Il modello ACT è stato sviluppato dal professore di psicologia Steve C. Hayes e affonda le proprie radici nella Relational Frame Theory (RFT). La RFT è un programma di ricerca sulle modalità di funzionamento della mente umana e sul ruolo del linguaggio nel determinare alcuni processi che portano alla sofferenza psicologica.
La proposta dell’ACT si basa sul concetto di “azione impegnata”: l’impegno costante della persona a intraprendere azioni coerenti con i propri valori personali, anche quando si presentano emozioni difficili lungo il percorso. Recenti ricerche hanno evidenziato che l’efficacia della terapia ACT è mediata proprio dall’aumento della flessibilità psicologica (Levin et al., 2024), sottolineando così l’importanza di sviluppare la capacità di adattarsi e di agire in modo consapevole e intenzionale nonostante le sfide emotive.
Sofferenza e flessibilità psicologiche
Con il termine flessibilità psicologica si intende l’essere pienamente in contatto con il momento presente, cambiando il proprio comportamento per perseguire i valori che reputiamo importanti.
Nel fare ciò, l’ACT prende in considerazione alcuni concetti fondamentali:
- La sofferenza psicologica è normale e accompagna ogni persona. Se ci sentiamo molto preoccupati o giù di morale, non c'è niente che non va in noi: la nostra mente sta lavorando nel modo in cui ha imparato a fare per garantirci la sopravvivenza.
- Cercare di allontanare il dolore non farà che aumentarlo. Possiamo imparare a fare spazio alla sofferenza per costruire una vita che valga comunque la pena di essere vissuta, basata sui nostri valori.

I sei processi dell’ACT
L’approccio dell’ACT, con la centralità attribuita ai valori liberamente scelti, offre un ruolo attivo alla persona nelle decisioni relative all’intervento terapeutico e, più in generale, nella propria vita. Le evidenze disponibili suggeriscono che la terapia ACT agisce attraverso processi diversi rispetto ad altri trattamenti attivi, inclusa la terapia cognitivo-comportamentale tradizionale (CBT) (Hayes et al., 2006). L’ACT individua infatti sei processi fondamentali che giocano un ruolo chiave nella spiegazione del funzionamento umano, ognuno dei quali presenta una controparte sia funzionale sia disfunzionale. Al centro di questo modello si trova la flessibilità psicologica.
Il contatto con il momento presente in modo mindful
Entrare in contatto con il momento presente significa anche scegliere consapevolmente di portare la propria attenzione su ciò che sta accadendo in quel preciso momento, lasciando sullo sfondo le preoccupazioni per il passato o il futuro.
Fusione e defusione cognitiva
Si tratta di osservare i pensieri per quello che sono, senza esprimere un giudizio. Quando siamo immersi nei nostri pensieri, possiamo dimenticare che stiamo interagendo con un evento interno e non con un evento reale. La controparte virtuosa della fusione cognitiva è la defusione cognitiva, ovvero la capacità di prendere distanza dai propri pensieri.
Il continuum evitamento-apertura all’esperienza
L’evitamento esperienziale si concretizza nei tentativi di fuga dalle proprie emozioni o nel controllo dell’esperienza esterna. Il corrispettivo funzionale viene chiamato “accettazione” e può essere descritto come il “lasciare spazio” o “aprirsi all’esperienza” alle emozioni, ai pensieri e ai ricordi dolorosi, senza giudicare le proprie esperienze e stati emotivi.
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l “sé come contesto”
È la controparte del “sé concettualizzato”, identificato come l’insieme di definizioni con cui ci “etichettiamo” in maniera automatica. Il “sé come contesto” è il modo in cui impariamo ad osservare la nostra esperienza interna ed esterna da un punto di vista nuovo, mai sperimentato.
I valori
Guidano l’azione impegnata nella vita e sono visti come mete finali. Possiamo avvicinarci ai nostri valori tramite un insieme di obiettivi concreti, fattibili e praticabili. Questi rappresentano ciò che è davvero importante per noi.
Il commitment o “azione impegnata”
Significa agire in modo efficace e coerente ai propri valori. Al contrario dell’evitamento esperienziale, l’azione impegnata fa emergere pensieri e sentimenti, sia piacevoli che spiacevoli, sia desiderabili che dolorosi. Anche se emergono dolore e disagio, l’azione impegnata ci guida nel “fare quello che serve” per perseguire i nostri valori.
“Non c’è motivo di continuare ad aspettare che la vita cominci. Il gioco dell’attesa può finire. Adesso. Come un leone rinchiuso in una gabbia di carta, gli esseri umani sono generalmente intrappolati dalle illusioni della loro mente. Nonostante le apparenze, la gabbia non rappresenta di fatto una barriera in grado di tenere imprigionato lo spirito umano.” Steven C. Hayes
Il modello Hexaflex: una visione integrata dei processi secondo l'ACT
Il cuore della terapia ACT è rappresentato dal modello Hexaflex, una rappresentazione visiva che integra i sei processi fondamentali dell'ACT in un'unica struttura flessibile e interconnessa. Ogni processo non agisce in modo isolato, ma si intreccia con gli altri, contribuendo alla costruzione della flessibilità psicologica.
Nel modello Hexaflex, i sei processi sono disposti come i vertici di un esagono, a simboleggiare la loro interdipendenza. Questo significa che lavorare su un processo, come l'accettazione, può influenzare positivamente anche gli altri, come la defusione cognitiva o l'azione impegnata.
- Processi di mindfulness e accettazione: comprendono il contatto con il momento presente, la defusione cognitiva, l'accettazione e il sé come contesto. Questi aiutano a sviluppare una relazione più aperta e consapevole con i propri pensieri ed emozioni.
- Processi di impegno e cambiamento comportamentale: includono la definizione dei valori e l'azione impegnata. Questi guidano la persona verso scelte concrete e significative, in linea con ciò che è davvero importante per sé.
La forza dell'Hexaflex risiede nella sua straordinaria flessibilità, che permette al terapeuta di adattare l'intervento alle esigenze uniche di ogni individuo, concentrandosi su uno o più processi in base alle difficoltà specifiche della persona e promuovendo così un percorso terapeutico personalizzato e dinamico. Inoltre, la terapia ACT può essere erogata in diversi formati, come workshop di gruppo di un giorno, applicazioni online e per smartphone, e telemedicina (Dindo et al., 2017), offrendo ulteriori possibilità di adattamento alle preferenze e alle necessità dei pazienti.
Evidenze scientifiche e applicazioni cliniche dell’ACT
L’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) è supportata da un crescente numero di studi clinici e metanalisi che ne attestano l’efficacia in diversi ambiti della salute mentale. Recenti evidenze suggeriscono che l’ACT sia efficace non solo nel trattamento della depressione, dell’ansia, del dolore cronico e dei disturbi da uso di sostanze, ma anche in una vasta gamma di condizioni, tra cui disturbi ossessivo-compulsivi e correlati, psicosi, gestione di condizioni di salute croniche, obesità, stigma, stress e burnout (Levin et al., 2024). Secondo la letteratura scientifica, l’ACT ha effetti su:
- Depressione e ansia: numerosi studi randomizzati controllati (RCT) hanno evidenziato che l’ACT può essere efficace quanto la terapia cognitivo-comportamentale tradizionale per la riduzione dei sintomi depressivi e ansiosi (A-Tjak et al., 2021).
- Dolore cronico: l’ACT è raccomandata da linee guida internazionali, come quelle dell’American Psychological Association, per la gestione del dolore cronico, grazie alla sua capacità di migliorare la qualità della vita anche in presenza di sintomi persistenti.
- Disturbi da uso di sostanze: secondo una metanalisi pubblicata su Drug and Alcohol Dependence (Lee et al., 2015), l’ACT ha mostrato effetti benefici nella riduzione del consumo e nella prevenzione delle ricadute.
Oltre a ciò, recenti evidenze mostrano che la terapia ACT risulta efficace anche quando viene somministrata in formato digitale di auto-aiuto (Levin et al., 2024). Questi dati suggeriscono che l’ACT può essere una terapia flessibile e adattabile a diverse condizioni cliniche, offrendo strumenti utili per favorire il benessere psicologico.
Testi fondamentali e risorse per approfondire l’ACT
Per chi desidera approfondire la terapia ACT, esistono alcuni testi di riferimento considerati fondamentali sia per professionisti che per persone interessate a conoscere meglio questo approccio.
- "Acceptance and Commitment Therapy: The Process and Practice of Mindful Change" di Steven C. Hayes, Kirk D. Strosahl e Kelly G. Wilson: questo manuale, scritto dai fondatori dell’ACT, offre una panoramica completa del modello teorico e delle strategie pratiche utilizzate in terapia.
- "La trappola della felicità" di Russ Harris: un testo divulgativo che spiega in modo chiaro e accessibile i principi dell’ACT, con esempi pratici ed esercizi per applicare la flessibilità psicologica nella vita quotidiana.
Questi libri rappresentano una solida base per comprendere la filosofia e le tecniche dell’ACT, fornendo strumenti utili sia per il lavoro clinico che per la crescita personale. Tuttavia, da soli non sono sufficienti ad ottenere miglioramenti esclusivamente legati ad un percorso di psicoterapia con un terapeuta qualificato e formato sul metodo.
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