo può comportare:

  • difficoltà mnemoniche
  • disorientamento spazio/temporale
  • difficoltà nella gestione degli impulsi.

Questi cambiamenti influenzano non solo la gestione della quotidianità, ma coinvolgono anche tutta la rete familiare e sociale della persona.

Andrea Piacquadio - Pexels

La morte

La morte rappresenta l’evento critico per eccellenza. In questa fase della vita, la riflessione su questo tema prende sempre più spazio e le emozioni come la paura, la preoccupazione e l’ansia possono emergere sia nella persona anziana che nei familiari.

La generazione anziana è chiamata a un’autoriflessione sul proprio passato, che richiede uno sforzo mentale e un lavoro emotivo significativi. I familiari hanno un ruolo fondamentale in questo tempo di riflessione, diventando un punto di riferimento emotivo e un luogo sicuro dove la persona anziana può trovare conforto e accudimento.

Sfide psicologiche

Pensionamento e malattia sono altri due eventi critici. Il pensionamento rappresenta la perdita di un ruolo sociale mantenuto per la maggior parte della vita. Per la generazione anziana diventa importante ritrovare una nuova collocazione sociale, senza la quale possono emergere sentimenti di inutilità, vuoto o, nei casi più gravi, sintomi depressivi e ansiosi.

Un modo utile per affrontare questa nuova fase è mantenere vivi i propri interessi, dedicarsi alla famiglia riscoprendo nuove modalità di stare insieme e svolgere attività di volontariato. Partecipare ad attività significative, come il volontariato e l'apprendimento permanente, contribuisce infatti a migliorare il benessere mentale e la salute psicologica delle persone anziane (Jané-Llopis & Gabilondo, 2008). Un aspetto positivo è la maggiore quantità di tempo da dedicare alla cura di sé.

La malattia rappresenta uno dei passaggi più delicati per la persona anziana e la sua famiglia. Emergono sia il bisogno di ricevere aiuto e sostegno, sia la necessità di mantenere un certo grado di autonomia come in età adulta. La sfida principale per la persona anziana è accettare l’aiuto.

Dati epidemiologici e impatto delle sfide psicologiche nella terza età

Le sfide psicologiche nella terza età sono molto più diffuse di quanto si possa pensare. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 15% degli adulti di età pari o superiore a 60 anni soffre di un disturbo mentale, con la depressione e l’ansia tra le condizioni più comuni (OMS, 2017). Studi recenti hanno inoltre evidenziato che il 67% delle persone anziane esaminate all’interno di un  campione specifico in Nepal, presentava depressione (Poudyal et al., 2024), sottolineando come questa problematica sia ancora più diffusa di quanto riportato in precedenza. Questi disturbi non solo compromettono il benessere emotivo, ma possono anche influenzare negativamente la salute fisica, la qualità della vita e la longevità. Ad esempio, la depressione non trattata nelle persone anziane è associata a un aumento del rischio di malattie croniche, isolamento sociale e mortalità precoce (OMS, 2017). Un dato particolarmente allarmante riguarda il rischio suicidario: secondo l'Istituto Superiore di Sanità, la fascia di età sopra i 75 anni presenta uno dei tassi di suicidio più elevati in Italia (ISS, 2022). Questi numeri sottolineano l'importanza di riconoscere e affrontare tempestivamente le difficoltà psicologiche in questa fase della vita.

Cause multifattoriali delle difficoltà psicologiche nella terza età

Le difficoltà psicologiche che emergono nella terza età derivano da una complessa interazione di fattori biologici, psicologici e sociali, la cui comprensione può favorire una prevenzione e una gestione più efficace dei disagi. Dal punto di vista biologico, il naturale invecchiamento cerebrale, la presenza di patologie croniche e i cambiamenti ormonali contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità a disturbi dell’umore e dell’ansia. Sul piano psicosociale, eventi come il pensionamento, la perdita di persone care o la trasformazione del ruolo familiare possono generare sentimenti di solitudine, inutilità o perdita di identità. Inoltre, l’isolamento sociale, la solitudine e la perdita di autonomia rappresentano ulteriori fattori che incrementano il rischio di problemi psicologici nella terza età ("Mental health of older adults", 2017). La riduzione delle reti sociali e delle opportunità di interazione può favorire l’insorgenza di sintomi depressivi e ansiosi; una revisione pubblicata su "The Lancet Healthy Longevity" (2020) ha evidenziato come l’isolamento sociale sia associato a un aumento del rischio di depressione e declino cognitivo nelle persone anziane. Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dall’ageismo: la discriminazione basata sull’età può condurre a una minore autostima e a una maggiore difficoltà nel chiedere aiuto, aggravando così il disagio psicologico (OMS, 2021). Questi fattori spesso si influenzano reciprocamente, rendendo la prevenzione e il supporto psicologico ancora più cruciali in questa fase della vita.

Sottovalutazione e stigmatizzazione dei disturbi psicologici negli anziani

Nonostante la frequenza dei disturbi psicologici nella terza età, spesso questi vengono sottovalutati o attribuiti erroneamente al normale processo di invecchiamento. Secondo l'OMS, meno del 20% delle persone anziane con sintomi depressivi riceve una diagnosi o un trattamento adeguato (OMS, 2017).

La stigmatizzazione dei problemi psicologici può portare le persone anziane a non chiedere aiuto, per paura di essere giudicate o di apparire deboli. Questo fenomeno è noto come "doppio stigma": da un lato quello legato all'età, dall'altro quello associato ai disturbi mentali.

  • Sottovalutazione dei sintomi: Spesso i sintomi di depressione o ansia vengono confusi con segnali di invecchiamento o con effetti collaterali di malattie fisiche.
  • Barriere culturali: In molte culture, parlare di disagio psicologico è ancora un tabù, soprattutto tra le generazioni più anziane.
  • Conseguenze della stigmatizzazione: La mancata diagnosi e il ritardo nell'accesso alle cure possono peggiorare la qualità della vita e aumentare il rischio di complicanze fisiche e psicologiche.

Riconoscere e superare questi ostacoli può essere fondamentale per promuovere il benessere psicologico nella terza età e garantire un invecchiamento più sereno e dignitoso.

Società e famiglia

Nella fase della terza età, i figli sono chiamati a prendersi cura dei genitori, mentre questi ultimi devono imparare a lasciarsi accudire, richiedendo così un processo di adattamento che coinvolge l’intero sistema familiare. In questo delicato passaggio, la società assume un ruolo fondamentale, soprattutto considerando che la fragilità psicologica nelle persone anziane è spesso associata a situazioni di perdita, come la morte di persone care o il trasferimento in strutture assistenziali, eventi che possono generare lutto e dolore ("PROADAS slides module...", 2019). Proprio per sostenere il benessere psicologico delle persone anziane e delle loro famiglie, molte RSA oggi includono nel loro staff la figura dello psicologo, che accompagna sia la persona anziana sia i familiari verso un progressivo equilibrio psicofisico.

Di fronte alla morte, la persona anziana si trova a dover accettare la perdita del coniuge e a prepararsi alla propria scomparsa, mentre i familiari affrontano il lutto attraverso la condivisione del dolore e l’accettazione della separazione definitiva dal proprio caro. Condividere l’esperienza luttuosa rappresenta il primo passo verso la riorganizzazione del sistema familiare; attraverso la cura del ricordo, si prosegue nell’elaborazione del lutto. La qualità dei legami può facilitare oppure complicare l’accettazione e l’elaborazione del distacco.

Magda Ehlers - Pexels

Ho bisogno di aiuto?

La figura dello psicologo a domicilio è fondamentale quando si ha a che fare con persone anziane e fragili, e con persone affette da patologie quali morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, demenza ed altre malattie degenerative. In questi casi è possibile trarre beneficio anche da interventi di pet therapy, come mostrato da uno studio retrospettivo in cui nei pazienti sottoposti ad AAT si è visto un miglioramento sia della funzione cognitiva che dell'umore. Questo beneficio varia a seconda di patologia e contesto; non è trattamento standardizzato

Se pensi di trovarti in una situazione emotivamente difficile come un lutto o l’approssimarsi di questa fase, non aver timore di rivolgerti a un professionista della salute psicologica, così come chiederesti un parere medico in caso di malessere fisico.

Il sostegno psicologico in fasi così delicate può essere fondamentale per il raggiungimento del benessere. Compila il nostro questionario e richiedi un primo colloquio gratuito. Capiremo insieme il percorso più adatto a te.

Come possiamo aiutarti?

Come possiamo aiutarti?

Trovare supporto per la tua salute mentale dovrebbe essere semplice

Valutato Eccellente su Trustpilot
Vorrei...
Iniziare un percorsoEsplorare la terapia online
Leggere di più sul tema

FAQ

Hai altre domande?
Parlare con un professionista potrebbe aiutarti a risolvere ulteriori dubbi.

Collaboratori

Valentina Maisano
Professionista selezionato dal nostro team clinico
Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale integrato
No items found.

Condividi

Se ti è piaciuto, condividilo
Iscriviti alla newsletter
Trova il tuo psicologo
No items found.