Crescita personale
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Raggiungere il benessere integrale

Raggiungere il benessere integrale
Raggiungere il benessere integralelogo-unobravo
Susanna Pelliciari
Redazione
Psicoterapeuta ad orientamento Biotransenergetica
Unobravo
Pubblicato il

Tutte le persone ricercano il benessere. Si può dire che la ricerca del “ben-essere”, inteso come lo “stare bene” sia una costante dell’animo umano. Ma, andando un po' più in profondità, cosa vuol dire realmente “stare bene”? Come sperimentiamo uno stato di benessere integrale?

Il benessere integrale

Per poter parlare di benessere integrale dobbiamo muoverci all’interno di una visione unitaria ed olistica che considera l’essere umano un Sé organismico, formato da diversi livelli che interagiscono tra loro per favorire un’esperienza globale di Sé. Si tratta dei cinque livelli del “corpomente”:

  • fisico;
  • energetico;
  • emotivo;
  • mentale;
  • essenziale (o spirituale).

Osservando il modo in cui le emozioni influenzano lo stato fisico e mentale, possiamo notare come questi differenti livelli siano interconnessi. Allo stesso modo, quando la mente è disturbata da pensieri negativi o ossessivi, anche il corpo fisico risponde con dei sintomi come contrazione, rigidità, congelamento, tremore, e il piano energetico ne risente, abbassando o alzando l’energia nel sistema.

Per il raggiungimento di un buon livello di “ben-essere” interiore, essi devono trovarsi in una condizione di sinergia ed armonia, come una grande orchestra composta da differenti strumenti che suonano all’unisono per creare una melodia.

Psyché e corpi sottili

Il Sé organismico costituisce una rappresentazione della Psyché, che non viene più esclusivamente confinata nella mente all'interno dei processi del cervello, ma è vista come un flusso interconnesso di:

  • informazioni;
  • energie;
  • principi ordinatori dell’esperienza

 che attraversa tutti i cinque livelli del “corpomente”.

I corpi sottili (cioè i cinque livelli) si vanno a configurare all’interno del Sé organismico rifacendosi a questa concezione. Oltre il corpo fisico, materiale e tangibile, questi corpi vengono chiamati “sottili” perché esprimono un insieme di processi e funzioni più ineffabili. Nello specifico abbiamo:

  • il corpo energetico: sono connesse a questo corpo le funzioni vitali, le sensazioni ad esse associate e l'aspetto biologico del vivente. A questo livello si esprimono metaforicamente anche vissuti più sottili legati al flusso di energia vitale;
  • il corpo emotivo: presiede alla funzione senziente dell'anima (sede di bisogni, emozioni, sentimenti, desideri, motivazioni). Questo corpo presenta una spiccata variabilità, esprime la propria particolare modalità di dialogare con il mondo ed è legato al modo personale di sentire e valutare le cose.
  • Il corpo mentale: presiede alla funzione pensante (i pensieri, le idee, i giudizi, i condizionamenti culturali, il linguaggio, l'immaginazione, i ricordi).
  • Il corpo spirituale: presiede alle funzioni più elevate (intuizioni, visioni, espressioni creative, esperienze estatiche o mistiche, peak experience). Si sviluppa durante il processo di graduale liberazione dai bisogni e dalle necessità in direzione dell’evoluzione individuale.
Anastasia Shuraeva - Pexels


Integrazione terapeutica: sentire, agire, pensare

Sentire, agire e pensare sono considerate le funzioni dell’interconnessione di corpo-mente-spirito, attraverso cui ciascun individuo fa esperienza. Spesso questi tre piani non sono in comunicazione tra loro, per esempio, quando ci troviamo fisicamente in un luogo ma con pensieri ed emozioni siamo da un’altra parte o quando sentiamo di dover compiere una determinata azione ma agiamo in modo diverso.

La non integrazione di questi tre piani è quindi all'origine di una condizione di malessere. Al contrario, quanto più i tre piani sono integrati, maggiore sarà l'armonia tra sensazioni, azioni, pensieri e più vivremo un'esperienza soggettiva di benessere integrale all’interno del corpomente.

Piani che si influenzano tra loro

Quando pensiamo e sentiamo di essere individui di successo, agiremo mettendo in moto tutte le nostre risorse ed energie per raggiungere un determinato obiettivo. Al contrario, quando pensiamo di essere dei falliti, sarà molto difficile attivarci in quella direzione. Il piano del nostro agire è quindi influenzato da quel che pensiamo e sentiamo rispetto a noi stessi.

I piani del sentire, agire e pensare si influenzano costantemente e reciprocamente e sono espressione del flusso interconnesso che ci attraversa. Quando questi tre piani non comunicano in modo armonico tra loro, ci troviamo davanti a un'interruzione di flusso. Lo scopo di un lavoro terapeutico di integrazione di Sé è quello di ripristinare il flusso interconnesso là dove si interrompe, in modo che questi tre veicoli tornino ad operare sinergicamente.

Una psicoterapia evolutiva

Il lavoro psicologico orientato al raggiungimento di un benessere integrale si occupa di integrare e armonizzare tutti questi livelli attraverso una metodologia clinica orientata:

  • all’esplorazione delle dimensioni interiori;
  • alla padronanza dei propri vissuti;
  • allo sviluppo della consapevolezza di Sé;
  • alla riscoperta delle proprie risorse interiori;
  • al contatto profondo con la propria vera natura.

In quest’ottica, il sintomo viene visto non come un qualcosa da sopprimere, ma da ascoltare per capire la ragione della sua esistenza e il messaggio che ci è venuto a comunicare.

Matilda Wormwood - Pexels

Il disagio è quindi considerato un alleato e la crisi un’opportunità, che consente di calarsi più profondamente dentro di Sé per riscoprire risorse che non pensavamo di avere ed aprirci a una nuova visione di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Per questo intraprendere un percorso psicologico con un professionista esperto è un’opportunità concreta per portare trasformazione nella propria vita e facilitare il raggiungimento di un benessere integrale. Agire è la risorsa.


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