Rabbia dopo la nascita di un figlio: cosa sta succedendo?

La nascita di un figlio è un evento che cambia tutto. Eppure, accanto alla gioia e alla tenerezza, possono emergere emozioni che non ti aspettavi: irritabilità costante, scatti d'ira verso il/la partner, un risentimento che cresce giorno dopo giorno e che sembra difficile da spiegare.

Molti neogenitori si ritrovano a reagire in modi che non riconoscono come propri: risposte sproporzionate a piccoli attriti quotidiani, spesso seguite da pianto e senso di colpa. Ti chiedi cosa ti stia succedendo, perché non riesci a goderti questo momento, perché la rabbia sembra prendere il sopravvento proprio con la persona che ti è più vicina.

La rabbia che stai provando non è un difetto, né un segno di ingratitudine e nemmeno un fallimento personale. Potrebbe essere invece il segnale di un sovraccarico emotivo, fisico e relazionale che non trova altri modi per esprimersi. Capire cosa c'è dietro è un primo passo importante per evitare che diventi un muro tra te e il tuo/la tua partner, proprio nel momento in cui la coppia avrebbe più bisogno di sentirsi unita.

Non mi riconosco, non sono mai stata così
Mi sento in colpa per come reagisco
Le possibili ragioni

Da dove arriva tutta questa rabbia?

Non capisco perché mi arrabbio per ogni cosa
Mi sembra di aver perso me stessa

Chiedersi il perché è già un passo importante in termini introspettivi. Comprendere profondamente le radici di certe reazioni da soli è molto complesso:, un percorso di supporto psicologico potrebbe essere particolarmente d’aiuto. Intanto, proviamo a riflettere insieme su alcune possibili ragioni del tuo malessere.

Il corpo che cambia le emozioni

  • Dopo il parto, il brusco calo di estrogeni e progesterone può alterare in modo significativo la regolazione delle emozioni, rendendo più immediato per la neomamma passare dalla frustrazione alla rabbia in pochi istanti.
  • La stanchezza fisica accumulata, la privazione cronica di sonno e i cambiamenti nel corpo possono ridurre molto la capacità dei neogenitori di tollerare lo stress, abbassando la soglia di irritabilità anche di fronte a piccoli attriti.

Il carico che non si divide

  • Quando uno dei due genitori si fa carico della maggior parte delle responsabilità di accudimento, può sviluppare un risentimento crescente verso il partner, percepito come assente o poco coinvolto, anche quando fa del suo meglio.
  • Il confronto con modelli di genitorialità idealizzati può alimentare un senso di inadeguatezza profondo: la frustrazione che ne deriva, non trovando spazio per essere espressa, si accumula e si riversa sul partner sotto forma di rabbia, critiche o chiusura emotiva.

Quanto può influire la trasformazione dell'identità

  • Il passaggio da individuo e partner a genitore a tempo pieno comporta un cambiamento profondo nell'identità personale, che può generare una sorta di lutto silenzioso per la libertà e la vita di prima.
  • Questa sensazione di perdita è difficile da esprimere senza sentirsi in colpa, e spesso si manifesta come rabbia rivolta verso chi ci è più vicino, proprio perché non si riesce a darle un nome.
Scene di vita quotidiana

Situazioni in cui potresti riconoscerti

Mi basta una parola fuori posto e esplodo
Vorrei solo che qualcuno capisse la mia fatica

La rabbia dopo la nascita di un figlio può manifestarsi in tanti modi diversi. Ecco alcune situazioni concrete in cui potresti ritrovarti.

Quando un consiglio diventa una miccia

  • Un suggerimento non richiesto sulla gestione del bambino, da parte del partner, dei suoceri o dei propri genitori, scatena una reazione di rabbia che sembra sproporzionata, seguita da pianto e senso di colpa, in un circolo che si ripete sempre più spesso.
  • La sensazione di essere giudicati incapaci perché non si riesce a gestire la casa e la routine come prima genera una frustrazione che esplode in scatti di rabbia verso il partner.

Il silenzio che pesa sulla coppia

  • Il partner che rientra dal lavoro e trova un clima di tensione e mutismo, senza capire cosa abbia fatto di sbagliato. Dall'altra parte, l'altro genitore sente di non essere compreso nella propria fatica quotidiana e si chiude in un silenzio carico di risentimento.
  • Uno dei due genitori che si dedica completamente alla cura del figlio, rifiutando ogni aiuto e ogni suggerimento, potrebbe riversare sull'altro tutta l'aggressività accumulata attraverso critiche, ordini e chiusura, rendendo molto difficile qualsiasi dialogo.

Il confronto con gli altri e la sfera intima

  • Il confronto costante con altri genitori che sembrano gestire tutto con naturalezza alimenta un senso di inferiorità che si potrebbe in irritabilità cronica verso il partner, accusato di non fare abbastanza o di non capire.
  • I conflitti che nascono intorno alla sfera intima: il calo del desiderio, il dolore fisico, la stanchezza e la paura di non tornare più come prima creano un terreno fertile per incomprensioni e rabbia reciproca che nessuno dei due riesce a esprimere a parole.
Strategie pratiche e accessibili

Piccoli passi per attraversare questo momento

Ho capito che la rabbia nascondeva stanchezza
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Un nuovo equilibrio è possibile

Ascoltarsi e non giudicarsi

La rabbia che emerge dopo la nascita di un figlio non è un segno di debolezza né di fallimento come genitori o come coppia. È una reazione umana a un cambiamento profondo che coinvolge il corpo, la mente e le relazioni.

Ignorare o minimizzare questa emozione non la fa scomparire: quando la rabbia non viene riconosciuta e affrontata, tende a persistere e potrebbe, a lungo termine, erodere lentamente il legame di coppia, con conseguenze importanti anche sul benessere del bambino. La rabbia non è un’emozione sbagliata, di cui vergognarsi o sentirsi in colpa. E’ un’emozione legittima che va attenzionata per ricalibrare la bussola del tuo benessere.

Infatti, nessun genitore dovrebbe sentirsi obbligato a gestire tutto da solo. Chiedere aiuto non è un indicatore di incapacità o un fallimento, ma un atto di cura verso sé stessi, verso il partner e verso il proprio figlio. Un figlio ha bisogno di genitori che stiano bene, non di genitori che sembrano perfetti ma nascondono sofferenza.

Se la rabbia persiste, se il dialogo sembra impossibile, se ti senti intrappolato in dinamiche di risentimento e chiusura, rivolgersi a uno psicologo è un primo passo concreto verso un nuovo equilibrio. Un percorso psicoterapeutico, individuale o di coppia, può aiutare a trasformare il conflitto in dialogo e risignificare la rabbia per un maggiore benessere famigliare.

Ignorare o minimizzare questa rabbia non la fa scomparire: quando non viene riconosciuta e affrontata, potrebbe - a lungo termine - compromettere il benessere della famiglia.

Se la rabbia persiste, se il dialogo sembra impossibile, se ti senti intrappolato in dinamiche di risentimento e chiusura, rivolgersi a uno psicologo è un primo passo concreto verso un nuovo equilibrio. Un percorso terapeutico, individuale o di coppia, può aiutare a trasformare il conflitto in dialogo e la rabbia in comprensione reciproca.

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