Nonni troppo permissivi sull'uso degli schermi: come essere chiari sulle regole senza entrare in conflitto?
Ogni volta che torna dai nonni è una lotta
Non voglio litigare con i miei genitori
I nonni rappresentano una risorsa preziosa nella vita di molte famiglie. Il tempo che i nipoti trascorrono con loro è spesso fatto di affetto, complicità, attenzioni speciali e momenti che contribuiscono a costruire ricordi significativi. Tuttavia, questi momenti possono talvolta accompagnarsi a una gestione più flessibile di TV, tablet e smartphone, generando qualche difficoltà per i genitori che cercano di mantenere regole e limiti coerenti. Quando i bambini sono con i nonni, infatti, non è raro che trascorrano più tempo davanti agli schermi tra cartoni animati, videogiochi e video online. In alcuni casi, il tempo dedicato ai dispositivi digitali può superare le raccomandazioni delle principali autorità sanitarie per le diverse fasce d'età, dando origine a dubbi, preoccupazioni o piccoli conflitti all'interno della famiglia. Il divario generazionale e digitale tra nonni e genitori può creare visioni molto diverse sull'uso della tecnologia. Alcuni nonni conoscono meno i rischi legati all'esposizione precoce agli schermi, altri faticano a dire di no in un contesto affettivo basato sul piacere di stare insieme. Ma il punto non è solo il tempo davanti allo schermo. Il tema tocca equilibri familiari delicati: mettere in discussione le abitudini dei nonni può essere vissuto come una critica al loro modo di prendersi cura dei nipoti, alimentando incomprensioni e risentimenti.
Le ragioni del disaccordo
Cosa c'è dietro le divergenze sugli schermi
Mia madre non capisce perché mi preoccupo
Per mio suocero esagero con le regole
Le tensioni tra genitori e nonni sul tema degli schermi hanno spesso radici più profonde di quanto sembri. Per comprendere davvero cosa succede e trovare un modo per poterlo gestire al meglio, il supporto di uno/a psicologo/a può essere molto utile, soprattutto quando il dialogo familiare crea delle difficoltà e le emozioni prendono il sopravvento. Intanto, proviamo a esplorare insieme alcune possibili ragioni che sono alla base di queste divergenze.
Il ruolo del piacere nel legame con i nipoti
- I nonni tendono a essere più permessivi perché il loro ruolo è associato alla gratificazione: concedere qualcosa in più, incluso uno schermo, diventa un modo per rendere felice il nipote e rafforzare il legame.
- Lo schermo può diventare anche uno strumento pratico: intrattenere un bambino piccolo per molte ore richiede energia, e la TV o il tablet offrono una soluzione immediata quando le forze fisiche non bastano.
Il divario nelle competenze digitali
- I nonni meno esperti di tecnologia spesso non conoscono i contenuti a cui i bambini accedono e non sanno come impostare filtri o limiti di tempo.
- Questo li porta a lasciare più libertà di quella che darebbero se avessero gli strumenti per gestire i dispositivi in modo consapevole.
Visioni diverse sull'educazione
- Molti nonni non sono aggiornati sulle attuali raccomandazioni pediatriche riguardo all'esposizione agli schermi nei primi anni di vita e possono sottovalutare l'impatto su sonno, attenzione e linguaggio.
- Ciò che per i genitori è un limite necessario, per i nonni può sembrare un'esagerazione. Queste divergenze riflettono spesso differenze più ampie nello stile educativo tra generazioni.
Scenari familiari comuni
Situazioni in cui è facile riconoscersi
Ogni volta è come ricominciare da zero
Mi sento in colpa a fare il rigido
Può essere utile riconoscersi in alcune situazioni concrete che molte famiglie vivono. Ecco alcuni esempi pratici in cui potresti ritrovarti.
Le regole che saltano dopo il weekend dai nonni
- Il bambino torna a casa e pretende di continuare a guardare la TV senza limiti, perché "dalla nonna si può", innescando capricci e confusione su quali regole valgano davvero.
- I nonni lasciano il nipote davanti al tablet durante i pasti o prima di dormire: abitudini che i genitori hanno faticato a eliminare dalla routine quotidiana e che si ripristinano ogni volta.
- Il bambino, abituato a usare lo schermo dai nonni come passatempo costante, inizia a mostrare più difficoltà a gestire la noia e la frustrazione anche a casa.
Tecnologia senza filtri
- Un nonno meno avvezzo alla tecnologia consegna lo smartphone al nipote senza alcun filtro attivo, senza sapere che il bambino potrebbe accedere a contenuti non adatti alla sua età o interagire con sconosciuti online.
- La nonna mette i cartoni animati come sottofondo per tutta la durata della visita, anche mentre il bambino gioca, senza rendersi conto che l'esposizione passiva interferisce con la concentrazione e il gioco autonomo.
Il dialogo che si chiude
- Quando i genitori provano a condividere le raccomandazioni sul tempo-schermo, possono sentirsi rispondere che "anche noi siamo cresciuti con la televisione e stiamo bene". Questo rischia di far sentire entrambe le parti poco comprese e di bloccare la conversazione ancora prima che inizi davvero.
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Strategie pratiche
Come affrontare il tema con rispetto e chiarezza
Ho capito che dovevo cambiare approccio
Ne ho parlato con la mia psicologa
Aprire una conversazione con affetto, non con accuse
Può essere utile coinvolgere i nonni in un momento tranquillo, condividendo le raccomandazioni pediatriche e spiegando le motivazioni dietro le regole sugli schermi. Parlare degli effetti su sonno, linguaggio e attenzione può aiutare a far percepire i limiti come una scelta di salute, non come una critica personale.
Concordare insieme poche regole semplici
È importante stabilire insieme poche regole chiare e condivise: un tempo massimo giornaliero, niente schermi a tavola o prima di dormire. Scriverle e lasciare loro una copia può trasformarle in un riferimento concreto, evitando discussioni frequenti.
Rendere la tecnologia più gestibile
Puoi aiutare i nonni a configurare i controlli parentali sui dispositivi presenti a casa loro: mostrare come impostare filtri, limiti di tempo e profili adatti all'età. Rendere la tecnologia più semplice da gestire riduce la preoccupazione dei nonni meno esperti e offre maggiore sicurezza.
Proporre attività alternative coinvolgenti
Può essere d’aiuto suggerire ai nonni alcune attività da fare insieme ai nipoti al posto degli schermi: passeggiate, giochi da tavolo, lettura ad alta voce, cucinare insieme. Valorizzare il loro ruolo unico e il tempo di qualità che possono offrire è spesso più efficace di qualsiasi divieto.
Riconoscere la fatica e cercare compromessi realistici
È importante riconoscere apertamente che gestire bambini piccoli per molte ore è impegnativo. Piuttosto che pretendere una regola perfetta, è possibile concordare un tempo-schermo ragionevole e accettare che a casa dei nonni qualche eccezione possa esistere, purché rimanga entro limiti concordati.
Parlarne con una persona cara
A volte può aiutare condividere quello che si prova con un amico o un familiare di fiducia. Sentirsi capiti, anche solo raccontando la frustrazione di quel momento, può alleggerire la tensione e aiutarti a trovare le parole giuste per il dialogo con i nonni.
Valutare un percorso con uno/a psicologo/a
Quando le tensioni familiari sugli schermi diventano ricorrenti e il dialogo si blocca, un percorso con uno/a psicologo/a può essere uno spazio prezioso per capire cosa si muove sotto la superficie. Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto complessa per iniziare: può essere utile per individuare strategie di comunicazione più efficaci e sentirsi sostenuti nel proprio ruolo genitoriale.
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Dialogo e flessibilità
Un'alleanza da costruire, non una battaglia da vincere
Abbiamo trovato un compromesso che funziona
Ora mi sento meno sola in questa cosa
La coerenza tra le regole a casa e quelle dai nonni è importante per il benessere del bambino: quando le aspettative sono chiare e condivise, il piccolo si sente meno confuso e più sicuro.
Il dialogo sugli schermi non è uno scontro, ma un'alleanza da costruire partendo dal rispetto reciproco e dal riconoscimento del ruolo di ciascuno. Le eccezioni occasionali non compromettono l'educazione di un bambino, purché la regola generale sia chiara: la flessibilità consapevole rafforza i rapporti più di qualsiasi rigidità.
Affrontare questo tema con empatia e chiarezza è anche un modo per insegnare al bambino che i disaccordi si risolvono con il dialogo e la collaborazione. Se senti che la situazione interferisce con il tuo benessere o che il confronto con i nonni tocca corde più profonde, uno/a psicologo/a può aiutarti a trovare il tuo equilibrio e a comunicare con maggiore serenità.
Il passo successivo, se ti senti pronto/a
La terapia psicologica non è solo per chi attraversa un momento di crisi. È uno spazio di ascolto per prenderti cura del tuo benessere mentale.
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FAQ
Domande frequenti
È normale sentirsi in colpa quando si chiede ai nonni di limitare gli schermi?
Sì, è molto comune provare un senso di colpa in queste situazioni. Molto probabilmente stai cercando di proteggere il benessere di tuo/a figlio/a, ma allo stesso tempo non vuoi ferire persone che ami e che si prendono cura dei tuoi bambini con affetto.
Può essere utile ricordare che porre dei limiti sugli schermi non significa sminuire il ruolo dei nonni. Piuttosto, è un modo per costruire insieme un'alleanza educativa basata sul rispetto reciproco.
Se il senso di colpa diventa molto intenso o ti blocca nel comunicare le tue esigenze, parlarne con uno/a psicologo/a può aiutarti a trovare le parole giuste e a sentirti più sicuro/a nelle tue scelte.
Come parlare ai nonni del tempo davanti agli schermi senza litigare?
Il primo passo è scegliere un momento tranquillo, lontano dalle situazioni di tensione, per aprire il discorso. Evita di affrontare il tema subito dopo un episodio che ti ha fatto arrabbiare: le emozioni calde rendono il dialogo più difficile.
Puoi condividere con i nonni le raccomandazioni pediatriche sugli effetti degli schermi su sonno, attenzione e linguaggio, presentandole come informazioni utili e non come un'accusa. Frasi come "ho letto che…" o "la pediatra ci ha consigliato di…" aiutano a spostare il focus dalla critica personale alla cura condivisa.
Proponi poche regole semplici e concrete da concordare insieme: un tempo massimo, niente schermi a tavola o prima di dormire. Coinvolgere i nonni nella decisione li fa sentire parte della squadra, non esclusi.
Perché mio figlio fa i capricci sugli schermi dopo essere stato dai nonni?
Quando le regole cambiano da un contesto all'altro, è frequente che i bambini facciano fatica a riadattarsi. Non si tratta di un capriccio "contro di te": è piuttosto una reazione alla confusione tra aspettative diverse.
Se a casa dei nonni lo schermo è sempre disponibile, il/la bambino/a può avere più difficoltà a gestire la frustrazione quando a casa i limiti sono diversi. È una risposta naturale, non un segno che stai sbagliando qualcosa.
È importante lavorare sulla coerenza tra i diversi ambienti: quando le aspettative sono chiare e condivise anche con i nonni, il bambino si sente più sicuro e i momenti di transizione diventano meno faticosi per tutti.
I nonni non sanno usare i filtri parentali: come posso aiutarli?
Molti nonni non hanno familiarità con le impostazioni dei dispositivi digitali, e questo può portarli a lasciare più libertà di quella che vorrebbero. Non è una questione di negligenza, ma di competenze digitali diverse tra generazioni.
Può risultare importante dedicare un momento nel configurare insieme i controlli parentali sui dispositivi presenti nella casa dei nonni: impostare profili adatti all'età, attivare filtri sui contenuti e stabilire limiti di tempo automatici. Mostrare come funzionano con calma e pazienza fa sentire i nonni più sicuri e autonomi.
Anche preparare una lista di app o contenuti adatti può essere un aiuto concreto: in questo modo i nonni sanno cosa proporre senza doversi orientare da soli in un mondo digitale che conoscono poco.
Quando è utile rivolgersi a uno psicologo o una psicologa per le tensioni familiari sugli schermi?
Se il dialogo con i nonni si blocca ripetutamente, se ogni conversazione finisce in un litigio o se senti che il tema degli schermi sta toccando equilibri familiari più profondi, un percorso con uno/a psicologo/a può essere davvero utile.
Non è necessario aspettare che la situazione diventi molto complessa: il percorso terapeutico è uno spazio di riflessione e crescita in cui poter esplorare cosa si muove sotto la superficie, comprendere meglio le dinamiche relazionali con i propri genitori o suoceri e individuare strategie di comunicazione più efficaci.
Avere uno spazio in cui sentirsi ascoltati e sostenuti come genitori può essere prezioso, soprattutto nei momenti in cui le difficoltà quotidiane sembrano accumularsi. Prendersi cura del proprio benessere significa anche creare condizioni migliori per prendersi cura dei propri figli e delle relazioni familiari.
Domande frequenti sulla terapia
Quanti tipi di terapia ci sono in Unobravo?
Con Unobravo potrai svolgere terapia psicologica individuale o terapia di coppia, a seconda delle tue necessità. Per esempio, la terapia individuale dopo un tradimento può essere utile per migliorare la comunicazione e affrontare le sfide personali che influenzano le dinamiche relazionali. La scelta, dopo un tradimento, della terapia individuale o di coppia dipende dalle esigenze di ciascuna persona.
Cos'è e in cosa consiste la terapia individuale con Unobravo?
Un percorso di terapia individuale può offrire uno spazio sicuro per esplorare le proprie emozioni e i propri comportamenti insieme a un professionista della salute mentale.
Anche se non è sempre semplice capire come iniziare un percorso psicologico, con Unobravo non dovrai preoccuparti di come scegliere uno psicologo. Ti basterà compilare il questionario e incontrare nel primo colloquio gratuito lo psicologo che ti è stato assegnato tra gli psicologi Unobravo.
Se sarà il professionista adatto a te, inizierete insieme un percorso creato su misura per te.
Terapia online: perché sceglierla?
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Quali sono i prezzi della terapia individuale?
Il prezzo dello psicologo in presenza può variare molto, senza contare il tempo e il costo per raggiungere lo studio del professionista.
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Quanto dura un percorso di terapia individuale?
A decidere quanto dura un percorso psicologico sarete tu e il tuo Unobravo: ogni persona è unica, così come lo sarà il viaggio verso il tuo benessere psicologico.
Come faccio a sapere se ho bisogno di fare terapia?
Ogni processo terapeutico è unico e la motivazione o la necessità di iniziare un percorso di terapia varia da persona a persona. È importante ricordare che andare in terapia non solo aiuta ad affrontare le difficoltà e a trattare i disturbi, ma sostiene anche chi desidera intraprendere un percorso di crescita personale e fornisce strumenti e strategie utili per migliorare il benessere quotidiano.
È importante ricordare che fare terapia non è un segno di debolezza ma di cura di sé, quindi non c'è bisogno di aspettare di raggiungere il nostro limite per chiedere aiuto.
E ora?
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