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Trittico: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali

Trittico: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali
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Unobravo
Articolo revisionato dalla nostra redazione clinica
Ultimo aggiornamento il
14.5.2026
Trittico: cos'è, a cosa serve ed effetti collaterali
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Il Trittico è il nome commerciale del trazodone cloridrato, un principio attivo appartenente alla classe degli antidepressivi SARI (Serotonin Antagonist and Reuptake Inhibitor). È indicato negli adulti per il trattamento dei disturbi depressivi, con o senza componente ansiosa. Si tratta di un farmaco soggetto a prescrizione medica: solo un medico può valutare se sia il trattamento indicato per la situazione specifica.

In questo articolo sono raccolte informazioni sul meccanismo d'azione, le formulazioni disponibili, gli effetti collaterali, le interazioni e le avvertenze.

A quale classe farmacologica appartiene il Trittico?

Il Trittico appartiene alla classe dei SARI (Serotonin Antagonist and Reuptake Inhibitor), una categoria di antidepressivi che agiscono sulla serotonina con un doppio meccanismo: bloccano il riassorbimento di questo neurotrasmettitore da parte delle cellule nervose e, contemporaneamente, bloccano specifici recettori serotoninergici.

Questo profilo d'azione distingue il trazodone dagli SSRI, che agiscono principalmente sul riassorbimento della serotonina, e dagli antidepressivi triciclici, una classe più datata, con un profilo di tollerabilità diverso e spesso più complesso. Per queste ragioni, il trazodone è definito un antidepressivo atipico.

A differenza di altri antidepressivi, il trazodone non è controindicato nel glaucoma e nei disturbi della minzione, e non produce effetti di tipo extrapiramidale (AIFA, scheda tecnica Trittico). In ogni caso, la valutazione resta medica, soprattutto in presenza di comorbidità.

Come funziona il Trittico

Il trazodone agisce bloccando i recettori serotoninergici 5-HT2A e 5-HT2C e inibendo il trasportatore della serotonina, con un effetto combinato antidepressivo e ansiolitico. Agisce anche sui recettori istaminici H1 e adrenergici alfa-1, e questa azione è responsabile dell'effetto sedativo.

Una distinzione clinicamente rilevante riguarda il dosaggio: a dosi basse, l'effetto prevalente è quello sedativo e ipnotico; a dosaggio pieno, emerge progressivamente l'azione antidepressiva. L'effetto antidepressivo richiede alcune settimane per diventare percepibile, mentre il miglioramento del sonno può manifestarsi prima.

Dopo somministrazione orale della formulazione a rilascio immediato, il picco plasmatico si raggiunge entro circa 1 ora, con un'emivita di eliminazione di circa 6,6 ore. La formulazione a rilascio prolungato mantiene livelli plasmatici più stabili, con un'emivita di circa 12 ore (AIFA, scheda tecnica Trittico).

L'assunzione dopo i pasti riduce l'insorgenza di effetti indesiderati.

Formulazioni del Trittico disponibili in commercio

Il Trittico è disponibile in diverse formulazioni:

  • Compresse rivestite a rilascio immediato da 50 mg e 100 mg. Contengono lattosio.
  • Compresse a rilascio prolungato da 75 mg e 150 mg, divisibili in tre porzioni per una titolazione graduale del dosaggio. Non devono essere masticate o frantumate.
  • Gocce orali in due concentrazioni: 25 mg/ml (1 goccia corrisponde a 1 mg di trazodone cloridrato) e 60 mg/ml (1 goccia corrisponde a 2 mg di trazodone cloridrato).
  • Soluzione iniettabile, riservata all'uso ospedaliero.

Le gocce possono consentire un aggiustamento più graduale, quando ritenuto opportuno dal medico.

Il dosaggio è sempre individuale: viene stabilito dal medico in base alla risposta clinica e alla tollerabilità. Il trattamento inizia con dosi basse, aumentate gradualmente. La scheda tecnica riporta cicli terapeutici di almeno un mese, secondo valutazione medica.

Indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali del Trittico

Indicazioni terapeutiche

Le indicazioni terapeutiche riportate in scheda tecnica comprendono i disturbi depressivi, con o senza componente ansiosa, negli adulti. L'uso è limitato ai pazienti adulti.

Nella pratica clinica, il trazodone viene prescritto anche in modalità off-label per il trattamento dell’insonnia, a dosaggi inferiori a quelli antidepressivi. Questo impiego è descritto in letteratura e nella pratica clinica, ma non rientra nelle indicazioni ufficialmente approvate.

Un aspetto rilevante nella scelta terapeutica riguarda la funzione sessuale: a differenza di diversi antidepressivi della classe SSRI, il trazodone può avere un impatto diverso su questo aspetto rispetto ad altri antidepressivi, ma la risposta è individuale. Non è inoltre associato a dipendenza fisica nel senso tipico delle sostanze d’abuso, il che può renderlo un’opzione da valutare per i pazienti che non tollerano le benzodiazepine.

Effetti collaterali

Come tutti i farmaci, anche il Trittico può causare effetti indesiderati. Gli effetti collaterali sono in larga parte dose-dipendenti e tendono a essere più intensi nelle prime settimane di trattamento.

Gli effetti indesiderati più comuni includono: sonnolenza e sedazione (soprattutto nelle prime fasi), capogiri, astenia, cefalea, secchezza delle fauci, nausea e altri disturbi gastrointestinali. L'assunzione serale del farmaco consente di sfruttare l'effetto sedativo a favore del riposo notturno, riducendo la sonnolenza diurna.

Nelle persone anziane, il Trittico può aumentare il rischio di cadute, favorire stati di confusione mentale e ipotensione ortostatica, ossia un calo improvviso della pressione nel passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta.

Sul piano cardiovascolare, oltre all'ipotensione ortostatica, è stata osservata tachicardia. In rari casi è stato segnalato un prolungamento dell'intervallo QT: in presenza di patologie cardiache preesistenti, la valutazione medica è indispensabile.

Casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati riportati durante la terapia o nelle prime fasi dopo la sospensione. Questo rischio è particolarmente rilevante nelle prime settimane di trattamento e nei giovani adulti. Non significa che il farmaco sia pericoloso di per sé, ma che il periodo di avvio richiede un monitoraggio ravvicinato da parte del medico (AIFA, foglietto illustrativo Trittico).

Un effetto raro ma specifico dei pazienti di sesso maschile è il priapismo, ossia un'erezione prolungata e dolorosa non correlata a stimolazione sessuale. Se l'erezione dura più di 4 ore, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso per evitare danni permanenti.

Tra gli effetti meno comuni rientrano: reazioni allergiche cutanee, alterazioni reversibili dei valori epatici e sindrome serotoninergica, una condizione rara ma grave che può manifestarsi quando il trazodone viene combinato con altri farmaci serotoninergici. I sintomi includono agitazione intensa, tremori, febbre e confusione. In caso di ittero, è necessario contattare subito il medico: la scheda tecnica indica l’interruzione del trattamento.

In presenza di qualsiasi effetto indesiderato, è importante segnalarlo al medico.

Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Ogni persona risponde ai farmaci in modo individuale, inclusa la comparsa di eventuali effetti indesiderati. In caso di dubbi o incertezze sul trattamento, è necessario confrontarsi con il proprio medico e consultare il foglietto illustrativo del farmaco.

Interazioni del Trittico con altri farmaci

Il Trittico può interagire con altre sostanze, modificando l'efficacia del trattamento o aumentando il rischio di effetti indesiderati. È fondamentale informare il medico di tutti i farmaci, gli integratori e i prodotti fitoterapici assunti.

Le interazioni più rilevanti riguardano:

  • IMAO (inibitori delle monoaminossidasi): assolutamente controindicati. Tra la sospensione di un IMAO e l'inizio del trazodone devono trascorrere almeno due settimane; viceversa, almeno una settimana dopo la sospensione del trazodone prima di iniziare un IMAO.
  • Antidepressivi triciclici, SSRI, SNRI e altri farmaci serotoninergici: aumentano il rischio di sindrome serotoninergica. L'uso contemporaneo con antidepressivi triciclici va evitato.
  • Inibitori del CYP3A4 (eritromicina, ketoconazolo, ritonavir, antimicotici azolici, inibitori delle proteasi): rallentano il metabolismo del trazodone, facendone aumentare i livelli plasmatici. Il medico valuterà una riduzione della dose.
  • Carbamazepina, fenitoina, barbiturici: accelerano il metabolismo del trazodone, riducendone i livelli nel sangue.
  • Alcol: deve essere evitato durante il trattamento. Il trazodone ne potenzia gli effetti sedativi.
  • Antipsicotici, ipnotici, sedativi, ansiolitici, antistaminici: possono potenziare l'effetto sedativo del Trittico.
  • Farmaci che prolungano l'intervallo QT: richiedono una valutazione cardiologica prima dell'associazione.
  • Digossina e fenitoina: il trazodone può aumentarne i livelli ematici.
  • Anestetici e miorilassanti: prima di un intervento chirurgico, è fondamentale informare l'anestesista della terapia in corso.
  • Iperico (erba di San Giovanni): può causare sindrome serotoninergica se combinato con antidepressivi. Informare sempre il medico di qualsiasi rimedio fitoterapico assunto.

Avvertenze, precauzioni e controindicazioni del Trittico

Gravidanza e allattamento. In gravidanza, il Trittico va assunto solo in caso di effettiva necessità e sotto stretto controllo del medico. L'escrezione nel latte materno è bassa, ma i livelli del metabolita attivo non sono noti: la decisione sull'uso durante l'allattamento va presa caso per caso, valutando benefici e rischi.

Guida di veicoli. Il Trittico ha un'influenza lieve o moderata sulla capacità di guidare. Non guidare se si manifestano sonnolenza, sedazione, vertigini, confusione o visione offuscata.

Persone anziane. Il medico prescrive dosaggi ridotti e monitora con attenzione il trattamento. Nelle persone anziane il farmaco può aumentare il rischio di cadute, confusione mentale e ipotensione ortostatica.

Patologie epatiche e renali. In presenza di insufficienza epatica, in particolare se severa, il trazodone deve essere somministrato con cautela e il medico valuterà se aggiustare il dosaggio. In caso di ittero, il trattamento va interrotto. Nei pazienti con insufficienza renale severa è necessaria cautela.

Patologie cardiache. Il medico deve essere informato di cardiopatie preesistenti, disturbi della conduzione, blocchi atrioventricolari e infarto del miocardio recente (quest'ultimo è una controindicazione).

Under 18. Il Trittico non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti.

Depressione e rischio suicidario. Casi di ideazione e comportamento suicidari sono stati riportati durante la terapia o nelle prime fasi dopo la sospensione. Il monitoraggio è particolarmente importante nelle prime settimane di trattamento. La somministrazione di antidepressivi in pazienti con schizofrenia o altri disturbi psicotici può comportare un peggioramento dei sintomi. Durante la terapia, l'episodio depressivo può virare verso una fase maniacale: è necessario contattare subito il medico; la scheda tecnica prevede l’interruzione.

Epilessia. In pazienti con epilessia, evitare bruschi incrementi o riduzioni del dosaggio.

La sospensione. Interrompere il Trittico in modo brusco, in particolare dopo trattamento prolungato, può causare sintomi da discontinuazione: nausea, cefalea e malessere. La sospensione va sempre eseguita in modo graduale e sotto supervisione medica (AIFA, foglietto illustrativo Trittico).

Sovradosaggio. In caso di assunzione eccessiva, possono comparire sonnolenza marcata, bradicardia, aritmie e alterazioni del ritmo cardiaco. I sintomi possono manifestarsi entro 24 ore o più. Se si sospetta un sovradosaggio, è necessario chiamare immediatamente il 118: è un'emergenza medica.

Controindicazioni assolute. Il Trittico non deve essere utilizzato in caso di: allergia al trazodone cloridrato o a uno qualsiasi degli eccipienti, intossicazione acuta da alcol o da ipnotici, abuso di alcolici, infarto del miocardio recente.

Nota sugli eccipienti. Le compresse rivestite contengono lattosio e olio di ricino. Le compresse da 50 mg contengono giallo tramonto (E110), che può causare reazioni allergiche. Le gocce contengono etanolo e glicole propilenico. Il trazodone può dare falsa positività alle amfetamine nei test immunologici delle urine: in caso di controlli, richiedere un'analisi di conferma con spettrometria di massa.

Trittico e psicoterapia: due strumenti nel percorso di cura

Farmacoterapia e psicoterapia non sono approcci in competizione: sono strumenti clinici con indicazioni e tempi diversi, che in alcuni casi possono essere utilizzati all’interno di un percorso di cura integrato. La scelta tra farmaco, psicoterapia o entrambi è una decisione clinica che dipende dalla natura del disturbo, dalla sua gravità e dalla risposta individuale.

La ricerca scientifica ha esaminato il rapporto tra queste due forme di trattamento nella depressione. Una metanalisi pubblicata su World Psychiatry, condotta su 52 studi randomizzati e 3.623 pazienti, ha rilevato che il trattamento combinato (farmacoterapia e psicoterapia) è risultato associato a esiti migliori della sola farmacoterapia nella depressione maggiore, con effetti che si mantengono significativi fino a due anni dopo il trattamento (Cuijpers et al., 2014).

Una successiva metanalisi ha confermato che la combinazione tra farmacoterapia e psicoterapia produce una risposta terapeutica superiore rispetto ai soli antidepressivi nei pazienti con disturbo depressivo maggiore, con un effetto che si mantiene a sei mesi o più dalla randomizzazione (Karyotaki et al., 2016).

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