Tablet per contrastare i capricci quando siamo a casa: come trovare strategie alternative?
Ogni volta finisco per dargli il tablet
Mi sento in colpa ma non so che altro fare
Il pianto improvviso, il rifiuto ostinato, il corpo che si butta a terra: i capricci dei bambini sono una componente naturale dello sviluppo infantile. Non sono un problema da silenziare, ma il modo in cui i bambini comunicano emozioni che non riescono ancora a esprimere a parole.
Quando succede in casa, magari in pochi metri quadri, la tentazione di accendere il tablet per avere un momento di tregua è forte. Ed è comprensibile. Ma se questo diventa l'unica risposta, rischia di trasformarsi in un circolo vizioso difficile da interrompere: il bambino impara che il disagio si spegne con uno stimolo esterno, invece di sviluppare le proprie risorse per attraversarlo.
Vivere in spazi domestici ridotti rende tutto più intenso: il capriccio sembra amplificato, la pazienza si esaurisce più in fretta. Sapere che esistono alternative concrete e praticabili anche in ambienti piccoli può essere il primo passo per cambiare questa dinamica, con gentilezza e senza sensi di colpa.
Le ragioni profonde
Cosa si nasconde dietro il capriccio (e dietro lo schermo)
Forse non capisco cosa mi sta chiedendo
Mi chiedo se sto sbagliando qualcosa
Comprendere perché il tablet sembra la soluzione più immediata, e perché invece può non essere la più utile, è un passaggio importante. In molti casi, esplorare queste dinamiche familiari può essere più semplice con l'aiuto di uno/a psicologo/a, che può offrire strumenti su misura per la situazione specifica di ogni famiglia. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni dietro ai capricci e all'uso dello schermo.
Il bisogno di attraversare le emozioni
- Quando il tablet viene usato per calmare una crisi, il bambino non ha la possibilità di vivere l'intero arco dell'emozione che sta provando, dalla frustrazione al ritorno alla calma.
- Col tempo, questo può rendere più difficile imparare a riconoscere quello che si sente e a trovare modi propri per stare meglio.
- Il tablet offre una gratificazione immediata che non insegna nulla sulla gestione del disagio: il bambino può iniziare a richiederlo con frequenza sempre maggiore.
Il capriccio come espressione di autonomia
- Tra i due e i tre anni, il bambino scopre il proprio io e ha bisogno di affermarsi. I capricci sono spesso espressione di questo bisogno di autonomia, non semplici provocazioni.
- Dietro molti capricci si nascondono bisogni legittimi: fame, stanchezza, bisogno di vicinanza. Meritano di essere ascoltati e compresi, senza essere messi a tacere con un video.
Il ruolo dello spazio domestico
- In spazi ristretti, la noia e la mancanza di stimoli sensoriali e motori si fanno sentire di più.
- Il bambino può cercare nel capriccio un modo per scaricare l'energia accumulata o per richiamare l'attenzione dell'adulto.
Situazioni comuni in casa
Momenti quotidiani in cui lo schermo sembra l'unica via
Appena spengo la tv scoppia il finimondo
Non ho neanche il tempo di preparare la cena
Riconoscersi in queste situazioni può aiutare a sentirsi meno soli. Ecco alcuni momenti in cui molti genitori ricorrono all’uso del tablet.
Quando spegnere lo schermo diventa il problema
- Il bambino esplode in una crisi di pianto quando gli si chiede di smettere di guardare un cartone. Questa reazione può mostrare quanto sia già radicata l'abitudine a regolare le emozioni attraverso lo schermo.
- Un bambino che passa molte ore davanti al tablet perché la casa non offre alternative di movimento può essere più esposto a stimoli che generano desideri continui, innescando ulteriori momenti di frustrazione.
Le battaglie quotidiane in pochi metri quadri
- In un appartamento piccolo, il momento di lavarsi i denti o mettere il pigiama può diventare un momento di forte tensione. Senza spazi dove il bambino possa sfogarsi, chi se ne prende cura cede al tablet pur di avere qualche minuto di tregua.
- La scena del genitore che, dopo una giornata di lavoro e in pochi metri quadri con il figlio, accende il tablet per poter cucinare in pace: una soluzione comprensibile nell'immediato, ma che può diventare problematica se diventa routine.
I bisogni che il tablet non può soddisfare
- Un bambino che lancia oggetti per la frustrazione di non riuscire a completare un'attività sta vivendo un'emozione intensa e naturale: sostituire quel momento con uno schermo gli toglie la possibilità di imparare a chiedere aiuto.
- Un bambino che richiama continuamente l'attenzione di un genitore impegnato al telefono non sta necessariamente facendo i capricci. Spesso sta cercando contatto, rassicurazione e presenza emotiva, bisogni che nessun dispositivo può davvero sostituire.
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Strategie pratiche e accessibili
Piccoli cambiamenti quotidiani per uscire dal pilota automatico
Ho iniziato con le filastrocche e funziona
Provo a coinvolgerlo mentre cucino
Preparare un kit di attività a portata di mano
Può essere utile preparare in anticipo alcune attività semplici da proporre nei momenti di difficoltà, come libri, colori, costruzioni o giochi creativi. Avere delle alternative già pronte rende più facile offrire al bambino un'opzione concreta senza dover improvvisare.
Creare una routine quotidiana prevedibile
Sapere cosa aspettarsi aiuta molto i bambini. È importante costruire una routine con momenti chiari: gioco attivo, momento tranquillo, tempo condiviso. Non deve essere rigida, ma abbastanza stabile da dare al bambino un senso di sicurezza che può ridurre i momenti di tensione.
Dare il buon esempio con gli schermi
I bambini imparano molto attraverso l'esempio. Prevedere momenti della giornata senza schermi per tutta la famiglia può rendere i limiti più comprensibili e naturali, favorendo abitudini condivise anziché vissute come imposizioni.
Accogliere l'emozione prima di proporre alternative
Quando il bambino è in difficoltà, può essere utile avvicinarsi, riconoscere l'emozione che sta provando e offrirgli presenza e conforto. Sentirsi compreso e accolto aiuta spesso più di qualsiasi tentativo di distrazione.
Sostituire lo stimolo visivo con quello uditivo
Musica, audiolibri, filastrocche cantate insieme o podcast per bambini possono intrattenere senza legare il bambino allo schermo. Possono essere utili anche in spazi piccoli e lasciano il bambino libero di muoversi e usare le mani.
Coinvolgere il bambino nelle attività quotidiane
Coinvolgere il bambino in piccole attività quotidiane, come apparecchiare, innaffiare una pianta o preparare una ricetta, può trasformare gesti semplici in occasioni di condivisione. Sentirsi partecipe e coinvolto spesso riduce il bisogno di cercare attenzione attraverso comportamenti problematici.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Se senti che la fatica è tanta e le strategie non bastano, un percorso di supporto psicologico può essere uno spazio di riflessione prezioso. Non è necessario aspettare che le difficoltà diventino troppo grandi per chiedere supporto. Uno/a psicologo/a può aiutare a comprendere meglio ciò che sta accadendo e a individuare strategie adatte alla tua situazione, offrendoti uno spazio di confronto e sostegno.
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Crescere insieme senza schermi
Ogni momento di connessione conta più di un'ora di silenzio
Non devo essere perfetta, devo esserci
Un passo alla volta, senza sensi di colpa
I capricci non sono un fallimento educativo, ma tappe naturali della crescita emotiva. Affrontarli con empatia e pazienza significa investire nella capacità futura del bambino di gestire le proprie emozioni.
Il tablet non è un nemico, ma il suo utilizzo come risposta automatica può rendere più difficile lo sviluppo dell'autoregolazione, una competenza che accompagna tutta la vita. Anche in ambienti domestici piccoli è possibile trovare alternative valide, organizzando lo spazio in modo funzionale e coinvolgendo il bambino nelle attività di ogni giorno.
La coerenza tra i genitori nelle risposte ai capricci fa la differenza: regole chiare, condivise e non troppo rigide offrono al bambino la sicurezza di cui ha bisogno per accettare i limiti. Ogni bambino risponde in modo diverso, e trovare la strategia più adatta richiede osservazione, flessibilità e la disponibilità a procedere per tentativi.
Scegliere di non cedere automaticamente allo schermo non significa essere genitori perfetti, ma genitori consapevoli. Se senti che la situazione è difficile da gestire, confrontarti con uno/a psicologo/a può aiutarti a leggere ciò che sta accadendo da una prospettiva diversa e a trovare strumenti utili per affrontarlo con maggiore serenità.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale usare il tablet per calmare i capricci di mio figlio?
È una situazione molto comune e comprensibile, soprattutto quando si vive in spazi domestici ridotti e la stanchezza si fa sentire. Non c'è motivo di sentirti in colpa per averlo fatto.
Il punto non è giudicare, ma osservare cosa succede quando il tablet diventa la risposta automatica a ogni momento di crisi. Il rischio è che il bambino non abbia la possibilità di attraversare l'emozione che sta provando, dalla frustrazione al ritorno alla calma, e che col tempo faccia più fatica a sviluppare le proprie risorse per gestire il disagio. Più che domandarti se quel comportamento sia normale o meno, può essere utile chiederti cosa stia cercando di comunicare tuo/a figlio/a e quale bisogno possa esserci dietro. Guardare la situazione con curiosità e senza giudicarti è già un passo importante per comprenderla meglio.
Perché i bambini fanno i capricci e cosa stanno cercando di dire?
I capricci sono una tappa naturale della crescita emotiva, non un segnale che stai sbagliando qualcosa. Soprattutto tra i due e i tre anni, i bambini iniziano a scoprire il proprio io e hanno bisogno di affermarsi: i capricci sono spesso espressione di questo bisogno di autonomia.
Dietro un pianto improvviso o un rifiuto ostinato possono nascondersi bisogni molto concreti: fame, stanchezza, bisogno di vicinanza, noia o troppa energia accumulata senza modo di scaricarla. Il bambino sta comunicando qualcosa che non riesce ancora a esprimere a parole.
Provare ad ascoltare cosa c'è dietro il capriccio, invece di cercare di spegnerlo il prima possibile, può aiutarti a rispondere in modo più efficace e a costruire un legame di fiducia con tuo/a figlio/a.
Quali sono alternative pratiche al tablet quando un bambino fa i capricci in casa?
Anche in spazi piccoli ci sono diverse strategie che puoi provare:
- Preparare un kit di attività sempre a portata di mano: fogli e colori, costruzioni, pasta modellabile, libri illustrati. Averlo pronto ti evita di dover improvvisare nel momento della crisi.
- Sostituire lo stimolo visivo con quello uditivo: musica, filastrocche cantate insieme, audiolibri o podcast per bambini intrattengono senza legare il bambino allo schermo e lo lasciano libero di muoversi.
- Coinvolgere il bambino nelle attività quotidiane: mescolare un impasto, apparecchiare, innaffiare una pianta. Sentirsi parte di quello che succede in casa può ridurre il bisogno di attirare l'attenzione.
- Quando il capriccio esplode, può essere utile avvicinarsi, riconoscere l'emozione che sta provando e offrirgli presenza e conforto, dando un nome all'emozione che sta provando: "Sei arrabbiato perché volevi continuare a giocare". Sentirsi capito può aiutare più di qualsiasi distrazione.
Come posso creare una routine che riduca i capricci in casa?
Una routine quotidiana prevedibile può fare una grande differenza. Sapere cosa aspettarsi aiuta i bambini a sentirsi più sicuri, e questa sicurezza può ridurre i momenti di tensione.
È importante costruire la giornata con momenti chiari e alternati: un momento di gioco attivo, uno più tranquillo, un tempo condiviso. Non deve essere rigida o perfetta, ma abbastanza stabile da dare al bambino punti di riferimento.
Un altro aspetto che può aiutare è definire dei momenti della giornata liberi da schermi per tutta la famiglia, inclusi smartphone e tv. Quando la regola vale per tutti, il bambino la percepisce come più naturale e meno punitiva.
La coerenza tra chi si prende cura del bambino è altrettanto importante: regole chiare, condivise e non troppo rigide offrono la sicurezza di cui ha bisogno per accettare i limiti con meno resistenza.
Quando è il caso di chiedere aiuto a uno psicologo per gestire i capricci?
Non è necessario aspettare che le difficoltà diventino troppo grandi per chiedere supporto. Un percorso con uno/a psicologo/a può essere uno spazio di riflessione prezioso in qualsiasi momento, anche quando senti semplicemente che la fatica è tanta e le strategie che provi non sembrano bastare.
Uno/a psicologo/a può aiutarti a comprendere meglio le dinamiche familiari, leggere i bisogni del tuo bambino e individuare strategie adatte alla vostra realtà quotidiana. È uno spazio di confronto e supporto che può offrire nuove prospettive e strumenti concreti per affrontare le difficoltà con maggiore serenità. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un gesto di attenzione e cura verso sé stessi e la propria famiglia.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
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