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Seroquel: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia

Seroquel: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
Redazione
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
24.6.2026
Seroquel: a cosa serve, effetti collaterali e psicoterapia
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Ricevere la prescrizione di Seroquel può far nascere il desiderio di comprendere meglio il trattamento, i suoi effetti e il motivo per cui è stato consigliato. Informarsi sul farmaco e sul suo ruolo all'interno del percorso di cura può aiutare ad affrontare la terapia con maggiore consapevolezza.

È una sensazione comprensibile, quella di trovarsi di fronte a un farmaco di cui si sa poco, soprattutto quando appartiene a una categoria, quella degli antipsicotici, che porta con sé un peso di pregiudizi non indifferente.

Seroquel è il nome commerciale della quetiapina. Si tratta di un farmaco che si distingue dagli altri della sua categoria per un motivo importante: secondo una proposta di inserimento nella Lista dei Medicinali Essenziali dell'OMS, preparata da un gruppo di ricerca dell'Università di Verona in collaborazione con l'OMS, la quetiapina è l'unico antipsicotico ad aver ottenuto l'approvazione sia dall'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) sia dalla FDA americana per il trattamento e la prevenzione a lungo termine degli episodi depressivi e di quelli maniacali nel disturbo bipolare (Ostuzzi et al., 2023).

In Italia viene prescritto per condizioni come:

  • la schizofrenia;
  • il disturbo bipolare, sia nelle fasi maniacali che in quelle depressive, e come prevenzione delle recidive;
  • il disturbo depressivo maggiore, come terapia aggiuntiva nei casi in cui la risposta a un antidepressivo da solo non è sufficiente.

Seroquel non è un farmaco che si acquista in farmacia di propria iniziativa. Richiede una prescrizione medica e, nella pratica clinica, viene indicato da un medico, che valuta attentamente la tua storia clinica prima di prescriverlo. Questo passaggio è fondamentale anche perché la scelta del farmaco più adatto dipende da molti fattori individuali.

Non tutti i pazienti, ad esempio, rispondono bene ai trattamenti considerati di prima scelta: alcune persone con disturbo bipolare non traggono beneficio dagli stabilizzatori dell'umore tradizionali (come il litio o l'acido valproico) oppure ne sperimentano effetti collaterali significativi. In questi casi, il medico può valutare alternative terapeutiche come gli antipsicotici di seconda generazione, tra cui proprio la quetiapina (Ostuzzi et al., 2023)

Chi lo assume può notare, nel tempo, miglioramenti sull'umore, una riduzione dell'ansia e una qualità del sonno più stabile. Ma i risultati variano da persona a persona, e non sempre il percorso è lineare.

C'è poi un aspetto di cui si parla raramente: la vergogna che molte persone provano nel dire a un partner, a un familiare o a un amico di assumere un antipsicotico. Quella sensazione di doversi giustificare, o di temere uno sguardo diverso. Se anche tu la conosci, sappi che è una reazione comune, e che non dice nulla di sbagliato su di te.

Di che classe farmaceutica fa parte?

Seroquel appartiene alla classe degli antipsicotici atipici di seconda generazione, una famiglia di farmaci sviluppata a partire dagli anni Novanta proprio per migliorare il profilo di tollerabilità rispetto ai predecessori.

Dal punto di vista chimico, fa parte del gruppo delle dibenzotiazepine, una struttura molecolare che influenza il modo in cui il farmaco interagisce con il cervello.

La differenza principale tra gli antipsicotici di prima e di seconda generazione riguarda il profilo recettoriale, cioè il modo in cui il farmaco interagisce con i recettori del cervello. I farmaci atipici agiscono su un numero più ampio di questi recettori, e questo si traduce, in genere, in una minore incidenza di effetti extrapiramidali, ovvero quei disturbi del movimento (come rigidità o tremori) che erano molto più frequenti con i vecchi antipsicotici.

Secondo la proposta già citata, nessun antipsicotico di prima generazione, incluso l'aloperidolo (uno dei più utilizzati in passato), è risultato supportato da prove sufficienti per essere selezionato come medicinale essenziale nel trattamento del disturbo bipolare negli adulti, a differenza di antipsicotici di seconda generazione come la quetiapina, l'aripiprazolo, l'olanzapina e il paliperidone (Ostuzzi et al., 2023).

Capire, anche solo a grandi linee, a quale classe appartiene il farmaco che stai assumendo aiuta a dare un senso agli effetti che percepisci e a dialogare in modo più consapevole con il medico.

Come funziona Seroquel

La quetiapina agisce attraverso un meccanismo multi-recettoriale, interagendo con diversi sistemi di neurotrasmissione coinvolti nella regolazione dell'umore, dei processi cognitivi e della percezione della realtà.

In particolare, il farmaco esercita la propria azione sui recettori dopaminergici D2, associati ai sintomi psicotici e alla regolazione dell'umore; sui recettori serotoninergici 5-HT2A, coinvolti nella modulazione emotiva; sui recettori istaminergici H1, responsabili in larga misura dell'effetto sedativo osservato soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento, e sui recettori adrenergici alfa-1, che partecipano alla regolazione di alcune risposte neurovegetative.

Questa azione su più sistemi recettoriali contribuisce a spiegare perché la quetiapina possa produrre effetti terapeutici differenti, tra cui la riduzione dei sintomi psicotici, la stabilizzazione dell'umore, l'attenuazione dell'ansia e il miglioramento del sonno.

Secondo quanto riportato dall'AIFA, in Italia il farmaco è disponibile in diverse formulazioni, comprese le compresse a rilascio prolungato (XR) nei dosaggi da 50, 150, 200, 300 e 400 mg. Questa formulazione è destinata alla somministrazione orale una volta al giorno, lontano dai pasti, e le compresse devono essere deglutite intere. Dividerle, masticarle o frantumarle può alterare il meccanismo di rilascio graduale del principio attivo.

I dosaggi elencati non sono indicazioni terapeutiche. Il dosaggio corretto per te, se questo farmaco fa parte della tua cura, viene stabilito esclusivamente dal tuo medico, sulla base della condizione trattata, della tua storia clinica e della tua risposta individuale. Non esiste una posologia universale.

Liza Bakay - Pexels

Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali

Come ogni farmaco, Seroquel ha effetti terapeutici attesi ed effetti indesiderati. Conoscere entrambi aiuta a riconoscere ciò che si sperimenta e a confrontarsi con il medico in modo informato.

Indicazioni terapeutiche

Quando è prescritto e monitorato dal medico, Seroquel può contribuire a diversi obiettivi terapeutici. Secondo le indicazioni di EMA e AIFA, i principali effetti attesi includono:

  • riduzione dei sintomi psicotici, come allucinazioni e pensieri disorganizzati;
  • stabilizzazione degli episodi maniacali e depressivi nel disturbo bipolare;
  • miglioramento della qualità del sonno, spesso compromessa in molte condizioni psichiatriche;
  • riduzione dell'ansia in contesti clinici specifici;
  • prevenzione delle ricadute, con un effetto protettivo nel tempo.

Gli antipsicotici di seconda generazione come la quetiapina hanno mostrato un'efficacia comparabile a quella dei i classici stabilizzatori dell'umore (come il litio, la carbamazepina e l'acido valproico) sia nel trattamento degli episodi acuti, sia nella prevenzione delle ricadute nel disturbo bipolare (Ostuzzi et al., 2023).

Effetti collaterali

Conoscere gli effetti collaterali non serve a spaventarti ma a darti gli strumenti per riconoscerli e parlarne con il tuo medico.

Gli effetti indesiderati più frequenti comprendono sonnolenza e sedazione, spesso più intense nelle prime settimane di trattamento, capogiri, mal di testa, secchezza delle fauci e aumento di peso. In alcune persone possono inoltre comparire sintomi extrapiramidali, come irrequietezza motoria o movimenti involontari.

Tra gli effetti comuni rientrano tachicardia, stipsi, visione offuscata, aumento dell'appetito, sogni particolarmente vividi, irritabilità e, soprattutto nelle prime settimane di trattamento, la comparsa o l'intensificazione di pensieri suicidari, che richiedono una tempestiva valutazione medica.

Sono stati descritti anche eventi meno frequenti ma clinicamente rilevanti, tra cui convulsioni, disfunzioni sessuali, prolungamento dell'intervallo QT e sindrome maligna da neurolettici, una rara reazione grave che richiede un intervento medico urgente.

I sintomi da sospensione, come insonnia, nausea, irritabilità o cefalea, possono invece comparire in seguito a un'interruzione brusca del trattamento e rappresentano uno dei motivi per cui qualsiasi modifica della terapia dovrebbe essere concordata con il medico.

Alcune persone riferiscono una sensazione di apatia, di pesantezza emotiva, di sentirsi in qualche modo "spente", come se il farmaco stesse smorzando non solo i sintomi ma anche la vitalità. Questa esperienza è reale, va presa sul serio, e soprattutto va comunicata al medico, perché distinguere un effetto collaterale gestibile da un segnale che richiede un aggiustamento della terapia è esattamente il suo lavoro.

Annotare con regolarità le variazioni di umore, energia e motivazione, anche in modo informale, ti permette di portare informazioni concrete al medico invece di affidarti solo alla memoria.

La paura degli effetti collaterali merita di essere ascoltata, discussa e affrontata insieme al professionista che ti segue, non silenziata per paura di sembrare "difficile". Un buon percorso terapeutico tiene conto anche di questo.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni con altri farmaci

Seroquel può interagire con molti altri farmaci, e alcune di queste interazioni possono ridurne l'efficacia, amplificarne gli effetti collaterali o, in certi casi, rappresentare una combinazione da evitare del tutto.

Le interazioni più rilevanti si dividono in tre categorie principali:

  • Interazioni controindicate: i cosiddetti inibitori potenti del CYP3A4, cioè enzimi epatici coinvolti nel metabolismo della quetiapina, possono aumentarne drasticamente la concentrazione nel sangue. Rientrano in questa categoria alcuni antiretrovirali usati nel trattamento dell'HIV, gli antimicotici azolici, in particolare ketoconazolo e itraconazolo, e alcuni antibiotici come eritromicina, claritromicina e nefazodone.
  • Interazioni che riducono l'efficacia: farmaci come la carbamazepina e la fenitoina, spesso usati per l'epilessia o come stabilizzatori dell'umore, accelerano il metabolismo della quetiapina, riducendo i livelli nel sangue e quindi l'effetto terapeutico.
  • Interazioni che aumentano il rischio di effetti avversi: farmaci che allungano l'intervallo QT (un parametro cardiaco), medicinali che causano stipsi, barbiturici e tioridazina possono potenziare alcuni effetti indesiderati, rendendo il monitoraggio ancora più importante.

Tra le interazioni meno conosciute rientra quella con il succo di pompelmo, che può interferire con il metabolismo della quetiapina e dovrebbe essere evitato durante il trattamento. Per questo motivo, una comunicazione accurata con il medico rappresenta una parte importante della gestione della terapia.

È importante segnalare non solo i farmaci prescritti, ma anche integratori, rimedi erboristici e medicinali da banco, compresi quelli che possono apparire innocui, poiché anche queste sostanze possono influenzare il metabolismo del farmaco e modificarne l'efficacia o la tollerabilità.

Un esempio è rappresentato dall'iperico, conosciuto anche come erba di San Giovanni, un rimedio erboristico utilizzato per il benessere dell'umore. Secondo una revisione pubblicata dall'Istituto Superiore di Sanità, questa pianta può modificare l'attività del citocromo P450 3A4, un enzima coinvolto nel metabolismo di numerosi farmaci. Di conseguenza, può accelerarne l'eliminazione dall'organismo e ridurne l'efficacia terapeutica.

Le conseguenze di queste interazioni possono essere rilevanti. Sono stati documentati casi di rigetto in persone trapiantate che assumevano iperico insieme alla ciclosporina e gravidanze indesiderate in donne che lo associavano alla pillola anticoncezionale. Per questo motivo è fondamentale informare il medico di tutte le sostanze assunte abitualmente, comprese quelle di origine naturale.

La terapia non dovrebbe essere modificata autonomamente, né attraverso una riduzione delle dosi né mediante la sospensione del farmaco. Un'interruzione brusca può provocare sintomi da sospensione, tra cui insonnia, nausea, cefalea e irritabilità, oltre ad aumentare il rischio di ricaduta. Qualsiasi cambiamento del trattamento dovrebbe essere valutato insieme al medico, così da individuare eventuali alternative terapeutiche e gestire la transizione in condizioni di sicurezza.

Avvertenze e precauzioni d'uso

Alcune informazioni meritano attenzione particolare, non per spaventarti, ma per aiutarti a usare il farmaco nel modo più sicuro possibile.

Ecco le principali avvertenze da tenere a mente:

  • Gravidanza: se stai pianificando una gravidanza o scopri di essere incinta durante il trattamento, è fondamentale parlarne subito con il tuo medico. L'assunzione di quetiapina nel terzo trimestre può esporre il neonato a sintomi come tremori, rigidità muscolare e difficoltà respiratorie.
  • Allattamento: Seroquel non deve essere assunto durante l'allattamento al seno.
  • Guida e macchinari: sonnolenza e capogiri sono effetti reali che possono compromettere i riflessi; valuta attentamente il tuo stato prima di metterti alla guida, soprattutto nelle prime settimane.
  • Alcol: il consumo è fortemente sconsigliato, perché può potenziare l'effetto sedativo del farmaco.
  • Patologie croniche: chi ha problemi cardiaci, una storia di ictus, diabete, disturbi epatici, epilessia o una bassa conta dei globuli bianchi richiede una valutazione e un monitoraggio più attenti.
  • Monitoraggio metabolico: il tuo medico dovrà controllare regolarmente il peso corporeo e i livelli di glicemia nel corso del trattamento.
  • Anziani con demenza: in questa popolazione il farmaco richiede una valutazione particolarmente accurata, così come in chi ha una storia di trombosi o coaguli nel sangue.
  • Pensieri suicidari: nelle prime fasi del trattamento è importante prestare attenzione a eventuali cambiamenti nell'umore o alla comparsa di pensieri di questo tipo. Se accade, contatta subito il tuo medico, senza aspettare la visita successiva.

Nessuna di queste avvertenze significa che il farmaco non possa fare al caso tuo, ma che un dialogo aperto con il tuo medico è parte essenziale di una terapia sicura ed efficace.

Polina Zimmerman - Pexels

Seroquel e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmaco e psicoterapia non sono in competizione. Agiscono su piani diversi e possono integrarsi all'interno di un unico percorso di cura. La quetiapina modula alcuni meccanismi neurobiologici e contribuisce a ridurre i sintomi acuti; la psicoterapia offre uno spazio per lavorare sui pensieri ricorrenti, sugli schemi relazionali e sui fattori che concorrono al mantenimento del disagio.

La scelta tra farmaco, psicoterapia o entrambi è una decisione clinica che dipende dalla natura del disturbo, dalla sua gravità e dalla risposta individuale.

In molte situazioni il farmaco può ridurre il livello di sofferenza e di attivazione emotiva, favorendo le condizioni necessarie per il lavoro psicoterapeutico. La stabilità che ne può derivare può facilitare il percorso di cura e il raggiungimento degli obiettivi terapeutici.

Nel disturbo bipolare la terapia farmacologica contribuisce a prevenire le ricadute, mentre la psicoterapia può aiutare a riconoscere i segnali precoci di un nuovo episodio e a costruire strategie di gestione concrete.

Nella depressione maggiore con risposta parziale, quando il farmaco migliora il quadro clinico ma non del tutto, il lavoro psicoterapeutico può concentrarsi sui pattern di pensiero e sui fattori che contribuiscono a mantenere i sintomi.

Quando la quetiapina viene impiegata per favorire il sonno, approcci come la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I) possono offrire strumenti stabili nel tempo.

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