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Psicologia della salute
5
minuti di lettura

Mente e corpo: quale connessione?

Mente e corpo: quale connessione?
Carmen Ricci
Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
25.12.2025
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La relazione tra mente e corpo è sempre stata oggetto di attenzione e studio per la psicologia. Attualmente, la connessione tra mente e corpo è al centro di un fervente dibattito che coinvolge numerosi professionisti della salute, impegnati a comprendere quei “fenomeni”, come le cosiddette patologie psicosomatiche, che ne sono una chiara manifestazione.

Già Freud, nel lontano 1895, attribuiva un ruolo centrale alla corporeità nell’espressione di contenuti psichici, dopo aver osservato come alcune sue pazienti presentassero sintomi somatici associati a disagi psicologici.

Sintomi fisici legati ai processi mentali

Quante volte è capitato di essere in preda a ripetute e dolorose cefalee, di soffrire per persistenti fastidi gastro-intestinali o per l’irritante sensazione di nodo in gola? E quante volte l’incessante ricerca di una spiegazione medica della sintomatologia è risultata vana?

Situazioni di questo tipo, anche piuttosto diffuse, ci mostrano che dimensione mentale e corporea sono intrinsecamente legate e interagenti. Questi segnali ci indicano che qualcosa nella nostra psiche non va: pensieri e preoccupazioni occupano la mente o qualcosa ci infastidisce a tal punto da non riuscire a “mandarlo giù”.

Il corpo prende la parola e ci comunica che dentro di noi sta avvenendo qualcosa che nuoce al benessere, qualcosa a cui non abbiamo facile accesso. Dinamiche profonde e perlopiù inconsce si muovono dentro di noi e rivestono un ruolo centrale sul benessere psico-fisico della persona.

Cottonbro - Pexels

Sintomi psicosomatici: quali le origini?

Le alterazioni del corpo, soprattutto quando influiscono negativamente sull’armonia dell’individuo, rappresenterebbero contenuti psichici sentiti come angosciosi, intollerabili e indicibili se non attraverso espressioni somatiche.

La psiche comunica mediante il corpo, tentando di allontanare vissuti penosi e generando modalità difensive finalizzate all'evitamento di una sofferenza interna percepita, probabilmente, come meno tollerabile di quella prodotta dal sintomo fisico. Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista, a proposito della malattia psicosomatica scrive che

è il negativo di un positivo, essendo il positivo la tendenza verso l'integrazione intesa nei suoi vari significati, fra cui quello che io ho chiamato personalizzazione

Secondo Winnicott, quindi, il sintomo psicosomatico mostra una carenza, una difficoltà di integrazione tra mente e corpo.

Cause multifattoriali e fattori di rischio delle patologie psicosomatiche

Le patologie psicosomatiche possono essere il risultato di una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. Nessun singolo elemento è sufficiente a spiegare la comparsa dei sintomi, ma piuttosto è la combinazione di più aspetti a determinare la vulnerabilità individuale.

  • Fattori biologici: una predisposizione genetica, alterazioni neurochimiche o una maggiore sensibilità del sistema nervoso autonomo possono aumentare il rischio di sviluppare sintomi psicosomatici.
  • Fattori psicologici: eventi stressanti, traumi infantili, difficoltà nell'esprimere le emozioni (alessitimia) e stili di coping poco adattivi sono spesso presenti nelle persone che sviluppano queste patologie.
  • Fattori sociali: il supporto sociale carente, le difficoltà relazionali e le pressioni lavorative o familiari possono contribuire all'insorgenza o al mantenimento dei sintomi.

Secondo una revisione pubblicata su "Psychosomatic Medicine" (Kroenke, 2014), la presenza di più fattori di rischio aumenta la probabilità che un disagio psicologico si esprima attraverso il corpo. Riconoscere questi elementi è fondamentale per impostare un percorso di cura efficace e personalizzato.

Incidenza e rilevanza delle patologie psicosomatiche

Si stima che circa il 20-30% delle visite mediche sia motivato da sintomi fisici che non trovano una spiegazione organica sufficiente (DSM-5, American Psychiatric Association, 2013). Questo dato sottolinea quanto sia importante riconoscere la componente psicosomatica nella pratica clinica quotidiana.

Inoltre, secondo una ricerca pubblicata su "The Lancet Psychiatry" nel 2021, le patologie psicosomatiche colpiscono persone di tutte le età, con una maggiore incidenza tra le donne e nei periodi di maggiore stress sociale o personale. La loro presenza può influire significativamente sulla qualità della vita, sul funzionamento lavorativo e sulle relazioni sociali.

Principali patologie psicosomatiche: una panoramica per apparato

Le patologie psicosomatiche possono manifestarsi in diversi apparati del corpo, assumendo forme e sintomi specifici che spesso portano le persone a rivolgersi a specialisti di area medica. Comprendere quali siano le condizioni più frequenti può aiutare a riconoscere i segnali e a intervenire in modo più mirato.

  • Apparato gastrointestinale: disturbi come la sindrome dell'intestino irritabile, la gastrite funzionale e la colite spastica sono tra le manifestazioni psicosomatiche più comuni. Questi disturbi si caratterizzano per sintomi come dolore addominale, gonfiore, alterazioni dell'alvo e digestione difficile, spesso in assenza di una causa organica evidente.
  • Apparato cutaneo: patologie come la dermatite atopica, la psoriasi e l'orticaria possono essere influenzate da fattori psicologici. Lo stress e le emozioni intense possono aggravare o scatenare episodi acuti, rendendo la pelle, in alcuni casi, uno "specchio" del disagio interno.
  • Apparato muscoloscheletrico: dolori muscolari diffusi, fibromialgia e tensioni cervicali sono spesso associati a condizioni di stress cronico o a conflitti emotivi non risolti. In questi casi, il corpo può esprimere attraverso la tensione muscolare ciò che la mente fatica a elaborare.
  • Apparato cardiovascolare: palpitazioni, tachicardia e ipertensione possono essere espressione di una sofferenza psichica, soprattutto quando non si riscontrano cause organiche chiare. Le emozioni represse o l'ansia possono, in alcuni casi, influenzare il funzionamento del cuore e dei vasi sanguigni.
  • Apparato respiratorio: disturbi come l'asma bronchiale e la dispnea psicogena possono essere collegati a vissuti di ansia, paura o difficoltà nell'esprimere emozioni. Il respiro, in questi casi, può diventare il canale attraverso cui si manifesta il disagio emotivo.

Queste condizioni, pur avendo una base organica o funzionale, possono essere aggravate o mantenute da fattori psicologici. È importante sottolineare che la diagnosi di una patologia psicosomatica richiede sempre un'attenta valutazione multidisciplinare, per escludere cause mediche e individuare il ruolo dei fattori psichici.

Barbuhya - Pexels

Strategie di gestione e trattamento dei disturbi psicosomatici

Affrontare le patologie psicosomatiche richiede un approccio integrato che tenga conto sia della dimensione corporea sia di quella psicologica. Le linee guida internazionali raccomandano interventi basati sull'evidenza, adattati alle esigenze della persona.

  • Psicoterapia: approcci come la terapia cognitivo-comportamentale, la psicoterapia psicodinamica, psicoterapie a mediazione corporea e la mindfulness-based therapy possono contribuire alla riduzione dei sintomi e al miglioramento della qualità della vita (Tang, Hölzel & Posner, 2015).
  • Tecniche di rilassamento: esercizi di respirazione, rilassamento muscolare progressivo e training autogeno possono aiutare a gestire lo stress e a ridurre la tensione fisica associata ai sintomi.
  • Educazione e consapevolezza: comprendere il legame tra mente e corpo e imparare a riconoscere i segnali precoci del disagio può favorire una gestione più efficace dei sintomi.
  • Collaborazione tra specialisti: un lavoro di rete tra medico di base, psicologo e altri professionisti della salute è spesso necessario per garantire una presa in carico completa.

È importante rivolgersi a uno specialista quando i sintomi fisici persistono nel tempo, peggiorano o compromettono significativamente la vita quotidiana. Un intervento tempestivo può contribuire a prevenire la cronicizzazione del disturbo e favorire un percorso di recupero più rapido.

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