Crescita personale
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Strategie di resilienza ai tempi del Covid-19

Strategie di resilienza ai tempi del Covid-19
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Ornella De Giorgi
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Pubblicato il
6.10.2020


L'isolamento sociale ha collocato bambini, adulti e anziani in una condizione di "deprivazione sensoriale" domestica, caratterizzata dalla povertà di stimoli e di scambi sociali.

La possibilità di accedere facilmente a piattaforme online sia per svago che per lavoro, ha contribuito a dare una risposta efficace e tempestiva al problema, e ha richiesto una notevole abilità di adattamento personale. È stata rilevante la capacità di ognuno di rispondere in maniera resiliente all'emergenza.


Cos'è la resilienza?

Il termine resilienza deriva dal verbo latino resilire, con il significato di “saltare indietro, rimbalzare, ritirarsi in fretta”.

In biologia ed ecologia questo termine viene utilizzato per descrivere la tendenza di un sistema a ripristinare la sua condizione di equilibrio (omeostasi) dopo un intervento esterno o un deficit interno. In psicologia, la parola resilienza indica la capacità individuale o collettiva di affrontare eventi traumatici o stressanti e trovare un nuovo equilibrio, utilizzando la capacità di adattamento.


Le caratteristiche di una persona resiliente

Per assumere un atteggiamento resiliente è necessario avere il controllo della situazione che si sta vivendo. Bisogna sviluppare la propria capacità di adattamento e riorganizzarsi per affrontare il momento traumatico con un atteggiamento e uno spirito positivi.

Dopo un evento di forte stress, l'esperienza traumatica potrebbe non integrarsi nel resto del sistema psichico del soggetto, causando malessere e disagio psicologico (stress post-traumatico). Avere un atteggiamento resiliente invece, dà la possibilità di affrontare questo stress, superarlo e uscirne con più forza.

Jeremy Bishop - Unsplash


Siamo tutti resilienti?

Sono principalmente tre i fattori che favoriscono un atteggiamento resiliente:

  • Fattori personali: autostima, estroversione, percezione degli eventi (locus of control interno o esterno), pensiero creativo e ottimismo. Alcuni di questi fattori possono essere specifici solo di una determinata fase della vita ed altri operare nell'arco dell'intera esistenza;
  • Fattori biologici e genetici: i cambiamenti nella struttura cerebrale, nei sistemi neurobiologici e la predisposizione genetica possono influenzare la capacità di moderare le emozioni negative ed il tipo di risposta ad una situazione avversa;
  • Fattori ambientali-sistemici: i fattori micro-ambientali, cioè le relazioni con la famiglia e con i coetanei e quelli macro-ambientali come i servizi scolastici, di comunità, sportivi o territoriali, possono favorire lo sviluppo di una risposta di tipo resiliente nell'individuo.

Cosa favorisce una risposta di resilienza?

Si ha un atteggiamento resiliente quando un evento stressante è vissuto come comprensibile, gestibile e viene affrontato in maniera funzionale e costruttiva, diventando anche occasione per aumentare la consapevolezza di sé e delle proprie abilità.

Sono diversi i fattori che contribuiscono a provocare reazioni adattive ed efficaci nell'individuo. Uno di questi è l’empowerment, cioè l’incremento della propria autostima e la padronanza di sé e delle proprie capacità. Il processo di empowerment si sviluppa in tre fasi:

  • Anticipazione: l'individuo decide che azioni intende intraprendere per risolvere i problemi e superare le difficoltà, focalizzandosi sulla situazione e sulla possibilità di realizzare i propri obiettivi;
  • Azione: il soggetto coordina i comportamenti che gli consentono di raggiungere l'obiettivo prefissato e modula le emozioni che possono agevolarli o ostacolarli;
  • Riflessione: l'individuo confronta i risultati ottenuti con esperienze precedenti e valuta il livello di coinvolgimento motivazionale ed affettivo.


Come sviluppare la resilienza ai tempi del Covid-19

L'esperienza della pandemia, con le sue caratteristiche di incontrollabilità, ha messo in contatto le persone con la loro parte vulnerabile e con i loro sentimenti di impotenza e fragilità. Quali strategie possiamo utilizzare per diventare resilienti? Eccone alcune:

1) Sviluppare flessibilità cognitiva

Flessibilità cognitiva significa adattarsi in modo creativo al contesto. Aspettarsi cambiamenti improvvisi dall'ambiente circostante aiuta a rispondere tempestivamente a ogni mutamento. Le aperture e chiusure continue e repentine dei luoghi di lavoro, degli esercizi commerciali, di intere regioni o città ci hanno posto nella condizione di doverci adattare velocemente a circostanze mutevoli.

2) Instaurare e coltivare una rete sociale di supporto e di sostegno

Un esempio è la rete sociale costituita dai membri della famiglia o della propria comunità. La comunicazione e la condivisione di un evento anche negativo con altre persone, aiuta a rielaborare le emozioni e ad ottenere il conforto e la solidarietà altrui.

3) Gestire la paura in modo costruttivo

Per gestire la paura del covid concentratevi sulla vostra capacità di risposta, piuttosto che sulle vulnerabilità. La paura è una risposta automatica alla percezione del pericolo e non è un segno di debolezza. Può essere utile ad aumentare l’allerta ed a mobilitare una grande forza.

Photochikottawa – Pixabay


4) Focalizzarsi su ciò che si può controllare e agire su quello

Quando intorno tutto è incerto e instabile, è utile prendere decisioni su ambiti che sono sotto il proprio controllo. Questo aumenterà la fiducia in sé stessi e diminuirà l'ansia.


5) Coltivare l'ottimismo

Apprezzando i piccoli gesti ed i successi della quotidianità e mantenendo un atteggiamento di fiducia nelle proprie capacità, sarà più facile affrontare le sfide che la vita ci porrà davanti.

L'isolamento sociale ha collocato bambini, adulti e anziani in una condizione di "deprivazione sensoriale" domestica, caratterizzata dalla povertà di stimoli e di scambi sociali.

La possibilità di accedere facilmente a piattaforme online sia per svago che per lavoro, ha contribuito a dare una risposta efficace e tempestiva al problema, e ha richiesto una notevole abilità di adattamento personale. È stata rilevante la capacità di ognuno di rispondere in maniera resiliente all'emergenza.


Cos'è la resilienza?

Il termine resilienza deriva dal verbo latino resilire, con il significato di “saltare indietro, rimbalzare, ritirarsi in fretta”.

In biologia ed ecologia questo termine viene utilizzato per descrivere la tendenza di un sistema a ripristinare la sua condizione di equilibrio (omeostasi) dopo un intervento esterno o un deficit interno. In psicologia, la parola resilienza indica la capacità individuale o collettiva di affrontare eventi traumatici o stressanti e trovare un nuovo equilibrio, utilizzando la capacità di adattamento.


Le caratteristiche di una persona resiliente

Per assumere un atteggiamento resiliente è necessario avere il controllo della situazione che si sta vivendo. Bisogna sviluppare la propria capacità di adattamento e riorganizzarsi per affrontare il momento traumatico con un atteggiamento e uno spirito positivi.

Dopo un evento di forte stress, l'esperienza traumatica potrebbe non integrarsi nel resto del sistema psichico del soggetto, causando malessere e disagio psicologico (stress post-traumatico). Avere un atteggiamento resiliente invece, dà la possibilità di affrontare questo stress, superarlo e uscirne con più forza.

Jeremy Bishop - Unsplash


Siamo tutti resilienti?

Sono principalmente tre i fattori che favoriscono un atteggiamento resiliente:

  • Fattori personali: autostima, estroversione, percezione degli eventi (locus of control interno o esterno), pensiero creativo e ottimismo. Alcuni di questi fattori possono essere specifici solo di una determinata fase della vita ed altri operare nell'arco dell'intera esistenza;
  • Fattori biologici e genetici: i cambiamenti nella struttura cerebrale, nei sistemi neurobiologici e la predisposizione genetica possono influenzare la capacità di moderare le emozioni negative ed il tipo di risposta ad una situazione avversa;
  • Fattori ambientali-sistemici: i fattori micro-ambientali, cioè le relazioni con la famiglia e con i coetanei e quelli macro-ambientali come i servizi scolastici, di comunità, sportivi o territoriali, possono favorire lo sviluppo di una risposta di tipo resiliente nell'individuo.

Cosa favorisce una risposta di resilienza?

Si ha un atteggiamento resiliente quando un evento stressante è vissuto come comprensibile, gestibile e viene affrontato in maniera funzionale e costruttiva, diventando anche occasione per aumentare la consapevolezza di sé e delle proprie abilità.

Sono diversi i fattori che contribuiscono a provocare reazioni adattive ed efficaci nell'individuo. Uno di questi è l’empowerment, cioè l’incremento della propria autostima e la padronanza di sé e delle proprie capacità. Il processo di empowerment si sviluppa in tre fasi:

  • Anticipazione: l'individuo decide che azioni intende intraprendere per risolvere i problemi e superare le difficoltà, focalizzandosi sulla situazione e sulla possibilità di realizzare i propri obiettivi;
  • Azione: il soggetto coordina i comportamenti che gli consentono di raggiungere l'obiettivo prefissato e modula le emozioni che possono agevolarli o ostacolarli;
  • Riflessione: l'individuo confronta i risultati ottenuti con esperienze precedenti e valuta il livello di coinvolgimento motivazionale ed affettivo.


Come sviluppare la resilienza ai tempi del Covid-19

L'esperienza della pandemia, con le sue caratteristiche di incontrollabilità, ha messo in contatto le persone con la loro parte vulnerabile e con i loro sentimenti di impotenza e fragilità. Quali strategie possiamo utilizzare per diventare resilienti? Eccone alcune:

1) Sviluppare flessibilità cognitiva

Flessibilità cognitiva significa adattarsi in modo creativo al contesto. Aspettarsi cambiamenti improvvisi dall'ambiente circostante aiuta a rispondere tempestivamente a ogni mutamento. Le aperture e chiusure continue e repentine dei luoghi di lavoro, degli esercizi commerciali, di intere regioni o città ci hanno posto nella condizione di doverci adattare velocemente a circostanze mutevoli.

2) Instaurare e coltivare una rete sociale di supporto e di sostegno

Un esempio è la rete sociale costituita dai membri della famiglia o della propria comunità. La comunicazione e la condivisione di un evento anche negativo con altre persone, aiuta a rielaborare le emozioni e ad ottenere il conforto e la solidarietà altrui.

3) Gestire la paura in modo costruttivo

Per gestire la paura del covid concentratevi sulla vostra capacità di risposta, piuttosto che sulle vulnerabilità. La paura è una risposta automatica alla percezione del pericolo e non è un segno di debolezza. Può essere utile ad aumentare l’allerta ed a mobilitare una grande forza.

Photochikottawa – Pixabay


4) Focalizzarsi su ciò che si può controllare e agire su quello

Quando intorno tutto è incerto e instabile, è utile prendere decisioni su ambiti che sono sotto il proprio controllo. Questo aumenterà la fiducia in sé stessi e diminuirà l'ansia.


5) Coltivare l'ottimismo

Apprezzando i piccoli gesti ed i successi della quotidianità e mantenendo un atteggiamento di fiducia nelle proprie capacità, sarà più facile affrontare le sfide che la vita ci porrà davanti.

Questo è un contenuto divulgativo e non sostituisce la diagnosi di un professionista.
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