Benessere a 360 gradi

Sordità e qualità di vita

Sordità e qualità di vita
Sordità e qualità di vitalogo-unobravo
Marcella d’Errico
Redazione
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Unobravo
Pubblicato il


Una stima pubblicata nel 2006 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ipotizza 500 milioni di persone sorde al mondo, di cui la maggior parte è affetta da sordità (chiamata anche ipoacusia) lieve. Circa 127 milioni presentano un’ipoacusia media e 39 milioni un’ipoacusia profonda. In Italia si stimano quasi un milione di persone colpite da sordità.


Quali sono le difficoltà che vive una persona sorda?

Nonostante siamo abituati a pensare che la sordità sia un problema che colpisce l’udito, questo deficit sensoriale è strettamente legato alla capacità umana di comunicare attraverso il linguaggio verbale. La comunicazione verbale è il prodotto di una catena di lavoro complessa, che coinvolge abilità:

  • sensoriali;
  • percettive;
  • cognitive.


La generale diminuzione della qualità di vita di un paziente ipoacusico è ampiamente documentata e si riflette principalmente nella compromissione di aspetti di carattere sociale e psicologico legati al suo impatto sulla comunicazione e, quindi, sull'interazione sociale.


Le conseguenze della sordità

Uno studio condotto su 87 persone di diverse fasce di età e con sordità profonda, volto a raccogliere informazioni sull’impatto della disabilità sulla propria quotidianità, ha messo in luce come il deficit uditivo avesse limitato negativamente la vita del 40% delle persone coinvolte, da un punto di vista sia familiare e relazionale, che lavorativo.

La solitudine e l'isolamento sociale sono le conseguenze più frequenti della perdita uditiva. Le persone ipoacusiche spesso iniziano ad evitare luoghi o situazioni in cui le proprie difficoltà di ascolto non solo diventano un problema nell’interazione con amici e conoscenti, ma diventano anche la conferma del pensiero di non essere più in grado di stare in mezzo alle persone, data l’impossibilità di capire cosa esse dicono.

Helena Lopes - Pexels


Questo è vero soprattutto in situazioni di ascolto in cui è presente rumore di sottofondo (ristoranti, bar, feste, ritrovi). L’indebolimento della funzione uditiva e le difficoltà ad esso connesse possono scoraggiare i soggetti affetti da deficit uditivo dal partecipare a situazioni sociali impegnative e a giungere così ad una situazione di isolamento.

Deficit o disabilità?

È utile distinguere tra i due termini:

  • con deficit si indica la reale, oggettiva perdita uditiva, quantificata in decibel attraverso una diagnosi audiologica;
  • con disabilità invece ci si riferisce alla percezione soggettiva del deficit uditivo sulla propria persona e sulla propria qualità di vita e le limitazioni socio-psicologiche che la persona sorda si trova a dover affrontare.

Tali limitazioni possono però avere un valore di carattere culturale. Nel caso di alcune aree degli Stati Uniti, ad esempio, le persone con sordità sono numericamente maggiori dei normoudenti, per cui la società è organizzata in relazione alle loro necessità: perfettamente integrate nel contesto in cui vivono, queste persone occupano anche cariche istituzionali di rilievo.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che la riabilitazione uditiva deve porsi come obiettivo quello di “migliorare la funzione comunicativa in un paziente ipoacusico per promuoverne la partecipazione sociale”, come descritto nell’ International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF), uno strumento elaborato dalla stessa OMS per descrivere e misurare la salute e la disabilità della popolazione.

SHVETS production - Pexels


Si può migliorare la qualità di vita di una persona sorda?

Le varie tipologie di protesi acustiche o i metodi più invasivi come l’impianto cocleare, sono solitamente gli strumenti principali utilizzati in audiologia riabilitativa. Essi permettono alla persona sorda di ritornare ad una soglia di soddisfacente udibilità. Ma, nonostante l’uso della tecnologia abbia permesso di fare passi da gigante, le difficoltà comunicative spesso permangono.


Quanto descritto nell’ICF indica un aspetto importante: l’invito a farsi carico della persona con difficoltà uditive a 360 gradi, attraverso un inquadramento clinico multi-dimensionale, considerando la sordità non più solo come deficit sensoriale e uditivo, ma come dimensione in cui il ritorno ad una buona qualità di vita dipende dall’intervento sui diversi piani:

  • audiologico;
  • psicologico;
  • sociale.

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