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minuti di lettura

Tra identità personale e lealtà familiare

Tra identità personale e lealtà familiare
Martina Chioccarello
Psicoterapeuta Sistemico Socio-Costruzionista
Redazione
Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
15.1.2026
Tra identità personale e lealtà familiare
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Il bisogno di appartenenza riguarda la possibilità di sentirsi parte di un gruppo. Si passa dall’appartenenza all’umanità nel suo insieme fino a quella a una famiglia o a una generazione con cui si condividono ideali e valori, nonché sentimenti di affetto e amore. Si tratta di un bisogno molto forte nell’essere umano, che ha necessità primitive:

  • di relazioni sociali, per non sentirsi solo;
  • di scambi con i propri simili, per poter sviluppare competenze intellettive e affettive.

La mancata soddisfazione di questo bisogno può compromettere lo sviluppo emotivo e relazionale, con possibili ripercussioni sulle funzioni comunicative verso l’altro e sull’incapacità di rispondere ai propri bisogni primari come cura, protezione e sicurezza.

Il bisogno di differenziazione

Il bisogno di differenziazione rappresenta la capacità di diventare un individuo autonomo, artefice del proprio percorso, arrivando anche a mettere in discussione le figure di riferimento senza per questo minacciare il senso di appartenenza e tutta la sfera affettiva. Un equilibrio tra questi due bisogni fondamentali costituisce la base per una solidità identitaria, necessaria per un buon adattamento nella vita quotidiana.

Jonathan Borba - Pexels

Miti, mandati e lealtà familiare

Spesso nelle famiglie si tramandano, di generazione in generazione, miti e mandati a cui la persona si sottrae con difficoltà, a causa di un senso di lealtà familiare spesso non consapevole. I miti riguardano:

  • storie;
  • credenze;
  • tradizioni

che vengono trasmesse di generazione in generazione e che definiscono ruoli e funzioni che i membri della famiglia si trovano a ricoprire, per portare avanti quella mitologia familiare e salvaguardarne l’identità.

Le tematiche dei miti vanno considerate all’interno della vita di almeno tre generazioni e riguardano concetti come:

  • dipendenza e indipendenza;
  • amore e odio;
  • forza e debolezza;
  • desiderio di prendersi cura o di ferire;
  • successo e insuccesso.

Troviamo esempi di miti e credenze tramandate in frasi come: “in famiglia non ci sono segreti”, “siamo una famiglia molto unita e facciamo tutto assieme”, “in questa famiglia tutti possono contare su tutti”. Queste credenze trasmettono un senso di solidità e armonia, ma possono anche suscitare un senso di esclusione se non ci si riconosce in quei principi.

Lealtà familiare invisibile

Lo psichiatra e psicoterapeuta Boszormenyi-Nagy, nel 1988, ha proposto il concetto di lealtà familiare invisibile. Questo concetto suggerisce che all’interno delle famiglie esistano delle leggi specifiche:

  • spesso implicite e invisibili;
  • che tutti i membri sono chiamati a rispettare;
  • che vengono trasmesse di generazione in generazione.

Il rispetto e l’osservanza di questi principi garantisce l’esistenza della giustizia. Boszormenyi-Nagy sostiene anche che in ogni famiglia esista una sorta di contabilità di ciò che ognuno ha fatto per gli altri e di ciò che ha ricevuto. Perché le relazioni siano soddisfacenti, è necessario che ci sia un equilibrio tra ciò che si è dato e ciò che si è ricevuto: questo permette la reciprocità della relazione.

Sanare le ferite generazionali

L’osservanza e il rispetto dei miti hanno quindi la funzione di coesione: uniscono i membri della famiglia e li fanno sentire parte di un sistema caratterizzato da una forte identità. I tentativi di mettere in discussione le regole identitarie della famiglia si collocano nella fase della vita che prevede, come compito evolutivo:

  • la separazione;
  • l’individuazione.

È la fase in cui si mettono in discussione le figure di riferimento e i modelli appresi. Spesso, ciò che è rimasto insoddisfatto nel passato – desideri, ferite non curate o ingiustizie subite – viene proiettato nelle generazioni successive. Ad esempio, il figlio che studierà ciò che il padre avrebbe voluto studiare, ma non ha potuto, avrà la possibilità di risarcirlo. Oppure il figlio o la figlia che non si costruiranno una famiglia propria, rimanendo a vivere con i genitori per occuparsene.

Desideri inespressi, dolore e senso di ingiustizia possono essere trasmessi alla generazione successiva, spesso in modo silenzioso. Questa trasmissione transgenerazionale di esperienze traumatiche nelle famiglie può manifestarsi in disturbi come stress post-traumatico, ansia, disturbi dell'umore, comportamenti aggressivi, ritiro sociale o comportamenti a rischio per la salute nelle generazioni successive (Klütsch & Reich, 2012).

A un certo punto, qualcuno nella linea generazionale potrebbe sentire il compito di sanare quella ferita, di riequilibrare i conti, spinto dal bisogno di dimostrare la lealtà verso il sistema familiare che gli ha dato origine.

Questo fenomeno può generare un malessere interiore più profondo di quanto si immagini e, come suggerisce l’esperienza terapeutica con persone affette da anoressia nervosa e le loro famiglie, i problemi di lealtà familiare, i conflitti di lealtà dei figli e le difficoltà nel processo di dare e ricevere risultano essere tra le cause fondamentali dell’anoressia nervosa (Wolska, 2004).

Alcuni esempi concreti di lealtà familiare nella vita quotidiana

La lealtà familiare si esprime spesso attraverso scelte e comportamenti che possono sembrare personali, ma che in realtà rispondono a dinamiche profonde e condivise all'interno del nucleo familiare. Alcuni esempi pratici aiutano a comprendere come questa lealtà si manifesti nella vita di tutti i giorni:

  • Scelte di carriera: una persona può decidere di intraprendere la professione di famiglia (ad esempio, diventare medico come il padre o la madre) per non deludere le aspettative o per "onorare" la tradizione familiare, anche se i propri interessi sarebbero diversi.
  • Relazioni sentimentali: talvolta si evitano relazioni con persone che non rispecchiano i valori o le origini della famiglia, per timore di essere esclusi o giudicati.
  • Cura dei genitori: il senso di dovere verso i genitori anziani può portare a rinunciare a opportunità personali, come trasferirsi in un'altra città o costruire una propria famiglia, per restare vicini e prendersi cura di loro.
  • Gestione dei conflitti: in alcune famiglie, il "non parlare dei problemi" o il mantenere segreti può essere una forma di lealtà, per proteggere l'immagine della famiglia all'esterno.

Questi esempi mostrano come la lealtà familiare possa essere una forza potente, capace di guidare le scelte individuali anche quando non ne siamo pienamente consapevoli. Riconoscere questi meccanismi può essere fondamentale per poter scegliere, in modo più libero e consapevole, la propria strada.

Rdne - Pexels

Il codice morale familiare: regole invisibili e implicazioni

All'interno di ogni famiglia può esistere un vero e proprio codice morale familiare, un insieme di regole non scritte che orientano comportamenti, scelte e aspettative dei suoi membri. Queste regole, spesso implicite, definiscono ciò che è considerato "giusto" o "doveroso" all'interno del sistema familiare e possono influenzare profondamente le decisioni individuali.

Il codice morale familiare si manifesta attraverso:

  • Aspettative di comportamento: ad esempio, il dovere di prendersi cura dei genitori anziani o di seguire una determinata carriera.
  • Valori condivisi: come l'importanza attribuita al sacrificio personale per il bene della famiglia.
  • Divieti e tabù: comportamenti o scelte considerate inaccettabili, come allontanarsi dalla famiglia d'origine o sposare una persona non approvata.

Queste regole invisibili possono generare un senso di appartenenza e sicurezza, ma anche un forte conflitto interno quando i desideri personali si discostano dalle aspettative familiari. Secondo Ivan Boszormenyi-Nagy, psichiatra e pioniere della terapia familiare, la lealtà familiare si fonda proprio su questi "fili invisibili" che legano i membri della famiglia attraverso obblighi morali e affettivi (Boszormenyi-Nagy & Spark, 1973). Inoltre, è stato dimostrato che valori culturali familiari che enfatizzano il supporto, la lealtà e l'obbligo verso la famiglia sono associati a una minore presenza di sintomi psicopatologici interni ed esterni negli adolescenti (Rea-Sandin et al., 2024), sottolineando così il potere protettivo di queste dinamiche nei momenti di crescita e trasformazione.

Riconoscere l'esistenza di un codice morale familiare è il primo passo per comprendere come la lealtà possa influenzare, a volte in modo inconsapevole, le scelte di vita e il benessere psicologico di ciascuno.

L’aiuto terapeutico

La psicoterapia rappresenta la possibilità di fare luce su quei fili invisibili che ci legano alle nostre famiglie e da cui spesso ci sentiamo trattenuti o che sentiamo non appartenerci. Attraverso la narrazione della propria storia, sarà possibile comprendere ed elaborare i miti e le credenze entro cui si è cresciuti, capire come, ma soprattutto a che livello generazionale si sono formati.

Il risultato di questo lavoro sarà:

  • una maggiore libertà per la persona di esplorare la propria vita;
  • l’opportunità di diventare consapevoli di certi schemi che si ripetono;
  • la possibilità di prenderne le distanze qualora minaccino la realizzazione della propria individualità e quindi della costruzione identitaria.

“La lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi prima che verso gli altri.” Luigi Pirandello

Strategie per riconoscere e lavorare sulla lealtà familiare

Diventare consapevoli delle dinamiche di lealtà familiare è un processo che richiede tempo, riflessione e, spesso, il supporto di un professionista. Tuttavia, esistono alcune strategie e domande guida che possono aiutare a fare chiarezza su questi legami invisibili:

  • Riflettere sulle proprie scelte: chiedersi se alcune decisioni importanti (come la carriera, la scelta del partner o il luogo in cui vivere) sono state influenzate dal desiderio di non deludere la famiglia.
  • Individuare i "doveri" sentiti: riconoscere quali comportamenti o sacrifici si compiono per senso di obbligo verso la famiglia, anche quando non corrispondono ai propri desideri.
  • Esplorare le emozioni associate: notare se si provano senso di colpa, paura di essere esclusi o ansia quando si pensa di agire in modo diverso dalle aspettative familiari.
  • Confrontarsi con la storia familiare: ripercorrere le storie, i miti e le regole tramandate può aiutare a individuare i fili invisibili che legano le generazioni.

Secondo Murray Bowen, psichiatra e fondatore della teoria dei sistemi familiari, la capacità di differenziarsi emotivamente dalla propria famiglia è fondamentale per il benessere psicologico (Bowen, 1978). Lavorare su questi aspetti può permettere di trovare un equilibrio tra il rispetto delle proprie radici e la realizzazione della propria identità personale.

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Riconoscere i fili invisibili che ci legano alla nostra famiglia può essere un primo, importante passo verso una maggiore consapevolezza e libertà personale. Se senti che le aspettative familiari o i codici non scritti condizionano le tue scelte, sappi che non sei solo: con l’aiuto di un professionista puoi lavorare per distinguere ciò che davvero desideri per te stesso, trovando un equilibrio tra appartenenza e autenticità. Gli psicologi Unobravo sono pronti ad accompagnarti in questo viaggio di scoperta e crescita personale. Prenditi cura di te: inizia il questionario per trovare il tuo psicologo online e fai il primo passo verso il tuo benessere.

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